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	<title>Bioedilizia | Bricoportale</title>
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	<title>Bioedilizia | Bricoportale</title>
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		<title>Costruire case di paglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 07:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[case di paglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;interessante viaggio nell&#8217;affasciante mondo delle case di paglia Avete letto bene&#8230; stiamo proprio parlando di case di paglia: utilizzando le classiche &#8220;balle&#8221;, costruirsi la casa in proprio è possibile a tutti. E non si tratta di una capanna precaria, ma di un edificio che può rientrare in classe A o superiore, fatta con materiali naturali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un&#8217;interessante viaggio nell&#8217;affasciante mondo delle case di paglia</h2>
<p>Avete letto bene&#8230; stiamo proprio parlando di <strong>case di paglia</strong>: utilizzando le classiche &#8220;balle&#8221;, costruirsi la <strong>casa</strong> in proprio è possibile a tutti. E non si tratta di una capanna precaria, ma di un <strong>edificio</strong> che può rientrare in <strong>classe A</strong> o superiore, fatta con <strong>materiali naturali ed ecologici</strong>, a <strong>bassissimo costo</strong>, facilmente reperibili anche a <strong>km zero</strong> e in grado di garantire un ambiente sano ai suoi abitanti.</p>
<p>Le <strong>balle di paglia</strong> vengono utilizzate come giganteschi &#8220;<strong>mattoni</strong>&#8221; che costituiscono il tamponamento di una struttura portante di <strong>legno</strong> (in Italia è l’unico sistema permesso), quindi le murature si basano su criteri costruttivi consolidati: l’unico vincolo è che la <strong>paglia</strong> dev’essere tenuta asciutta durante tutto il processo costruttivo, fino all’intonacatura. Infatti, il <strong>tetto</strong> viene completato prima di effettuare il tamponamento delle murature con le <strong>balle</strong>.</p>
<p>Tenuto conto che 1 m<sup>3</sup> di <strong>paglia</strong> pesa circa 1/3 rispetto a uno di <strong>mattoni</strong>, il <strong>risparmio</strong> e la semplicità costruttiva iniziano già nella preparazione delle <a href="https://bricoportale.it/ristrutturare-casa/lavori-in-casa/muratura/le-fondazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">fondazioni</a>, in base alla natura del <strong>terreno</strong>. La paglia, poi, non va confusa con il <strong>fieno</strong>: è lo stelo della pianta morta senza fiori e foglie e ha una composizione simile al legno, quindi sono da escludere problemi di allergie; si tratta di un materiale <strong>compostabile</strong> alla fine del ciclo vitale, con elevate <strong>capacità isolanti</strong> e con un rischio di incendio, dopo l’intonacatura, inferiore a quello del legno. Per imparare i metodi di <strong>autocostruzione</strong> si può contare su corsi che si tengono in varie zone d’Italia, dove si lavora insieme a persone comuni organizzate in squadre; all’argomento sono dedicati vari testi di approfondimento che aiutano a riscoprire un sistema costruttivo antico ed efficace.</p>
<p>Poiché non presenta <strong>semi</strong> ,la <strong>paglia</strong> non è più attrattiva per i <strong>roditori</strong> di qualsiasi altro materiale isolante. Anzi è più facile che i roditori si facciano strada nei classici <strong>isolanti di plastica espans</strong>i più che nelle ballette di paglia compresse e più complesse da scavare. Una volta intonacate poi con l&#8217;<strong>argilla</strong> diventano un vero e proprio muro e la mancanza di <strong>ossigeno</strong> all&#8217;interno non favorisce l&#8217;insediamento di topi etc.</p>
<h3>Case di paglia prezzi</h3>
<p>Un muro in <strong>balle di paglia costa meno di un muro in mattoni</strong>, anche se in termini di fatica colare del cemento è più facile e rapido. Il costo di una balla oscilla tra<strong> 1 e 3 euro</strong> (a seconda dell&#8217;andamento del raccolto e delle richieste di mercato). La spesa più grande è la <strong>manodopera</strong> nel senso che non esitono ancora attrezzature, macchinari ma soprattutto una filiera specializzata  per questo tipo di realizzazioni e quindi realizzare (costruire e intonacare) muri in balle di paglia costa un grande dispendio di energie fisiche. Dobbiamo tener presente che il costo di una casa non è dato solo dal suo prezzo d&#8217;acquisto, ma anche dalla sua <strong>manutenzione, salubrità, confort</strong>. I costi non sono solo quelli dei materiali, il rapporto da prender in considerazione è quello <strong>qualità-prezzo</strong> ovvero qualità in senso di salubrità, impatto ambientale, costo di manutenzione&#8230;e in tutti questi le <span style="text-decoration: underline;">case di paglia</span> sono sicuramente quelle che offrono migliori risultati.</p>
<p>In genere le <em>case di paglia</em> non superano i 1000 euro a m<sup>2</sup> per un risultato qualitativo molto alto (isolamento termico, acustico, traspirabilità, risparmio energetico).</p>
<h3 style="text-align: center;">La Struttura</h3>
<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/05/case-di-paglia.jpg" data-wpel-link="internal"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8449 size-full" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/05/case-di-paglia.jpg" alt="struttura casa di paglia" width="500" height="698" /></a></p>
<h3 style="text-align: center;">Massima libertà di progetto</h3>
<figure id="attachment_8451" aria-describedby="caption-attachment-8451" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-8451 size-full" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/05/case-di-paglia-4.jpg" alt="muro di paglia" width="500" height="476" /><figcaption id="caption-attachment-8451" class="wp-caption-text">Una <strong>casa di paglia</strong> ha bisogno di “un gran cappello e un buon paio di stivali”: deve essere <strong>rialzata dal terreno</strong> per non assorbirne l’umidità e disporre di una copertura abbastanza sporgente, il cui peso va ben ripartito su tutto il perimetro. Anche l’ampliamento di una costruzione esistente di altro materiale può essere attuato con tamponature a <strong>balle di paglia</strong>, purché il collegamento tra le due strutture avvenga solo dopo che la paglia è stata compressa. L’autocostruzione può rivelarsi addirittura divertente fin nelle prime fasi, quando si possono affiancare provvisoriamente le balle a terra per determinare il perimetro della casa, il suo orientamento e la posizione delle aperture. Questo serve anche per stabilire a priori il numero di balle necessarie, rilevabile anche con un <strong>disegno in scala</strong>: di solito ogni balla misura circa 450x350x925-1150 mm.</figcaption></figure>
<h3 style="text-align: center;"> Grossi e leggeri &#8220;mattoni&#8221;</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-8448 size-full" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/05/case-di-paglia-2.jpg" alt="costruire case di paglia" width="650" height="290" /></p>
<ol>
<li>per realizzare il <strong>tamponamento</strong>, le <strong>balle di paglia</strong> vengono inserite e pressate su <strong>canne di bambù</strong> con funzione di armatura. Le balle possono essere “tagliate e cucite” per ottenere la dimensione necessaria; un’altra tecnica consiste nel costruire setti di legno riempiti a terra con le balle, poi raddrizzati e posizionati.</li>
<li>l’<strong>aggrappante</strong> per l’intonacatura dei muri è il <strong>Torchis</strong>, un impasto di <strong>argilla, sabbia, fibre e acqua</strong>. L’argilla viene macinata in una “<strong>molazza</strong>” per essere triturata finemente e in modo omogeneo.</li>
<li>prima dell’intonacatura, i <strong>muri di paglia</strong> devono essere spennellati con argilla sciolta in acqua, la cosiddetta “<strong>barbottina</strong>” che viene utilizzata anche dai ceramisti.</li>
<li>l’intonacatura prevede diversi strati di argilla e sabbia a consistenza via via più fine. Nello strato finale, in genere, si aggiunge un po’ di <strong>calce naturale</strong> fino a ottenere un muro per quanto possibile liscio e uniforme, pronto per l’applicazione della pittura.</li>
<li>le scanalature per gli <strong>impianti elettrici</strong> si realizzano più facilmente che in una struttura edile tradizionale.</li>
<li>nella vista in sezione di un <strong>tetto</strong> si nota come l’isolamento sia realizzato con doppia orditura di legno riempita con le balle e chiusa con un getto di calce naturale: un sandwich di <strong>legno, tessuto, paglia, calce, onduline e tegole</strong>.</li>
</ol>
<h3 style="text-align: center;">Complementi d&#8217;arredo integrati nei muri</h3>
<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/05/case-di-paglia-6.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8450 size-full" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/05/case-di-paglia-6.jpg" alt="luci casa" width="550" height="401" /></a></p>
<p>Al momento di realizzare l’<strong>intonacatura</strong> interna si possono arricchire le superfici con elementi scenografici che fanno parte delle pareti stesse, in rilievo o incassati. Legando alla superficie ancora grezza strutture modellate, da rivestire successivamente con l’intonaco, si possono realizzare <strong>mensole</strong>, schermature per luci direzionali o diffuse, nicchie e infiniti altri complementi funzionali o puramente decorativi. Le pareti non sono più semplici supporti per accessori, ma formano un tutt’uno con essi, in completa uniformità cromatica o con evidenziazioni in altri colori. In particolare, una sapiente disposizione dell’<strong>illuminazione</strong> dona effetti di luci e ombre sulle superfici, esaltandone la caratteristica irregolarità.</p>
<p>Infor</p>
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		<title>Scaldacqua a pompa di calore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 14:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Impianti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La novità per la produzione di acqua calda sanitaria viene dai sistemi scaldacqua a pompa di calore che aspirano aria, la comprimono per riscaldarla e, attraverso uno scambiatore, cedono calore all’acqua contenuta in un serbatoio: sono apparecchiature ecologiche che assicurano risparmi economici interessanti, si installano con opere minime e beneficiano degli incentivi fiscali per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='__iawmlf-post-loop-links' style='display:none;' data-iawmlf-post-links='[{&quot;id&quot;:1548,&quot;href&quot;:&quot;https:\/\/www.ariston.com&quot;,&quot;archived_href&quot;:&quot;http:\/\/web-wp.archive.org\/web\/20260115224905\/https:\/\/www.ariston.com\/&quot;,&quot;redirect_href&quot;:&quot;&quot;,&quot;checks&quot;:[{&quot;date&quot;:&quot;2026-02-12 02:00:26&quot;,&quot;http_code&quot;:200},{&quot;date&quot;:&quot;2026-02-16 23:33:38&quot;,&quot;http_code&quot;:200},{&quot;date&quot;:&quot;2026-03-02 20:36:04&quot;,&quot;http_code&quot;:200},{&quot;date&quot;:&quot;2026-03-10 19:34:55&quot;,&quot;http_code&quot;:200},{&quot;date&quot;:&quot;2026-03-17 11:02:03&quot;,&quot;http_code&quot;:200},{&quot;date&quot;:&quot;2026-03-24 17:26:41&quot;,&quot;http_code&quot;:200},{&quot;date&quot;:&quot;2026-03-31 04:24:56&quot;,&quot;http_code&quot;:200},{&quot;date&quot;:&quot;2026-04-05 00:16:55&quot;,&quot;http_code&quot;:200}],&quot;broken&quot;:false,&quot;last_checked&quot;:{&quot;date&quot;:&quot;2026-04-05 00:16:55&quot;,&quot;http_code&quot;:200},&quot;process&quot;:&quot;done&quot;}]'></div>
<h2>La novità per la produzione di acqua calda sanitaria viene dai sistemi scaldacqua a pompa di calore che aspirano aria, la comprimono per riscaldarla e, attraverso uno scambiatore, cedono calore all’acqua contenuta in un serbatoio: sono apparecchiature ecologiche che assicurano risparmi economici interessanti, si installano con opere minime e beneficiano degli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica</h2>
<p>I boiler tradizionali alimentati esclusivamente a corrente elettrica o a gas sono destinati ad estinguersi a favore di nuovi sistemi che utilizzano energie rinnovabili. Già da diversi anni questi apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria vengono integrati con impianti solari termici, ma la nuova rivoluzione viene dagli <em><strong>scaldacqua a pompa di calore</strong></em>, che sfruttano l’aria per produrre energia termica attraverso un ciclo <span style="text-decoration: underline;">termodinamico</span>.</p>
<p>Il funzionamento della pompa di calore consiste nel prelevare calore a bassa temperatura e “pomparlo” per portarlo ad una temperatura superiore, <span style="text-decoration: underline;">con un consumo di energia minimo, circa 1/3 rispetto ad un tradizionale boiler elettrico</span>.<br />
Lo <em><strong>s</strong><strong>caldacqua a pompa di calore</strong> </em>aspira aria dall’esterno per riscaldare l’acqua all’interno di un serbatoio d’accumulo, che può essere tutt’uno con la macchina termica (<em>monoblocco</em>) o separato da essa (<em>split</em>). In quest’ultimo caso, il serbatoio è installato all’interno e la macchina termica all’esterno dell’abitazione.</p>
<figure id="attachment_8860" aria-describedby="caption-attachment-8860" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8860" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/06/scaldacqua.jpg" alt="scaldacqua schema" width="650" height="394" /><figcaption id="caption-attachment-8860" class="wp-caption-text">L’aria aspirata dal ventilatore del gruppo termico cede il proprio calore ad un fluido che passa nell’evaporatore, poi viene espulsa; il fluido viene compresso, si surriscalda e, passando nel condensatore, cede il proprio calore all’acqua sanitaria. Proseguendo, passa attraverso una valvola di laminazione che gli fa perdere bruscamente pressione e temperatura, riportandole ai valori iniziali: il ciclo può ricominciare. L’energia elettrica richiesta è solo quella per il funzionamento del ventilatore che cattura l’aria e per il compressore che agisce nel circuito chiuso.</figcaption></figure>
<p>L’efficienza del solare termico è subordinata alla presenza del sole ed al tipo d’installazione (orientamento, parziali ombreggiamenti), oltre ad avere una certa invasività, che con questi apparecchi è nettamente inferiore, anche nella versione split. Inoltre, l’aria è sempre disponibile, giorno e notte, e non è necessario tener conto dell’esposizione. La gamma Nuos di Ariston, per esempio, raggruppa diverse apparecchiature con capacità che vanno da 80 a 300 litri con diverse modalità di funzionamento che permettono di scegliere se massimizzare il risparmio energetico (funzionamento esclusivo a pompa di calore), ridurre i tempi di riscaldamento (pompa + resistenza elettrica) o lasciare alla macchina la gestione del sistema, ottimizzando il funzionamento a pompa di calore con l’intervento delle resistenze ausiliarie.</p>
<p>Per un intervento volto a migliorare l&#8217;efficienza energetica, si può accedere alle detrazioni del 65% della spesa (apparecchi + installazione): l’investimento si recupera in pochi anni e, considerato che questi scaldacqua durano 10 anni o più, il risparmio sui consumi energetici è garantito per lungo tempo. La legge di stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27 dicembre 2013), modificando quanto già stabilito dalla Legge 90 del 3 agosto 2013, ha prorogato fino al 2016 le Detrazioni Fiscali per gli interventi finalizzati a migliorare l&#8217;efficienza energetica degli edifici esistenti, secondo le seguenti scadenze e aliquote:</p>
<div id="ce5d750-4e55139-4669d6d">
<ul>
<li>Interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio:
<ul>
<li>Detrazione del 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015</li>
<li>Detrazione del 50% delle spese sostenute dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016</li>
</ul>
</li>
<li>Interventi relativi a tutte le altre tipologie di edificio:
<ul>
<li>Detrazione del 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2015</li>
<li>Detrazione del 50% delle spese sostenute dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015</li>
</ul>
</li>
</ul>
</div>
<h3>Risparmio economico</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8858" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2014/06/risparmio-scaldacqua-pompa.jpg" alt="risparmio-scaldacqua-pompa" width="650" height="203" /></p>
<div>Il prospetto evidenzia la differenza di consumo tra uno scaldacqua efficiente ed uno tradizionale<br />
di pari capacità: il risparmio può arrivare al 75% e consentire di rientrare dall’investimento in circa 3 anni, che si riducono se si usufruisce della detrazione fiscale.<br />
Ma attenzione: i valori riportati nel prospetto sono relativi ad una temperatura media annua di ingresso dell’aria di 15 °C, quindi i dati possono subire variazioni considerevoli in base alle condizioni climatiche del luogo d’installazione. Con temperature molto basse, infatti, la resistenza elettrica di supporto da 1200 W interviene con più frequenza (modalità Boost e Auto), in base alla richiesta.</div>
<h3>Monoblocco o split?</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8857" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/06/monoblocco-split.jpg" alt="monoblocco-split" width="650" height="188" /></p>
<div>La gamma Nuos è composta da scaldacqua per installazione murale o a pavimento, in versione monoblocco o split con unità esterna: entrambe le versioni offrono vantaggi da valutare nella scelta in base alle proprie esigenze.<br />
Con la pompa di calore monoblocco sono necessarie soltanto griglie esterne per l’espulsione, con un impatto architettonico minimo; tramite opportune canalizzazioni l’aria fresca e deumidificata può essere utilizzata per raffrescare gli ambienti, la prima accensione è immediata e all’installatore non sono richieste competenza ed attrezzature da frigorista.<br />
Nella versione split, per contro, l’unità interna è più compatta (manca il gruppo frigo), le connessioni gas hanno dimensioni contenute e non serve lo scarico della condensa. Ventilatore e compressore sono nell’unità esterna, quindi la rumorosità di funzionamento è nulla; occorre solo un foro Ø 50 mm nel muro per i tubi del gas refrigerante. Quanto alla manutenzione, l’operazione principale è la pulizia dell’evaporatore e, nella versione split, si esegue nell’unità esterna, quindi è più semplice, se questa si trova in posizione facilmente raggiungibile. <a href="https://www.ariston.com/" target="_blank" rel="noopener nofollow sponsored" data-wpel-link="external">Ariston</a></div>
<div></div>
<h3>Integrazione con il fotovoltaico</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8856" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2014/06/integrazione-fotovoltaico.jpg" alt="integrazione-fotovoltaico" width="400" height="384" /></p>
<div>Il ventilatore ed il compressore che generano il ciclo della pompa di calore sono apparecchiature elettriche ed il loro funzionamento richiede il collegamento ad una rete elettrica, necessario comunque per alimentare la resistenza interna a funzionamento discontinuo.<br />
La pompa di calore può però essere collegata ad un impianto fotovoltaico ben dimensionato (anche questo impianto beneficia degli incentivi) ed il costo per il suo funzionamento si può ridurre fino al 95%, tenuto conto che l’energia prodotta in eccesso può essere scambiata sul posto con la rete elettrica o utilizzata per gli altri consumi domestici.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Energia eolica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2014 08:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[Pannelli solari e fotovoltaici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sistemi ad energia eolica di piccola taglia, detti minieolici, si adattano all’ambito residenziale per trasformare l’energia cinetica del vento in energia elettrica, attraverso generatori: una tecnologia che fino a oggi è rimasta “all’ombra” del fotovoltaico, ma in determinate zone del territorio potrebbe essere addirittura più conveniente Le turbine eoliche (o aerogeneratori) che forniscono energia [&#8230;]</p>
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<h2>I sistemi ad energia eolica di piccola taglia, detti minieolici, si adattano all’ambito residenziale per trasformare l’energia cinetica del vento in energia elettrica, attraverso generatori: una tecnologia che fino a oggi è rimasta “all’ombra” del fotovoltaico, ma in determinate zone del territorio potrebbe essere addirittura più conveniente</h2>
<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/03/energia-eolica-turbina.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-8285" style="margin-right: 10px;" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/03/energia-eolica-turbina.jpg" alt="turbina energia eolica" width="224" height="337" /></a>Le turbine eoliche (o aerogeneratori) che forniscono energia eolica, derivano sostanzialmente dai mulini a vento: il gruppo generatore è posto alla sommità di un palo che più si trova in alto e più è esposto alle correnti d’aria. Nella fascia destinata all’installazione residenziale rientrano impianti eolici <em>fino a 20 kW di potenza e con altezze inferiori a 30 metri</em> (niente paura, ne bastano molti di meno); il costo di un impianto minieolico varia, in media,<em> tra 3.500 e 5.000 euro per ogni kW</em> di potenza installata, tenendo presente che è più oneroso un impianto da 4-5 kW rispetto ad uno superiore a 10 kW.</p>
<p>Non necessariamente il palo di supporto dev’essere innalzato da terra, <em>anche un tetto ben esposto può ospitare un generatore eolico</em>. Entro i 20 kW non è neppure necessaria la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), anche se occorre accertarsene presso il proprio Comune. Ma, mentre il sole splende più o meno su tutti e con una discreta frequenza, il vento non è altrettanto democratico e costante, per cui si tratta di una scelta non sempre attuabile: bisogna che il punto d’installazione sia <em>esposto a venti con velocità tra 5 e 20 m/sec (15-60 km/h)</em>, considerando le velocità intermedie come quelle ottimali per il miglior rendimento.<br />
Oltre velocità di 13-14 m/sec, infatti, un impianto di piccola taglia non produce una quantità di energia superiore, in quanto viene “frenato” dai sistemi di sicurezza che proteggono il rotore da eccessive sollecitazioni, arrivando anche a fermarlo temporaneamente in caso di venti molto intensi.</p>
<p><span style="font-size: medium;">Si tratta di una tecnologia affidabile, pulita, che assicura una produzione di energia già con venti deboli e un recupero dell’investimento in pochi anni, se i sopralluoghi e le verifiche preliminari soddisfano i requisiti.          </span></p>
<h3>Detrazioni e incentivi energia eolica</h3>
<p>Le detrazioni riferite alla riqualificazione energetica valgono anche per gli impianti eolici: 50% della spesa, incluse le prestazioni, da detrarre dall’Irpef in 10 anni fino al 30 giugno, data oltre la quale la percentuale di spesa detraibile si abbasserà al 36%.</p>
<p>Per gli impianti di energia eolica tra 1 e 20 kW di potenza, ovvero la fascia che interessa il residenziale, il Gse ha stabilito una tariffa incentivante di 0,291 €/kWh per 20 anni, contro i 0,30 €/kWh per 15 anni in vigore con il precedente decreto. I costi di gestione dei piccoli impianti (1-3 kW) non renderebbero appetibile l’installazione, che diventa interessante per impianti superiori a 10 kW, con possibilità di ritorni economici del 10-12% annuo.</p>
<p><a href="https://www.gse.it/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-size: medium;">LEGGI APPROFONDIMENTO AGGIORNATO DEL GSE SUGLI INCENTIVI PER L&#8217;ENERGIA EOLICA</span></a></p>
<h3>Dove installare un impianto per l&#8217;energia eolica?</h3>
<figure id="attachment_8284" aria-describedby="caption-attachment-8284" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/03/ateolico.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8284 " style="margin-right: 10px;" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/03/ateolico.jpg" alt="Le aree rosse e arancio sono le più battute dai venti." width="300" height="312" /></a><figcaption id="caption-attachment-8284" class="wp-caption-text">Le aree rosse e arancio sono le più battute dai venti.</figcaption></figure>
<p>Il fatto che l’Italia sia una penisola farebbe pensare ad un territorio facilmente esposto ai venti, ma le mappe eoliche sembrano attestare il contrario. Tuttavia, queste mappe hanno un valore puramente indicativo, in quanto nel dettaglio di una stessa zona possono coesistere zone a ventosità molto diversa, per altitudine o per ostacoli paesaggistici alle correnti d’aria: l’unico modo per avere dati concreti riguardanti il sito in cui si ha idea di installare generatori eolici rimane quello di affidarsi ad una perizia anemometrica o, se ci si trova abbastanza vicini ad una stazione meteo, farsi dare indicazioni in base ai valori in loro possesso. Accedendo al sito <a href="https://www.atlanteeolico.it/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="noopener">AtlaEolico</a> si può trovare una mappa simile a questa, dove è possibile attivare uno zoom ed avere informazioni più attendibili.</p>
<h2>Le diverse tipologie di generatori e di installazione</h2>
<h3>Ad asse orizzontale</h3>
<p>Le pale (solitamente tre) sono unite a un mozzo collegato ad un albero che trasmette il movimento al generatore elettrico. In alcuni casi è presente un moltiplicatore che ha il compito di far girare più velocemente il generatore rispetto alle pale.<br />
Questi elementi sono racchiusi in un contenitore, detto navicella, montato su un perno che permette all’insieme di ruotare per seguire la direzione del vento, operazione facilitata da un’aletta verticale posta in coda (timone) che fa muovere la navicella in direzione del vento. In caso di vento troppo forte un sistema di sicurezza disattiva il generatore.</p>
<h3>Ad asse verticale</h3>
<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2014/03/energia-eolica-asse-verticale.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8286" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2014/03/energia-eolica-asse-verticale.jpg" alt="energia-eolica-asse-verticale" width="500" height="313" /></a>Consiste in una struttura molto più longilinea, prende il vento da qualsiasi direzione soffi ed è più semplice anche a livello costruttivo, con meno parti mobili. La minore invasività, non soltanto in larghezza, ma anche in altezza (possono bastare strutture alte 6 metri) li rende preferibili per installazioni in zone abitative, anche se per il momento hanno un costo superiore rispetto a quelli ad asse orizzontale e risultano meno efficienti; quest’ultimo aspetto è compensato dal fatto che, con la loro struttura, possono tollerare anche venti forti, perciò funzionare anche quando quelli ad asse orizzontale verrebbero disattivati dal sistema di sicurezza. Inoltre, anche la rumorosità di funzionamento è inferiore agli impianti ad asse orizzontale, praticamente irrilevante.</p>
<h3>Energia eolica: impianti “stand alone” o “grid connect”</h3>
<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2014/03/installazioni-energia-eolica.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8287" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2014/03/installazioni-energia-eolica.jpg" alt="impianti “stand alone” o “grid connect”" width="600" height="242" /></a>Nel primo caso si tratta di impianti “a isola”: l’energia prodotta dal generatore eolico viene immagazzinata in batterie di accumulo. Un sistema di regolazione provvede a mantenere in carica le batterie e a regolarne la tensione in base al carico scelto dall’utente, mentre un inverter a rapporto fisso può alimentare i carichi domestici.<br />
Nel secondo, l’energia viene immessa direttamente in rete e conteggiata tramite un contatore, in accordo con il Gse come avviene per il fotovoltaico (scambio sul posto). Esiste un’opzione ibrida che utilizza entrambi i sistemi, anche affiancati ad altri (solare, fotovoltaico ecc), con circuiti di scambio.</p>
<h3>Energia eolica dal mulino a vento ad oggi</h3>
<p>Già intorno al 3000 a.C., in Persia (Iran), i mulini a vento venivano utilizzati per azionare le macine e, in seguito, anche per prelevare acqua dai pozzi: l’energia eolica veniva trasformata in energia meccanica.<br />
Oggi si punta ad utilizzare l’azione del vento per produrre energia elettrica in modo assolutamente ecologico, ma non dimentichiamo che l’energia eolica ha accompagnato la storia dell’uomo gonfiando le vele delle imbarcazioni che hanno portato alla scoperta di nuovi mondi, nonché di prodotti alimentari, e non, che utilizziamo ogni giorno.</p>
<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/03/mulino-a-vento.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8288" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2014/03/mulino-a-vento.jpg" alt="mulino a vento" width="600" height="400" /></a></p>
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		<title>Risparmio economico, sostenibilità e &#8220;buone pratiche&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 16:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le buone pratiche rappresentano l’applicazione delle teorie orientate alla sostenibilità. Sono tutte le azioni ed i progetti che hanno come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, e sono in grado di rispondere alle necessità del presente Sostenibilità significa anche ridurre i consumi energetici per contenere le emissioni inquinanti; nonostante sia necessario un investimento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le buone pratiche rappresentano l’applicazione delle teorie orientate alla sostenibilità. Sono tutte le azioni ed i progetti che hanno come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, e sono in grado di rispondere alle necessità del presente</h2>
<p><strong>Sostenibilità</strong> significa anche ridurre i consumi energetici per contenere le emissioni inquinanti; nonostante sia necessario un investimento iniziale, questo si traduce, nel tempo, i<span style="text-decoration: underline">n un risparmio economico sulle bollette e nella salvaguardia dell’ambiente.</span></p>
<figure id="attachment_7640" aria-describedby="caption-attachment-7640" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/strutture-aggettanti.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7640 " alt="strutture aggettanti sostenibiltà" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/strutture-aggettanti.jpg" width="600" height="237" /></a><figcaption id="caption-attachment-7640" class="wp-caption-text">Le strutture aggettanti (terrazzi) possano essere concepite per bloccare le radiazioni solari estive, più dirette, e lasciar passare quelle invernali, più incidenti. Alberi e specchi d’acqua contribuiscono a mitigare l’aria.</figcaption></figure>
<p>Le buone pratiche riguardano sia chi si appresta a costruire una nuova casa, sia chi decide di intervenire con una ristrutturazione, ma interessano tutti in vista di un cambiamento necessario nello stile di vita quotidiano, una sorta di ecologia domestica per mantenere o migliorare la qualità di vita, potendo agire sulle quantità di energia che si consumano.<br />Dato che finalmente anche in Italia l’innovazione nel campo edilizio e la tradizione architettonica offrono molte soluzioni di sostenibilità, occorre orientarsi sulle possibilità concrete a partire dalle differenti situazioni abitative.</p>
<p>Certamente, costruire una casa singola che non consuma energia, completamente autonoma e autosufficiente, è il coronamento di tutte le buone pratiche… ma non è per tutti.<br />Cosa fare se si abita in un appartamento che fa parte di un condominio in città e non si ha un tetto per metterci i pannelli solari, o un terreno per usare la <a title="Come funziona la geotermia" href="https://bricoportale.it/ristrutturare-casa/" data-wpel-link="internal">geotermia</a>?<br />Se in un palazzo d’epoca la facciata non permette il ricorso al <strong>cappotto esterno</strong>, si può considerare che fino alla ricostruzione del dopoguerra, ossia fino agli anni ’40, le costruzioni venivano fatte con solide murature, e si può intervenire dall’interno, integrando il grado di isolamento, oppure si può agire sugli infissi sostituendo i vetri delle finestre con vetrocamere, o si può agire sull’efficienza degli impianti.</p>
<p>Proviamo quindi ad individuare le soluzioni che si adattano ad ognuno, partendo dal top, dalla casistica più ampia, fino a trovare anche piccoli accorgimenti che aiutano a concretizzare una nuova consapevolezza ambientale, nella scelta di materiali per arredi e finiture, o dispositivi tecnici per la riduzione dei consumi.</p>
<h3>Il top: costruire ex novo un’abitazione a contatto con la natura</h3>
<p>Questa situazione ideale di sostenibilità consentirebbe di:</p>
<ul>
<li>studiare l’orientamento giusto rispetto al ciclo solare diurno e annuale;</li>
<li>scegliere la posizione ottimale rispetto all’andamento del terreno ed alle condizioni climatiche prevalenti.</li>
</ul>
<p>Queste sono le condizioni alla base di una corretta progettazione bioclimatica che consenta di applicare le tecniche di produzione di energia da fonti rinnovabili.<br />Su questi principi sono nate le tecnologie applicate alle <em>case passive</em>, con un altissimo grado di <em>isolamento termico</em> delle pareti perimetrali opache e trasparenti, nonché delle coperture; ciò consente di minimizzare il fabbisogno di energia (per riscaldare, raffrescare e illuminare) di tutti gli impianti che possono essere alimentati da fonti rinnovabili (sole, vento, acqua) ricorrendo a <em>sistemi solari termici, fotovoltaici e geotermici.</em><br />L’ottimizzazione dell’impianto si ottiene con un sistema a pannelli radianti a pavimento.<br />Per il raffrescamento estivo e per migliorare la circolazione dell’aria, l’architettura bioclimatica si sta orientando sul recupero dalla tradizione di sistemi di ventilazione naturale attraverso torri di ventilazione che richiamano i camini del vento delle architetture mediterranee e mediorientali.<br />Per avere il massimo della biocompatibilità data da un prodotto naturale come il legno, prodotto da foreste nazionali con programma di riforestazione, ci sono i nuovi sistemi di costruzione con tecnologia interamente basata su legname: <span style="text-decoration: underline">strutture portanti e pareti in pannelli con incorporati spessori di isolamento termico in fibra di legno.</span> <br />Questa nuova tecnologia consente di realizzare non solo baite o simili, ma bellissime case anche plurifamiliari in tempi ridotti, avendo a monte una progettazione che ottimizza il calcolo degli spessori e dei rendimenti energetici di tutta l’abitazione, oltre ad ottenere caratteristiche antisismiche.<br />Ma visto che il suolo non è una risorsa illimitata e non si può espandere l’abitato sul territorio oltre i limiti peraltro già superati dall’invadente cementificazione, è bene operare una politica di recupero dell’esistente.</p>
<h3>Ristrutturazioni integrali</h3>
<p>Anche chi abita in una villetta o una palazzina può fare molte cose, se ha a disposizione:</p>
<ul>
<li>una copertura per produrre energia termica ed elettrica con sistemi ad energia solare, anche integrando l’impianto nel manto tradizionale di laterizio con tegole fotovoltaiche;</li>
<li>un terreno per sfruttare la geotermia, o per realizzare un impianto di raccolta delle acque piovane e, se necessario, chiudere addirittura il ciclo con un impianto di fitodepurazione. Si possono così riutilizzare le acque e risparmiare sull’irrigazione e su tutti gli usi in cui non occorre acqua potabile, come per lo scarico del wc o per lavare la macchina e le aree esterne pavimentate;</li>
<li>un giardino per sfruttare la mitigazione climatica della vegetazione in cui inserire alberi a foglia caduca, per ombreggiare in estate i lati della casa in cui è più forte la radiazione solare e permettere in inverno ai raggi del sole di entrare attraverso le superfici vetrate sfruttando l’apporto gratuito di energia termica dato dall’effetto serra. I sempreverdi possono invece proteggere la casa dai venti sul lato settentrionale ed attenuare il rumore proveniente dalla strada.</li>
</ul>
<figure id="attachment_7643" aria-describedby="caption-attachment-7643" style="width: 224px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/recupero-acqua-piovana.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7643  " style="margin-right: 10px" alt="recupero acqua piovana e sostenibilità" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/recupero-acqua-piovana.jpg" width="224" height="228" /></a><figcaption id="caption-attachment-7643" class="wp-caption-text">In una casa in fase di costruzione, predisporre gli impianti per l’utilizzo dell’acqua piovana raccolta in una cisterna permette di alimentare lo sciacquone del WC, la lavatrice, la lavastoviglie e la caldaia: la durezza dell’acqua piovana è inferiore del 30% rispetto a quella di rete. Inoltre, la si può utilizzare anche per lavare l’auto e per l’irrigazione, unica possibilità, ma non trascurabile, applicabile anche alle abitazioni già esistenti.</figcaption></figure>
<p>Ma il punto fondamentale, ancor prima di produrre energia e parlare di efficienza degli impianti, è conservarla e risparmiarla attraverso tutto ciò che aumenta l’efficacia dell’involucro, ossia: <em>l’isolamento termico</em>. Col sistema detto a cappotto si realizza una coibentazione esterna dei muri perimetrali, aggiungendo gli spessori adeguati di materiale isolante alle pareti e completando il lavoro con la tipologia di finitura adeguata al contesto, tipo intonaco da tinteggiare, oppure con rivestimenti in pannelli che possono essere di legno, di materiale lapideo o di laterizio. L’aumento di spessore delle pareti comporta una variazione alle dimensioni del perimetro dell’edificio e di conseguenza alla sua sagoma, ma fortunatamente la necessità di adeguare i parametri edilizi ai fini del contenimento energetico ha portato alla modifica di molti regolamenti edilizi locali, per cui detto aumento non viene conteggiato come aumento volumetrico.<br />Se la normativa lo consente, e se c’è la possibilità di usufruire di incentivi per integrare l’investimento, si può prendere in considerazione un tipo di facciata che si basa sul principio della <strong>parete ventilata</strong>. Questo sistema sfrutta il moto convettivo dell’aria che circola nell’intercapedine fra parete solida coibentata e rivestimento esterno per migliorare la prestazione climatica nel periodo estivo.<br />Raggiunte le condizioni migliori di isolamento dell’involucro si può passare all’ottimizzazione degli impianti e alla scelta del tipo più idoneo di generatore di calore.</p>
<h3><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/condominio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7638 alignleft" style="margin-right: 10px" alt="condominio passivo" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/condominio.jpg" width="352" height="233" /></a></h3>
<h3>Interventi per il CONDOMINIO</h3>
<p>In città, proprio dove si concentrano le emissioni che alterano il microclima e che peggiorano la qualità dell’aria, prevalgono le abitazioni condominiali e spesso ciò ostacola l’applicazione delle buone pratiche per la complessità delle decisioni da prendere, soprattutto per la ripartizione delle spese ma, una volta trovato l’accordo, un condominio può deliberare su vari fattori:</p>
<ul>
<li>installare sulla copertura un impianto <span style="text-decoration: underline">fotovoltaico</span> per integrare il fabbisogno di energia elettrica delle parti comuni (ascensore, illuminazione, autoclavi, ecc);</li>
<li>realizzare l’isolamento esterno a <span style="text-decoration: underline">cappotto</span> se le caratteristiche della facciata lo permettono;</li>
<li>rendere più efficiente il <span style="text-decoration: underline">generatore di calore</span> sostituendo l’esistente con un tipo di nuova generazione (a condensazione) e installare un sistema di contabilizzazione dei consumi per i singoli appartamenti;</li>
<li>realizzare un impianto di <span style="text-decoration: underline">recupero delle acque</span> dai pluviali per l’irrigazione del verde condominiale;</li>
<li>coordinare il <span style="text-decoration: underline">rifacimento degli infissi</span> e delle schermature esterne (almeno il tipo e il colore dei tendaggi);</li>
<li>rendere più confortevoli ed ordinate le aree comuni anche con l’eliminazione di barriere architettoniche;</li>
<li>minimizzare l’impatto visivo dei contenitori per la <span style="text-decoration: underline">raccolta differenziata</span> e controllarne lo stato di igiene con manutenzioni adeguate;</li>
<li>regolare i temporizzatori dell’<span style="text-decoration: underline">illuminazione delle parti comuni</span> interne ed esterne in base alle effettive necessità ed installare lampade a basso consumo o a led.</li>
</ul>
<p>In alcune città, i gestori di energia svolgono anche attività di consulenza sui fabbisogni energetici e sono in grado di quantificare un bilancio costi/benefici delle opere di miglioramento da sottoporre ai condomini, laddove fossero presenti anche incentivi o riduzioni fiscali. <br />Un insieme sistematico di opere, necessariamente condominiali, può migliorare effettivamente la classe dell’edificio, come risulterebbe dall’analisi dei parametri necessari per la sua certificazione basati sul calcolo delle prestazioni dell’involucro e del sistema di impianti.<br />Se l’edificio risale la classifica, passando per esempio dalla classe G alla classe B, se non addirittura in classe A, si ottiene un aumento del valore immobiliare, oltre al beneficio nel tempo di ridurre le spese generali e di ogni singolo nucleo!</p>
<h3>Interventi per  L’APPARTAMENTO</h3>
<p>Se siamo in una situazione in cui il condominio non è in grado di accordarsi, o comunque si è costretti a far da sé, alcune soluzioni possono essere prese in considerazione.</p>
<ul>
<li><strong>Isolamento dall’interno</strong></li>
</ul>
<p>è possibile applicare in corrispondenza delle pareti perimetrali pannelli di materiale isolante che possono essere intonacati o rivestiti secondo lo stile dell’abitazione, magari integrando il rivestimento con l’arredo.<br />Gli spessori devono essere calcolati in base all’efficacia e il materiale deve avere una composizione tale da non favorire la formazione di muffe da condensa.<br />La riduzione di superficie interna verrebbe compensata sia dal risparmio in bolletta che da un certo aumento di valore immobiliare che si otterrebbe in caso di certificazione dell’intervento effettuato. <br />In alcuni casi, nelle abitazioni realizzate intorno agli anni ’70, l’intercapedine d’aria fra muratura esterna ed interna può essere sfruttata per l’inserimento di materiale isolante a base di cellulosa con la tecnica dell’insufflaggio.</p>
<ul>
<li><strong>Diminuzione del volume d’aria da riscaldare</strong></li>
</ul>
<p>Si possono realizzare controsoffittature in alcuni vani come corridoi, bagni, ripostigli e zone cucina, diminuendone l’altezza interna fino ai valori consentiti dalla normativa (2,40 e 2,70 metri per camere e vani soggiorno). <br />I controsoffitti di cartongesso sono facili da realizzare, di prezzo accessibile, e spesso migliorano l’aspetto della casa sia perché riproporzionano gli ambienti, sia perché con faretti incassati o colori diversi la rendono più attuale.</p>
<ul>
<li><strong>Migliorare la tenuta degli infissi</strong></li>
</ul>
<p>Nell’involucro edilizio le zone finestrate sono quelle critiche per le fughe di calore in inverno.<br />Per questa ragione il vetro è fra i materiali in cui l’innovazione ha fatto passi da gigante nelle prestazioni. <br />Dalla vetrocamera ai vetri basso emissivi con intercapedini a gas argon, fino a quelli con ossidi metallici in grado di mitigare in estate l’effetto serra, i pannelli vetrati e gli infissi sono arrivati ad avere un grado di trasmittanza (u) vicino ai valori delle superfici opache (murarie).<br />In caso di sostituzione degli infissi il costo è compensato dagli incentivi e dalla loro prestazione in termini di abbattimento dei consumi.<br />Senza arrivare ad avere una casa troppo sigillata, gli infissi devono avere una buona tenuta, si deve fare attenzione quando si collocano i telai che non si formino ponti termici ed isolare anche i cassonetti degli avvolgibili.</p>
<ul>
<li><strong>Rendere più efficienti gli impianti</strong></li>
</ul>
<p>Se l’impianto è autonomo, è conveniente sostituire la caldaia con un tipo a condensazione che sfrutta il recupero del calore dei fumi in uscita, ottenendo un rendimento che arriva a essere maggiore anche del 20%. <br />Dato che l’impianto può lavorare a temperature più basse (40 °C dell’acqua rispetto ai 65 °C dei sistemi tradizionali), conviene aumentare la superficie radiante: l’optimum sarebbe abbinarla ad un sistema di pannelli radianti a pavimento che danno un ottimo comfort, ma nel caso più semplice si possono aumentare gli elementi dei radiatori in base al calcolo del fabbisogno che si rende necessario per legge.</p>
<ul>
<li><strong>Regolare le temperature</strong></li>
</ul>
<p>In base alle dimensioni, al numero dei vani ed all’esposizione delle pareti esterne, si può intervenire sulla variazione delle temperature all’interno del singolo alloggio attraverso dispositivi che aiutano a ridurre i consumi: oltre al termostato ambiente, le valvole termostatiche applicate ai radiatori permettono di regolare la temperatura di ogni singolo vano in base all’uso effettivo ed alle abitudini soggettive.<br />Se si pensa che ogni grado in più rispetto ai 20 °C comporta un maggior consumo del 6%, una temperatura interna in inverno di 24 °C fa aumentare di un quarto la spesa che, per un appartamento di 100 mq di un alloggio in classe G (80% degli edifici esistenti), si attesta mediamente intorno ai 1500 euro/annui.</p>
<ul>
<li><strong>Chiudere i rubinetti e spegnere le luci</strong></li>
</ul>
<p>Senza imporsi un regime punitivo, conviene rivedere alcune abitudini per eliminare gli sprechi.<br />Per esempio, quando ci si lavano i denti è inutile lasciar scorrere l’acqua dal rubinetto per riversarla direttamente nello scarico, si sprecano circa 18 litri di acqua in due minuti, che moltiplicati per 365 giorni fanno 6570 litri l’anno, più di 6 tonnellate e mezzo di acqua.<br />Tradurre anche piccoli consumi in numeri fa sempre un certo effetto: se consideriamo che si consumano circa 220 litri di acqua potabile al giorno per persona, di cui circa 50 finiscono nel WC, si può cominciare a pensare che anche piccoli gesti contribuiscono al risparmio collettivo di risorse e di emissioni che vanno a inquinare aria, acqua e suolo.</p>
<p>Si possono usare alcuni dispositivi che migliorano le prestazioni e la sostenibilità senza comprometterne la qualità:</p>
<ul>
<li>i <span style="text-decoration: underline">riduttori di flusso</span> per rubinetti e docce consentono un risparmio dal 40 al 60% miscelando aria nel flusso per avere un bel getto alla giusta pressione;</li>
<li>con un impianto di <span style="text-decoration: underline">addolcimento dell’acqua</span> si migliorano la resa e la durata di lavatrici e lavastoviglie, e si può ridurre la quantità di detersivo;</li>
<li><span style="text-decoration: underline">in classe A</span>, lavatrici e lavastoviglie consentono lavaggi efficaci a basse temperature e tutti gli altri elettrodomestici (frigo, climatizzatori, computer) consumano meno energia elettrica;</li>
<li>usando le <span style="text-decoration: underline">prese multiple con interruttore</span> si possono collegare TV, lettori, stereo, PC e tutti gli apparecchi che in stand by consumano anche se sono spenti, per attivarli solo in caso di uso effettivo;</li>
<li>gli apparecchi illuminanti sono in continua evoluzione: oltre a sostituire le lampadine con quelle prive di componenti a mercurio, l<span style="text-decoration: underline">’illuminazione a led</span> in alcune situazioni offre scenari luminosi suggestivi che variano per intensità e colore, specialmente se disposti secondo un “lighting design” che individua zone della casa differenziate in base a ciò che vi si svolge: studio, relax, corridoi, guardaroba…</li>
</ul>
<figure id="attachment_7637" aria-describedby="caption-attachment-7637" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/classe-energetica.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7637" alt="Una rappresentazione intuitiva per capire il significato delle classi energetiche: la dimensione di ogni casa esprime il fabbisogno energetico, con i colori che virano dalla tonalità fredda del “verde ecologico” a quella calda “rosso infernale” tipico delle dispersioni termiche" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/classe-energetica.jpg" width="500" height="172" /></a><figcaption id="caption-attachment-7637" class="wp-caption-text">Una rappresentazione intuitiva per capire il significato delle classi energetiche: la dimensione di ogni casa esprime il fabbisogno energetico, con i colori che virano dalla tonalità fredda del “verde ecologico” a quella calda “rosso infernale” tipico delle dispersioni termiche</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: x-small">Articolo a cura dell&#8217;Architetto Elena Ciappi</span></p>
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		<item>
		<title>Architettura bioclimatica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 12:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torniamo a costruire lasciando che sia il clima a disegnare la casa. Orientamento, forma del tetto, uso di materiali naturali, rapporto tra pieni e vuoti, posizione delle finestre, ecc: lasciamoci ispirare dalla natura per il nostro benessere In tutte le tradizioni locali, l’orientamento rispetto al sole, la forma dei tetti secondo le condizioni di pioggia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Torniamo a costruire lasciando che sia il clima a disegnare la casa. Orientamento, forma del tetto, uso di materiali naturali, rapporto tra pieni e vuoti, posizione delle finestre, ecc: lasciamoci ispirare dalla natura per il nostro benessere</h2>
<p>In tutte le tradizioni locali, l’orientamento rispetto al sole, la forma dei tetti secondo le condizioni di pioggia o neve, l’esigenza di  proteggersi dal caldo o dal freddo eccessivi, hanno saputo costruire nel tempo, più che uno stile, un vero e proprio linguaggio strutturato e complesso, tanto che si può dire che è il clima che ha disegnato la casa e il suo intorno; da questi principi basilari nasce l’<em><strong>architettura bioclimatica</strong></em> che si lega alla geografia di un dato luogo e si sviluppa nella storia: ambiente esterno e saperi dell’uomo danno vita a modelli costruttivi con infinite variazioni sul tema, in cui la differenza diventa ricchezza, e le analogie ne sono il carattere distintivo.<br />E proprio come cambia il clima, dal nord al sud dell’Italia, cambiavano le forme delle abitazioni, cambiavano i colori dei tetti e delle facciate, secondo l’impiego delle tecniche costruttive e dei materiali locali più adatti.</p>
<figure id="attachment_7653" aria-describedby="caption-attachment-7653" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/nicoletti.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7653" alt="torri bioclimatiche" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/nicoletti.jpg" width="550" height="227" /></a><figcaption id="caption-attachment-7653" class="wp-caption-text">Le otto torri bioclimatiche, progettate dall’architetto Manfredi Nicoletti lasciandosi ispirare dall’ambiente naturale con le sue forme curve e svirgolate, destinate a sorgere in Malesia a 30 km da Kuala Lampur, sono l’espressione di una rinnovata attenzione alla natura e di un’architettura ecocompatibile.</figcaption></figure>
<p>Fino al diffondersi del moderno “stile internazionale” i caratteri delle architetture tradizionali erano ancora presenti nel paesaggio e nella scena urbana, dato che, prima della diffusione dei moderni impianti tecnici a combustibili derivati dal petrolio, le costruzioni dovevano fare i conti col caldo e con il freddo, con la neve e con la pioggia.<br />A partire dall’espansione urbana del secondo dopoguerra, impiegando su larga scala a tutte le latitudini il sistema costruttivo del cemento armato, si è di fatto rivoluzionato l’aspetto dei borghi e delle città. <br />Nelle nuove costruzioni, le murature massicce venivano sostituite con grandi vetrate, le coperture piane prendevano il posto dei tetti a falda e, senza più aggetti, le facciate nude diventavano più esposte alla pioggia o al sole battente. <br />Per vari decenni l’architettura si è fidata più della tecnologia e della sua estetica, (una casa doveva assomigliare ad una macchina per abitare) che della natura, ma proprio perché qualcosa sta cambiando, l’attuale crisi economica ed energetica ha portato a rivalutare quelle conoscenze e tecniche che hanno saputo legare natura e saperi.  <br />A partire dal principio base del riparo, nell’architettura bioclimatica ogni parte della costruzione risponde in modo ottimale a complessi fenomeni, oggi spiegati dalla fisica dei fluidi e della termodinamica, per ridurre i fabbisogni energetici, come un organismo che cerca di autoregolarsi.<br />L’involucro, il guscio o pelle esterna interagisce con l’ambiente sia difendendosi, sia catturando l’energia naturale del sole, del vento, dell’aria, della pioggia, per regolare il clima interno e ottenere riparo e benessere: tutto ciò che è favorevole alla vita (bios).</p>
<p>La forma del tetto, la consistenza delle pareti, il rapporto dei pieni e dei vuoti, la posizione delle finestre, i colori: niente è casuale o arbitrario, tutti gli elementi hanno una loro forma che è anche funzione e bellezza.</p>
<p>Il fascino delle diversità e il grande comfort ambientale rendono le architetture spontanee meta di un rinnovato interesse per un turismo di qualità e la ricerca di un nuovo modo di abitare.</p>
<p>Costruire secondo i principi della bioclimatica significa creare un legame talmente profondo fra forma e funzione, materiale e colore, unendo bellezza a utilità e solidità, che si può veramente parlare di vere architetture che si sono sviluppate in modo spontaneo, attraverso un’evoluzione lenta, ma continua e che stanno per ritornare ad essere la base di un nuovo modo di progettare uno scenario sostenibile.       </p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Legno e posizione contro il freddo</h3>
<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/casa-montagna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-7652" style="margin-right: 10px" alt="bioclima montagna" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/casa-montagna.jpg" width="293" height="358" /></a>Le costruzioni del nord sono caratterizzate dal tetto spiovente a falde molto inclinate e dall’impiego del legno come materiale da costruzione.<br />L’inclinazione del tetto permette di far scivolare rapidamente la pioggia e la neve che altrimenti graverebbero col loro peso sulla copertura causando cedimenti e infiltrazioni.<br />Lo spessore della neve che rimane fa invece da strato isolante “naturale”.</p>
<p>Il legname dei vicini boschi di conifere, fornisce il materiale prevalente da costruzione, tronchi, tavole, fibra, un vero esempio di “filiera corta”.<br />Come l’albero della foresta, la casa alpina si radica sulla roccia. Su un basamento di pietra locale, i piani soprastanti sono costituiti da strutture di legno, che da sempre sfruttano spontaneamente tutte le caratteristiche di questo materiale di contenere il calore e far respirare la casa profumandone l’interno.<br />Spesso la casa alpina ha alle spalle un bosco o un pendio che la protegge dal vento del nord mentre si affaccia sul lato più soleggiato di un prato o di una valle, per captare l’energia termica e luminosa del sole e per poterla immagazzinare al suo interno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Costruzioni radicate nel paesaggio</h3>
<p>Il radicamento della casa nel paesaggio del centro Italia, tanto che la costruzione sembra nascere spontaneamente dalla natura circostante, si deve al forte legame della costruzione con il clima del luogo e con le risorse dell’ambiente circostante. Le spesse murature in pietra locale, le coperture in coppi ricavati dalla cottura delle argille, le finestre piccole che permettono di mantenere il calore dei camini all’interno e la frescura in estate, sono le caratteristiche tipiche delle case coloniche che vivevano in autonomia sfruttando il sole, la pietra, l’acqua e la vegetazione come risorse rinnovabili e …a chilometri zero.</p>
<h3>Bianco e roccia difendono dal caldo<a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/trulli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-7655" alt="Trulli di Alberobello" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/trulli.jpg" width="209" height="314" /></a></h3>
<p>L’architettura spontanea dei trulli è caratterizzata dalla forma compatta e dallo spessore delle murature che arriva addirittura a due metri. L’interno circolare è particolarmente protetto dalle variazioni estreme del clima esterno, tanto che sembra di essere in un uovo. Senza spigoli, la muratura, lisciata dalla calce bianca, con le sue cavità e i suoi rilievi, diventa anche arredo essenziale. <br />Il bianco purissimo del latte di calce, da sempre usato nel sud per purificare l’intonaco e rinnovarlo, ha una funzione preziosa per il raffrescamento: sul bianco delle superfici si riflette la radiazione solare in modo che l’onda termica non attraversi lo spessore murario e non penetri all’interno, come avverrebbe su una superficie scura.<br />Questo fenomeno, che viene definito “albedo” è molto importante per il calcolo delle capacità termiche delle superfici.</p>
<h3> </h3>
<h3>Torri che captano il vento e raffrescano</h3>
<figure id="attachment_7654" aria-describedby="caption-attachment-7654" style="width: 295px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/torre-del-vento.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7654 " style="margin-right: 10px" alt="torre del vento" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/11/torre-del-vento.jpg" width="295" height="306" /></a><figcaption id="caption-attachment-7654" class="wp-caption-text">La torre del vento di Dowlat-abad a Yazd, una delle più alte esistenti.</figcaption></figure>
<p>La capacità di raffrescamento naturale delle abitazioni dei climi caldi del sud del mondo sta diventando sempre più l’oggetto della ricerca attuale dei sistemi e delle caratteristiche costruttive in grado di rendere autonome le case dall’impiego di combustibili o quanto meno ridurne i consumi.<br />Gli studi più avanzati puntano sullo studio delle proprietà delle costruzioni dell’area mediorientale che con le loro “torri del vento” captavano ogni brezza e  riuscivano, senza macchine e senza elettricità, a far circolare aria fresca dai sotterranei alla sommità. <br />Camini e canali d’aria emettevano l’aria riscaldata secondo moti naturali che lo studio della fisica dei fluidi riproduce nelle moderne tecnologie di regolazione del clima interno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><span style="font-size: x-small">Articolo a cura dell&#8217;Architetto Elena Ciappi</span></p>
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		<title>Come individuare le dispersioni termiche con la termografia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 14:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Isolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Metà della facciata di questa casa è stata rivestita a cappotto, quindi è stata eseguita la termografia: la fotografia ad infrarossi (sopra) evidenzia l’efficacia dell’intervento. Mentre sul lato destro si notano i ponti termici attraverso i quali si verificano le dispersioni più significative, la parte sinistra, rivestita, si presenta isolata in modo uniforme. Rivestire l’abitazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Metà della facciata di questa casa è stata rivestita a cappotto, quindi è stata eseguita la termografia: la fotografia ad infrarossi (sopra) evidenzia l’efficacia dell’intervento. Mentre sul lato destro si notano i ponti termici attraverso i quali si verificano le dispersioni più significative, la parte sinistra, rivestita, si presenta isolata in modo uniforme.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/dispersione31.jpg" align="" border="0px" /></p>
<p>Rivestire l’abitazione con materiale isolante senza avere ben chiare le caratteristiche termiche dell’involucro può non garantire la piena efficacia dell’intervento: si rischia di spendere più del necessario sovradimensionando gli spessori o non ottenere il massimo rendimento possibile. Anche se spesso non viene proposta, l’analisi termografica dell’edificio può rivelare zone insospettate soggette a dispersione; costa poche centinaia di euro, ma può essere un’ottima guida nell’esecuzione del cappotto.</p>
<p>La termografia evidenzia con il colore rosso le zone di maggior dispersione, virando attraverso il giallo ed il verde, fino al blu per le zone fredde e pertanto meglio isolate. Anche se il calore disperso non è quantificabile, il risultato può contribuire alla scelta dei materiali da utilizzare e dello spessore necessario per isolare efficacemente l’edificio.</p>
<p>Per avere un preciso quadro della situazione, l’analisi va fatta nei mesi invernali, quando esiste il maggior salto termico tra interno ed esterno, meglio se in una giornata nuvolosa per evitare che i raggi solari possano riscaldare i muri perimetrali. Anche le ore centrali della giornata, per gli stessi motivi, andrebbero evitate.</p>
<p>Come si è detto, la termografia permette di individuare i difetti non riscontrabili “a sensazione”, ma ci sono anche molte valutazioni che possono essere fatte senza particolari strumenti: discontinuità nei giunti tra elementi della struttura e spifferi non sono difficili da localizzare, in quest’ultimo caso basta aspettare una giornata ventosa e testare l’eventuale presenza di infiltrazioni d’aria con il semplice aiuto di una candela accesa avvicinata ai punti sospetti.</p>
<p>Isolare i muri perimetrali intervenendo dall’esterno è senza dubbio la soluzione che prospetta i migliori risultati di comfort e contenimento delle spese di gestione; il volano termico migliora in quanto il calore assorbito viene rilasciato gradualmente al calare della temperatura. Il cappotto è un vero e proprio “sistema” che si ottiene con l’utilizzo in successione di diversi prodotti per posare un rivestimento isolante in grado di “dissociare” l’escursione termica della temperatura delle pareti della casa, evitando possibili formazioni di condensa. La stabilità dell’isolante è fondamentale per evitare tensioni dovute agli sbalzi termici nel corso della giornata e delle stagioni; i materiali vanno scelti in funzione della posizione geografica dell’edificio, la sua esposizione e le condizioni ambientali.    <br /><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/dispersione21.jpg" align="" border="0px" /><br />Le termocamere ad infrarossi possono essere utilizzate anche per individuare malfunzionamenti e dispersioni localizzate negli impianti di riscaldamento o in particolari zone della struttura. Il funzionamento di questi apparecchi si basa sul rilevamento della radiazione infrarossa emessa dai corpi, come espressione del calore emesso. I dati vengono trasformati in un’immagine visibile i cui colori segnalano i vari range di temperatura.<br />               </p>
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		<title>La casa passiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 13:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Case prefabbricate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La definizione di casa passiva individua le abitazioni ad alto risparmio energetico.Si tratta di abitazioni caratterizzate da involucri altamente coibentati con dispersioni termiche ridotte al minimo per massimizzare lo sfruttamento delle fonti energetiche con cui si produce calore o fresco. In seconda battuta, tali abitazioni sono anche connotate da un’emissione minima di inquinanti in termini [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>La definizione di <em>casa passiva</em> individua le abitazioni ad alto risparmio energetico.<br />Si tratta di abitazioni caratterizzate da involucri altamente coibentati con dispersioni termiche ridotte al minimo per massimizzare lo sfruttamento delle fonti energetiche con cui si produce calore o fresco. In seconda battuta, tali abitazioni sono anche connotate da un’emissione minima di inquinanti in termini di fumi, CO2 ed altro. Tutte queste qualità possono anche essere ottenute con la ristrutturazione di un edificio esistente, ma i materiali e la tecnica costruttiva sono radicalmente diversi, potendo intervenire anche su forma, sviluppo e orientamento della struttura generale, caratteristiche molto rilevanti. Si tratta di un’edilizia che nei paesi nordici ha già fatto notevoli passi avanti, mentre nel nostro Paese si trova ancora agli albori.</p>
<p>Questo si traduce in un seria difficoltà nell’individuare imprese costruttrici che siano in grado di realizzare tali abitazioni insieme alla scarsa reperibilità sul mercato di materiali specifici.<br />Per questi motivi, volendo orientarci verso una soluzione di casa passiva, è necessario affidarsi direttamente alle aziende produttrici specializzate in case prefabbricate (almeno nei singoli componenti) ad alto risparmio energetico. Sul mercato italiano molte aziende che operano in questo settore sono emanazione di case madri del Nord Europa. La costruzione di una casa di questo tipo ricalca, genericamente, quella di ogni altra struttura prefabbricata, ma lo sviluppo ed il suo orientamento seguono regole precise. Le forme sono più compatte perché consentono un maggior risparmio energetico, le superfici vetrate risultano molto superiori a quelle di una casa normale, le coperture sono in genere più estese.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/casapassiva1.jpg" align="" border="0px" /></p>
<p>Le fonti di approvvigionamento energetico sono generalmente differenziate e combinate: caldaie, pannelli solari, pannelli fotovoltaici, pompe di calore. La qualità e la tipologia dei materiali isolanti sono sempre elevatissime. Ciò conduce, ovviamente, ad un costo superiore, a parità di metratura di quello di una normale abitazione, ma questo costo viene rapidamente ammortizzato dal risparmio conseguito sui consumi di energia. Le tipologie sono differenziate e si possono ottenere consumi energetici ben inferiori ai 30 kWh/m2 (pari a 3 litri di gasolio per m2 all’anno). Ad ogni tipologia corrisponde una classe energetica individuata dal consumo equivalente di kWh per metro quadrato all’anno.             </p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/casapassiva-interni.jpg" align="" border="0px" /></p>
<p>Il lato dell’abitazione rivolto a sud è provvisto di ampie superfici vetrate ed anche la disposizione delle stanze vede collocati su questo lato i locali che possono trarre maggior beneficio dall’irraggiamento solare: soggiorno, salotto.<br />GriffnerHaus</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/casapassiva-interni2.jpg" align="" border="0px" /></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Block bau, costruzione casa in legno in 4 giorni</title>
		<link>https://bricoportale.it/ristrutturare-casa/bioedilizia/block-bau-costruzione-casa-in-legno-in-4-giorni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 13:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Case prefabbricate]]></category>
		<category><![CDATA[Isolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tecnica adottata (block bau) è antica e garantisce un isolamento sicuro anche grazie all’incastro a doppia maschiatura che impedisce agli agenti atmosferici di aggredire il legno in profondità. La tecnologia “bilama” permette una maggiore stabilità oltre alla possibilità di effettuare calcoli strutturali che diverranno obbligatori anche per gli edifici in legno, come prevede la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnica adottata (block bau) è antica e garantisce un isolamento sicuro anche grazie all’incastro a doppia maschiatura che impedisce agli agenti atmosferici di aggredire il legno in profondità. <br />La tecnologia “bilama” permette una maggiore stabilità oltre alla possibilità di effettuare calcoli strutturali che diverranno obbligatori anche per gli edifici in legno, come prevede la normativa europea. È sempre consigliabile il sistema bilama perché più stabile, resistente e facile da assemblare.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/casa-viverelegno00.jpg" align="" border="0px" /></p>
<ol>
<li>Su una base (massetto o soletta) perfettamente piana vengono collocati gli elementi perimetrali e quelli divisori di ogni singolo ambiente. La squadratura iniziale è fondamentale per un lavoro preciso e rapido.</li>
<li>Si inizia con l’elevazione delle pareti incastrando i vari elementi sagomati uno sull’altro.</li>
<li>I telai delle aperture di accesso e le porte interne vengono collocati in posizione e squadrati in bolla prima di avanzare nell’elevazione delle pareti.</li>
<li>Sia le pareti esterne sia quelle interne sono realizzate con rapidità alternando i vari elementi che ne costituiscono il perimetro con un gioco di incastri che ne garantisce l’assoluta stabilità e la regolarità geometrica. La precisione degli incastri e delle sagomature facilita l’esecuzione. <em>Vivere nel legno</em></li>
</ol>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/casa-viverelegno02.jpg" align="" border="0px" /></p>
<p>Durante l’elevazione delle pareti perimetrali vengono inseriti i telai delle finestre con relativi davanzali. Anche le strutture dei balconi vengono predisposte prima di raggiungere il piano del soffitto.</p>
<div align="center"><img decoding="async" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/casa-viverelegno.jpg" align="" border="0px" /></p>
<div align="left">I soffitti o i piani divisori sono costituiti da coperture in spesse perline piallate che poggiano sui travi di sostegno. Queste superfici vengono, a loro volta, dotate di coperture diverse che vanno dai listoni al parquet a coperture continue, a seconda della richiesta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/casa-viverelegno01.jpg" align="" border="0px" /></p>
</div>
</div>
<p>La struttura generale della casa prende forma con rapidità. Se, come in questo caso, l’accesso alla struttura è agevole su tutti i lati, i tempi di lavoro vengono ridotti. In ogni caso prima di procedere con la realizzazione di una qualsiasi casa prefabbricata è importante valutare l’accessibilità al luogo da parte di mezzi pesanti e gru. Ogni eventuale ostacolo o difficoltà di accesso andrebbe rimosso.</p>
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		<title>Gli isolanti naturali in edilizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 10:23:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Isolamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando un prodotto o un materiale vengono definiti “naturali” catturano subito la nostra fiducia, danno una sensazione di sano, di puro, di protezione; qualcosa che ha a che fare con l’origine della vita e che accompagna l’uomo da sempre. I materiali isolanti utilizzati in edilizia possono essere isolanti naturali o isolanti sintetici: considerato che questi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quando un prodotto o un materiale vengono definiti “naturali” catturano subito la nostra fiducia, danno una sensazione di sano, di puro, di protezione; qualcosa che ha a che fare con l’origine della vita e che accompagna l’uomo da sempre.</h2>
<p>I materiali isolanti utilizzati in edilizia possono essere isolanti naturali o isolanti sintetici: considerato che questi ultimi si ottengono da prodotti derivati dal petrolio, inevitabilmente inquinanti a fronte di performance migliorate solo in parte, verrebbe spontaneo propendere per i primi, ma la legge non è uguale per tutti. Anche se la natura ci fornisce il materiale di base, questo dev’essere poi lavorato per ottenere un prodotto utilizzabile: talvolta si tratta di lavorazioni semplici, in altri casi la trasformazione comporta un consumo energetico da non sottovalutare. Rispetto agli isolanti di origine animale o vegetale, per produrre le lane minerali si consuma molta più energia, senza contare che anche il loro smaltimento è spesso difficoltoso.   </p>
<p>Insomma, l’impatto ambientale di qualsiasi prodotto dev’essere valutato dall’inizio alla fine del suo ciclo vitale: produzione, utilizzo e smaltimento. “Rinnovabile” e “riciclabile” sono due termini che vanno volentieri a braccetto, ma hanno significati diversi: i materiali da cui si ottengono gli isolanti naturali sono tutti rinnovabili, ma il tempo in cui si rinnovano i chicchi di mais o le noci di cocco è molto diverso da quello necessario per la quercia da sughero o per le rocce vulcaniche.</p>
<p>Il riciclo è possibile solo in determinate condizioni: gli isolanti vegetali o animali che non vengono addittivati con leganti, dopo la dismissione, possono essere riciclati, riutilizzati per altri scopi o compostati, ma se contengono sostanze leganti (ad esempio i sali di boro) quest’ultima possibilità va scartata per il rischio di inquinamento. Gli isolanti minerali si prestano al riuso per altri scopi, ma spesso devono concludere la loro vita in apposite discariche, perché intaccati da altri materiali o perché il processo di rigenerazione non ha costi convenienti.</p>
<p>In alcuni casi, tuttavia, bisogna necessariamente ricorrere ad isolanti di origine petrolchimica, ad esempio quando sono richiesti elevati valori di impermeabilità al vapore, ma nella maggior parte delle situazioni che richiedono un buon isolamento termoacustico si possono scegliere prodotti naturali. A parità di spessore questi ultimi hanno un costo quasi sempre inferiore mentre le principali performance sono simili; si tratta di una scelta più responsabile in una filosofia “green” che, per essere tale, deve tener conto anche dei costi di produzione, di trasporto e di smaltimento.        </p>
<p><strong>ISOLANTI NATURALI DI ORIGINE VEGETALE</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/isolanti_vegetali1.jpg" align="" border="0px" /></p>
<p><em>Fibra di legno</em>: prodotta con scarti lignei, non teme l’umidità, buon isolamento termoacustico e buona capacità di accumulo del calore; al termine del suo ciclo può essere utilizzata come combustibile o riciclata per produrre altri pannelli. Usi: cappotti anche ventilati, isolamento interno, intercapedini, tetti piani o inclinati, solai.</p>
<div><em>Sughero</em>: leggero, in quanto contiene aria, si ricava da un tipo di quercia; è traspirante, inattaccabile dagli acidi, permeabile al vapore e non propaga le fiamme in caso d’incendio. In granuli si usa puro per intercapedini piane, con leganti o vetrificanti per quelle verticali; i pannelli si usano praticamente su tutte le superfici.</div>
<div>  <br /><em>Fibra di cellulosa</em>: proviene dal riciclo della carta di giornale, poi miscelata con sali di boro per renderla inattaccabile dai parassiti; si ottengono fiocchi da insufflare negli interstizi ed isola molto bene dal rumore. Si applica anche a spruzzo per migliorare l’isolamento acustico, i pannelli si montano su quasi tutte le superfici.</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/isolanti_naturali011.jpg" align="" border="0px" /></p>
<p><em>Fibre di kenaf e di canapa</em>: le piante da cui si ricavano sono simili ed anche gli impieghi e le caratteristiche; per ottenere i pannelli la canapa viene però di norma trattata con soda e sali di boro per renderla resistente al fuoco. Solo i pannelli ad alta densità sono calpestabili, i feltri si usano nei sottopavimenti.</p>
<div><em>Fibra di mais</em>: si ottiene dalla lavorazione dei chicchi. I pannelli sono completamente biodegradabili ed autoestinguenti, con minima produzione di fumi; riutilizzabili se ben conservati, altrimenti possono essere compostati. Ottimo isolante termoacustico per tutte le superfici interne ed esterne, anche in intercapedine.</div>
<div> </div>
<div><em>Fibra di cocco</em>: di uso antichissimo anche in campo navale, non degrada a contatto con l’acqua e non marcisce, inappetibile per roditori e parassiti; si ottiene dalla parte fibrosa del frutto fatta macerare a lungo. Si usano soprattutto per pavimenti galleggianti, ma anche per isolamento termoacustico di pareti e coperture.</div>
<div> </div>
<div><em>Fibra di lino</em>: per i pannelli si utilizzano le fibre corte, più ricche di cellulosa, ottenute dalla coltivazione biologica delle piante, trattate con sali di boro e talvolta con fibra di poliestere che ne limitano il riutilizzo ed il riciclaggio. Pannelli morbidi, pannelli rigidi e fiocchi coprono praticamente tutte le situazioni di isolamento.</div>
<div> </div>
<div><em>Stuoie di canna</em>: ottenute dalla legatura di canne palustri con filo di ferro, sono molto utilizzate come base per intonacatura, situazione che al termine del ciclo vitale ne comporta lo smaltimento in discariche per inerti. Per cappotti rifiniti ad intonaco o legno e per intercapedini di coperture, pareti, solai e strutture.</div>
<div> </div>
<div><em>Fibra di iuta</em>: si ottengono feltri per isolare dal calpestio, reti portaintonaco e fiocchi per riempire cavità e fessure; è traspirante, igroscopica ed antistatica, può essere riutilizzata, riciclata o compostata in quanto non contiene sostanze chimiche. </div>
<p><strong>ISOLANTI NATURALI MINERALI</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/isolanti_minerali021.jpg" align="" border="0px" /></p>
<p><em>Vetro granulare</em>: da vetro riciclato non riutilizzabile si ottiene una farina da far espandere a caldo per ricavare granuli di varie dimensioni e porosità. Si utilizza come isolante, per aumentare la resistenza al fuoco di intonaci, per pannelli autoportanti, per sottofondi, per canne fumarie; è traspirante, stabile, inerte.</p>
<div>­­­<em>Calce cemento cellulare</em>: simile al cemento cellulare da costruzione, in pannelli o in granuli; i primi si utilizzano per cappotti esterni e facciate ventilate, i secondi come riempimento, come additivi per alleggerire le strutture o per intonaci e malte resistenti al fuoco, a seconda della granulometria. Si riutilizzano come riempitivo.</div>
<div> </div>
<div><em>Pomice</em>: di origine vulcanica, si ricavano per macinazione granuli di consistenza leggera e porosa per sottofondi, malte ed intonaci termoisolanti e resistenti al fuoco, strutture alleggerite. Resiste bene anche alla compressione, è traspirante, resistente all’umidità ed assorbe bene le vibrazioni acustiche e le sollecitazioni meccaniche.</div>
<div> </div>
<div><em>Vermiculite, perlite espansa</em>: da minerali di origine vulcanica si ottengono granuli che, riscaldati ad alta temperatura, aumentano di volume fino a 20 volte. è riutilizzabile e riciclabile solo come materiale inerte per calcestruzzo. Si utilizzano per riempimenti, sottofondi (impastata con acqua e calce) e come additivi per intonaci incombustibili.</div>
<div> </div>
<div><em>Lana di vetro/roccia</em>: si tratta di materiali abbastanza simili che differiscono solo nella percentualità di legante che garantisce stabilità meccanica, una resina fenolo-formaldeide presente nel 3-19% nella lana di vetro e nell’1-4% in quella di roccia. Dopo il montaggio, la concentrazione si riduce a livelli trascurabili (&lt; 0,01 parti per milione). </div>
<div> </div>
<div><em>Vetro cellulare</em>: è costituito da vetro riciclato e vetro puro ottenuto dalla fusione di sabbia di quarzo; non è traspirante, ma in compenso è impermeabile, incombustibile ed inattaccabile da muffe e roditori. Si utilizza in situazioni che richiedono impermeabilità all’acqua ed al vapore; è riciclabile per fondi stradali, riempimenti.</div>
<div> </div>
<div><em>Argilla espansa</em>: le perle si ottengono facendo espandere ad alta temperatura l’argilla estratta da cave e giacimenti; nell’insieme assicurano buona traspirabilità, ma il granulo singolo è impermeabile. Oltre che come isolante sfuso si utilizza per sottofondi drenanti, per i blocchi di calcestruzzo alleggerito e per canne fumarie.</div>
<p><strong>ISOLANTI NATURALI DI ORIGINE ANIMALE</strong><br /><em>La lana di pecora</em> non è solo utilizzata nell’industria tessile: dagli stessi procedimenti, che si susseguono dopo la tosatura dell’animale, si ottengono pannelli di differente densità da utilizzare come ottimi isolanti in svariate situazioni e fiocchi per l’insufflaggio in interstizi ridotti. Se esente da additivi quali sali di boro e polipropilene, con funzione di renderla inattaccabile dai parassiti, può essere riciclata e compostata.</p>
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		<title>Come funziona il teleriscaldamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Bricoportale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 10:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’impianto di teleriscaldamento più completo è quello a trigenerazione, cioè in grado di fornire energia termica, energia elettrica e refrigerazione. Il calore prodotto dalla combustione di biomasse (scarti di attività agricole ed allevamenti, rifiuti, specie vegetali coltivate allo scopo) o gas naturali, viene trasportato dalla centrale agli utilizzi mediante acqua calda che circola in condotte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2013/09/830-0-teleriscaldamentoIMG-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" style="margin-right: 10px" alt="830-0-teleriscaldamentoIMG" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/2013/09/830-0-teleriscaldamentoIMG-4.jpg" width="250" height="399" /></a>L’impianto di teleriscaldamento più completo è quello a trigenerazione, cioè in grado di fornire energia termica, energia elettrica e refrigerazione. <br />Il calore prodotto dalla combustione di biomasse (scarti di attività agricole ed allevamenti, rifiuti, specie vegetali coltivate allo scopo) o gas naturali, viene trasportato dalla centrale agli utilizzi mediante acqua calda che circola in condotte interrate; la caldaia è sostituita da uno scambiatore che riceve il calore e lo cede alla rete di distribuzione interna, che rimane inalterata. Ogni utente misura e controlla il proprio consumo tramite nuove apparecchiature di regolazione ed un contatore che misura il consumo effettivo; già i minori costi conseguenti dall’assenza di infrastrutture soggette a manutenzione (canne fumarie, serbatoi, caldaie) e dagli oneri sull’acquisto del combustibile si traducono in un risparmio economico, l’utente paga il solo il calore utilizzato.</p>
<p>Già il temine attribuito a questa forma di fornitura energetica lascia intuire la sua principale caratteristica: tra il luogo di produzione e le utenze intercorre una certa distanza, rumore ed emissioni restano lontano dalle abitazioni.</p>
<p>L’acqua calda sanitaria ed il riscaldamento degli edifici sono garantiti dalla combustione di biomasse, rifiuti o sottoprodotti analoghi che una centrale di cogenerazione può inviare anche a diversi chilometri di distanza, oltre a recuperare il calore derivante dai vari processi che andrebbe disperso, utilizzandolo per produrre energia. In ogni singolo edificio collegato alla rete, l’acqua riscaldata dalla centrale arriva ad uno scambiatore a cui cede il calore necessario al riscaldamento, mentre l’acqua per usi igienico sanitari circola in tubazioni distinte; l’energia elettrica prodotta dal sistema di cogenerazione, al netto di quella necessaria al funzionamento della centrale, viene immessa nella rete di distribuzione cittadina. </p>
<p>Il ciclo si chiude con il rientro in centrale dell’acqua che nel frattempo si è raffreddata, senza che nelle abitazioni sia giunto alcun combustibile: maggior sicurezza, assenza di residui e quindi di canne fumarie, manutenzione semplificata e riduzione dell’inquinamento. I locali adibiti a caldaie e serbatoi possono essere utilizzati per altri scopi.</p>
<p>A questi vantaggi in termini di ecologia e sicurezza contro fughe di gas o esplosioni, si aggiungono importanti risvolti economici e burocratici: non occorrono più certificazioni, controlli periodici, verifiche di combustione, pulizia delle canne fumarie; la manutenzione ordinaria e straordinaria delle batterie di scambio è compito dei gestori, solitamente grandi aziende produttrici di energia, aziende municipalizzate, ma anche privati.</p>
<p>Nelle zone già servite da questo sistema non è fatto obbligo di allacciamento, ma in caso di ristrutturazioni importanti, se nelle vicinanze (meno di 1 km) esiste o è prevista una rete di teleriscaldamento bisogna predisporre il collegamento: questo è quanto sancisce il Dpr N° 59 del 2 aprile 2009. Se l’impianto esistente non crea problemi, dopo l’installazione dello scambiatore di calore al posto della caldaia (con minor ingombro), possono essere utilizzate le stesse tubazioni e gli stessi radiatori. Il risparmio rispetto ad<br />un impianto a gasolio è più evidente che non se è a metano; si può arrivare anche al 20% della bolletta.              </p>
<p><strong>C&#8217;E&#8217; DA SAPERE</strong> <br /><em>Riscaldamento autonomo</em><br />Per un certo periodo è stato preferito a quello centralizzato, ma una sola caldaia condominiale ha un’efficienza maggiore, pertanto soddisfa il fabbisogno termico con una quantità ridotta di emissioni in atmosfera rispetto alla sommatoria delle singole caldaie. <br />Il teleriscaldamento amplifica questo vantaggio. </p>
<p><em>Impianto di teleriscaldamento</em><br />Centrale termica che si sostituisce ad un numero elevato di impianti centralizzati, le emissioni sono più concentrate (si eliminano le emissioni dai camini residenziali), ma controllate da severe norme. La centrale funziona a biomasse e nella rete circola acqua calda anziché combustibile.  </p>
<p><em>Termovalorizzatori</em><br />Si tratta di centrali che attraverso l’incenerimento di rifiuti non riciclabili ricavano energia elettrica e termica; il calore prodotto serve a portare in pressione il vapore che aziona una turbina collegata ad un generatore. Raffreddando la turbina si recupera il calore da immettere nella rete di teleriscaldamento.</p>
<p><em>Fasce energetiche</em><br />Per stabilire i periodi e le ore giornaliere di accensione degli impianti di riscaldamento, l’Italia è stata divisa in sei zone (dalla A alla F) ed ogni Comune è stato incluso in una di queste in base alla media delle temperature rilevate nel corso dell’anno. I capoluoghi di provincia riportati in tabella sono un esempio.</p>
<div><img decoding="async" class="aligncenter" alt="" src="https://bricoportale.it/wp-content/uploads/sites/16/2013/09/tabella2.jpg" align="" border="0px" /></div>
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