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Sfiatare i termosifoni è un’operazione di fai da te semplice ma fondamentale per far lavorare bene l’impianto di riscaldamento e ottenere caloriferi caldi in modo uniforme. In genere conviene farlo all’inizio della stagione fredda, quando si riaccende la caldaia, e ogni volta che noti prestazioni peggiori o rumori insoliti. Per sfiatare un termosifone, spegni il riscaldamento e attendi che l’acqua non sia troppo calda; quindi apri la valvolina di sfiato con l’apposita chiave o un cacciavite (a seconda del modello), tenendo sotto un bicchiere o uno straccio. All’inizio uscirà aria: quando il flusso diventa un getto regolare d’acqua, richiudi la valvola senza forzare. Inoltre, è utile partire dal termosifone più vicino alla caldaia e proseguire verso quelli più lontani, così da eliminare l’aria in modo progressivo. Pertanto, con pochi minuti di manutenzione, migliori la resa, riduci i consumi e eviti che alcuni radiatori restino tiepidi o freddi.
Perché i termosifoni fanno rumore o restano freddi in alto e come risolvere?
Se i termosifoni fanno rumore (gorgoglii, scrosci o fischi) oppure restano freddi nella parte alta, la causa più comune è la presenza di aria nel circuito: l’aria crea bolle che ostacolano la circolazione dell’acqua calda e generano suoni. In questi casi la soluzione più rapida è sfiatare il radiatore, perché spesso basta eliminare l’aria per ripristinare il calore uniforme. Tuttavia, se dopo lo sfiato il problema persiste, controlla anche che la valvola termostatica non sia bloccata (per esempio dopo mesi di inattività) e che il detentore non sia troppo chiuso. Inoltre, rumori metallici o “ticchettii” possono dipendere dalla dilatazione dei tubi o dal fissaggio delle staffe: in tal caso conviene verificare i supporti e lasciare un minimo gioco. Pertanto, combinando sfiato, controllo valvole e piccole verifiche di installazione, puoi risolvere la maggior parte dei problemi senza interventi invasivi.
Come capire se c’è aria nell’impianto di riscaldamento?
Capire se c’è aria nell’impianto di riscaldamento è importante per intervenire subito e migliorare comfort ed efficienza. Un segnale tipico è il termosifone caldo sotto e freddo in alto, perché l’aria tende a fermarsi nella parte superiore del radiatore. Inoltre, la presenza di gorgoglii o rumori d’acqua che scorre quando l’impianto è in funzione indica spesso bolle d’aria nei radiatori o nelle tubazioni. Un altro indizio è il riscaldamento meno efficace del solito, con stanze che impiegano più tempo a scaldarsi nonostante la caldaia lavori regolarmente. Puoi anche fare un controllo pratico: a impianto spento, apri leggermente la valvolina di sfiato; se esce aria prima dell’acqua, significa che nel termosifone c’era aria. Infine, se noti cali frequenti della pressione della caldaia, potrebbe esserci aria che si accumula o un’anomalia che favorisce l’ingresso di aria nel circuito. Pertanto, questi sintomi aiutano a diagnosticare rapidamente il problema.
Dopo aver sfiatato i termosifoni, bisogna controllare o rabboccare la pressione della caldaia?
Sì, dopo aver sfiatato i termosifoni è buona norma controllare la pressione della caldaia, perché eliminando l’aria dal circuito può diminuire leggermente la pressione dell’impianto. Perciò, a riscaldamento spento e impianto freddo, verifica il manometro: nella maggior parte degli impianti domestici la pressione corretta si trova spesso intorno a 1–1,5 bar (fa fede il manuale della caldaia e le indicazioni dell’installatore). Se la pressione è sotto il valore consigliato, esegui il rabbocco aprendo lentamente il rubinetto di carico finché non raggiungi il livello corretto, poi richiudilo bene. Inoltre, dopo il rabbocco può essere utile ricontrollare i radiatori: a volte un piccolo residuo d’aria si sposta e richiede un secondo sfiato rapido. Se invece la pressione cala spesso o scende rapidamente dopo lo sfiato, potrebbe esserci una perdita o un problema al vaso di espansione: in tal caso è meglio contattare un tecnico. Pertanto, controllo e eventuale rabbocco completano correttamente la manutenzione fai da te.


