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Una soluzione salvaspazio che, grazie a un’anta scorrevole, alcune mensole e un tavolino, consente di realizzare un ufficio nascosto
Un armadio che non occupa tutta la parete lascia uno spazio inutilizzato un po’… ibrido, in quanto non si sa bene come sfruttarlo e si traduce in spazio sprecato. Una bella idea consiste nell’impiegarlo come ufficio nascosto, attrezzando la parete con alcune mensole e inserendo un tavolo che riceva tastiera e PC.
Per occultare il tutto si può realizzare una paretina mobile che scorre su ruote ed è guidata in alto da un semplice binario, costituito da due angolari in alluminio fissati rispettivamente all’anta e al tetto dell’armadio.
L’anta, costruita con una larghezza appena abbondante rispetto a quella della nicchia e un’altezza poco superiore a quella dell’armadio, è costituita da un telaio rettangolare in listelloni mantenuti in squadra da una crociera metallica.
In alternativa possiamo utilizzare un’anima (telaio o “braghettone”) per porta interna che dotiamo di una traversa inferiore.
La luce dell’anta viene chiusa con un tessuto ben teso e fissato al telaio. In pratica il telo va ripiegato dietro i listelli che costituiscono l’ossatura e qui fissato saldamente con la graffatrice.
Il progetto

I quattro bordi del telaio vanno eventualmente rivestiti con altri listelli che creano una cornice di finitura e proteggono il telo. Tali listelli possono essere fissati con chiodini senza testa.
Le due ruote, fissate lungo il listello di base, sorreggono l’anta di un paio di cm dal pavimento, per cui devono avere un diametro di almeno 100 mm. è bene utilizzare ruote di legno rivestite di gomma, ma anche altri tipi possono andare bene.

Per realizzare il sistema di scorrimento superiore è necessaria una certa precisione. L’elemento da montare sull’armadio va fissato su un piano in MDF. Un angolare in alluminio e un listello di legno, avvitati sul pannello, lasciano una sottile fessura in cui scorre l’angolare avvitato sull’anta. Infine il pannello di MDF viene avvitato sul tetto del mobile.


Anta scorrevole





Il vano ufficio nascosto



Un’alternativa “pronta” per ricavare un ufficio davvero separato
In un progetto come questo, l’idea vincente è sfruttare una nicchia altrimenti inutilizzata e trasformarla in una postazione ordinata, richiudibile e poco invasiva. Tuttavia, quando si lavora spesso da casa (o si fanno molte call) può emergere un’esigenza ulteriore: non soltanto “nascondere” la scrivania, ma ottenere anche un micro-ambiente più schermato, capace di isolare visivamente e ridurre le distrazioni, soprattutto in soggiorno o in una stanza condivisa.
Per chi non vuole intervenire con opere murarie o con soluzioni fisse, esiste anche l’opzione di un office pod: una piccola cabina pensata per creare un’area lavoro dedicata, ordinata e immediatamente riconoscibile, senza dover riprogettare tutta la parete o rinunciare alla flessibilità degli spazi. In pratica, è un modo per “aggiungere una stanza nella stanza”, mantenendo l’impostazione salvaspazio ma con un livello di separazione più marcato rispetto a una semplice postazione ricavata in nicchia.
Dal punto di vista pratico, questa soluzione può risultare utile quando la postazione viene usata quotidianamente e serve un luogo in cui concentrarsi, lavorare al PC o gestire riunioni online con maggiore privacy. Inoltre, in case dove l’ufficio nascosto deve convivere con armadiature, passaggi e arredi già presenti, un sistema indipendente può evitare adattamenti su misura e semplificare la gestione dell’ordine: l’area di lavoro resta “contenuta” e riconducibile a un solo volume.
In sostanza, il fai-da-te dell’ufficio nascosto resta un’ottima idea per ottimizzare una parete e recuperare centimetri preziosi; affiancare (o valutare) un’opzione pronta come questa può essere interessante quando, oltre al fattore salvaspazio, diventano prioritari concentrazione, riservatezza e una separazione più netta tra vita domestica e lavoro.




