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Installare lampade di emergenza da incasso permette di avere luce quando manca la corrente e, con i modelli estraibili, una torcia da portare con sé. Prima del montaggio occorre verificare compatibilità con la serie civile, spazio disponibile e alimentazione: i collegamenti alla rete richiedono un elettricista.
Come funziona la lampada di emergenza estraibile
La base fissa alimenta il circuito di ricarica della batteria. Quando viene a mancare la tensione che alimenta la base, la lampada si accende automaticamente, purché la funzione di emergenza sia attiva. Estraendola dal supporto si può usare come torcia, per esempio per raggiungere il quadro elettrico.
La soluzione illustrata occupa due moduli: in un supporto da tre posti può affiancare una presa da un modulo, spostata lateralmente. Questa disposizione è possibile soltanto se lampada, presa e supporto appartengono a sistemi compatibili e la scatola offre spazio sufficiente anche per i conduttori.
Alcuni apparecchi dispongono di un blocco contro l’estrazione involontaria. Sistema di sgancio, comandi e blocco variano secondo il modello: vanno controllati prima dell’acquisto, soprattutto se si intende utilizzare spesso la lampada come torcia.
Cosa verificare prima del montaggio
- Serie civile e ingombro: due moduli di larghezza non garantiscono la compatibilità con qualsiasi supporto. Verificare codice del prodotto, serie, eventuali adattatori e profondità disponibile.
- Alimentazione della base: il collegamento deve rispettare lo schema del produttore e mantenere attiva la ricarica durante il normale utilizzo dell’impianto.
- Autonomia e ricarica: sono prestazioni del singolo apparecchio. Per la famiglia BTicino L/N/NT4380 le istruzioni indicano due ore di autonomia e un tempo massimo di ricarica di 48 ore.
- Posizione: scegliere un punto accessibile, non nascosto da mobili, dal quale la luce sia utile per orientarsi e raggiungere la torcia.
Il codice BTicino L4380 risulta fuori catalogo. Per un acquisto nuovo occorre individuare un dispositivo compatibile con la serie installata, senza considerare intercambiabili modelli che hanno soltanto lo stesso ingombro.
Materiale e sicurezza dei collegamenti
Servono kit con lampada e base di ricarica, cacciavite, pinza spellafili, forbici da elettricista e conduttori isolati adatti al circuito e ai morsetti. L’elettricista deve disporre anche dello strumento idoneo per verificare l’assenza di tensione.
Prima di aprire il punto presa bisogna sezionare l’alimentazione, impedirne il ripristino accidentale e verificare l’assenza di tensione nel punto di lavoro. Spegnere un interruttore della luce non mette necessariamente fuori tensione la presa. La sequenza fotografica descrive un intervento sul cablaggio dell’impianto fisso da affidare a un elettricista.
Installare lampade di emergenza: le sei fasi illustrate
- Accesso al supporto. Dopo aver sezionato l’alimentazione e verificato l’assenza di tensione, si rimuove la mascherina e si allentano le viti che fissano il supporto alla scatola.
- Spazio per la lampada. Si sgancia il frutto della presa e si rimuovono i copriforo laterali, liberando i tre vani. La base della lampada illustrata ne occupa due; la presa viene ricollocata nel vano laterale.
- Collegamento della base. Nel montaggio illustrato si usano due spezzoni di conduttore isolato lunghi 5–7 cm per collegare fase e neutro della presa ai morsetti della base. Lunghezza effettiva, sezione, spelatura e possibilità di inserire più conduttori nei morsetti devono essere verificate dall’elettricista sul caso concreto e sulle istruzioni del dispositivo. Non si usa il morsetto di terra per alimentare la lampada.
- Aggancio dei frutti. Si reinseriscono a scatto la presa e la base fissa nel supporto portafrutti, controllando il completo aggancio delle mollette di tenuta.
- Fissaggio nella scatola. Si riposiziona il supporto e si serrano le viti, evitando di schiacciare i conduttori. L’alimentazione resta disinserita fino alla chiusura completa del punto presa.
- Mascherina e torcia. Si rimonta la mascherina e si inserisce la torcia nella base. Solo a montaggio chiuso si ripristina l’alimentazione e si verifica il funzionamento della presa e della ricarica. Prima della prova di autonomia si attende il tempo indicato dal produttore.
Uso della torcia e controllo della batteria
Nel modello illustrato, una volta estratta la torcia, l’accensione si comanda con un interruttore a slitta. Dopo l’uso va rimessa nella base per ricaricare la batteria. Nelle istruzioni BTicino per la famiglia L/N/NT4380, il LED verde indica ricarica e accensione automatica abilitate; il LED rosso segnala che entrambe sono escluse. Queste indicazioni non vanno estese ad altri modelli.
Dopo la ricarica completa, verificare l’accensione in assenza di rete con la modalità di prova prevista dal fabbricante. Se la lampada non interviene, controllare che sia correttamente inserita e che la funzione automatica sia attiva. Se l’autonomia si riduce sensibilmente, far verificare la batteria e utilizzare soltanto il ricambio previsto.
Se manca corrente, quale interruttore controllare?
La luce di emergenza aiuta a raggiungere il quadro, ma non identifica la causa dell’interruzione. Il limitatore del contatore può intervenire per il superamento della potenza disponibile; il magnetotermico protegge da sovraccarichi e cortocircuiti; il differenziale rileva correnti differenziali, come quelle dovute a dispersioni verso terra.
Se una protezione scatta nuovamente, oppure si notano odore di bruciato, annerimenti o parti danneggiate, non insistere con il riarmo: lasciare disalimentato il circuito interessato e chiamare l’elettricista.



[…] bisognerà obbligatoriamente installare delle luci di emergenza che servono a garantire sicurezza in caso di mancanza di elettricità. Ricordiamo che queste […]