Tratto da “Far da sé n.550 – Agosto/Settembre 2026″
Autore: Nicla de Carolis
Un decoro barocco in 3D ottenuto in una sola passata di un elettroutensile su una tavola di legno, una fresatrice da hobbista a rulli mai vista prima, in un video perfetto, dove, come per magia, appaiono trucioli che volano, dettagli già rifiniti da gioiello, zero sbavature, motore che non si lamenta.
Mi domando preoccupata se mi sono persa un’innovazione così importante, mi consulto con un nostro esperto il quale, senza indugi, mi dice : “… è AI …”, Artificial Intelligence, l’amata/odiata intelligenza artificiale che genera video bellissimi rendendo possibile ciò che, al momento, non è.
AI ha imparato cos’è una fresatura da migliaia di reel, tutorial, cataloghi, ha visto l’utensile, il legno, il risultato finale: mette insieme il tutto e regala la versione da copertina del lavoro, pulita, veloce, senza attrito, generando addirittura un elettroutensile che ancora non esiste.
Quei decori complicati si fanno in 6-8 passate, cambiando utensili, con velocità e avanzamenti studiati, eventuali rotture di frese, la cui esecuzione, per quanto ovvio, richiede tempi ben più lunghi dei 15 secondi del video. Molti di voi lo sanno bene ma per chi fosse interessato ad approfondire c’è il manuale Edibrico, Fresare il legno, dove sono spiegate tecniche e trucchi, non generati da intelligenze che non tengono conto della realtà, ma sperimentati in laboratorio.
AI mostra il risultato desiderato, escludendo le difficoltà del fare, rumore, polvere, errori da correggere. Con questo adoro AI, proprio come un bambino affascinato da una costante scoperta che a volte fa sognare, dà idee e ispirazioni: e poi, tutto ciò che oggi sembra miracolo, presto potrà sicuramente essere realtà. Prima del 2000 chi avrebbe immaginato di realizzare delle scritte così precise, con un font (carattere tipografico) a piacere, con una macchina a controllo numerico da hobbista come ha fatto Romeo Bolzonella? Competenze diverse, uso del programma sul PC, impaginazione e infine passaggio del disegno alla fresatrice che viene condotta nel suo lavoro secondo quanto progettato, come potrete vedere nell’articolo da pagina 60. La cosa non è comunque una passeggiata se raffrontata con analogo lavoro fatto in maniera tradizionale con il tasferimento del disegno con carta carbone o a mano libera sulla tavola per poi procedere con la fresatura.
Tutto questo per dire, ma forse scritto su questa rivista può sembrare un’ovvietà, che la capacità di fare con mani e utensili non è ancora stata soppiantata del tutto dalla tecnologia, dall’intelligenza artificiale e dai robot, possiamo continuare a guardare e apprezzare curiosi tutti i progressi ma, almeno per un po’ ancora, possiamo continuare a godere del piacere di realizzare oggetti unici con il nostro saper fare, collegato alla nostra intelligenza.




