Per sfiatare i termosifoni si spegne il riscaldamento, si attende che i radiatori siano freddi e si apre appena la valvolina di sfogo, raccogliendo l’acqua in un recipiente. Quando esce acqua senza aria, si richiude. Prima di riaccendere si controllano tenuta e pressione dell’impianto: il valore corretto è quello indicato nel manuale del generatore.
Quando serve sfiatare i termosifoni
Un radiatore che gorgoglia o rimane freddo nella parte alta può contenere aria. Questa si raccoglie nei punti superiori e ostacola il riempimento con acqua. Lo sfiato permette di espellerla attraverso una piccola apertura, senza svuotare il termosifone.
Il controllo è utile alla ripartenza stagionale e dopo interventi che hanno richiesto lo svuotamento del circuito. Un radiatore che scalda male, però, non ha necessariamente bisogno di essere sfiatato: conviene osservare dove rimane freddo, evitando il contatto con superfici molto calde.
| Cosa si osserva | Possibile causa | Come procedere |
|---|---|---|
| Parte alta fredda, parte bassa più calda; possibili gorgoglii | Aria raccolta nel radiatore | Sfiatare a impianto fermo e freddo, poi verificare il risultato. |
| Parte alta calda, zona inferiore nettamente fredda anche a regime | Depositi o circolazione insufficiente | Lo sfiato può non risolvere: chiedere una verifica se il difetto persiste. |
| Un radiatore interamente freddo | Regolazione della valvola o mancato afflusso d’acqua | Controllare il normale comando e la richiesta di calore, senza smontare la valvola. |
| Più radiatori freddi e pressione fuori dall’intervallo del manuale | Problema del circuito o del generatore | Verificare le istruzioni del generatore prima di aprire altri sfiati. |
Riconoscere la valvola di sfiato
Lo sfiato manuale si trova generalmente in alto, su un lato del radiatore. Può avere una piccola vite, un attacco per chiavetta oppure un volantino da azionare a mano. Il comando da muovere è distinto dal corpo della valvolina e dal tappo che la collega al radiatore: questi ultimi non vanno svitati.
La valvola termostatica regola invece l’afflusso d’acqua in funzione della temperatura ambiente. Il detentore, normalmente sul ritorno, serve alla regolazione idraulica: non occorre modificarne la posizione per il normale sfiato. Se c’è soltanto un tappo cieco, oppure il componente non è riconoscibile, ci si ferma.
Cosa tenere a portata di mano
Servono un piccolo recipiente, panni assorbenti e l’utensile previsto per lo sfiato: chiavetta della misura corretta oppure cacciavite a taglio, soltanto se la vite lo consente. Con un volantino manuale non occorrono utensili.
La punta deve entrare bene nella sede. Pinze, lame improvvisate o utensili troppo piccoli possono rovinare il comando. Il manuale del generatore va tenuto disponibile per il controllo della pressione.
Se è presente un copritermosifone, va lasciato accesso sufficiente allo sfiato e al recipiente, senza sollecitare i raccordi.
Come sfiatare i termosifoni, passo per passo
Spegnere il riscaldamento e lasciare raffreddare
Usare i normali comandi del generatore secondo il manuale e attendere anche l’eventuale arresto ritardato della pompa. Portare la testa termostatica alla massima apertura consentita dal suo comando. Non basta abbassare la temperatura ambiente se l’acqua continua a circolare. Attendere che il radiatore sia freddo; nell’impianto autonomo leggere e annotare la pressione iniziale.
Proteggere la zona e aprire appena lo sfiato
Mettere un panno a protezione e il recipiente sotto il foro di uscita. Inserire l’utensile adatto e aprire lentamente il piccolo comando, normalmente in senso antiorario. Sui comuni modelli a vite può bastare una frazione di giro: seguire le istruzioni della valvolina, senza estrarre la vite. Se il comando è bloccato, non aumentare la forza.
Lasciare uscire l’aria e richiudere
Il sibilo segnala la fuoriuscita dell’aria; possono seguirlo acqua e piccoli spruzzi. Tenere il recipiente vicino al foro. Quando esce un filo d’acqua regolare, senza sbuffi d’aria, richiudere delicatamente. Se l’acqua arriva subito, non occorre continuare a scaricarla. Asciugare lo sfiato e controllare con carta asciutta che non si riformino gocce.
Controllare la pressione dell’impianto autonomo
A impianto ancora freddo rileggere manometro o display. Dopo lo sfiato la pressione può diminuire. In molti impianti domestici con caldaia il riferimento a freddo è indicativamente 1–1,5 bar, ma prevalgono il manuale del modello e il valore indicato dall’installatore. Quel riferimento non va trasferito automaticamente a un impianto centralizzato.
Se serve un rabbocco, eseguirlo soltanto quando è previsto come operazione dell’utente, seguendo la procedura del manuale e identificando con certezza il comando di carico. Monitorare il valore e richiudere il carico al termine. Se la pressione è già anomala, continua a calare o sale oltre il limite indicato, fermarsi e chiedere assistenza.
Riaccendere e verificare il risultato
Terminati i controlli sui radiatori interessati, riattivare il riscaldamento e lasciarlo lavorare. Verificare la scomparsa dei gorgoglii, il riscaldamento della zona prima fredda e l’assenza di gocce dagli sfiati. Riportare le teste termostatiche alle regolazioni abituali. Un ulteriore controllo della pressione va confrontato a impianto nuovamente freddo: il valore a caldo può essere diverso.
Cosa cambia con il riscaldamento centralizzato
Nel centralizzato la pressione e il reintegro dell’acqua sono gestiti per l’intero edificio. Prima di intervenire è opportuno chiedere all’amministratore o al manutentore quando l’impianto sarà fermo e freddo e se lo sfiato del singolo radiatore può essere eseguito dall’occupante. La sola chiusura della testa termostatica non garantisce l’arresto della circolazione generale.
Non si interviene sui comandi della centrale termica. Se da uno sfiato identificato non escono né aria né acqua, si richiude e si segnala il problema: aprire di più o allentare i raccordi non è una soluzione.
Quando chiamare un professionista
Serve un tecnico se la valvolina è bloccata, danneggiata o continua a perdere dopo una chiusura delicata; se il radiatore non ha uno sfiato manuale riconoscibile; oppure se aria e calo di pressione ricompaiono dopo poco tempo. Anche un radiatore che resta freddo dopo lo sfiato richiede una diagnosi, soprattutto quando il difetto riguarda la parte inferiore.
Scaricare ripetutamente acqua e ripristinare ogni volta la pressione non risolve la causa. Eventuali perdite, problemi di circolazione o del vaso di espansione vanno verificati sull’impianto, senza aprire il mantello della caldaia.
Domande frequenti
Domanda: quanta acqua deve uscire?
Risposta: soltanto quella necessaria a riconoscere un’uscita regolare, priva d’aria. Non c’è una quantità fissa in litri e non si deve riempire il recipiente.
Domanda: bisogna sfiatare tutti i radiatori?
Risposta: conviene controllarli tutti, ma non serve far uscire acqua da quelli che funzionano regolarmente. Dopo uno svuotamento del circuito si segue la procedura di riempimento e sfiato prevista per l’impianto.
Domanda: è necessario farlo ogni settimana?
Risposta: no. Se gorgoglii e zone fredde ritornano di frequente, occorre ricercarne la causa. Il controllo alla ripartenza stagionale è diverso da uno sfiato ripetuto per compensare un difetto.
Domanda: si procede allo stesso modo con uno sfiato automatico?
Risposta: no. I dispositivi automatici hanno meccanismi e indicazioni proprie. Non vanno trattati come una comune vite di sfiato; per regolazione o manutenzione occorre consultare le istruzioni del modello.
Fonti tecniche e immagini
Indicazioni confrontate il 27 ottobre 2026 con la documentazione dei produttori. Per il singolo impianto prevalgono le istruzioni dei componenti installati.
- Vaillant: procedura di sfiato e posizione delle teste termostatiche.
- Vaillant: controllo della pressione della caldaia.
- IRSAP: radiatori freddi, impianto autonomo e centralizzato.
- Scirocco H: apertura dello sfiato e uscita dell’acqua.
- Worcester Bosch: riconoscere l’aria e controllare il radiatore dopo lo sfiato.
- Worcester Bosch: radiatore freddo nella parte inferiore.
- Caleffi: dispositivi di sfogo aria e scarico per radiatori.
- Caleffi: funzionamento degli sfiati automatici AERCAL.
Immagini illustrative generate con IA. Rappresentano componenti esemplificativi, senza riferirsi a un prodotto o documentare un intervento reale.


