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A seconda della destinazione d’uso, esistono diversi tipi di chiodi da legno differenti
I chiodi vengono utilizzati solo in alcune situazioni, per esempio quando si devono fissare parti non soggette a sollecitazioni eccessive, oppure quando non è richiesta un’unione duratura o che abbia una funzione estetica. Nel caso dei mobili, di solito si utilizzano tipi di chiodi o graffe esclusivamente per il fissaggio dei pannelli che chiudono il retro. Inoltre, dopo aver inchiodato i pezzi, non si possono separare senza arrecare danni. I tipi di chiodi più conosciuti sono quelli usati in carpenteria, riconoscibili per la testa piana e la sezione cilindrica. La loro lunghezza va da 20 a 150 mm. Quelli a gambo e testa ovale sono invece più adatti ai lavori di falegnameria, perché possono essere incassati sotto la superficie e si utilizzano anche per lavori cui è richiesta una certa rifinitura. Quando vengono conficcati lungo la venatura, hanno meno tendenza a incrinare il legno.
Panoramica sui tipi di chiodi

Finalità d’uso

- Le bullette: sono chiodi a testa larga e gambo sottile utilizzati per fissare stoffe e passamanerie. Essendo destinati a rimanere in vista la testa è sagomata in modo da svolgere una funzione decorativa.
- Piantare chiodi piccoli: per conficcare chiodini per legno, inseriamoli su un pezzetto di cartone che poi sfileremo, così da poterli trattenere senza mettere a rischio le dita sotto l’azione del martello.
- Testa magnetica: alcuni martelli da carpentiere hanno sulla testa una sede magnetizzata che permette di puntare i chiodi senza tenerli con le dita. La parte opposta è sagomata a forcella per levarli.
- Alla traditora: le giunzioni di elementi perpendicolari si effettuano piantando i chiodi di traverso su entrambe le facce del pezzo. Dobbiamo poi incassare la testa nel legno con l’aiuto di un punzone a testa piatta, il cacciachiodi.
- Unione più robusta: per unire tenacemente a 90° due pannelli di truciolare o MDF possiamo utilizzare un listello posto nell’angolo interno. I chiodi vanno inseriti su entrambi i lati, sfalsandone la posizione per evitare che si intercettino.
- Levare il chiodo: i chiodi più tenaci si estraggono afferrandoli sotto la testa con le tenaglie o con la forcella ricavata sulla testa del martello. Per non rovinare il materiale, possiamo inserire uno spessore tra questo e la tenaglia.
Trucchi del mestiere

Alcuni legni, come il castagno, si fendono con facilità sotto l’azione del chiodo, per via delle fibre poco congiunte. Battendo la punta per appiattirla un poco (foto 1), il chiodo strappa una parte delle fibre anziché separarle e penetra più efficacemente. La punta del chiodo sporgente nell’unione di due elementi è fonte di pericolo e, realizzata in questo modo, non è stabile. Per risolvere entrambi gli inconvenienti si ripiega la punta nel legno con l’aiuto di una lima a triangolo (foto 2). Durante questa azione bisogna che la testa del chiodo appoggi su un piano stabile. Esiste anche un tipo di chiodi che si chiama: chiodo senza testa.




[…] Una delle grucce che costituiscono il piede va incollata alla base dei due montanti (anch’essi sagomati con il seghetto). Alla base, gli incollaggi vanno rinforzati con un paio di chiodini senza testa. […]
[…] ma richiede l’utilizzo di doghe spesse non meno di 18 mm. Occorre un sottofondo sul quale i chiodi possano fare presa, ovvero uno strato di legno applicato al massetto o listelli distanziati e […]
[…] insieme con strettoi durante il montaggio. Raggiunto il risultato voluto le unioni si bloccano con chiodi (ovviamente con i listelli ancora stretti dai morsetti), e si tagliano via eventuali pezzi […]
[…] le giunzioni si effettuano con chiodi e colla o, se disponiamo di un avvitatore a batteria, con sottili viti autofilettanti 3×40 mm e […]