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Ti stai chiedendo come affilare le punte trapano in modo corretto? Per ripristinare una punta elicoidale da metallo occorre rendere simmetrici i due taglienti, rispettare l’angolo di punta e creare la giusta spoglia. Si può lavorare sulla mola da banco oppure utilizzare un affilatore elettrico dedicato.
| Aspetto da valutare | Mola da banco | Affilatore per punte |
|---|---|---|
| Punte adatte | Punte elicoidali HSS in condizioni recuperabili | Punte comprese nei diametri ammessi dal modello |
| Difficoltà | Medio-alta: richiede pratica e sensibilità manuale | Bassa o media: la punta viene guidata dall’apparecchio |
| Controllo dell’angolo | Dipende dall’operatore | Regolato o preimpostato in base al modello |
| Attrezzatura principale | Mola a grana fine, supporto stabile, recipiente per il raffreddamento | Affilatore elettrico e accessori forniti |
| Protezioni | Occhiali o visiera, abbigliamento aderente, protezioni della mola montate | Occhiali protettivi e rispetto delle istruzioni del produttore |
| Errore più frequente | Taglienti asimmetrici o spoglia insufficiente | Punta posizionata male oppure numero di rotazioni diverso sui due lati |
| Quando sceglierlo | Per lavorare rapidamente diversi diametri e controllare direttamente la geometria | Per ottenere risultati ripetibili senza dover apprendere il movimento sulla mola |
Quando una punta del trapano deve essere affilata
Una punta elicoidale perde progressivamente la capacità di penetrare nel materiale. Continuare a usarla aumentando la pressione non risolve il problema: produce più calore, sollecita il trapano e rende il foro meno preciso.
I principali segnali di usura sono:
- la punta stride, fischia o scivola sulla superficie;
- occorre esercitare una pressione elevata per avanzare;
- i trucioli diventano piccoli, irregolari o simili a polvere;
- il materiale e la punta si surriscaldano rapidamente;
- il foro risulta più largo, irregolare o fuori centro;
- durante la foratura esce un solo truciolo ben formato invece di due trucioli simili;
- il tagliente presenta zone arrotondate o piccole scheggiature.
Prima di intervenire bisogna verificare che la punta sia effettivamente recuperabile. Un codolo piegato, una punta spezzata in profondità, un’elica molto consumata o un evidente danneggiamento dovuto al calore possono rendere più conveniente la sostituzione.

Quali punte possono essere affilate in casa
L’affilatura domestica è indicata soprattutto per le comuni punte elicoidali da metallo in acciaio rapido HSS. Queste punte possono essere ripristinate più volte, purché mantengano una geometria regolare e non abbiano subito danni profondi.
Le punte HSS-Co contenenti cobalto possono essere riaffilate con un’attrezzatura adeguata, prestando particolare attenzione al controllo della temperatura e alla qualità della mola.
Richiedono invece lavorazioni differenti:
- punte da muro: la placchetta in carburo di tungsteno deve essere lavorata con abrasivi adatti e mantenendo la geometria originale;
- punte da legno con centrino e speroni: presentano più superfici taglienti e richiedono lime o mole specifiche;
- punte a gradino: ogni gradino deve conservare diametro e profilo;
- punte con geometrie speciali o split point: un’affilatura errata può eliminare i vantaggi della centratura;
- punte integrali in metallo duro: devono essere lavorate con macchine e mole professionali.
Una punta elicoidale HSS può essere usata anche su plastica o legno, ma questo non significa che la stessa procedura sia adatta a qualsiasi punta destinata a quei materiali.
La geometria da ripristinare
Affilare una punta non significa soltanto rendere appuntita la sua estremità. La capacità di taglio dipende dal rapporto tra più superfici.
I due taglienti principali
Sono i bordi che asportano il materiale durante la rotazione. Devono avere la stessa lunghezza, lo stesso angolo e raggiungere il centro in modo simmetrico.
Se un tagliente è più lungo dell’altro, sarà quello a lavorare maggiormente. La punta tenderà a ruotare fuori asse e produrrà un foro più grande del proprio diametro nominale.
L’angolo di punta
È l’angolo complessivo formato dai due taglienti. Nelle punte per impieghi generici è normalmente di circa 118°. Geometrie da 135°, spesso abbinate a una punta autocentrante, sono utilizzate per materiali più tenaci e lavorazioni specifiche.
Durante l’affilatura manuale di una punta da 118°, ciascun lato viene orientato approssimativamente a 59-60° rispetto alla faccia della mola. L’angolo corretto deve comunque essere verificato in base alla geometria originaria della punta e al suo impiego.
L’angolo di spoglia
La superficie immediatamente dietro ogni tagliente deve arretrare gradualmente. Il filo rimane così il punto più avanzato e può penetrare nel materiale.
Una superficie piatta o più alta del tagliente fa strisciare la punta senza consentirle di mordere. È uno degli errori più frequenti nell’affilatura a mano.
Il nocciolo centrale
Nel punto in cui si incontrano i due taglienti si forma un bordo trasversale, chiamato anche tagliente trasversale. Non taglia come i bordi principali, ma spinge il materiale verso l’esterno.
Alcuni affilatori permettono di assottigliare il nocciolo o realizzare una geometria split point. L’intervento migliora la centratura e riduce la pressione necessaria, ma deve essere eseguito seguendo le istruzioni dell’apparecchio.

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Come affilare le punte del trapano sulla mola da banco
La mola da banco consente di affilare punte di diametri differenti e di intervenire direttamente sulla geometria. Il risultato dipende però dalla capacità di mantenere la stessa inclinazione e lo stesso movimento sui due taglienti.
Preparazione e sicurezza
Prima di iniziare occorrono:
- una mola da banco stabile e dotata delle protezioni previste;
- una mola abrasiva a grana fine, piana e in buone condizioni;
- il supporto portapezzo regolato secondo le indicazioni del produttore;
- occhiali protettivi o visiera;
- un piccolo recipiente d’acqua per raffreddare le punte HSS;
- una buona illuminazione;
- una dima per angoli o una punta nuova equivalente da usare come riferimento visivo.
Non utilizzare una mola crepata, eccessivamente scanalata, sbilanciata o priva delle protezioni. Capelli, maniche, lacci e altri elementi liberi devono restare lontani dalle parti in rotazione.

Procedimento passo passo
Step 1 — Controllare lo stato della punta
Pulire l’estremità della punta e osservare entrambi i taglienti sotto una luce diretta. Verificare che non siano presenti rotture profonde, deformazioni del codolo o zone estesamente annerite. Una punta gravemente danneggiata deve essere sostituita.
Step 2 — Individuare l’angolo originario
Osservare la punta lateralmente e confrontarla, quando possibile, con una punta nuova dello stesso tipo. Per una geometria standard da 118°, l’asse della punta viene orientato indicativamente a circa 59-60° rispetto alla faccia della mola.
Step 3 — Posizionare il primo tagliente
Impugnare la punta saldamente con due mani, mantenendo il tagliente da lavorare in posizione controllabile. Avvicinarlo alla mola senza premere eccessivamente. Il contatto deve interessare la superficie dietro il filo senza modificare il diametro esterno della punta.
Step 4 — Creare tagliente e spoglia
Eseguire un contatto breve accompagnando la punta con una piccola rotazione. Nello stesso movimento, orientare il codolo in modo che la superficie dietro il tagliente venga progressivamente abbassata rispetto al filo. Non trascinare lateralmente la punta sulla mola.
Step 5 — Raffreddare frequentemente
Allontanare la punta dopo pochi istanti e controllarne la temperatura. Raffreddarla prima che raggiunga temperature elevate, evitando di insistere fino alla comparsa di colorazioni bluastre o scure. È preferibile alternare numerosi contatti leggeri a una sola passata prolungata.
Step 6 — Affilare il secondo tagliente
Ruotare la punta di 180° e ripetere lo stesso gesto sul lato opposto. Angolo, durata del contatto e quantità di materiale asportato devono essere il più possibile uguali.
Step 7 — Correggere la simmetria
Osservare la punta frontalmente. I due taglienti devono avere la stessa lunghezza e il bordo trasversale deve trovarsi al centro. Correggere solo il lato necessario con passate minime, alternando frequentemente l’osservazione alla lavorazione.
Step 8 — Provare la punta
Eseguire un foro su un pezzo di scarto dello stesso materiale previsto per il lavoro. Una punta correttamente affilata entra senza pressioni eccessive, produce due trucioli simili e mantiene il foro centrato.
Come affilare le punte con un affilatore elettrico
Un affilatore dedicato limita i movimenti possibili e aiuta a mantenere costanti l’angolo di punta e la simmetria. Prima dell’acquisto è opportuno controllare i diametri ammessi, gli angoli disponibili, il sistema di bloccaggio e la possibilità di lavorare il nocciolo centrale.
I modelli non funzionano tutti nello stesso modo. La sequenza seguente è indicativa e deve essere adattata alle istruzioni del produttore.

Procedimento passo passo
Step 1 — Verificare diametro e compatibilità
Controllare che la punta rientri nell’intervallo di diametri previsto dall’affilatore. Non forzare una punta in una boccola o in una guida non adatta.
Step 2 — Impostare la geometria
Selezionare l’angolo previsto, quando l’apparecchio consente la regolazione. Alcuni modelli utilizzano guide differenti, altri richiedono di orientare preventivamente la punta in un mandrino.
Step 3 — Allineare i taglienti
Inserire la punta nel sistema di centraggio e posizionare i taglienti come indicato dal manuale. Un allineamento iniziale scorretto viene riprodotto dall’affilatore su entrambi i lati e può lasciare il nocciolo fuori centro.
Step 4 — Affilare i due lati
Inserire la punta nella sede di affilatura e compiere il movimento previsto, senza esercitare una pressione eccessiva. Lavorare entrambi i taglienti con lo stesso numero di rotazioni o passaggi.
Step 5 — Eseguire l’eventuale split point
Utilizzare la sede dedicata al nocciolo soltanto se presente e compatibile con la punta. Questa lavorazione non deve essere improvvisata sulla mola perché richiede un posizionamento preciso.
Step 6 — Controllare e provare il taglio
Rimuovere eventuali residui abrasivi e osservare la simmetria dei taglienti. Effettuare poi un foro di prova, senza aumentare la pressione per compensare un’affilatura non riuscita.
Errori che compromettono l’affilatura
Asportare troppo materiale
Passate aggressive accorciano rapidamente la punta e rendono difficile correggere eventuali differenze. È preferibile procedere con interventi brevi, controllando il risultato dopo ogni contatto.
Surriscaldare il tagliente
Un calore eccessivo può compromettere le caratteristiche dell’acciaio e ridurre la durata del filo. La punta non deve diventare incandescente né assumere evidenti colorazioni da surriscaldamento.
Lasciare i taglienti di lunghezza diversa
È la causa più comune dei fori sovradimensionati. La punta lavora prevalentemente su un lato e tende a vibrare o a spostarsi dal centro.
Eliminare l’angolo di spoglia
Una punta può apparire appuntita e tuttavia non tagliare. Se la superficie dietro il filo non arretra, il materiale entra in contatto con il dorso del tagliente e impedisce la penetrazione.
Modificare il diametro esterno
La mola deve lavorare l’estremità della punta senza consumare i margini laterali che ne determinano il diametro. Una riduzione irregolare rende il foro impreciso e altera la guida della punta.
Premere di più durante la prova
Una punta che richiede molta forza non è stata ripristinata correttamente. Aumentare la pressione genera calore e può spezzare la punta, soprattutto sui diametri piccoli.
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Consigli dell’esperto
Per imparare il movimento sulla mola conviene utilizzare inizialmente punte economiche già destinate alla sostituzione. Una punta nuova dello stesso diametro può servire come riferimento per confrontare l’inclinazione dei taglienti, la posizione del nocciolo e la forma della spoglia.
Osservando frontalmente la punta sotto una lampada, i due taglienti devono riflettere la luce in modo simile. Differenze evidenti indicano angoli o superfici non uniformi.
Il controllo decisivo resta la prova di foratura. Su metallo, due trucioli comparabili indicano che entrambi i taglienti stanno lavorando. Un solo truciolo continuo, vibrazioni o un foro più largo della punta segnalano invece un’affilatura asimmetrica.
Quando è meglio affidare l’affilatura a un professionista
L’affilatura professionale è consigliabile per punte di grande diametro, utensili costosi, punte in metallo duro, geometrie speciali e lavorazioni che richiedono fori particolarmente precisi.
È preferibile evitare l’uso autonomo della mola anche quando non si conoscono le corrette procedure di sicurezza, la macchina presenta vibrazioni o l’abrasivo non è adatto al materiale della punta. Una smerigliatrice angolare tenuta a mano non offre il controllo necessario per ripristinare con precisione i due taglienti.
Controlli da eseguire dopo l’affilatura
La punta riaffilata deve essere verificata prima di utilizzarla sul pezzo definitivo:
- controllare che i taglienti abbiano la stessa lunghezza;
- verificare che il nocciolo sia centrato;
- osservare che dietro entrambi i fili sia presente una spoglia regolare;
- accertarsi che non vi siano bave, scheggiature o colorazioni da surriscaldamento;
- montare la punta nel mandrino e verificare che ruoti senza oscillazioni;
- eseguire un foro di prova su materiale di scarto.
Durante l’uso successivo occorre impiegare velocità, avanzamento ed eventuale lubrificazione adatti al materiale. Anche una punta ben affilata si deteriora rapidamente se lavora a una velocità eccessiva o senza evacuare correttamente i trucioli.
Domande frequenti su come affilare le punte del trapano
No. L’affilatura domestica è adatta soprattutto alle punte elicoidali HSS da metallo. Punte da muro, da legno con centrino, a gradino, in metallo duro o con geometrie speciali richiedono abrasivi e procedure differenti.
I due taglienti devono essere simmetrici, il nocciolo deve risultare centrato e la superficie dietro il filo deve arretrare. Nella prova pratica la punta deve entrare senza pressione eccessiva e produrre due trucioli simili.
L’angolo di punta più comune per gli impieghi generici è 118°. Le punte da 135° sono utilizzate in lavorazioni e materiali specifici. È sempre preferibile conservare la geometria prevista dal produttore della punta.
Probabilmente manca l’angolo di spoglia oppure i due taglienti non sono simmetrici. Se la superficie dietro il filo è piatta o troppo alta, la punta striscia sul materiale invece di penetrarlo.


