Tratto da “Come ristrutturare la casa n.1 – Gennaio/Febbraio 2026″
Autore: Nicla de Carolis
In questi giorni, sui social, spuntano i micro appartamenti cinesi larghi appena 40 cm che si affittano a 1 dollaro a notte: un lettino stretto (da noi la larghezza minima di un letto singolo è 80 cm), una presa elettrica e una TV. In confronto le capsule giapponesi, che già tanto ci avevano stupito, 2 metri di lunghezza, 1 di altezza e ben 1 di larghezza sono davvero grandi. Esempi di sopravvivenza che mi sembrano surreali e poco in linea con ciò che si intende in una delle definizioni di progresso “… acquisizione da parte dell’umanità di forme di vita migliori e più complesse…”.
Sempre parlando di spazi ridotti dell’abitare, la storia delle tiny houses, nate negli Stati Uniti negli anni ‘90, sembra decisamente più affascinante e, in certi casi, percorribile. Sono piccole o piccolissime case prefabbricate, da 9 fino ad un massimo di 40 metri quadrati, equipaggiate da living, camera da letto, cucina e bagno; in più sono ben isolate termicamente, spesso anche grazie all’impiego di materiali naturali come il legno, possono disporre di pannelli fotovoltaici per essere autosufficienti dal punto di vista energetico e sono trasportabili, così da garantire una vita non stanziale. La filosofia che sta dietro il movimento delle tiny houses si è un po’affermata anche in Europa come una potenziale risposta alla crisi degli alloggi che colpisce le nostre metropoli e come scelta di uno stile di vita minimalista, pronto a sacrificare l’accumulo di beni personali a vantaggio della flessibilità.
Ma rimanendo più aderenti alla realtà di molti di noi che devono scontrarsi con la necessità di lavorare e vivere nelle grandi città e di dover scegliere, spesso obtorto collo, un appartamento piccolo, su questo numero ci sono diversi progetti che, pur in spazi minimi, riescono a soddisfare con eleganza e comodità tutte le necessità di una casa in cui vivere agiatamente. Esempio che ben coniuga queste caratteristiche è il monolocale di 25 metri quadrati da pagina 40, progettato per un single, che, grazie un’isola/bancone snack, con i suoi 6 sgabelli, rende la casa in grado di ospitare a cena un bel gruppetto di amici. L’armonia raffinata dell’insieme è data dal pavimento in parquet posato a spina di pesce e dalla boiserie alle pareti, anche in bagno, dove c’è una deliziosa vasca di dimensioni mini. L’impianto di condizionamento canalizzato e nascosto nel controsoffitto non rovina la ricerca estetica del progetto.
Piccolo, quindi, può essere molto bello, sopratuttto oggi che architetti e produttori di mobili propongono ingegnose soluzioni, anche se il mio augurio è quello di poter vivere in spazi grandi!
