Illuminazione e architettura sinestetica

Tratto da “Rifare Casa n.103 – Gennaio/Febbraio 2026″

Autore: Nicla de Carolis

La percezione di un ambiente non si limita solo alla vista, intervengono almeno altri tre sensi, escludendo il gusto: l’olfatto, l’udito e il tatto. Oggi, oltre agli esperti di marketing, anche gli architetti stanno scoprendo sempre di più quanto possa essere interessante questo mondo della percezione di fattori invisibili a livello emozionale perché ci influenzano e possono trasmetterci benessere o sensazioni contrarie. Un buona fraganza d’ambiente, magari canalizzata nell’impianto di climatizzazione ad aria o nella ventilazione meccanica controllata, tessuti piacevoli al tatto e tappeti morbidi in cui “far affondare” i piedi nudi, il silenzio oppure una musica che faccia venir voglia di ballare o solo di farsi ascoltare rilassandoci, fanno parte di una ricerca che dovrebbe contraddistinguere oggi qualsiasi progettazione di interni. Ho lasciato per ultima la luce, che nella percezione di quanto ci trasmette la vista è un fattore determinante, il punto dal quale partire nella ricerca di una ben riuscita “sinestetica“, l’interazione involontaria e automatica tra sensi diversi che si prova quando si entra in una casa: l’illuminazione artificiale ha bisogno di una progettazione complessa che parte da qualcosa di molto materiale, l’impianto elettrico, guaine, cavi, prese a muro e quant’altro. Nel progetto illuminotecnico nulla può essere lasciato al caso per via della quantità dei diversi punti luce utilizzati oggi che andranno collocati in maniera perfetta per valorizzare oggetti e angoli della casa, per illuminare senza infastidire, per creare con i colori giusti atmosfere e scene impensabili senza questa componente.
Nel progetto che apre lo speciale sull’illuminazione, un mega appartamento d’epoca a Vienna, abbiamo analizzato nei dettagli un esempio di ristrutturazione dove si sono utilizzati molti tipi di illuminazione: luce diffusa, di ambiente, d’accento integrata nel volumi e addirittura nascosta nei dettagli di arredo, persino nel lavandino di uno dei bagni, il tutto comandato da un sistema domotico sofisticato che permette di creare atmosfere differenti modulando la luce in intesità e colore. La luce quindi è indiscutibilmente il primo elemento di arredo e che “automaticamente“ ci dice se un ambiente ci piace.
La valenza dell’illuminazione esterna di una casa, ristrutturata secondo gli standard Passivhaus, è ben evidente anche nel progetto da pagina 74 che ci introduce al dossier sulla costruzione e ristutturazione di case con il legno: intorno al corpo edilizio in muratura si sviluppa un secondo involucro in quadrelli di legno e, di sera, la luce emessa dall’interno proietta ombre verso l’esterno, trasformando la casa in una suggestiva “lanterna“ architettonica.

Buona lettura e buon anno!

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