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Un impianto idraulico fai da te può comprendere piccole manutenzioni e riparazioni accessibili, ma la realizzazione o modifica della rete domestica richiede progettazione, materiali compatibili, corretta gestione di adduzione e scarichi, prove di tenuta e, per gli interventi previsti dalla normativa, l’impresa abilitata.
| Intervento | Possibilità di intervento fai da te | Cosa verificare | Criticità principale |
|---|---|---|---|
| Sostituzione di aeratori, flessibili e piccoli accessori | Generalmente possibile | Compatibilità, filettature, guarnizioni, chiusura dell’acqua | Perdite dai raccordi |
| Riparazione temporanea di un tubo accessibile | Possibile come emergenza | Materiale del tubo, pressione, prodotto di riparazione | Il rimedio non sostituisce la riparazione definitiva |
| Sostituzione di un raccordo accessibile | Da valutare caso per caso | Materiale, diametro, tipo di giunzione | Tenuta non corretta |
| Polifusione di tubi PP-R | Richiede attrezzatura e pratica | Temperatura e tempi indicati dal produttore | Giunto deformato o con passaggio ridotto |
| Saldatura del rame | Richiede esperienza specifica | Materiali idonei, protezione dal calore, pulizia | Incendio, perdita, contaminazione |
| Nuova derivazione o spostamento di un punto acqua | Da affidare a impresa abilitata quando configura ampliamento o trasformazione | Dimensionamento, pressione, compatibilità con l’impianto esistente | Conformità e affidabilità |
| Realizzazione completa dell’impianto | Non è un normale lavoro fai da te | Progetto, materiali, distribuzione, scarichi, collaudi | Sicurezza e conformità dell’impianto |
| Intervento su tubazione nascosta | Sconsigliato senza individuazione certa | Percorso di acqua, elettricità e altri sottoservizi | Foratura accidentale |
Come è fatto un impianto idraulico domestico
L’impianto idrico comincia dal punto di consegna dell’acqua e prosegue con dispositivi di intercettazione e tubazioni che distribuiscono l’acqua fredda ai diversi utilizzatori. Una parte dell’acqua viene inviata al sistema di produzione dell’acqua calda sanitaria e da qui ridistribuita a lavabo, bidet, doccia, vasca, lavello e agli altri punti che la richiedono.
Nei punti che utilizzano acqua calda e fredda arrivano normalmente due linee di alimentazione distinte. Rubinetti di intercettazione locali permettono di isolare una singola utenza senza dover necessariamente chiudere tutta l’abitazione: la loro presenza e accessibilità semplificano molto le successive operazioni di manutenzione.
La rete di scarico segue una logica differente. L’acqua usata viene raccolta attraverso tubazioni dimensionate e posate con pendenze adeguate e convogliata verso le colonne o le condotte di scarico dell’edificio. Lavabi, lavelli, docce e altri apparecchi sono collegati tramite sifoni, che mantengono un battente d’acqua capace di ostacolare la risalita degli odori dalla rete fognaria.
L’impianto di riscaldamento, anche quando utilizza acqua come fluido termovettore, costituisce invece un circuito distinto dall’impianto sanitario. Evitare di confondere i due sistemi è importante soprattutto quando si interviene vicino a caldaie, pompe di calore, collettori o apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria.
- VARIANTE 16 MM, 25 METRI, BLU: un rotolo di tubo multistrato…
- STRUTTURA PE-RT/AL/PE-RT: due strati di polietilene PE-RT…
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Cosa significa davvero impianto idraulico fai da te
Il fai da te idraulico è ragionevole soprattutto per la manutenzione ordinaria e per interventi circoscritti: sostituzione di guarnizioni, aeratori, flessibili, sifoni accessibili, piccoli componenti o riparazioni provvisorie eseguite dopo avere intercettato l’acqua. Anche in questi casi è indispensabile conoscere il materiale su cui si sta lavorando e utilizzare raccordi compatibili.
Diverso è costruire, ampliare o trasformare una rete di distribuzione. Il D.M. 37/2008 comprende espressamente gli impianti idrici e sanitari tra gli impianti degli edifici e prevede che installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria siano affidati a imprese abilitate; al termine dei lavori previsti dal decreto l’impresa installatrice rilascia la dichiarazione di conformità.
Questo limite è importante anche dal punto di vista pratico. Una tubazione che apparentemente funziona può avere diametri non adeguati, raccordi incompatibili, punti soggetti a ristagno, dilatazioni non considerate, scarichi mal configurati o giunzioni destinate a perdere quando vengono sottoposte alle normali variazioni di temperatura e pressione.
Progettare la distribuzione prima di aprire pareti e pavimenti
Prima di intervenire bisogna ricostruire il percorso delle tubazioni: punto di ingresso dell’acqua, valvola generale, eventuali collettori, produzione di acqua calda, derivazioni, rubinetti di arresto, apparecchi sanitari e scarichi. Negli impianti esistenti è utile recuperare schemi, fotografie di cantiere e documentazione disponibile.
La scelta dei diametri non può essere effettuata semplicemente copiando quelli presenti in un altro impianto. Dipende dalla portata richiesta, dalla lunghezza delle linee, dalla pressione disponibile, dal numero di utenze utilizzabili contemporaneamente, dal materiale impiegato e dalle caratteristiche dei raccordi.
Occorre inoltre limitare il numero di giunzioni nascoste e mantenere accessibili gli elementi che potrebbero richiedere manutenzione. Un raccordo collocato in posizione ispezionabile è molto più facile da controllare rispetto a una connessione chiusa definitivamente dietro un rivestimento.
Per le tubazioni destinate all’acqua potabile devono essere utilizzati materiali idonei al contatto con acqua destinata al consumo umano. La disciplina italiana comprende anche materiali e oggetti impiegati negli impianti fissi di adduzione e distribuzione dell’acqua.
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Prima di iniziare qualsiasi lavoro
La prima operazione è individuare la valvola generale e verificare che chiuda realmente l’alimentazione. Dopo averla chiusa si apre un rubinetto per scaricare la pressione residua; solo a questo punto si può smontare un componente della rete.
Prima di forare una parete bisogna considerare la possibile presenza di tubazioni nascoste, cavi elettrici e altri elementi. I rilevatori elettronici sono un aiuto, ma la capacità di individuazione varia in funzione del materiale, della profondità e della struttura della parete: un tubo plastico privo di elementi metallici può essere molto difficile da rilevare.
Quando si uniscono materiali differenti va verificata la compatibilità dei raccordi. Non è corretto collegare tubazioni diverse con adattamenti improvvisati: occorrono raccordi di transizione specifici e, dove necessario, soluzioni che evitino fenomeni di corrosione tra metalli differenti.
Impianto di adduzione: tubazioni, raccordi e tecniche di lavorazione
L’impianto di adduzione porta l’acqua dal punto di consegna alla rete interna dell’abitazione. Dalla linea principale si sviluppano le distribuzioni verso i singoli punti d’uso e verso il sistema destinato alla produzione di acqua calda sanitaria.
La distribuzione può essere realizzata secondo configurazioni differenti. Negli impianti a derivazione una tubazione principale alimenta progressivamente più utenze; nei sistemi con collettore, invece, le singole linee partono da un punto centrale. La scelta dipende dall’edificio, dal tipo di intervento e dalla progettazione dell’impianto.
Quale tubo usare per l’impianto idraulico
Non esiste un materiale migliore in assoluto. PP-R, multistrato, rame e acciaio richiedono tecniche di posa e raccordi differenti e non sono intercambiabili senza valutare l’intero sistema.
| Materiale | Caratteristiche | Lavorazione | Aspetti da controllare |
|---|---|---|---|
| PP-R | Leggero, resistente alla corrosione, giunzioni saldate | Polifusione | Tempi e temperatura, dilatazione, allineamento |
| Multistrato | Flessibile e rapido da posare | Raccordi a pressare o sistemi previsti dal produttore | Calibratura, raccordi e attrezzatura compatibili |
| Rame | Resistente e lavorabile, utilizzabile a vista | Curvatura, raccordi meccanici o saldatura idonea | Protezione, compatibilità dei raccordi, qualità delle giunzioni |
| Acciaio zincato | Presente soprattutto in impianti meno recenti | Taglio e filettatura | Corrosione, peso, difficoltà di lavorazione |
Adduzione con tubi in PP-R
I tubi in PP-R vengono utilizzati per reti idriche realizzate mediante polifusione. Tubo e raccordo vengono riscaldati contemporaneamente con apposite matrici; una volta raggiunta la condizione prevista dal sistema, vengono accoppiati formando una giunzione permanente.
Per il taglio è utile una cesoia per tubi plastici, che produce una sezione regolare e perpendicolare senza schiacciare il tubo. Un taglio storto riduce la superficie utile della giunzione e rende più difficile mantenere l’allineamento.
Il polifusore deve montare matrici adatte al diametro utilizzato. Temperatura, profondità di inserimento, tempo di riscaldamento e tempo di raffreddamento non devono essere stabiliti a occhio: vanno rispettati i dati del sistema impiegato.
Procedimento passo passo per una giunzione in PP-R
- Tubi in polipropilene
I tubi in polipropilene sono molto pratici per la realizzazione di tubazioni di alimentazione idrica per l’impianto idraulico. Per le giunzioni serve il polifusore, strumento per saldare le parti a caldo.

- Tagliare il tubo
Il taglio deve essere netto e perpendicolare all’asse. Prima di procedere si controllano tubo e raccordo, eliminando sporco o materiali che potrebbero interferire con la fusione.

- Segnare la profondità di inserimento
Si individua la corretta profondità prevista per il raccordo senza spingere il tubo oltre la zona stabilita. Un inserimento eccessivo può restringere il passaggio interno.
- Riscaldare tubo e raccordo
Tubo e raccordo vengono inseriti contemporaneamente nelle matrici del polifusore e mantenuti per il tempo indicato dal produttore del sistema. Un riscaldamento insufficiente compromette la fusione; uno eccessivo può deformare il materiale.

- Accoppiare i componenti
Le due parti vengono unite immediatamente mantenendo il corretto allineamento. Durante questa fase non bisogna correggere l’orientamento con ampie rotazioni, perché si rischia di danneggiare la zona appena fusa.

- Lasciare raffreddare il giunto
Il raccordo deve restare immobile per il tempo previsto dal sistema. Solo dopo il raffreddamento si può proseguire con la posa o sottoporre la tubazione alle verifiche richieste.
- Rubinetti in metallo
I giunti in materiale plastico possono ricevere rubinetti in metallo collegati per avvitatura.

Per lavorazioni ripetitive può essere utile fissare stabilmente il polifusore su un banco e preparare porzioni della distribuzione in condizioni controllate. La geometria complessiva deve però essere verificata prima di realizzare giunzioni permanenti difficili da correggere.
Impianto idraulico con tubo multistrato
Il tubo multistrato consente di realizzare percorsi con un numero ridotto di giunzioni grazie alla sua curvabilità. Il sistema completo comprende tubi, raccordi e utensili che devono essere compatibili fra loro: non è corretto scegliere il tubo di un sistema e utilizzare raccordi o ganasce senza averne verificato l’idoneità.
Dopo il taglio, l’estremità deve essere preparata secondo le indicazioni previste dal raccordo utilizzato. Nei sistemi a pressare sono particolarmente importanti la profondità di inserimento e l’impiego della ganascia corretta; un raccordo apparentemente serrato non è necessariamente un raccordo eseguito correttamente.
La possibilità di utilizzare lunghi tratti continui rende il multistrato particolarmente adatto a percorsi in cui si vuole diminuire il numero di raccordi nascosti. Il raggio minimo di curvatura e le modalità di fissaggio dipendono però dal tubo e devono essere verificati sulla documentazione del produttore.
Impianto idraulico con i tubi di rame
Il tubo di rame per l’impianto idraulico è venduto in diametri da 10 a 54 mm, in barre o in rotoli. A seconda del diametro, si trova in rotoli da 25 a 100 metri e quindi la necessità di unire più spezzoni è ridotta al minimo. Essendo il rame un ottimo conduttore di calore, per evitare cali di rendimento si usa quasi sempre del tubo rivestito all’esterno da una guaina di plastica o poliuretano, più o meno spessa.




Con ghiere e ogive






La saldatura del rame



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Fissaggio dei tubi in rame a parete
Per la realizzazione di un impianto idraulico a regola d’arte a volte si rendono necessarie sostituzioni o estensioni di tratti di tubo in rame.





Evitare danni ai tubi



- Rilevatore Truvo Bosch: accendere, rilevare e poi forare
- Tensione: 3V
Tubi in acciaio zincato

Sono senz’altro i più difficili da lavorare per la realizzazione dell’impianto idraulico e richiedono anche la disponibilità di alcune attrezzature specializzate. I tubi in acciaio sono prodotti in diametri diversi che vanno dai 3/8 di pollice fino a diversi pollici. Per il collegamento di pezzi successivi è necessario procedere alla filettatura delle estremità in modo da potervi avvitare i giunti di collegamento.
I giunti sono prodotti in varie fogge (diritti, a T, a gomito, a quattro vie, ecc). In pratica le condutture in tubi d’acciaio si eseguono tagliando e filettando pezzi di tubo che vengono avvitati uno dopo l’altro per mezzo dei giunti. I tubi in acciaio possono correre nelle pareti, ma possono anche essere lasciati scoperti. Il fissaggio è realizzato con tasselli ad espansione dotati di testa a collare.

Per filettare l’estremità di un tubo è necessario utilizzare un apposito apparecchio, la “filiera”, che è costituita da un cilindro entro il quale si inserisce una matrice dentata che viene fatta agire sull’estremità del tubo. Sono disponibili in commercio set di filiere con matrici di vari diametri: per un uso non professionale può andare bene una dotazione da 3/8” a 1”. 2: il cavalletto è un treppiede che sorregge una morsa la cui parte superiore è rovesciabile per meglio collocare il tubo che deve essere lavorato.

Inserire una derivazione

Per allacciare una tubazione derivata ad un tubo di acciaio zincato bisogna tagliare il tubo, inserire un raccordo a T e ripristinare la continuità del tubo. Si taglia il tubo asportandone un pezzo lungo quanto il giunto a T più 25-30 mm e si procede alla filettatura delle due estremità. Su una di queste va avvitato il giunto a T.
Per collegare il T con il rimanente tratto di tubo si utilizza la “vite doppia” composta di due parti: una va avvitata sul giunto a T, l’altra sul tubo e, quindi, per mezzo di una ghiera con guarnizione, i due pezzi del giunto vengono avvitati e stretti. Infine, a partire dalla bocca di svincolo del giunto a T, si avvita un altro tubo che prosegue verso il servizio da alimentare.
Accessori idraulici per il risparmio idrico
Il consumo idrico giornaliero pro-capite si aggira intorno ai 130/140 litri giornalieri e a ben vedere si tratta di un quantitativo enorme. Risulta quindi fondamentale utilizzare una gamma di prodotti, come quella proposta da Sodifer studiata per massimizzare il risparmio d’acqua fino al 50% facili da installare.
Sigillature col nastro di teflon




Sigillare con canapa e pasta


Migliorare la tenuta dei tubi
Per sigillare i raccordi filettati si possono impiegare anche le moderne guarnizioni liquide. Particolarmente indicate per sigillare filettature lasche di raccordi metallo/metallo, resistono alle dilatazioni termiche ed a temperature tra -55°C e +150°C. I prodotti sigillaraccordi si applicano facilmente grazie alle pratiche confezioni che permettono di utilizzare la giusta dose di sigillante; una volta richiuso si conserva fresco per successive applicazioni.





Consigli dell’esperto
Prima di smontare un raccordo, fotografare la disposizione dei componenti e segnare la posizione delle valvole evita molti errori durante il rimontaggio. È particolarmente utile sotto lavabi e lavelli, dove flessibili, scarichi ed elementi di intercettazione sono concentrati in poco spazio.
Una perdita da una filettatura non si risolve necessariamente stringendo con maggiore forza. Un serraggio eccessivo può deformare raccordi, guarnizioni e componenti plastici: se la connessione continua a perdere, è meglio smontarla e controllare filetto, guarnizione e sistema di tenuta.
Dopo qualsiasi intervento si riapre l’acqua gradualmente e si asciuga accuratamente la zona. Un foglio di carta assorbente passato attorno alla giunzione permette di individuare anche piccolissime tracce d’acqua che potrebbero sfuggire a un controllo visivo.
Quando si utilizza una fiamma per lavorare il rame, la sicurezza antincendio viene prima della rapidità del lavoro. Materiali combustibili, isolanti, mobili e parti nascoste dietro la parete devono essere valutati prima di accendere il cannello.
Controlli finali sull’impianto
Una volta ripristinata l’alimentazione bisogna controllare tutte le connessioni interessate dal lavoro, prima con l’acqua fredda e successivamente nelle normali condizioni di esercizio previste per il tratto.
Nei raccordi a vista bisogna verificare l’assenza di gocce, aloni e umidità. Nei giorni successivi è utile un secondo controllo: alcune perdite minime diventano visibili soltanto dopo diversi cicli di utilizzo.
Per gli scarichi si fa scorrere una quantità sufficiente di acqua verificando raccordi, sifone e collegamenti. Gorgoglii persistenti, svuotamento del sifone, scarico molto lento o cattivi odori richiedono ulteriori verifiche.
Su un impianto nuovo o modificato le verifiche e le prove necessarie alla conformità dell’intervento sono responsabilità dell’impresa installatrice nell’ambito previsto dalla normativa.
Quando chiamare un professionista
La realizzazione completa di un impianto, una nuova derivazione, lo spostamento dei punti acqua, la sostituzione di tratti importanti della distribuzione e gli interventi classificabili come trasformazione, ampliamento o manutenzione straordinaria devono essere valutati nel quadro del D.M. 37/2008 e affidati all’impresa abilitata quando ricadono nel suo campo di applicazione.
È opportuno fermarsi anche quando non è possibile individuare con certezza la valvola generale, quando la tubazione è fortemente corrosa, quando una perdita proviene da una parete o da un pavimento, oppure quando l’intervento interessa colonne condominiali e parti comuni.
Serve particolare cautela nei lavori che coinvolgono contemporaneamente acqua e impianti elettrici, apparecchi per la produzione di acqua calda o tubazioni del gas. Questi sistemi non devono essere modificati come estensione di un normale lavoro idraulico fai da te.
Domande frequenti su come fare un impianto idraulico fai da te
Il fai da te è adatto soprattutto a piccole manutenzioni e sostituzioni accessibili. Installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti idrici rientrano invece negli interventi che il D.M. 37/2008 prevede siano affidati a imprese abilitate.
La scelta del tubo dipende dal progetto, dal percorso, dalle temperature, dalla tecnica di posa e dall’impianto esistente. PP-R richiede polifusione, il multistrato sistemi di raccordo specifici e il rame lavorazioni meccaniche o tecniche di giunzione adeguate.
La perdita può dipendere da filetti danneggiati, raccordi incompatibili, montaggio fuori asse o applicazione errata del sigillante. Aumentare continuamente lo spessore del PTFE non corregge un difetto meccanico della connessione.
Si possono utilizzare rilevatori e consultare schemi o fotografie dell’impianto, ma nessuno strumento garantisce di individuare ogni tubazione, soprattutto quelle plastiche. Se la posizione non è certa, è preferibile evitare la foratura o far localizzare il percorso prima di procedere.



[…] mentre le camere da letto dovranno essere meno riscaldate. Questo è previsto da chi installa l’impianto idraulico in quanto vengono collocati, nelle varie stanze, radiatori di diversa dimensione e potenza […]
[…] all’impianto idraulico: il gelo è nemico delle tubazioni, e sovente ne provoca la […]
[…] raggiungono la fossa settica o l’impianto fognario cittadino. Tutti gli scarichi dell’impianto idraulico sono collegati a una tubazione di sfiato che li mantiene a pressione ambiente evitando fastidiosi […]
mi è piaciuto leggere e vedere le varie tipologie dei lavori e anche dei vari atrezzi utilizati per i vari lavori
Gentile Mastro idraulico, cortesemente vorrei sapere come si usa la molla che aiuta a piegare il tubo di rame per termosifone. Esternamente è 14 il tubo. Grazie Giovanni
La molla, di sezione idonea a entrare con precisione nel tubo, va lubrificata per farla entrare più facilmente (e soprattutto per poterla estrarre dopo la curvatura) per un tratto un po’ più lungo dello sviluppo della curvatura che si vuole imprimere al tubo, poi lo si può piegare anche attorno al ginocchio. La rigidità della molla impedisce che si verifichino schiacciamenti.
Per estrarre la molla bisogna farla ruotare in senso orario, in modo che le spire tendano a chiudersi e, di conseguenza, si riduca di diametro.