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Costruire una pergola in legno richiede pali ben ancorati, collegamenti rigidi e una griglia superiore capace di sostenere la vegetazione nel tempo. In questa realizzazione quattro pali di abete, traverse, barre zincate e funi d’acciaio formano una struttura adatta anche alla crescita di un glicine.
| Elemento | Caratteristiche della realizzazione | Funzione |
|---|---|---|
| Pali | Abete, sezione 70×70 mm, lunghezza 2 m | Sostegno verticale |
| Zanche | Ferro, sezione 75×75 mm, base 200×200 mm | Fissaggio dei pali al pavimento |
| Traverse | Legno, 120×40×2000 mm | Collegamento sui lati corti |
| Sostegni | Legno, 80×50×750 mm | Irrigidimento tra pali e traverse |
| Barre superiori | Ferro zincato con sezione a omega | Collegamento sui lati lunghi |
| Piattine | Ferro, 40×10×800 mm | Collegamento tra pali e barre |
| Griglia | Circa 50 m di fune d’acciaio plastificato | Supporto per la vegetazione |
| Maglia | Quadrati di circa 350×350 mm | Distribuzione della vegetazione |
| Protezione legno | Due mani di impregnante | Protezione dagli agenti atmosferici |
Struttura della pergola in legno
La pergola è formata da quattro pali di abete collegati sui lati corti da due traverse in legno da 120×40×2000 mm e sui lati lunghi da due barre di ferro zincato con sezione a omega.
Quattro sostegni in legno da 80×50×750 mm irrigidiscono il collegamento tra pali e traverse, mentre quattro piattine di ferro da 40×10×800 mm contribuiscono a bloccare i pali alle barre metalliche.
La stabilità dei pali è un punto particolarmente importante quando sulla pergola cresce una pianta rampicante vigorosa. Con il passare degli anni il peso e la forza esercitati dalla vegetazione aumentano sensibilmente: il sistema di ancoraggio deve quindi essere verificato con attenzione e adeguato al supporto sul quale viene installata la struttura.
Come realizzare la griglia per il glicine
La copertura non utilizza listelli in legno, ma una rete formata da fune d’acciaio plastificato. Per questa pergola ne occorrono circa 50 metri.
La fune corre tra le due barre zincate sui lati lunghi e tra le traverse in legno sui lati corti. Le barre metalliche sono forate a intervalli di 350 mm; sulle traverse la fune viene trattenuta esternamente mediante cambrette.
Incrociando le funi nei due sensi si ottiene una maglia composta da quadrati con lato di circa 350 mm. Nei punti di intersezione le funi vengono unite mediante fascette autobloccanti.
Questa griglia permette ai tralci del glicine di distribuirsi progressivamente sulla superficie superiore della pergola. Proprio la crescita della pianta rende importante controllare periodicamente tensione delle funi, fissaggi e stabilità dei sostegni.
- Struttura robusta e duratura: Pergola realizzata in pino…
- Dimensioni generose: Con una superficie di 3×6 metri, questa…
- Montaggio facilitato: Include un kit di montaggio completo…
Prima di costruire la pergola
Prima del montaggio conviene predisporre tutti i componenti e controllarne dimensioni, integrità e posizione.
Servono principalmente pali e traverse di abete, sostegni in legno, zanche metalliche, barre zincate a omega, piattine di ferro, fune d’acciaio plastificato, cambrette, fascette autobloccanti, impregnante e smalto per esterni.
Per la lavorazione occorrono inoltre gli utensili adatti alla foratura del legno e del metallo e al fissaggio dei diversi elementi. Il tipo di fissaggio delle zanche deve essere scelto in funzione del supporto presente.
Durante il montaggio è fondamentale verificare che i pali siano correttamente posizionati e che l’intera struttura risulti in squadra prima del serraggio definitivo dei collegamenti.
Procedimento passo passo
- Valutare il sostegno del glicine
La crescita del glicine può esercitare nel tempo una forza considerevole sulla pergola. In questa realizzazione, dopo due anni il precedente palo di sostegno non era più sufficiente a reggere la pianta, rendendo necessario predisporre una struttura più robusta e stabile.

- Fissare i quattro pali
Quattro zanche di ferro con sezione 75×75 mm e base 200×200 mm sostengono i pali di abete da 70×70 mm, lunghi 2 metri. Le zanche vengono fissate al pavimento in piastrelle di cemento; prima di procedere con il resto della struttura occorre controllare posizione e verticalità dei pali.

- Montare le barre zincate superiori
Due barre di ferro zincato con sezione a omega vengono posate sopra i pali e collegano i lati lunghi della pergola. Le barre sono forate con un interasse di 350 mm per consentire il successivo passaggio della fune d’acciaio plastificato.

- Bloccare la fune sulle traverse
Sui lati corti la fune viene fatta passare in corrispondenza delle traverse di legno. Alcune cambrette applicate sul lato esterno delle traverse permettono di trattenerla nella posizione prevista.

- Formare la griglia di funi
La fune d’acciaio viene tesa da barra a barra nel senso corto della pergola e da traversa a traversa nel senso lungo. L’incrocio crea quadrati di circa 350 mm di lato; ogni intersezione viene bloccata con una fascetta autobloccante.

- Proteggere e rifinire il legno
Pali e traverse in abete destinati a rimanere all’esterno vengono protetti con due mani di impregnante. I pali possono essere successivamente rifiniti con smalto per esterni: in questa realizzazione due facce contigue sono grigie e due verde brillante, con fasce decorative a contrasto poco sopra metà altezza.

Proteggere il legno della pergola all’esterno
L’abete esposto permanentemente alle intemperie richiede una protezione accurata. Due mani di impregnante proteggono pali, traverse e altri elementi lignei mantenuti a vista.
Sui pali è possibile applicare anche uno smalto per esterni. La finitura utilizzata alterna grigio e verde brillante sulle quattro facce di ogni palo: due lati contigui sono grigi e gli altri due verdi.
Poco sopra la metà dei pali sono state inoltre realizzate due fasce decorative a contrasto: verde sulla superficie grigia e grigia su quella verde.
Traverse e sostegni possono invece conservare la tinta naturale del legno protetto. Le barre a omega, essendo zincate, dispongono già di una protezione superficiale contro l’esposizione agli agenti atmosferici.
Consigli dell’esperto
Prima di serrare definitivamente tutti i collegamenti conviene controllare più volte verticalità dei pali e geometria della struttura. Un piccolo errore nella posizione dei quattro sostegni si ripercuote sull’allineamento delle traverse, delle barre superiori e della successiva griglia di funi.
Particolare attenzione merita il glicine: con la crescita aumenta progressivamente il carico esercitato sulla pergola. È quindi utile evitare che i tralci si concentrino in una sola zona e controllare nel tempo pali, zanche, collegamenti metallici e tensione delle funi.
Durante foratura e montaggio di legno e metallo vanno utilizzati utensili appropriati e adeguati dispositivi di protezione individuale.
- Struttura robusta e duratura: Pergola realizzata in pino…
- Dimensioni generose: Con una superficie di 3×6 metri, questa…
- Montaggio facilitato: Include un kit di montaggio completo…
Controllare periodicamente struttura e glicine
Una pergola ricoperta da una pianta rampicante deve essere controllata anche dopo la costruzione. Periodicamente è opportuno verificare che i pali siano stabili, le zanche non presentino movimenti, i collegamenti restino serrati e le funi non abbiano perso eccessivamente tensione.
Va controllato anche lo stato della protezione del legno. Quando impregnante o smalto iniziano a mostrare segni evidenti di degrado, la superficie va preparata e nuovamente protetta con prodotti adatti all’esterno secondo le indicazioni del produttore.
La vegetazione deve infine essere gestita evitando accumuli eccessivi di tralci che possano sovraccaricare una zona limitata della griglia.
Quando è meglio rivolgersi a un professionista
Il montaggio richiede particolare attenzione quando non è possibile stabilire con sicurezza se il pavimento o il supporto siano adeguati all’ancoraggio delle zanche. Anche la stabilità complessiva della pergola deve essere valutata con maggiore cautela in presenza di strutture di grandi dimensioni, forte esposizione al vento o carichi importanti dovuti alla vegetazione.
In questi casi è opportuno far verificare struttura e fissaggi da un professionista prima dell’esecuzione.
Leggi anche come costruire un pergolato fotovoltaico.
Domande frequenti sulla costruzione di una pergola in legno
La struttura utilizza pali, traverse e sostegni in abete. Poiché il legno rimane all’esterno, deve essere protetto accuratamente con impregnante e, se prevista, una successiva finitura con smalto per esterni.
In questa realizzazione i fori sulle barre zincate sono distanziati di 350 mm. Incrociando le funi nei due sensi si formano quindi maglie quadrate con lato di circa 350 mm.
La vegetazione viene sostenuta da una griglia di fune d’acciaio plastificato tesa tra barre metalliche e traverse in legno. Gli incroci delle funi vengono bloccati con fascette autobloccanti per mantenere ordinata la maglia.
Per questa struttura sono previste due mani di impregnante sulle parti in abete. I pali possono essere rifiniti anche con smalto per esterni, controllando periodicamente lo stato della protezione e intervenendo quando mostra segni di degrado.
- Struttura robusta e duratura: Pergola realizzata in pino…
- Dimensioni generose: Con una superficie di 3×6 metri, questa…
- Montaggio facilitato: Include un kit di montaggio completo…


