Aggiornato:
I fiori macramè si ottengono lavorando e annodando i fili senza ricorrere a ferri o uncinetto. In questo progetto il motivo dei petali nasce soprattutto dal nodo cordoncino, eseguito in diverse direzioni. Il procedimento richiede precisione nel mantenere ordinati i fili e costante la tensione dei nodi.
Macramè: la tecnica dell’annodatura
Il macramè è una lavorazione tessile eseguita attraverso una successione di nodi. Si possono utilizzare fili e cordoncini di materiali diversi, fissandoli a un supporto per mantenerli nella posizione corretta durante il lavoro.
Una volta appresi i nodi fondamentali, la tecnica permette di creare motivi geometrici e decorativi per braccialetti, orecchini, borse, bordure, piccoli accessori e decorazioni.
Tra le lavorazioni più importanti c’è il nodo cordoncino, nel quale un filo viene mantenuto come guida o conduttore mentre gli altri vengono annodati su di esso. Variando inclinazione e direzione del filo conduttore si possono costruire linee orizzontali e oblique e, come in questo progetto, sagomare progressivamente i petali di un fiore.
Come realizzare un fiore macramè
Per questo fiore si utilizza un filo portanodi “coda di topo” da 2 mm lungo 170 cm, insieme a due fili da 280 cm. Il lavoro procede formando prima la struttura iniziale e poi i petali, mantenendo sempre sotto controllo la disposizione dei fili.
- Preparare il filo portanodi
Tagliamo un filo portanodi “coda di topo” da 2 mm lungo 170 cm. Fissiamolo al supporto lasciando 30 cm di filo sul lato destro e 140 cm sul lato sinistro.

- Montare i fili
Prendiamo due fili lunghi 280 cm e annodiamoli con un doppio nodo cordoncino. Sul filo portanodi devono risultare 8 fili paralleli.

- Eseguire i cordoncini orizzontali
Utilizziamo il primo filo libero a destra come conduttore e realizziamo un cordoncino orizzontale procedendo verso sinistra. Annodiamo anche il filo portanodi di sinistra e ripetiamo l’operazione ancora una volta.

- Iniziare a sagomare il petalo
Prendiamo il terzo filo da sinistra e tendiamolo verso sinistra. Utilizziamolo come filo conduttore per annodare i primi due fili.

- Lavorare sul filo rivolto a destra
Giriamo il primo filo verso destra e annodiamo su di esso, a cordoncino, due fili.

- Cambiare il filo conduttore
Prendiamo il primo filo a sinistra e utilizziamolo come conduttore. Su questo filo annodiamo gli altri quattro fili.

- Completare la forma del petalo
Ripetiamo altre due volte l’operazione del passaggio precedente, mantenendo ordinati i fili durante la lavorazione.

- Chiudere il primo petalo
Completiamo il petalo realizzando tre cordoncini orizzontali verso sinistra.

- Realizzare gli altri petali
Per formare gli altri petali ripetiamo la sequenza a partire dal punto 4. Continuiamo con la stessa lavorazione fino a ottenere 5 o 6 petali.

- Chiudere il fiore
Terminati i petali, inseriamo nelle punte interne il filo portanodi rimasto libero e i fili rimanenti nel giro iniziale. Concludiamo legando tra loro i fili.

Realizzazione di Luciana Brescia.
Merletti al tombolo: come funziona la lavorazione a fuselli
Il merletto al tombolo, chiamato anche merletto a fuselli, nasce dall’intreccio di più fili avvolti su piccoli fuselli e guidati da spilli secondo un disegno. Il lavoro viene eseguito su un apposito cuscino, il tombolo, che mantiene stabile il supporto mentre i fili vengono incrociati e intrecciati.
Che cos’è il tombolo
Il tombolo è il supporto sul quale si esegue il merletto a fuselli. Tradizionalmente è un cuscino imbottito, spesso di forma cilindrica, anche se esistono forme differenti legate alle diverse tradizioni e tecniche di lavorazione.
Sul cuscino viene fissato il disegno da seguire, normalmente riportato su carta o cartoncino. Gli spilli inseriti nei punti previsti dal disegno servono a guidare e sostenere progressivamente gli intrecci, consentendo al merletto di assumere la forma stabilita.
Per lavorare comodamente il tombolo deve rimanere fermo e a un’altezza adatta alle mani. Può quindi essere sistemato su un apposito supporto, su un telaio o su sostegni tradizionali la cui forma varia a seconda della zona e del tipo di tombolo utilizzato.

Fuselli, spilli e filati: cosa serve per lavorare
I fili impiegati nella lavorazione vengono avvolti sui fuselli, piccoli strumenti generalmente in legno che permettono di maneggiarli, svolgerli gradualmente e mantenerli ordinati durante l’esecuzione del merletto.
I fuselli si manovrano a coppie. La lavorazione procede attraverso movimenti fondamentali di incrocio e torsione dei fili; combinando questi movimenti e seguendo i punti indicati sul disegno si costruiscono progressivamente trama e motivi decorativi.
Il numero di fuselli necessario non è fisso: dipende dal disegno, dal tipo di merletto e dalla tecnica adottata. Un motivo relativamente semplice può richiedere poche coppie, mentre lavorazioni complesse possono coinvolgerne molte contemporaneamente.
Gli spilli hanno invece il compito di mantenere i passaggi nella posizione prevista dal disegno mentre il lavoro avanza. Devono essere adatti alla lavorazione e non lasciare macchie o tracce di ossidazione sul filato.
Quali fili si usano per il merletto al tombolo
Il lino è uno dei materiali tradizionalmente associati al merletto, ma la lavorazione a fuselli può essere eseguita con filati differenti. Tra quelli utilizzati figurano cotone, seta e lana, oltre a fibre e materiali impiegati nelle lavorazioni contemporanee.
La scelta del filo influenza l’aspetto del manufatto e deve essere coerente con il disegno, la finezza richiesta e il tipo di punto. Prima di iniziare è importante preparare correttamente i fuselli e distribuire il filo necessario alle coppie che entreranno nella lavorazione.
Come nasce il merletto sul disegno
La tecnica richiede di imparare a controllare contemporaneamente più coppie di fuselli. I fili vengono incrociati e girati secondo una successione precisa, mentre gli spilli segnano i punti di riferimento e sostengono temporaneamente la struttura che si sta formando.
Non si tratta quindi di ricamare sopra un tessuto: il merletto viene costruito direttamente attraverso l’intreccio dei fili. Il disegno fissato al tombolo funziona da guida per mantenere proporzioni, andamento e geometria del motivo.
A seconda della tecnica, il lavoro può essere realizzato con fili continui oppure attraverso elementi eseguiti separatamente e successivamente collegati. Cambiano inoltre punti, disegni e modalità operative secondo le diverse tradizioni del merletto a fuselli.
Cosa si può realizzare con il tombolo
Il merletto ottenuto può essere impiegato come bordo o inserto decorativo per biancheria e tessili, per esempio tovaglie, lenzuola, asciugamani e fazzoletti. La tecnica permette anche di creare manufatti autonomi e motivi decorativi più elaborati.
Il macramè, invece, è una tecnica differente: si basa principalmente sull’annodatura dei fili con le mani e non va confuso con il merletto a fuselli eseguito sul tombolo.
Per iniziare è preferibile esercitarsi con pochi fuselli e un disegno elementare, così da acquisire regolarità nei movimenti di base e imparare a mantenere uniforme la tensione dei fili prima di affrontare motivi con molte coppie.


