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La messa a terra dell’impianto domestico protegge dalle conseguenze di un guasto elettrico collegando le masse dell’impianto al sistema di terra. Lavora insieme alle protezioni, in particolare all’interruttore differenziale: progettazione, collegamenti e verifiche devono essere eseguiti secondo la normativa da personale abilitato.
A cosa serve la messa a terra in casa
L’impianto di terra fa parte del sistema di protezione contro i contatti indiretti, cioè contro il rischio di entrare in contatto con una parte metallica che normalmente non è in tensione ma che può diventarlo a causa di un guasto.
Un caso tipico aiuta a comprenderne il funzionamento. Se un difetto di isolamento porta un conduttore attivo a contatto con la carcassa metallica di un elettrodomestico, la massa può assumere un potenziale pericoloso. Il conduttore di protezione collega quella massa all’impianto di terra e permette al sistema di protezione di intervenire nelle condizioni previste dal progetto.
La sicurezza non dipende quindi dal solo picchetto infisso nel terreno e nemmeno dal solo “salvavita”: dipende dal coordinamento tra impianto di terra, conduttori di protezione, collegamenti equipotenziali e dispositivi di interruzione automatica.
Messa a terra e salvavita: perché servono entrambi
L’interruttore differenziale, comunemente chiamato salvavita, confronta le correnti che percorrono i conduttori attivi del circuito. Quando rileva una corrente differenziale superiore alla propria soglia d’intervento, apre il circuito.
La messa a terra e il differenziale svolgono quindi funzioni diverse e complementari. L’impianto di terra realizza i collegamenti necessari alla protezione delle masse; il differenziale rileva una dispersione e interrompe l’alimentazione quando ricorrono le condizioni per il suo intervento.
Per questo la presenza di un differenziale non è un motivo per trascurare l’efficienza dell’impianto di terra, così come la presenza della terra non rende superflue le protezioni previste per i circuiti.
Com’è fatto un impianto di terra domestico
Un impianto di messa a terra comprende diversi elementi collegati fra loro. Configurazione, materiali e dimensionamento non possono essere stabiliti applicando valori standard a qualsiasi abitazione: dipendono dalle caratteristiche dell’impianto e devono rispettare il progetto e le norme tecniche applicabili.
Dispersore
Il dispersore mette elettricamente in contatto l’impianto di terra con il terreno. Può essere realizzato con elementi e configurazioni differenti in funzione dell’edificio, del terreno e del progetto; il classico picchetto, spesso chiamato anche puntazza, è soltanto una delle soluzioni possibili.

Conduttore di terra
È il conduttore che collega il dispersore al resto dell’impianto di terra. Sezione, materiale, posa e protezione contro danneggiamenti e corrosione devono essere determinati secondo le caratteristiche dell’impianto: non è corretto considerare una singola sezione valida per tutte le abitazioni.
Collettore principale di terra
È il punto nel quale vengono realizzati i collegamenti previsti tra il conduttore di terra, i conduttori di protezione e i collegamenti equipotenziali interessati. Rappresenta quindi un nodo essenziale dell’intero sistema di protezione.
Conduttori di protezione PE
Sono i conduttori identificati dal colore giallo-verde che collegano le masse delle apparecchiature e degli utilizzatori al sistema di terra. Nelle prese dotate di contatto di terra assicurano la continuità del collegamento di protezione.
Collegamenti equipotenziali
I collegamenti equipotenziali servono a collegare al sistema di protezione le masse estranee per le quali tale collegamento è previsto, limitando differenze di potenziale pericolose tra parti simultaneamente accessibili.
Non significa che qualsiasi elemento metallico presente nell’abitazione debba essere collegato indiscriminatamente alla terra: occorre stabilire tecnicamente quali elementi costituiscono masse estranee e come devono essere trattati.
Schema della messa a terra dell’impianto domestico
In forma semplificata, il sistema mette in relazione dispersore, conduttore di terra, collettore principale, conduttori di protezione e masse degli apparecchi. I collegamenti equipotenziali completano la protezione dove previsti.
Lo schema permette di comprendere il principio di funzionamento, ma non può essere utilizzato come progetto esecutivo: caratteristiche del dispersore, sezioni dei conduttori, protezioni e coordinamento con il differenziale richiedono valutazioni e verifiche specifiche.

Messa a terra e normativa: i riferimenti principali
Per gli impianti elettrici negli edifici uno dei riferimenti legislativi fondamentali è il D.M. 37/2008. Installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti devono essere affidati a imprese abilitate; al termine dei lavori l’impresa installatrice esegue le verifiche previste e rilascia la dichiarazione di conformità nei casi disciplinati dal decreto.
Il principale riferimento tecnico per gli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione è la Norma CEI 64-8, arrivata alla nona edizione, entrata in vigore il 1° novembre 2024. La norma tratta, fra gli altri aspetti, protezione contro i contatti diretti e indiretti, scelta e installazione dei componenti e verifiche dell’impianto.
Il D.P.R. 462/2001 riguarda invece specifici adempimenti e verifiche degli impianti di terra nei luoghi di lavoro. Non va quindi presentato come una prescrizione di verifica periodica ogni due o cinque anni applicabile indistintamente a qualsiasi abitazione privata. Gli obblighi previsti dal decreto riguardano il datore di lavoro e gli impianti ricadenti nel relativo campo di applicazione.
Come viene realizzato il dispersore di terra
La sequenza fotografica seguente mostra le quattro fasi presenti nell’impianto documentato. È utile per capire materialmente come può essere realizzato un dispersore ispezionabile, ma non costituisce una procedura universale di dimensionamento o installazione: posizione, tipo di dispersore, conduttori, collegamenti e verifiche devono essere definiti ed eseguiti nell’ambito dell’impianto da personale abilitato.
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- Preparazione dello scavo e del percorso del conduttore
All’esterno dell’abitazione viene preparato lo scavo destinato al punto di dispersione. Nel caso documentato, al pozzetto arriva una canalizzazione contenente il conduttore di terra proveniente dall’edificio. Dimensione e caratteristiche del conduttore non vanno ricavate automaticamente dall’esempio fotografico: devono essere determinate per l’impianto specifico.

- Realizzazione del pozzetto ispezionabile
Il punto in cui si trova il dispersore viene mantenuto accessibile tramite un pozzetto. Nell’esempio fotografico il vano è realizzato con mattoni pieni e permette di raggiungere il collegamento per le necessarie ispezioni. L’accessibilità è importante perché lo stato del collegamento non deve diventare incontrollabile dopo la chiusura dello scavo.

- Posizionamento del dispersore nel terreno
Il terzo passaggio della sequenza mostra l’infissione del dispersore nel terreno, lasciando accessibile la parte destinata al collegamento. Profondità, numero, disposizione e caratteristiche dei dispersori non possono essere stabiliti con una regola valida per ogni casa: la soluzione dipende dal sistema progettato e dalle condizioni effettive dell’impianto e del terreno.

- Collegamento del conduttore di terra al dispersore
L’ultima fotografia mostra il collegamento del conduttore al dispersore tramite l’apposito morsetto. Il punto di connessione rimane accessibile all’interno del pozzetto, che viene poi protetto mediante la relativa chiusura. Questo collegamento fa parte dell’impianto elettrico di protezione: esecuzione, continuità e caratteristiche devono essere verificate dall’installatore con strumenti e procedure adeguati.

Come si verifica se la messa a terra funziona
L’efficienza dell’impianto di terra non si stabilisce osservando il picchetto o controllando semplicemente che il filo giallo-verde sia presente nelle prese. Servono verifiche appropriate sul sistema di protezione.
Il tecnico può controllare, secondo il caso, la continuità dei conduttori di protezione e dei collegamenti equipotenziali, le caratteristiche dell’impianto di terra, l’isolamento e il corretto funzionamento e coordinamento dei dispositivi di protezione. La Norma CEI 64-8 comprende una parte specificamente dedicata alle verifiche.
Non esiste inoltre un unico valore di resistenza di terra da dichiarare come limite universale per ogni impianto domestico. La valutazione deve essere effettuata considerando il sistema di distribuzione e il coordinamento con le protezioni previste.
Quando far controllare l’impianto di terra
In una normale abitazione privata non è corretto trasformare le periodicità del D.P.R. 462/2001 previste nel suo campo di applicazione in una scadenza generalizzata per tutte le case.
Un controllo professionale è comunque opportuno quando si ristruttura o modifica l’impianto elettrico, quando manca la relativa documentazione e occorre valutarne lo stato, oppure quando emergono anomalie che fanno dubitare dell’efficienza delle protezioni.
È necessario rivolgersi a un elettricista anche in presenza di prese o parti dell’impianto deteriorate, conduttori di protezione mancanti, collegamenti di terra visibilmente danneggiati o altri segnali che richiedano misure strumentali.
La corrosione del dispersore o dei collegamenti accessibili, eventuali interruzioni dei conduttori e modifiche successive dell’impianto possono comprometterne l’efficacia. Aggiungere autonomamente un altro picchetto o intervenire sul collegamento non sostituisce una verifica tecnica.
Chi può realizzare o modificare la messa a terra
La realizzazione della messa a terra non va trattata come un normale lavoro di bricolage. Il D.M. 37/2008 disciplina gli interventi sugli impianti posti al servizio degli edifici e prevede che installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria siano affidati a imprese abilitate. Al termine dei lavori sono previste le verifiche e la documentazione di conformità applicabile.
Per il proprietario di casa è invece utile conoscere struttura e funzionamento dell’impianto: permette di riconoscere la funzione del dispersore, comprendere perché terra e differenziale lavorano insieme e sapere quali controlli richiedere quando si ristruttura o si verifica un vecchio impianto.



[…] lampada componenti metallici, per i collegamenti elettrici possiamo utilizzare un cavo bipolare, la messa a terra non è […]
buona sera…
ma i cavi di terra delle carcasse degli elettrodomestici ecc. vanno collegati solo al dispersore oppure anche al salvavita????? grazie
Buonasera Alessandro,
Solo al dispersore, non al differenziale.
Cordiali saluti.
grazie gentili
saluti
buon giorno
l’antenna essendo collegata in qualche modo alla struttura della casa e fungendo da parafulmine quindi possibile rischio per la tv va collegata anche alla messa a terra??
grazie cordiali saluti
Buonasera Alessandro,
Da normativa l’antenna va collegata fisicamente alla messa terra per garantire equipotenzialità. Non è invece necesssario collegare alla terra la struttura che suppurta l’antenna.
Cordiali saluti.
quindi va “messa a terra” la calza del filo coassiale e non il palo giusto?
Siccome qualcuno dice che va messo a terra anche il palo come andrebbe fatto per evitare di creare un parafulmine?
Vi ringrazio Giovanni
Non lo fare che fondi il televisore..la calza metallica è un polo selv che lo collega ad un negativo sul circuito TV.
salve,
il cavo di messa a terra che va dalla barra equipotenziale (situata nel quadro elettrico) al pozzetto di terra, dove è presente la punta disperdente non deve essere da 16mmq invece che da 6mmq?
Buongiorno Cosmo,
Grazie della segnalazione: confermiamo 16 mmq.
Cordiali saluti.
Vorrei specificare che secondo la norma il dispersore di terra non deve essere necessariamente posato in pozzetti ispezionabili anche se rimane una buona regola.
Complimenti per le specifiche :-)
ottimo per risparmiare magari con un amico elettricista o facendo un corso ma per poi certificarlo?
Chi certificherà l’impianto di messa a terra ispezionerà visivamente l’installazione della palina, il pozzetto di alloggiamento e la connessione elettrica, poi con un apparecchio elettronico specifico verificherà il corretto funzionamento del circuito.
il fatto di spiegare ad un neofita come si esegue unimpianto elettrico non è certo una buona cosa soprattutto a livello di sicurezza del quale un neofita è veramente zero in questo campo ed un elettricista professionista per un fatto di etica non certificherà mai un impianto fatto da terzi
“Etica” 😀
Elettricisti, termotecnici..OK tutti devono campare ma questo fatto che in Italia i governi vi abbiano fatto questa enorme marchetta, dandovi il monopolio delle certificazioni, vi mette in posizione di difendere un privilegio.
Soldi e piccole fettine di potere. L’etica, per cortesia, lasciamola fuori poverina.
In altri paesi, dove non ci sono tanti gruppi di interesse a cui lisciare il pelo, a casa tua puoi far fare i lavori anche a un babbuino o farteli da solo. Ti stampi il regolamento, e quando fatto chiami l’ispettore (impiegato comunale) che controlla e se tutto a posto, firma. Se non firma, devi rifare dove non va bene. Neofita o meno. Finito.
P.s.: ispezionare un impianto elettrico residenziale è roba che un elettricista serio sa fare in un’ora. Insomma, non è fisica nucleare e spesso un proprietario che sappia leggere e scrivere, lo fa anche meglio. Perché ci mette più tempo, cura i materiali e il metodo.. Semplicemente non vi conviene. D’altra parte, è un paese dove per passare l’aspirapolvere dentro una caldaia e fare il controllo fumi (se lo fanno), si prendono 160 euro. Bella la vita eh? 😂
Buongiorno, sono un professionista da ormai 32 anni e ho visto tutto il.percorso sin dalla famosa Legge 46/90.
Posso affermare che non abbiamo ricevuto nessun privilegio, il poter certificare un impianto è un assunzione di responsabilità, la firma che il professionista appone sulla dichiarazione a differenza del tecnico improvvisato è un espressione di garanzia dell’esecuzione dei lavori. La Legge impone di osservare la buona tecnica, che è stabilita dall’ente normativo CEI comitato elettrotecnico italiano comitato 64 per gli impianti elettrici negli edifici residenziali.
Seguendo il suo ragionamento basta leggere le istruzioni contenute in una confezione di in farmaco per essere un medico o un farmacista.
Concordo con lei che purtroppo in Italia il committente non abbia un interlocutore che svolga la funzione d’ispettore magari dell’ufficio tecnico dell’ente che eroga l’energia elettrica, che a mio avviso dovrebbe vigilare sullo stato degli impianti che allaccia alla propria rete.
Il committente ha l’obbligo per legge di affidare i lavori a personale qualificato.
Poiché non possiamo farci la le leggi su misura qualsiasi personaggio si improvvisi un tecnico è un fuori legge.
Il.DPR 37/2008 stabilisce che è possibile effettuare la dichiarazione di rispondenza qualora non fosse disponibile la DICO, quindi anche in presenza d’impianti fai da te. Pertanto siccome la corrente non fa odore non fa rumore e quando la si sete spesso può essere troppo tardi le consiglio di avvalersi di professionisti il più onesti possibile che trova sul libero mercato.
Cordiali saluti
Stefano
buongiorno da come scrivi devi essere un cervello atomico, visto che un elettricista in possesso dei requisiti lo paragoni a un netturbino ( senza offesa x i netturbini) e visto anche che abbiamo una responsabilità civile e penale x quello che facciamo e che poi andiamo a dichiarare. Sicuramente con la dichiarazione abbiamo esonerato dai controlli chi era preposto (ufficiali sanitari ,ecc. che si fidano della “carta”)
@Giovanni Galli: Stefano rispondeva il 5 Giugno 2020 ore 13.18 a Mario perché aveva detto “un elettricista professionista per un fatto di etica non certificherà mai un impianto fatto da terzi”.
Ecco perché Stefano ha scritto così, aggiungendo inoltre che “In altri paesi, dove non ci sono tanti gruppi di interesse a cui lisciare il pelo, a casa tua puoi far fare i lavori anche a un babbuino o farteli da solo. Ti stampi il regolamento, e quando fatto chiami l’ispettore (impiegato comunale) che controlla e se tutto a posto, firma. Se non firma, devi rifare dove non va bene. Neofita o meno. Finito.
P.s.: ispezionare un impianto elettrico residenziale è roba che un elettricista serio sa fare in un’ora. Insomma, non è fisica nucleare e spesso un proprietario che sappia leggere e scrivere, lo fa anche meglio. Perché ci mette più tempo, cura i materiali e il metodo.. Semplicemente non vi conviene. D’altra parte, è un paese dove per passare l’aspirapolvere dentro una caldaia e fare il controllo fumi (se lo fanno), si prendono 160 euro. ”
Non ha torto. E non pare che negli altri paesi muoiano come mosche per impianti fatti da sé stessi e controllati poi dagli ispettori. Sono impianti eseguiti correttamente secondo le normative? Si, perché l’ispettore certifica che sono eseguiti correttamente. Fine.
In realtà se lo fa un elettricista abilitato, potrebbe anche essere lo stesso che ti ha messo un quadretto con differenziale da In 25A con a valle 2 MT 16A e uno 10A. Dipende sempre da chi fa il lavoro abilitato o meno.
Se fatto bene sarebbe meglio farlo fare ad un elettricista serio, ma tanti sono solo elettricisti.
Buona sera ma facendo questo procedimento ad un conteiner.. Avrebbe la stessa funzione da para fulmine in conteiner giusto?
Buongiorno Elia,
può spiegarci meglio cosa intende? Non abbiamo capito. Grazie
Funziona come la gabbia di Faraday…un container al suo interno non può avere cariche extrapotenziali tuttavia la struttura andrebbe connessa a terra tuttavia se poggia su terreno umido fisso virtualmente è a terra se viaggia su gomme e lo utilizza su gomme dovrebbe avere un cavo di terra utilizzandolo con apparecchiature elettriche…
Se lo scopo è di proteggere dai fulmini questo dovrebbe essere posizionato nel punto più alto nel raggio di 500 mt..se non utilizza corrente 230v e non è vicino a fonti di tensione non serve .
Buongiorno a tutti. Interessanti le discussioni che ho letto qui sopra. E tutti debbo dire, specialmente i più pacati, anche sostenendo tesi diverse, hanno detto delle grandi verità. Questo mi spinge a chiedere a chi come voi è più esperto un consiglio: vivo in un villino quadrifamiliare in cui per farla breve non si è sicuri che la messa a terra esista, sia stata fatta a regola d’arte e sia efficace. Ritorno tra poco sul tema. Intanto racconto com’è andata: a digiuno di questi temi, con l’intenzione di dare in locazione l’appartamento, nel gennaio 2019 chiedo a 2 professionisti diversi di predisporre un APE e una Dichiarazione di Rispondenza dell’Impianto elettrico alla Regola dell’Arte. Entrambi stilano il rapporto e io sono felice di avere questi documenti. Ora scopro che ci sono dubbi sull’efficacia o addirittura sull’esistenza della messa a terra e altri elettricisti cominciano a dire la loro: (nuove discese, 3 nuove paline, poi misura e poi se va bene bene e se non .. altre complicazioni) e il cosiddetto certificatore (iscritto alla locale Camera di Commercio) prima dice di aver stilato il rapporto sulla base delle informazioni del tipo .. “E’ una casa nuova del 2008, sicuramente era tutto a posto”. Non solo nel documento non ci sono allegati, ma non è selezionata la casella della misurazione e del controllo. Il medesimo “professionista” prima si dice pronto a verificare e a sistemare la cosa, poi manca agli appuntamenti e sparisce. A chi posso rivolgermi secondo voi? Per favore non mi dite di rivolgermi ad un professionista serio (Tutti si spacciano come tali: io che ne so?) Leggo nei precedenti commenti gran riferimento alle responsabilità, ma come si agisce con chi non ne ha? E poi presumendo che nei quattro appartementi il cavo di terra, nei corrugati, in orizzontale, ci sia, non dovrebbe essere facile collegare i cavi di terra provenienti dai quattro appartamenti alla palina infilata nel terreno? E debbono essere più paline? Grazie per l’aiuto.
Mi spiace per lei, ma l’unica soluzione è rivolgersi a un professionista che le dia fiducia. Poi deve fidarsi.
Si faccia mettere per iscritto la misurazione della terra così com’è e con quale strumento viene fatta.
Se viene stabilito che si debbano stendere nuovi cavi verso le puntazze oppure che se ne debbano mettere altre, mandi giù il rospo e faccia quello che viene indicato.
Al termine, in tutti i casi, si faccia certificare il lavoro con le misurazioni della qualità della messa terra, misurata nell’appartamento.
La resistenza di terra è misurata da uno strumento in ohm deve essere inferiore a 20ohm per efficacia.
Se casa sua poggia su un terreno ghiaioso potrebbe essere inefficace. Al contrario argilloso conduce meglio. Tutto dipende dalla misura fatta. Dire servono più dispersori senza la misurazione è come parlare per fare rumore.
Il pozzetto della linea di terra, in una villetta a piu livelli, si può mettere nel piano sopra il seminterrato.
Il pozzetto disperdendente di Terra si deve fare obbligatoriamente nel punto più basso dell’edificio, o si può in alcuni casi realizzare a livelli superiori il piano seminterrato.
Vorrei sapere se è possibile mettere impianto di terra se nelle vicinanze passano tubi acqua e scarico fossa biologica ovvi motivi di spazio grazie
Il palo della antenna va collegato al dispersore di terra.
[…] Fonte: https://bricoportale.it/ristrutturare-casa/lavori-in-casa/elettricita-ristrutturare-casa/impiant… […]
Buongiorno volevo chiedere un quesito sulla massa a terra…io ho un appartamento di 70 metri in un condominio dove la massa a terra nn esiste… quindi ho avuto il permesso di mettere il picchetto nel cortile per conto mio….dentro casa il filo della montante principale (dal contatore al quadro elettrico) della fase è sezione 6mm. Chiedo il filo della massa a terra può partire da casa fino al picchetto sez quanto è montante quindi 6 mm o deve essere per forza sez da 16mm? Grazie a chi risponderà
Dovrebbe metterlo da 16 permetterebbe altri condomini di attaccarcisi.. più importante è la dispersione ohmica verso terra.
Esempio terreno ghiaioso e punta da 150 non serve
a nulla. Nell’ipotesi remota di un fulmine o guasto cabina avrebbe più opportunità di non liquefarsi in quei casi rari possa accadere
Buongiorno ho una casetta semindipendente dove l’impianto di terra è inesistente, al piano terra esattamente in cucina potrei piantare un dispersore (fatto bene con il suo pozzetto ispezionabile ) visto che sotto ho il terrapieno ?