Indice dei contenuti
- 1 A cosa serve l’incastro a tenone e mortasa
- 2 Mortasa e tenone: come devono combaciare
- 3 Come tracciare la mortasa
- 4 Come scavare una mortasa precisa
- 5 Come realizzare il tenone
- 6 Procedimento passo passo per realizzare incastro tenone e mortasa
- 7 Incastro tenone mortasa a mano o con macchine
- 8 Incastro tenone mortasa per gambe di tavoli e telai
- 9 Errori che compromettono la tenuta dell’incastro
- 10 Consigli dell’esperto
- 11 Quando usare una mortasatrice o rivolgersi a un falegname
- 12 Controlli finali dopo il montaggio
- 13 Domande comuni sull’incastro tenone e mortasa
Pubblicato: 10 gennaio 2017 2025 | Aggiornato: 9 luglio 2026
L’incastro tenone mortasa è una giunzione maschio-femmina usata in falegnameria per unire montanti e traverse in modo solido, stabile e duraturo. Richiede tracciatura precisa, tagli puliti e un accoppiamento corretto: il tenone deve entrare nella mortasa senza gioco e senza forzare.
| Fase del lavoro | Attrezzi utili | Controllo da fare | Errore da evitare |
|---|---|---|---|
| Tracciatura | Squadra a cappello, truschino, matita | Linee in squadra e ben visibili su entrambe le facce | Tracciare prima il tenone senza aver definito bene la mortasa |
| Scavo della mortasa | Trapano, punta per legno, scalpello | Fori allineati e profondità coerente | Allargare troppo la sede durante la rifinitura |
| Taglio del tenone | Sega a dorso, morsa, raspa | Spalle nette e perpendicolari | Seguire male la vena e far deviare la lama |
| Prova a secco | Carta abrasiva, raspa, scalpello | Inserimento stabile, senza gioco laterale | Forzare il montaggio rischiando di fendere il pezzo |
| Incollaggio | Colla vinilica, morsetti, martello in resina | Pezzi in squadra durante la presa | Mettere troppa colla o serrare fuori allineamento |
A cosa serve l’incastro a tenone e mortasa
L’incastro a tenone e mortasa serve a collegare due elementi in legno in modo resistente, soprattutto quando la giunzione deve sopportare carichi, spinte laterali o torsioni. È il caso dei telai, delle ante, delle strutture di sedie, tavoli, panche e mobili con montanti e traverse.
La logica è semplice: la mortasa è la cavità ricavata nel primo pezzo, mentre il tenone è la parte sporgente ricavata sul secondo pezzo. Quando i due elementi si accoppiano correttamente, la superficie di contatto è ampia e la giunzione lavora molto meglio rispetto a un semplice fissaggio con viti o chiodi.
In falegnameria viene considerato uno degli incastri in legno più affidabili perché distribuisce gli sforzi su più superfici e consente di ottenere un’unione pulita anche dal punto di vista estetico.
Mortasa e tenone: come devono combaciare
La mortasa va tracciata e scavata con attenzione, perché determina la posizione finale dell’incastro. Di norma si realizza nel montante o nel pezzo più robusto, mentre il tenone viene ricavato sulla traversa.
Il tenone deve essere proporzionato allo spessore del pezzo. Una regola pratica molto usata prevede uno spessore del tenone pari a circa un terzo dello spessore del legno da cui viene ricavato. È un riferimento indicativo, da adattare alla sezione reale del materiale e al tipo di sollecitazione prevista.
L’accoppiamento corretto non deve essere né lasco né troppo duro. Se il tenone “balla” nella mortasa, la giunzione perde stabilità. Se invece entra solo a colpi violenti, il rischio è fendere le pareti della mortasa, soprattutto su sezioni ridotte o legni fragili.
Come tracciare la mortasa
La tracciatura della mortasa parte sempre dalla squadratura del pezzo. Gli spigoli devono essere puliti, allineati e ben leggibili, perché ogni errore in questa fase si trasferisce poi all’incastro finito.
Con la squadra a cappello si segnano le linee trasversali che delimitano l’inizio e la fine della mortasa. Con il truschino si riportano invece le linee longitudinali, seguendo il senso della fibra del legno. Il truschino è particolarmente utile perché permette di ottenere riferimenti paralleli e ripetibili.
Prima di scavare, conviene controllare che la mortasa sia centrata rispetto allo spessore del pezzo e che la sua lunghezza sia compatibile con il tenone previsto. Se il lavoro riguarda più pezzi uguali, è utile preparare una battuta o uno scontro per ripetere la stessa misura senza dover tracciare ogni elemento da zero.
Come scavare una mortasa precisa
Per facilitare lo scavo si possono eseguire alcuni fori di alleggerimento con il trapano. La punta deve avere un diametro compatibile con la larghezza della mortasa; se non si dispone di una punta specifica, si può lavorare con una punta per legno e poi rifinire con lo scalpello.
I fori devono essere allineati sulla mezzeria della mortasa. I due fori esterni vanno eseguiti con particolare attenzione, perché definiscono i limiti della cavità. Quando serve maggiore precisione, il trapano montato su colonna aiuta a mantenere i fori ortogonali e a controllare meglio la profondità.
Dopo la foratura si passa allo scalpello. La rifinitura va fatta asportando piccole quantità di materiale, senza cercare di rimuovere troppo legno in una sola volta. È importante lavorare con attenzione alla direzione della vena, perché uno scalpello usato male può scheggiare il bordo o allargare la mortasa oltre la misura corretta.

Come realizzare il tenone
Il tenone si traccia con squadra, truschino e matita. Le linee longitudinali definiscono lo spessore del tenone, mentre quelle trasversali indicano la posizione delle spalle. Le spalle devono essere pulite e in squadra, perché appoggiano contro il pezzo che contiene la mortasa e determinano l’allineamento finale.
Il pezzo va stretto in morsa in modo stabile. Con la sega a dorso si iniziano i tagli longitudinali, mantenendo la lama controllata e seguendo le linee segnate. Durante il taglio lungo vena bisogna prestare attenzione alle fibre, che possono far deviare la lama.
Raggiunta la profondità voluta, si eseguono i tagli trasversali per liberare le spalle del tenone. La rifinitura si fa con raspa, scalpello o carta abrasiva, togliendo poco materiale alla volta. Il controllo migliore resta la prova a secco nella mortasa.

Procedimento passo passo per realizzare incastro tenone e mortasa
Tempo richiesto: 1 ora
Prepara squadra a cappello, truschino, matita, sega a dorso, morsa, trapano, punte per legno, scalpelli, raspa, carta abrasiva, colla vinilica e morsetti. Prima di iniziare, verifica che i pezzi siano squadrati e che le sezioni siano sufficienti a ospitare la mortasa senza indebolire il legno.
Evita di lavorare su pezzi instabili o mal bloccati. Usa occhiali protettivi durante la foratura e mantieni sempre le mani lontane dalla linea di taglio della sega e dalla traiettoria dello scalpello.
- Squadrare e segnare i riferimenti
Controlla che i pezzi da unire siano ben squadrati e identifica quale elemento dovrà ricevere la mortasa e quale porterà il tenone. Segna con precisione le linee principali usando squadra a cappello e matita. Una tracciatura accurata riduce gli aggiustamenti successivi.
- Tracciare la mortasa
Riporta sul pezzo le linee trasversali che delimitano la lunghezza della mortasa. Con il truschino segna le linee longitudinali, mantenendole parallele e ben visibili. Controlla che la mortasa sia centrata e che le pareti laterali restino abbastanza robuste.
- Forare l’interno della mortasa
Esegui alcuni fori all’interno dell’area tracciata per rimuovere la parte più consistente del materiale. Se usi il trapano su colonna, regola la profondità e mantieni il pezzo ben fermo contro una battuta. I fori devono restare dentro le linee, senza intaccare i bordi definitivi.
- Rifinire la mortasa con lo scalpello
Pareggia le pareti della mortasa con lo scalpello, lavorando con tagli leggeri e controllati. Procedi poco alla volta fino a ottenere bordi diritti e fondo regolare. Non allargare la sede oltre la tracciatura, perché un gioco eccessivo compromette la tenuta dell’incastro.
- Tracciare il tenone
Sul secondo pezzo segna lo spessore del tenone e la posizione delle spalle. Se il tenone è ricavato su una traversa, controlla che la sua lunghezza corrisponda alla profondità utile della mortasa. Le linee devono essere riportate su più facce per guidare correttamente il taglio.
- Tagliare il tenone
Blocca il pezzo in morsa e taglia lungo le linee longitudinali con la sega a dorso. Completa poi i tagli trasversali delle spalle, mantenendo la lama in squadra. Lavora senza fretta: spalle imprecise o inclinate impediscono alla traversa di aderire correttamente al montante.
- Provare l’incastro a secco
Inserisci il tenone nella mortasa senza colla. Deve entrare con una pressione controllata, restare stabile e non muoversi lateralmente. Se forza troppo, rifinisci il tenone con raspa o carta abrasiva; se la mortasa è troppo larga, la correzione diventa più difficile.
- Incollare e serrare
Quando l’accoppiamento è corretto, applica un velo di colla vinilica sulle superfici di contatto. Inserisci il tenone nella mortasa e serra con morsetti, controllando che i pezzi restino in squadra. Rimuovi subito l’eventuale colla in eccesso e lascia asciugare secondo le indicazioni del produttore.
Incastro tenone mortasa a mano o con macchine


L’incastro può essere realizzato completamente a mano oppure con l’aiuto di macchine da falegnameria. La lavorazione manuale è adatta a pezzi singoli, restauri, piccoli telai e lavori dove si vuole mantenere il massimo controllo sulla finitura.
Quando invece bisogna produrre molti incastri uguali, una combinata o una mortasatrice permettono di lavorare più rapidamente e con misure ripetibili. L’uso di guide, battute e regolazioni precise consente di ottenere tenoni e mortase uniformi, riducendo il lavoro di rifinitura.
Un esempio pratico riguarda listelli da 30×40 mm: se si vuole ottenere un tenone spesso 16 mm, lo scarto rispetto allo spessore di 30 mm è 14 mm, quindi si può distribuire il materiale da asportare in 7 mm per lato. Questo tipo di calcolo aiuta a mantenere il tenone centrato, ma va sempre verificato in base alla sezione reale del pezzo e all’attrezzatura disponibile.

Incastro tenone mortasa per gambe di tavoli e telai
Nelle gambe di tavoli, sedie e banchi da lavoro, l’incastro tenone mortasa è particolarmente efficace perché resiste bene agli sforzi di torsione. I fascioni laterali possono essere uniti alle gambe con tenoni inseriti in mortase ricavate nella sezione della gamba.
In questi casi bisogna valutare con attenzione lo spazio disponibile. Se due mortase si incrociano o sono molto vicine, il legno residuo tra una sede e l’altra deve rimanere sufficiente a garantire robustezza. Una gamba troppo sottile o scavata eccessivamente può indebolirsi proprio nel punto più sollecitato.
Per il montaggio finale è utile un martello in resina, che permette di assestare l’incastro senza segnare il legno. La raspa serve invece per l’ultimo adattamento del tenone, ma va usata con misura: togliere troppo materiale significa perdere precisione.
Errori che compromettono la tenuta dell’incastro
Uno degli errori più comuni è scavare prima una mortasa poco precisa e poi cercare di adattare il tenone in modo approssimativo. La mortasa deve essere un riferimento pulito, con pareti regolari e bordi netti.
Un altro errore frequente è forzare il montaggio. Un tenone troppo spesso può spaccare le pareti della mortasa, soprattutto se il legno è secco o la sezione è limitata. Al contrario, un tenone troppo sottile crea un incastro debole anche se viene usata molta colla.
Anche le spalle del tenone sono fondamentali. Se non sono in squadra, il pezzo non aderisce bene e l’incastro può risultare storto. Prima dell’incollaggio conviene sempre fare una prova a secco completa, controllando sia la stabilità sia l’allineamento dei pezzi.
Consigli dell’esperto
Per ottenere un incastro più pulito, lascia il tenone leggermente abbondante durante il taglio e portalo alla misura finale con prove progressive. È più sicuro togliere poco materiale alla volta che cercare di correggere un taglio già troppo profondo.
Una leggera bisellatura degli spigoli del tenone facilita l’ingresso nella mortasa e riduce il rischio di scheggiare i bordi. Non deve però diventare uno smusso evidente: serve solo ad accompagnare l’inserimento.
Prima di incollare, monta l’incastro a secco e appoggia una squadra sui pezzi. Se la giunzione non è allineata senza colla, difficilmente lo diventerà durante il serraggio. I morsetti devono chiudere l’unione, non correggere un errore di tracciatura o taglio.
Quando usare una mortasatrice o rivolgersi a un falegname
Per piccoli lavori e incastri singoli, la lavorazione manuale è alla portata di chi ha buona precisione, attrezzi affilati e un minimo di esperienza con sega e scalpello. Quando però l’incastro ha funzione portante, riguarda mobili sottoposti a carico o richiede molte giunzioni identiche, una mortasatrice o una combinata possono fare la differenza.
È preferibile rivolgersi a un falegname se i pezzi sono costosi, se il legno è difficile da lavorare, se le sezioni sono ridotte o se l’incastro deve garantire una stabilità strutturale importante. Anche l’uso di macchine come toupie, sega circolare o mortasatrice richiede competenza, regolazioni corrette e protezioni adeguate.
Controlli finali dopo il montaggio
A incastro chiuso, verifica che le spalle del tenone aderiscano al pezzo senza fessure visibili. Controlla con la squadra che montante e traversa siano allineati e che il serraggio non abbia spostato i pezzi durante l’asciugatura.
Dopo la presa della colla, prova la stabilità della giunzione con una leggera sollecitazione manuale. Non devono esserci scricchiolii, movimenti laterali o aperture lungo le spalle. Se l’incastro appartiene a un telaio, controlla anche le diagonali: devono risultare coerenti, altrimenti la struttura potrebbe essere fuori squadro.
Domande comuni sull’incastro tenone e mortasa
La mortasa è la cavità ricavata in un pezzo di legno, mentre il tenone è la parte sporgente ricavata sull’altro pezzo. Inserendosi nella mortasa, il tenone crea una giunzione stabile e resistente.
In molti lavori di falegnameria lo spessore del tenone è circa un terzo dello spessore del pezzo da cui viene ricavato. È una regola pratica indicativa, da adattare alla sezione del legno e alla funzione dell’incastro.
Un incastro eseguito con grande precisione può avere già una buona tenuta meccanica, ma nella maggior parte dei lavori si applica un velo di colla vinilica per aumentare stabilità e durata della giunzione.
Il tenone non deve essere troppo spesso né entrare con forza eccessiva. Prima dell’incollaggio va sempre provato a secco e rifinito gradualmente con raspa o carta abrasiva, fino a ottenere un inserimento stabile ma non forzato.



Che dire …. i vostri tutorial sono PERFETTI!!!!!
Grazie Domenico! Continua a seguirci!
Ciao!
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