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Starlock nuovo sistema di attacco accessori Fein

Starlock, il nuovo sistema brevettato di attacco accessori per multifunzione Fein, alza ulteriormente il già elevato standard qualitativo, con efficacia sorprendente nell’abbinamento macchina/accessorio e nella rapidità della sua sostituzione

sistema stralock fein
Marchio Starlock

Gli strumenti multifunzione hanno come “denominatore comune” l’utilizzo dell’oscillazione per svolgere uno qualsiasi dei tanti lavori possibili: taglio, levigatura, raschiatura, incisione, affilatura, solo per citarne alcuni. Prerogativa dell’azione oscillante di un elettroutensile con accessorio da taglio è quella di essere molto meno pericoloso nell’utilizzo rispetto a uno con lama rotante: il movimento di andata e ritorno, con escursione di un paio di millimetri circa, agisce ottimamente sui materiali rigidi, mentre risulta molto meno aggressivo su quelli morbidi ed elastici come la pelle umana. Per questo motivo, nel lontano 1967, iniziò la diffusione degli elettroutensili a oscillazione, quando Fein produsse il primo seghetto tagliagessi, utilizzato nel settore medicale ortopedico per rimuovere le fasciature gessate, senza alcun rischio per la persona. Ovviamente l’applicazione si è rivelata altrettanto efficace in numerosi altri settori artigianali e professionali, semplicemente applicando alla macchina un accessorio da lavoro appropriato. Ecco, quindi, che si spiega anche lo sviluppo di una vastissima gamma di accessori, espressamente studiati per i settori professionali (nautica, carrozzeria, falegnameria ecc) e per il fai da te. Il successo degli elettroutensili multifunzione sta proprio nella possibilità di montare uno qualsiasi dei tanti accessori a disposizione, di conseguenza assume un’importanza “nodale” l’efficacia del sistema d’attacco, che deve garantire rapidità e solidità dell’abbinamento. Fein, che è sempre stata un punto di riferimento in questo importante aspetto tecnico, il 1° febbraio scorso ha presentato alla stampa il nuovissimo attacco brevettato Starlock, di cui sarà dotata la gamma 2016 dei suoi multifunzione. Frutto di uno studio portato avanti in collaborazione con Bosch, Starlock si avvale di una particolare geometria tridimensionale che permette un’accoppiamento straordinariamente stabile fra accessorio e testina d’attacco: alla totale assenza di giochi si unisce un sistema di tenuta senza perno centrale amovibile, con il vantaggio aggiunto di ridurre il tempo di sostituzione dell’accessorio a meno di 3 secondi. Fein

Come funziona il nuovo sistema Stralock

fissaggio accessori fein

accessori per multifunzione

gamma multifunzione fein

  1. Ecco i quattro momenti essenziali della sostituzione di un accessorio: l’attacco Starlock ha le ganasce di tenuta chiuse, in attesa di inserimento dell’accessorio.
  2. Starlock entra nella sede a geometria tridimensionale e le ganasce si divaricano vincolandolo a mantenere la posizione di massima aderenza con la testina: in questo modo la tenuta si sviluppa su ampie porzioni di superfici ricche di sottosquadri.
  3. L’azionamento della leva posta superiormente alla testina d’attacco, impone alle ganasce di compattarsi, stringendosi una contro l’altra.
  4. L’effetto di questa azione è visibile nella leva completamente ribaltata; l’accessorio viene immediatamente sganciato dalla sua posizione.
  5. Una “ruota della fortuna”, un modo simpatico per intrattenere i giornalisti durante la conferenza stampa tenutasi nella sede Fein di Schwäbisch Gmünd-Bargau in Germania, mettendo in evidenza la varietà degli accessori che rendono possibili le lavorazioni più disparate (taglio, levigatura, raschiatura, raspatura, lucidatura, rimozione fughe) nei vari ambiti applicativi (allestimento d’interni, pareti e pavimenti, finestre e porte, manutenzione veicoli e imbarcazioni, officine, modellismo ecc).
  6. La nuova gamma dei multifunzione Fein, che si avvantaggia del sistema Starlock, è disponibile da aprile 2016. A partire da destra, in primo piano, il MultiTalent, il MultiMaster e il SuperCut che, con il potentissimo motore da 450 W, permette un incremento della velocità di lavorazione del 45%.

Monopattino a motore fai da te | Come costruirlo con un motore recuperato

Col motorino di un decespugliatore e vari recuperi da moto e biciclette possiamo costruire un monopattino a motore fai da te, non omologabile, ma comodo

monopattino fai da teQuesto monopattino a motore fai da te (una sorta di skate elettrico fai da te) è in grado di raggiungere i 35/40 km/h, agile e praticamente di ingombro zero, realizzato interamente con materiale di recupero, più o meno zero è anche il suo costo. Per quanto realizzato con la massima cura e nel rispetto delle norme vigenti, un veicolo del genere difficilmente passerebbe al vaglio della motorizzazione per cui il monopattino a scoppio è da usare solo in aree privare.

Come progettare un monopattino a motore fai da te

progetto monopattino a motore fai da te

La struttura del monopattino a motore fai da te

L’impostazione strutturale è quella tipica del monopattino: una base-pedana con la ruota posteriore fissa ed un appoggio-manubrio con la ruota anteriore sterzante. Entrambe le ruote, recupero da carrello industriale e dotate di camera d’aria, sono montate su cuscinetti per alte velocità Ø esterno 35 e interno 16 mm.

Corona dentata e freno a tamburo per il monopattino a benzina

monopattino a motore autocostruito

Sulla faccia di destra della ruota motrice è calettata una corona dentata che una catena collega al pignone montato sull’asse motore.

ruota monopattino a motore

Nell’altra faccia della ruota è fissato il freno a tamburo, recupero da motorino, azionato da una leva montata sul manubrio; il parafango è sagomato in lamiera da 0,8 mm. Visto frontalmente il “monopattino” mostra la ruota anteriore ed il fanale,recuperato da una mountain bike, che, come quello posteriore, è alimentato da una batteria da 6 V. Il motore, chiaramente da avviare a strappo, sporge di lato come quello della Vespa.

Il telaio

Il telaio dalla base è in tubo Ø 40 mm: una Y che nella forcella, ottenuta saldando assieme curve a 90° e pezzi diritti, ospita la ruota posteriore (recupero da carrello industriale) e il supporto del motore a scoppio da 20 cc, riciclato da un decespugliatore e collegato alla ruota con pignone, corona e catena recuperate da una moto. L’asta della Y si alza a collo di cigno e termina con un cannotto verticale (gruppo sterzo di bicicletta).

La pedana

Due ferri piatti trasversali reggono la pedana, in multistrato marino da 20 mm sotto la quale scorrono i cavetti di comando del motore e del freno (un bel lavoro è quello di adattare alla ruota il freno a tamburo di un motorino Minarelli). Sotto il telaio si impernia un cavalletto autocostruito in ferro tondo Ø 12 mm: una U con i capi protetti da tappi in gomma (guarda la nostra sezione dedicata per imparare a lavorare il ferro)

Il manubrio

È la classica T, in tubo Ø 22 mm per poter girare nel cannotto dello sterzo, al cui capo inferiore è fissata la forcella che regge la ruota anteriore. Sulla barra della T sono fissate due leve da freno di bicicletta, una effettivamente collegata al freno della ruota posteriore (la ruota anteriore ne è priva), l’altra usata come comando per l’acceleratore; un paio di manopole di spugna rendono confortevole la guida. Il veicolo è completato da parafanghi a mezzaluna di lamiera spessa 0,8 mm, tagliati e saldati, dal fanale anteriore di una mountain bike e da un fanalino posteriore di provenienza idraulica (piletta da lavandino), alimentati da una batteria 6 V che serve solo per l’illuminazione in quanto il motore del veicolo si avvia a strappo.

Consigli per gli acquisti monopattino a motore

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Fasciatoio a muro e portatile fai da te | Guida alla costruzione passo-passo

Il sistema a ribalta permette di contenere l’ingombro del fasciatoio fai da te in profondità e la collocazione a muro lascia libero lo spazio a terra

I genitori di qualche decennio fa non immaginavano che il fasciatoio sarebbe diventato un mobile: in principio era un rettangolo di stoffa, per lo più lino, che si piegava a triangolo e si avvolgeva a formare una braca per il neonato, cambio e pulizia si facevano su una coperta spessa stesa sul letto o su un tavolo.

Oggi il fasciatoio è una sorta di mobile che racchiude tutti i prodotti per la cura del bebè e sul top c’è un ripiano o una vaschetta con rivestimento morbido preposta per la pulizia del piccolo. Se il nuovo arrivato non ha ancora una cameretta, un mobile aggiuntivo può risultare ingombrante e, tra l’altro, il suo acquisto comporta una spesa extra: il suo costo e il poco spazio a disposizione nella casa dei neo-genitori hanno fatto prendere al nostro lettore Giovanni Pasqualotto la decisione di costruire un fasciatoio fai da te ad hoc.

Come costruire un fasciatoio a muro fai da te

Si tratta di una sorta di scaffaletto profondo solo 200 mm da fissare a parete, senza ingombro a terra: può facilmente essere installato a muro in bagno ed è costituito da due ripiani superiori a giorno e un pannello frontale a ribalta, provvisto di spondina che, dopo averlo rivestito con un telo morbido, permette di appoggiarvi il bimbo. L’ingombro complessivo del fasciatoio fai da te è di soli 1000×1000 mm; immaginando che ci si debba avvicinare al fasciatoio con il bambino in braccio, ha previsto lo sbloccaggio del pannello a ribalta tramite uno scrocchetto laterale, in modo che si possa agire con una sola mano. E quando non servirà più come fasciatoio a muro potrà continuare a essere utilizzato come contenitore per altre cose. Se non abbiamo tempo, possiamo sempre acquistare un fasciatoio Ikea

Costruzione passo-passo del fasciatoio

taglio con sega circolare

1 – Tutti i pezzi si ritagliano con la circolare da pannelli di legno di recupero, fino a poco tempo prima destinati a un’altra costruzione che poi non è stata realizzata. Notiamo come l’arte di arrangiarsi abbia portato all’utilizzo della circolare come macchina “da banco”, tramite la modifica di un cavalletto come supporto e comando elettrico esterno, un pannello aggiuntivo con piedi d’appoggio e un listello bloccato da morsetti come guida parallela.

2- La superficie dei pannelli ha di per sé una colorazione gradevole, si può fare a meno di applicare un’ulteriore finitura, ma bisognerà provvedere a rivestire i bordi. Ciascun pezzo viene contraddistinto con un’etichetta per evidenziarne la collocazione prima di sottoporli alle lavorazioni successive.

stesura colla a solvente

3- Sempre per praticità, si possono chiudere in morsa più pannelli accostati e procedere alla stesura della colla a contatto su diversi bordi in una sola passata, per poi attendere 10-20 minuti per l’evaporazione dei solventi.

tessuto per rivestimento bordi

4 – Quando la colla non è più appiccicosa si può applicare la striscia di rivestimento, leggermente abbondante in larghezza per poterla rifilare a presa avvenuta.

5 – Sulle facce dei pezzi, in prossimità dei bordi, e nello spessore di quelli concorrenti si aprono i fori ciechi per le spine che permettono l’assemblaggio.

6 – Il piano d’appoggio si fissa allo scaffale con una cerniera a tutta lunghezza; il ribaltamento è affidato a due spezzoni di cinghia per tapparelle.

Unione per spinatura del fasciatoio fai da te

1 – Quando in tutti i pezzi sono stati aperti i fori per la spinatura, si può iniziare a comporre il mobile, effettuando prima un montaggio senza l’utilizzo di colla (in bianco) per verificare la corrispondenza degli incastri.

spinatura

2 – Come si vede, il mobile è coricato su un fianco, elemento di partenza su cui si incastrano in successione la base, il fondo e i due ripiani, per poi concludere con il fianco opposto.

3 – 4 – 5 Ogni spina va cosparsa di colla vinilica prima di montare ciascun pezzo; al termine si serra tutto tra lunghi strettoi o cinghie e si attende che la colla faccia presa, fino al giorno successivo. Eventuali fuoriuscite di colla vanno ripulite subito dopo aver messo in morsa. Nella foto precedente si nota che la base è decisamente meno profonda rispetto agli altri elementi: questo per consentire che la ribalta, una volta incernierata alla struttura, rimanga un poco rientrante, permettendo di aprire nel fianco di destra lo scasso in cui va a far presa lo scrocchetto, senza che neppure quest’ultimo sporga. Una coppia di cinghie da tapparella, fissate sulla faccia esterna della ribaltina e sotto il primo ripiano, sostengono senza problemi il peso di un bebé; il tutto si fissa a parete con 4 tasselli adeguati allo scopo.

Cassettiera fasciatoio fai da te

cassettiera fasciatoio

Partendo da una cassettiera in kit, acquistata in un centro bricolage, possiamo completarla realizzando un fasciatoio da collocare sul top; al momento di cambiare il bebè avremo a portata di mano i prodotti per la pulizia, i pannolini, la biancheria e gli abitini.

Si realizza un modulo in MDF a forma di parallelepipedo largo almeno un paio di centimetri più della cassettiera e profondo almeno 50 cm. Tale modulo va dotato di due pannelli laterali di dimensioni maggiori che creano due spondine. Un paio di mani di smalto acrilico concludono il lavoro.

MORSETTI E COLLA VINILICA

Per questa realizzazione fai da te possiamo utilizzare una cassettiera Kullen di Ikea, alta 71,5 cm.I moduli vengono assemblati mediante incollaggio (colla vinilica) di quattro pannelli di MDF spesso 12 mm. Utilizziamo larghi morsetti che lasciamo per 24 ore.

Progetto fasciatoio fai da te

progetto fasciatoio fai da te

Consigli per l’acquisto di un fasciatoio

CAM Il Mondo del Bambino - art.C...
  • Made in Italy. compatto. riferimento normativa europea: en 12221-1/2; età di...
Pali 06590101P Gigi e Lele Piazzato - Materassino...
  • Materassino-fasciatoio per il cambio del pannolino e dei vestitini
Schardt 050320002 - Mobiletto fasciatoio, 86 cm...
  • Fasciatoio realizzato in pino massiccio verniciato bianco
CAM Il mondo del bambino C913006/219 Fasciatoio...
  • Made in Italy, multifunzionale. accessori optional: telaio per asia art; c...
OKBABY Flat - Fasciatoio per Tavolo, Lettino o...
  • Fasciatoio che può essere utilizzato sul tavolo, sul lettino del bambino o sulla...
Chicco Cuddle & Bubble Comfort Fasciatoio e...
  • Il fasciatoio ha un morbido riduttore removibile per un comfort totale; pratico...

Barbecue inox fai da te con forno | Guida alla costruzione

Costruire un barbecue inox fai da te implica un grande lavoro di taglio, piegatura e saldatura di parti in acciaio

In questa guida documentiamo come costruire un barbecue inox fai da te recuperando un vecchio braciere, operazione sicuramente più complicata rispetto a costruire un barbecue fai da te in muratura o alla costruzione di un barbecue in ferro. L’autore del progetto, il nostro lettore Leonardo Telesca, ha superato sé stesso travalicando anche il concetto di “trasformazione” perché dell’oggetto originale non rimane quasi più nulla, non sono state mantenute le forme e neppure la sostanziale funzionalità, visto che da barbecue diventa praticamente un forno e, infine, originariamente fatto per andare a carbonella, al termine lavora con una resistenza elettrica.

Come costruire un barbecue inox partendo da un vecchio braciere

vecchio barbecueVa detto, tuttavia, che il vecchio braciere è stato la scintilla per dare il via al lavoro e senza quello, probabilmente, il progetto per una costruzione ex-novo di un barbecue inox fai da te non avrebbe mai preso vita.

Cosa rimane del vecchio barbecue
Del vecchio e rugginoso barbecue è rimasto solo il guscio inferiore per la brace e 2 ruote. La disponibilità di un foglio di acciaio inox spesso 1,5 mm sufficientemente ampio è stata la molla che, dopo la costruzione dei primi pezzi, ha fatto “deviare” il progetto alla costruzione di un barbecue inox fai da te.

Progettare una cappa in acciaio inox per l’utilizzo anche come forno
Dopo il rifacimento di un nuovo sostegno a terra, completamente ridisegnato e fatto con tondino inox, mettendo le rotelle a tutte e quattro le gambe, si passa all’idea di fare una cappa adeguata, sostenuta da una parete liscia posteriormente e tre archi sugli altri lati, tutto usando acciaio inox. Allo step intermedio si fa avanti l’idea finale di applicare ai tre archi altrettanti pannelli rimovibili per trasformare il barbecue in forno, con tanto di vetro termico e termometro su quello frontale, ripiani di lavoro ripiegabili lateralmente, camino con tiraggio regolabile e, dulcis in fundo, resistenza elettrica a due stadi per cuocere senza l’uso di carbonella.

cappa barbecue acciaio inox

forno in acciaio inox

Come realizzare la struttura del barbecue in acciaio inox

telaio per barbecue in acciaio

1 –  I tre archi che formano la struttura superiore del forno barbecue inox sono realizzati con tubolare a sezione quadrata di acciaio inox piegato con un raggio di curvatura maggiore nel frontale. I gambi anteriori dei due laterali sono smussati per inserirsi armonicamente sulla curvatura dell’arco frontale. Tenuti in posizione con strettoi e assicelle metalliche, si uniscono con saldatura ad arco.

barbecue fai da te

2 – La struttura superiore si completa in basso con altri segmenti di tubolare quadro che uniscono alla base gli steli degli archi andando a formare un rettangolo di misura sul guscio del vecchio braciere. Sopra, gli archi sono integrati dalla lamiera che sale a completare il prospetto della costruzione; dal limite superiore iniziano gli spioventi della cappa, mentre posteriormente il dorso del barbecue è costituito da un’unica lastra di acciaio. Anche la parte bassa è interamente rifatta: le gambe sono esili, ma robusti tondini di acciaio inox che terminano con altrettante ruote (due sono quelle del vecchio barbecue); una cornice rettangolare fatta con profilato angolare inox, oltre a rendere solidali le gambe nella parte bassa, fornisce supporto a un ripiano che, al momento della foto, non è ancora applicato.

griglia barbecue acciaio inox

3 – Sopra il braciere prendono posto la vaschetta di raccolta del grasso, la serpentina della resistenza e la griglia. Queste ultime sono acquistate di misura e tipo adeguato alla nuova situazione costruttiva

Griglia barbecue acciaio inox e resistenza elettrica

resistenza elettrica barbecue

1 –  I due stadi della resistenza elettrica sono in realtà costituiti dal fatto che le resistenze sono due, una di dimensioni maggiori dell’altra. In questo modo, per cuocere cibo per sole due persone si può accendere solo la piccola; per 4 si può accendere solo la grande, mentre se si è in molti si accendono tutte e due insieme.

2 – Il ripiano collocato all’interno della cornice di profilato angolare è costituito da un foglio di rete inox tagliata di misura. La scelta della rete è data dalla necessità di impedire accumuli d’acqua in caso di pioggia in presenza di vento.

3 – Sotto il piano di cottura si applica una scatola di derivazione per esterni in cui si inseriscono due interruttori con spia luminosa. Uno dà e toglie corrente “generale” a entrambe le resistenze elettriche (poi sul quadro comandi della piastra ci sono gli interruttori per i singoli singoli moduli scaldanti), l’altro accende la luce posizionata nella cappa per illuminare la zona di cottura.

termometro per barbecue

4 –  Il termometro è posto sullo sportello frontale, appena sopra il vetro termico.

barbecue inox fai da te

5 –  Sui fianchi, all’altezza della zona cottura, si applicano due ripiani inox incernierati fra loro e verso la struttura portante, in modo da poterli aprire secondo necessità oppure lasciarli abbandonati sui fianchi del forno.

Consigli per gli acquisti barbecue acciaio inox

Come applicare olio naturale per legno KK 1500 Sayerlack compatibile con alimenti

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L’olio naturale per legno KK 1500 assolutamente naturale, è particolarmente indicato per i manufatti che entrano in contatto con i cibi

La finitura con olio naturale per legno è quanto di meglio si possa fare quando l’essenza è nobile e ben dotata in fatto di bellezza della fibratura. In tal caso l’olio per legno non fa altro che valorizzare lo splendore e i cromatismi di una superficie che per natura già si presenta al meglio. Oltre alla finitura, però, l’olio per legno svolge anche l’azione protettiva: durante l’applicazione viene assorbito dalle fibre che in questo modo vengono preservate dall’eccessiva essiccazione e le superfici aumentano la loro idrorepellenza.

Guarda il video di utilizzo dell’olio naturale per legno KK 1500 Sayerlack

Trattamento completo per proteggere il legno a contatto con gli alimenti

Si tratta quindi di un trattamento completo, che non richiede l’uso di altri prodotti. Tuttavia, c’è olio e olio. L’olio naturale per legno KK 1500 Sayerlack è ideale per

  • l’utilizzo su mobili,
  • porte e complementi d’arredo situati in interni,
  • ha una formulazione esente da solventi aromatici

Olio naturale per legno KK 1500 è certificato secondo la norma Ikea IOS-PRG-0021

Questa certificazione ne consente l’utilizzo sui supporti che possono entrare in contatto con gli alimenti. Per questo diviene ideale anche per la protezione di piani di lavoro in cucina e per gli accessori come taglieri, vassoi, mestoli e forchettoni di legno, solo per fare alcuni esempi. Per tutti questi elementi, soggetti a frequente lavaggio con acqua, l’olio KK 1500 conferisce idrorepellenza in virtù della capacità di penetrare nel profondo delle porosità, ma nello stesso momento offre il massimo risalto della fibratura, mantenendo l’aspetto del tutto naturale.

olio per legno kk 1500 Sayerlack

L’olio naturale per legno KK 1500 è trasparente; la latta contiene 0, 750 litri di prodotto; è adatto per l’utilizzo su manufatti di legno situati in interni; è pronto all’uso; ha un tempo di essiccazione al tatto di 48 ore, mentre fra due mani devono passare almeno 24 ore. La resa di una latta è di 7-10 mq, a seconda dell’assorbenza del legno; si stende con straccio di cotone o lino, sulle ampie superfici si può dare anche a pennello. La pulizia degli attrezzi va fatta con acquaragia minerale. Olio naturale per legno KK 1500 costa euro 18,00.

Come costruire una tavola per impastare e proteggerla con olio naturale per legno

costruzione tavola per impastare in legno

Si taglia un foglio di multistrato di buon spessore, con profondità e larghezza adeguate al piano di lavoro in possesso; quindi, si applica lungo uno dei lati lunghi della tavola, sulla faccia di sotto, un listello di scontro.

carteggiatura legno con carta abrasiva

La superficie da trattare è la faccia superiore della tavola; nel caso di manufatti nuovi, come questo, va preparata al trattamento carteggiando con carta vetrata fine, grana 280-320.

olio per legno sayerlack

La latta di olio KK 1500 ha un tappo a vite, comodo da rimettere dopo l’utilizzo, più il beccuccio estraibile per una migliore fruizione del prodotto. 4. Si rimuove il sigillo, garanzia di integrità del contenuto.

sigillo garanzia prodotto

Si rimuove il sigillo, garanzia di integrità del contenuto.

olio per legno protettivo

L’olio può essere versato sul tampone di cotone oppure direttamente sulla superficie

stendere olio per legno a tampone

L’olio può essere steso sulla superficie e subito steso col tampone, tirandolo con movimenti circolari. Dopo 24 ore, va ripetuta una seconda procedura di applicazione.

impastare

Olio naturale per legno anche sui mobili antichi

mobile antico trattato con olio naturale per legno

Legno grezzo non vuol dire che può essere soltanto di nuova produzione; nel caso di mobili già trattati, come per esempio quelli antichi, la finitura a olio può essere applicata previa eliminazione di quelle precedente, mediante, a seconda dei casi, l’uso di svernicianti, lavaggio con soda caustica ecc. Riportata “alla luce” la superficie grezza, si può applicare all’essenza la finitura a olio.

Pere al vino rosso

Le pere al vino rosso sono ottime per accompagnare arrosti di carne e selvaggina. Vediamo come prepararle facilmente.

Per la preparazione delle pere al vino rosso servono:

ingredienti pere al vino rosso

  • 1 kg di pere William sode;
  • una bottigla di vino rosso corposo;
  • un limone biologico;
  • 2 chiudi di garofano;
  • una bacca di anice stellato;
  • un cucchiaino di cannella in polvere;
  • mezzo cucchiaino di bacche di pepe nero;
  • 400 g di zucchero di canna.

Procedimento pere al vino rosso

pere al vino rosso preparazione
Sbucciamo le pere, le tagliamo a metà e, con uno scavino rotondo, eliminiamo il torsolo. Tagliamo via il picciolo e la base.

pere in quarti
Riduciamo ogni mezza pera in 4 spicchi e le mettiamo in una ciotola, Laviamo ed asciugiamo il limone, preleviamo 2 strisce con un pelapatate, spremiano il succo e lo versiamo sulle pere.

cannella pere

Trasferiamo le pere in una casseruola, uniamo il vino, un decilitro di acqua,  le spezie intere, lo zucchero e la cannella e mescoliamo con cura.

Completamento pere al vino rosso

Portiamo il composto ad ebollizione, copriamo parzialmente la casseruola e proseguiamo la cottura su fiamma bassa per circa 40 minuti fino a che le pere sono cotte e il liquido molto ridotto. Le invasiamo in vasi sterilizzati e le conserviamo in frigo per circa un mese. Da servire con arrosti di carne o selvaggina

Moquette: vari tipi di posa

Rinnoviamo in poche ore il pavimento di piastrelle vecchie e scheggiate

La moquette è calda ed economica, permette di rinnovare un pavimento senza intervenire in modo drastico sul preesistente. Un altro vantaggio è la facilità e rapidità di posa.

Un posizionamento definitivo richiede l’uso di collanti specifici, da stendere in modo uniforme sul sottofondo con una spatola dentata, ma è possibile applicare la moquette anche soltanto con nastro biadesivo. In alcuni casi, dove non sia necessario giuntare più teli per coprire tutta la larghezza della stanza, si può tentare una posa libera trattenuta solo sul perimetro dalla zoccolatura e dai coprisoglia.

L’applicazione con nastro biadesivo, specifico per incollare la moquette, è molto pratica e si adatta ai rivestimenti leggeri: inoltre preserva il pavimento sottostante, se non si vuole che venga intaccato dal normale collante.

L’attrezzatura necessaria per il lavoro è ridotta all’essenziale: una spatola per le rasature e una spatola dentellata per il collante, taglierino e forbici ben affilati per ottenere tagli netti che non rovinino il pelo; indispensabili anche un metro avvolgibile e un righello di metallo per fare da guida al taglierino. Un blocchetto di legno ed un mazzuolo di gomma sono invece molto utili per far aderire meglio la moquette al nastro biadesivo.

 

moquette-incollata

Ci sono collanti da stendere a tutto campo che fissano la moquette in modo definitivo. La stabilità è ottima e non si formano pieghe o “bolle” anche nei punti a maggior traffico.

 

posa-libera

La posa libera consiste nel posare la moquette a terra senza alcun tipo di fissaggio. Soltanto i bordi vengono trattenuti con uno zoccolino sulle pareti perimetrali e un coprisoglia in corrispondenza delle porte. Non si addice a locali di grande superficie dato che non sono possibili giunzioni.

Moquette: posa col nastro biadesivo

spianare-fughe

Spianiamo le fughe e tutte le irregolarità con mastice indurente in modo da ottenere una superficie liscia ed uniforme.

 

raschiare-increspature

Una volta indurito il mastice e raschiate via eventuali increspature si effettua una pulizia approfondita con aspirapolvere; successivamente si passa una spugna umida in modo da asportare ogni traccia di sporco.

 

nastro-biadesivo

Applichiamo sul pavimento asciutto le strisce di nastro biadesivo, partendo dal perimetro con una disposizione a riquadri. Le strisce non vanno mai sovrapposte, ma soltanto affiancate per non generare sovraspessori che si potrebbero vedere attraverso la moquette.

 

stesura

Misuriamo il telo sul pavimento per prova in modo da verificare il posizionamento, quindi stacchiamo la protezione dal nastro e stendiamo la moquette premendo bene in corrispondenza delle strisce di adesivo.

Piattaia in legno fai da te | Come realizzarla in stile tirolese

Guida alla realizzazione di una piattaia in legno fai da te, realizzata con un bel po’ di lavoro di seghetto alternativo per ottenere le modanature che la arricchiscono

Nelle cucine di una volta, specialmente nelle zone montane e in campagna, la piattaia era un mobile immancabile: ognuno cercava di personalizzarla con fregi e accessori, per esempio ganci per appendere coperchi o “presine” sotto la mensola inferiore. Al nostro lettore Remo Rigon piace costruirne di diversi tipi e la piattaia in legno fai da te che ci mostra è forse una delle più complete, con tanto di cassetti nella parte inferiore.

Cosa serve per costruire una piattaia fai da te in legno

I pezzi per realizzare questo modello si ricavano da tavole di abete grezze da 25 mm:

  • 2 fianchi 1000×150 mm;
  • 2 ripiani 1000×150 mm per il vano cassettiera più altri 3 la cui larghezza può variare in base a dove vengono posizionati, per via delle modanature;
  • 2 tavole per le schiene sagomate, abbastanza larghe per poter ottenere una greca alta;
  • 2 strisce per i “davanzali” sagomati;
  • 3 tavole 1000×60 mm per i cassetti;
  • multistrato da 5 mm per i fondi. Le modanature ciascuno può realizzarle secondo i propri gusti.

Come realizzare una piattaia rustica in legno

taglio con seghetto alternativo

Le assi vanno tutte piallate per disporre di superfici lisce e regolari, riducendo lo spessore a 20 mm: in base alle dimensioni, si preparano le dime, si riportano i disegni sulle tavole e si taglia lungo i contorni con il seghetto alternativo, levigando poi i bordi e smussando gli spigoli.

ripiani piattaia in legno

L’unione delle tavole che compongono la struttura avviene con spine e colla vinilica, poi si serra il tutto con lunghi morsetti o cinghie.

legno in morsa

Anche i “davanzali” hanno i profili modanati e si collegano ai ripiani nello stesso modo.

piattaia rustica

Per costruire i cassetti si incollano i fianchi al dorso e poi al frontalino, con incastri a dente; il fondo si applica per ultimo con chiodini. Due traverse posteriori di sezione 50×25 mm servono per irrobustire la piattaia in legno; la finitura si esegue applicando due mani di mordente cerato chiaro per evidenziare le nervature. Una leggera spazzolatura finale dona l’effetto invecchiato.

Meridiana fai da te

Quello che proponiamo può essere considerato il più antico orologio solare: proprio come quelli che fecero comparsa attorno al 1500 a.C.

Si costruisce partendo da una grossa pietra piatta su cui si riporta il disegno delle linee orarie, prima tracciate su un foglio di carta. Le linee vanno “ricalcate” con una fresa a smeriglio montata sul trapano; sempre con questo si esegue poi il foro dove alloggiare lo stilo (o gnomone) che, in questo caso, è un bastoncino di legno perpendicolare al quadrante.

I cerchietti nella parte superiore indicano le ore che mancano a mezzogiorno, quelli nella parte bassa le ore dopo il mezzogiorno.

Meridiana fai da te: costruzione

piattina

L’orologio ha bisogno di un sostegno che possa tenere la superficie anteriore della pietra ad una determinata inclinazione. Per realizzarlo si usa una piattina di ferro, che si taglia a segmenti da piegare alla bisogna prima di unirli con saldatura ad arco per completare la struttura.

 

appoggio

Nelle piattine della base si praticano quattro fori e si filettano, per avvitare altrettanti piedini di gomma con vite di regolazione, che garantiscono un appoggio fermo, anche se il terreno non è in piano.

 

tracciato

Il tracciato a matita va ripreso scavando dei solchi sulla superficie con una mola a smeriglio montata sul trapano. Le linee orarie sono verticali e tutte parallele fra loro. Sempre col trapano si fanno anche i cerchi che identificano le ore. Lo stilo è fissato al piano dell’orologio solare in corrispondenza della linea del mezzogiorno e perpendicolarmente al quadrante.

 

allineare

La meridiana fai da te va allineata in due direzioni: la prima è quella dell’inclinazione della superficie che deve risultare parallela all’asse terrestre. A questo si provvede documentandosi sulla latitudine del luogo e costruendo di conseguenza il sostegno in modo che le barre d’appoggio risultino inclinate rispetto al pavimento esattamente di quella misura. La seconda condizione da rispettare consiste nel porre la base del piano lungo la linea Est-Ovest.

Come si legge

meridiana-fai-da-te-disegno

Su una meridiana l’ora si legge tramite l’ombra dello stilo; le linee orarie a sinistra della linea del mezzogiorno indicano le ore mattutine, quelle a destra le ore pomeridiane. Nella prima foto l’ombra lambisce la seconda linea prima di mezzogiorno, il che indica che mancano pochi minuti alle 10. La stessa ombra, però, indica anche il periodo dell’anno in cui ci si trova: le due linee curve in alto e in basso tracciano rispettivamente il solstizio d’inverno e il solstizio d’estate, rappresentano sul piano dell’orologio il percorso che il sole compie nel cielo nei giorni 21 dicembre e 21 giugno.

Applique in plexiglas

Tecnicamente si chiama polimetilmetacrilato ed è conosciuto come “vetro sintetico”; lo si trova sottoforma di barre, tubi, blocchi, ma quello più utilizzato è in lastre compatte di vario spessore

Si taglia, si fora, si incolla e può essere termoformato, se ne fanno anche arredi con compiti strutturali come tavoli e sedie. Le lastre, all’acquisto, sono protette sulle due facce da una pellicola plastica che va rimossa solo successivamente alla lavorazione o al montaggio, per evitare di rigare la superficie.

Si taglia con la lama da ferro o con quella specifica per plastica, con velocità bassa e con la lastra bloccata su entrambi i lati per evitare movimenti che possono produrre spaccature; attenzione, il tratto appena tagliato tende a richiudersi rendendo difficoltoso l’avanzamento.

 

applique-in-plexiglas-disegno

Applique in plexiglas: realizzazione

 

taglio-pannello

Con una matita “grassa” tracciamo sul pannello di plexiglas, di tipo colorato e satinato, un profilo a onde per simulare le fiamme. Con il seghetto alternativo munito di lama a dentatura fine, tagliamo il pannello lungo la traccia.

 

carta-vetrata

Il profilo può essere lisciato e regolarizzato con una passata di carta vetrata a grana fine.

 

prima-piegatura

Per ottenere le piegature dobbiamo ricorrere alla termopistola; in questo caso occorre preventivamente rimuovere la pellicola protettiva e, con molta attenzione, bloccare la lastra tra due listelli lisci, ponendola in piano a sbalzo. Riscaldando la zona con movimenti continui per non bruciarla, il peso della lastra la fa scendere lentamente e si ottiene una piega uniforme e stondata.

 

seconda-piegatura

Si lascia raffreddare la zona, si riporta la lastra in piano e, bloccandola nuovamente, si effettua una seconda piegatura per ottenere un profilo a U che consenta il fissaggio distanziato dalla parete; la stessa operazione si ripete sul lato opposto.

 

fissare-faretti

Dopo aver fatto arrivare l’alimentazione elettrica, con la colla fissiamo a parete i faretti ed il trasformatore a 12 V a cui vanno collegati.

 

fissare-diffusore

Con la stessa colla si fissa il diffusore di plexiglas, mantenendolo premuto in posizione per qualche istante. La nostra applique in plexiglas è pronta per l’uso.