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Lampade a parete fai da te

Sfruttando le rimanenze di pannelli diversi dei nostri lavori bricolage, possiamo realizzare bellissime lampade a parete che decorano e impreziosiscono i nostri ambienti.                                                        

Il “paralume” delle nostre lampade a parete è costituito da un piano di faesite opportunamente sagomato, mentre il piantone è ricavato intagliando un pannello (di laminato, legno, ecc) con il seghetto alternativo.
Un tacchetto di legno installato sul retro del paralume permette di accogliere un faretto a led adesivo, in modo da diffondere una piacevole illuminazione.

REALIZZAZIONE FAI DA TE

  1. Sul retro dei pannelli tracciamo una linea che simuli la sagoma del piantone, in modo da seguirla durante la fase di taglio, da effettuarsi con il seghetto alternativo.
  2. Carteggiamo accuratamente il profilo tagliato dei piantoni in modo da asportare eventuali asperità e sbavature.
  3. Per spessorare il piantone, in modo da poterlo fissare a parete installiamo sul suo retro un listello da 20 mm, fissandolo con adesivodi montaggio.
  4. Ricaviamo dal pannello di faesite alcune sagome trapezoidali che simulino la forma del paralume di una lampada e rivestiamoli con carta da parati.
  5. Spessoriamo il punto di unione tra piantone e paralume con un tacchetto di legno da 25 mm, rendendo solidale l’insieme con due lunghe viti autofilettanti, incassando bene le teste nel listello.
  6. Applichiamo infine una piattina metallica dotata di apertura per la sospensione a parete, avvitando una coppia viti autofilettanti sullo spessore aggiuntivo.

LUCE INDIPENDENTE PER LE LAMPADE A PARETE

 lampade a parete

Le lampade a led sono alimentate da batterie di tipo AAA e hanno un’elevata autonomia. Prepariamo un tacchetto di legno, la cui profondità è pari a quella dei due spessori più la larghezza del battiscopa e della piattina metallica, in modo che la lampada sia perfettamente aderente alla parete. Fissiamo il tacchetto sul retro del paralume di faesite e installiamo il faretto a led dotato di inserti biadesivi.

Hörmann

Il Gruppo Hörmann produce e commercia a livello internazionale porte, portoni civili ed industriali, sistemi di chiusura e motorizzazioni.

LA STORIA
Da 80 anni, il Gruppo Hörmann è sinonimo nel mondo di chiusure civili e industriali di elevata qualità. A seguito della geniale intuizione di Hermann Hörmann, che a metà del secolo scorso ebbe il coraggio di industrializzare la sua officina avviando la produzione della prima porta basculante per garage, l’ormai celebre “Berry” (ad oggi la porta da garage più diffusa in Europa), il Gruppo Hörmann si è costantemente evoluto, giungendo a divenire leader di settore a livello internazionale, presente in ben 26 mercati con proprie società di vendita e in più di 33 paesi con concessionari dell’azienda. Attualmente Hörmann dà lavoro ad oltre 6000 persone in tutto il mondo ed è all’origine di un volume d’affari che supera il miliardo di Euro.

Oltre che nella casa madre a Steinhagen, produce in venticinque stabilimenti in Germania, Austra,  Belgio, Francia, Gran Bretagna, America, Cina, Polonia, Olanda.
L’azienda è certificata per la qualità secondo la normativa europea ISO 9001 : 2000

L’AZIENDA ITALIANA: HORMANN ITALIA
Attiva dal 1990 in Italia, Hörmann commercializza i propri prodotti tramite la filiale locale e distribuisce in tutta la penisola attraverso una rete capillare di concessionari di zona (oltre 400) e di 90 agenti commerciali qualificati distribuiti sull’intero territorio nazionale. Grazie all’ampio bagaglio di conoscenze, esperienze ed informazioni, l’azienda si rivela da sempre all’avanguardia non solo in termini di innovazione di prodotto ma anche di adeguamento delle normative e, non ultimo, in termini di garanzie, estese ad esempio in alcuni prodotti del residenziale dai due anni regolamentari a dieci anni sul prodotto e cinque sulle motorizzazioni, un unicum ad oggi in Italia.

PRODOTTI
Per il residenziale
Dalle basculanti, ai portoni sezionali, sino ai portoncini d’ingresso per villette e condomini; è ampia la proposta Hörmann nell’ambito del settore residenziale. In grado di associare un design personalizzato nelle forme, nei decori e nei colori all’elevata prestazione tecnica, tali chiusure possono inoltre essere dotate delle più evolute tipologie di motorizzazioni.
Per  l’industriale
Nonostante l’esordio nel residenziale, è il prodotto per il mercato dell’industria il vero core business dell’azienda Hörmann. La vasta gamma rivolta a tale settore comprende portoni sezionali, serrande avvolgibili, portoni a libro e portoni a scorrimento rapido. Risultato di una produzione altamente specializzata, tali chiusure mostrano non solo elevata versatilità estetica ma, soprattutto, garantiscono ottime performances in termini di robustezza, resistenza agli agenti atmosferici, coibentazione termica, sicurezza e antieffrazione. Realizzati con materiali prestazionalmente evoluti e provvisti, a piacere, di pratiche motorizzazioni, i prodotti industriali Hörmann dispongono tecnologie più innovative.
Per  la logistica
Fornitore globale, Hörmann è in grado di proporre dei veri e propri sistemi integrati, una serie di soluzioni complete e personalizzate per i più svariati punti di carico-scarico: oltre ai portoni industriali, la gamma dell’azienda per il settore della logistica comprende infatti pedane di carico, sigillanti perimetrali e boccaporti prefabbricati, tutti prodotti ovviamente adattabili l’uno all’altro.
Per l’antincendio
Azienda di riferimento nel settore della compartimentazione antincendio a livello mondiale, Hörmann firma porte e portoni tagliafuoco ad elevata performance. Ultima nata, creata ad hoc per il mercato italiano, è la porta antincendio Quadro Rei 60/120, che garantisce la massima protezione in caso d’incendio, con la possibilità di adattare il prodotto ad ogni contesto nella sicurezza di standard qualitativi sempre ottimali.
SERVIZI
L’azienda mette a servizio dei propri clienti una serie di centri d’assistenza autorizzati e sempre aggiornati, in grado di intervenire tempestivamente nella risoluzione delle più diverse problematiche.
Il know how Hörmann rende  peculiare anche la consulenza offerta dall’azienda, un servizio che si esplica dalla fase di progettazione a quella di posa consentendo all’impresa di predisporre i lavori nella maniera più adeguata possibile e di adottare logiche e metodi volti a un miglior utilizzo di risorse umane e tempistiche.

CERTIFICAZIONI
Tutti i prodotti Hörmann sono certificati per qualità del prodotto e caratteristiche prestazionali
secondo la normativa europea UNI EN 13241.

Stufe a pellet ad alto rendimento

I rendimenti termici che le case produttrici dichiarano si basano su una corretta gestione della stufa: il tipo di pellet e le modalità di approvvigionamento sono elementi da tenere in attenta considerazione per preservare i componenti interni delle stufe a pellet

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Perché installare una stufa a pellet per il riscaldamento della nostra casa? Molti possono essere i motivi, ma innanzi tutto questo sistema assicura un clima ottimale e di assoluto comfort in casa con un funzionamento facile per gli automatismi nell’accesione, nello spegnimento e nella gestione delle temperature; inoltre la stufa non necessita di essere caricata manualmente (riempiendo il serbatoio la stufa si autoalimenta da un minimo di una giornata a diversi giorni). La stufa a pellet brucia combustibile solido, dunque combustibile ecosostenibile e rinnovabile, garantendo un’altissima efficienza termica e nessun spreco di combustibile, ma è strutturata diversamente rispetto a una stufa a legna. La differenza più importante è che serve un collegamento elettrico per azionare una ventola.

L’evacuazione dei fumi avviene infatti in maniera forzata, tramite una ventola interna, attraverso un tubo di dimensioni ridotte, 80-100 mm: questo  rende impossibile che si verifichino ritorni di fumo nell’ambiente. Il calore viene diffuso per irraggiamento e per ventilazione, con possibilità di canalizzare l’aria per riscaldare più stanze. Le stufe a pellet garantiscono ottimi rendimenti, che possono però variare in base all’isolamento dell’abitazione e, soprattutto, al combustibile: i pellet non sono tutti uguali, prodotti a basso prezzo possono contenere impurità o derivare da scarti dell’industria del mobile, contenendo in prevalenza truciolare. Questo comporta una combustione difficoltosa e, di conseguenza, una resa inferiore con produzione di sporco e incrostazioni che aumentano gli interventi di pulizia ordinaria. Il pellet migliore è quello di faggio puro, seguito dall’abete e, infine, da quello di latifoglie e misto.  La classificazione europea stabilisce 3 livelli di qualità: la migliore è la A1, seguita dalla A2 e dalla B. Se nel sacchetto c’è molta polvere di legno, il pellet è di qualità scadente. Piuttosto che acquistare pochi sacchetti di pellet per volta è consigliabile stoccare almeno un bancale di buon pellet e farne scorta in estate, quando il prezzo è più basso. Gruppi di persone, che possiedono questo tipo di stufa, possono fare insieme acquisti di grandi partite, con garanzie di qualità costante e prezzi vantaggiosi.

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IL CONTO TERMICO

Che cos’è?
Il Conto Termico, entrato in vigore il 3 gennaio 2013, incentiva Interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Gli interventi incentivabili si riferiscono alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili (caldaie, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici…). Non è cumulabile con altri incentivi e non si tratta di una detrazione fiscale, ma di un vero rimborso erogato in due rate annuali, slegato dal valore del prodotto in quanto non si tratta di una percentuale.
Quali sono i parametri da rispettare per accedervi?
Il calcolo degli incentivi tiene conto delle caratteristiche del nuovo apparecchio, delle basse emissioni di polveri e della zona climatica in cui è installato. Stufe e termocamini a pellet devono avere un’efficienza superiore all’85%, utilizzare solo pellet certificato A1 e A2, essere sottoposti a una manutenzione almeno biennale della canna fumaria e del generatore, contenere le emissioni entro determinati valori di CO2 e polveri.
Come viene calcolato l’incentivo?
Moltiplicando la potenza termica nominale e le ore stimate di funzionamento in base alla zona climatica di appartenenza per due coefficienti legati all’emissione di polveri e all’energia termica prodotta: in zone a clima rigido, l’incentivo può arrivare a coprire l’80% del costo dell’apparecchio. Ad esempio, una stufa a pellet da 9 kW ad aria, installata in zona E riceve un contributo di 1.502 euro. Fonte: Palazzetti

Alpina

Alpina è un brand di GGP (Global Garden Products), l’azienda multinazionale leader nell’industria del taglio dell’erba

ALPINA è un marchio dallo stile inconfondibilmente italiano che offre la più moderna e completa gamma di macchine per il giardinaggio. Grazie alla conoscenza approfondita dei canali di vendita e dei loro clienti, Alpina realizza soluzioni avanzate per rispondere a tutte le esigenze della distribuzione in Europa. I grandi volumi consentono ad Alpina di offrire prodotti di elevata qualità a prezzi molto competitivi, e l’ampia rete di distribuzione assicura un efficiente servizio postvendita. Il cuore del marchio Alpina è la genuina passione italiana per il design. Funzionalità e qualità abbinati ad uno stile elegante e dinamico, che catturano l’attenzione del cliente e ne solleticano il desiderio di acquisto e possesso. Dal carattere appassionato e flessibile e impegnata a comprendere le diverse esigenze dei consumatori e ad offrire soluzioni profondamente desider – ate dai clienti, Alpina ha oggi un nuovo posizionamento che porta in giardino le linee e i colori delle ultime tendenze della moda.

Telwin leader mondiali della saldatura

L’azienda veneta definita “Cittadella della saldatura”, un fiore all’occhiello della produzione italiana, taglia un importante traguardo e continua a investire in tecnologia e innovazione per consolidare la leadership del marchio Telwin, diventati leader mondiali della saldatura.

Ne è passato di tempo da quando Telitalia, l’azienda fondata nel 1963 da Giovanni Spillere, immise sul mercato la prima saldatrice a elettrodo compatta dedicata al fai da te, la TLP130. Poi è stata la volta del figlio Antonio, che ha portato l’azienda ai massimi livelli in Europa e nel 1982 l’ha trasformata in Telwin (Telitalia Welding International), estendendo il successo a tutto il globo; oggi, con Stefano Spillere, figlio di Antonio, l’azienda si prepara ad affrontare e vincere tutte le sfide, ricercate o imposte dal mercato.

1_foto_aereaTelwin fa parte di Valenia Group, insieme a Valex, che commercializza prodotti per il fai da te e il giardinaggio, e Valenia, specializzata nella produzione di inverter per il settore fotovoltaico: tradotto in numeri, vuol dire 8 stabilimenti per 250.000 mq di superficie, 400 collaboratori, 120 mercati spalmati sui 5 continenti e un fatturato di 120 milioni di euro.
Ma qual è la ricetta di un successo crescente che, per fortuna, sembra destinato a continuare con la terza generazione? Mettere al primo posto la ricerca e l’innovazione è stata la scelta che ha permesso all’azienda di essere più volte in vantaggio sul lancio di nuovi prodotti, già quando, all’inizio degli anni ‘80, fu lanciata la Minimax, prima saldatrice a filo compatta, fino ai giorni nostri, dove la tecnologia elettronica inverter sta diventando la protagonista assoluta nell’offerta del catalogo Telwin. Oggi le saldatrici, i caricabatterie e gli avviatori a marchio Telwin sono protagonisti del mercato, le gamme si ampliano continuamente e vantano qualità certificate di prodotto e di processo produttivo. Le crisi di mercato si vincono con la qualità e la determinazione.

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Con una superficie di ben 120.000 mq, Telwin merita a pieno titolo di essere definita una cittadella, all’interno della quale si progettano e si assemblano saldatrici a elettrodo, a filo e a TIG, caricabatterie, avviatori, impianti di taglio al plasma e puntatrici.

Saldatura a filo non è mai stato così facile

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Facile da usare, intelligente, leggera e compatta, Technomig 150 Dual Dynergic è la nuova saldatrice inverter a filo sinergica di Telwin per saldature senza gas (FLUX) e con gas (MIG-MAG) su acciaio, acciaio inox, alluminio. Si distingue per la semplicità e la rapidità nell’impostazione dei parametri di saldatura: grazie alla tecnologia “OneTouch” è sufficiente impostare lo spessore della superficie per iniziare a saldare. In aggiunta, la saldatrice dispone di un’altra regolazione che consente di modellare il cordone di saldatura a piacimento. Technomig 150 Dual Synergic garantisce una grande flessibilità di utilizzo, un’estrema maneggevolezza e saldature di elevata qualità. è ideale sia per l’utilizzatore privato sia per il professionista per interventi in interni ed esterni, per operazioni di riparazione, manutenzione, installazione.

La soluzione per saldare a elettrodo ovunque

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Advance 187 MV/PFC è la nuova saldatrice inverter a elettrodo MMA adatta a funzionare in condizioni operative difficili quali tensioni di alimentazione variabili entro un largo range (da 100 V fino a 240 V), sorgenti instabili (picchi istantanei, per esempio motogeneratori), lunghe distanze dalla rete di alimentazione (uso di prolunghe lunghe più di 100 metri). Tutto questo grazie al sofisticato dispositivo MV/PFC, che permette di collegare una saldatrice ad alte prestazioni come Advance 187 MV/PFC a una comune presa della rete domestica (fusibile da 16 A). Compatto, maneggevole, leggero (peso inferiore a 6 kg), l’inverter garantisce un’eccezionale stabilità della corrente di saldatura e un ottimo controllo dell’arco mediante i dispositivi arc-force, hot start e anti-stick. Salda elettrodi rutili, basici, inox, ghisa con risultati professionali e consente interventi in TIG-DC con innesco a striscio.

Una carica intelligente

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Nel campo dei caricabatterie, Telwin propone T-Charge, apprezzata gamma di caricabatterie/manutentori intelligenti composta da 5 modelli, indicati per la carica di tutti i tipi di batterie (GEL, AGM, WET, PbCa) di motocicli, automobili, imbarcazioni, furgoni, mezzi stradali. Particolarmente interessante è la funzionalità di mantenimento che assicura il livello di carica ottimale a batterie di veicoli stagionali o poco utilizzati.
Grazie alla tecnologia Pulse Tronic, infatti (controllo, interruzione e ripristino automatico del processo di carica a impulsi elettronici), i T-Charge mantengono la piena carica delle batterie senza surriscaldarle, anche rimanendo collegati alla rete di alimentazione per lunghi periodi di tempo. Semplicissimi da utilizzare, sono forniti con pinze di carica e con presa jack accendisigari per caricare la batteria del veicolo dall’interno dell’abitacolo, senza nemmeno alzare il cofano della vettura. In funzione dei modelli, sono disponibili tensioni di carica di 12 V (mod. 10, 12, 18, 26) o 12/24 V (mod. 20) con funzionalità di carica veloce – boost (mod. 18, 20, 26)

Sistemi per porte scorrevoli a scomparsa Eclisse per il recupero di un mulino del ‘500

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Eclisse ha contribuito alla realizzazione del progetto di recupero di un mulino del ‘500 in provincia di Treviso progettato dall’architetto Zanin, iI restauro ha voluto conservare e valorizzare le caratteristiche architettoniche originali dell´edificio, in particolare la struttura a capriata con mattoni a vista di questo antico essicatoio, ora diventato studio fotografico del professionista Lino Vecchiato.

L’altezza dei soffitti, fino a 5 metri, e il muro perimetrale, costituito dalle tradizionali lamelle – fori verticali per l’illuminazione e l’aerazione, caratteristica storica soggetta a vincolo architettonico – sono ampiamente visibili nella loro dimensione originaria grazie alla scelta di volere istallare divisori in cartongesso per l’allestimento dello studio.
Le pareti dei locali interni raggiungono infatti un´altezza non superiore ai 2,50 metri e, a eccezione di un soppalco, sono prive di soffittatura.

ln questo progetto di recupero sono state installate porte a scomparsa su controtelai per cartongesso Eclisse, sia per I´esigenza di recupero di spazio del committente, sia per ragioni architettoniche e funzionali, poiché l’ingombro delle porte doveva essere ridotto al minimo.
Su una superficie di 195 m² sono stati ricavati alcuni locali di servizio, perimetrali alla sala posa, separati da pareti divisorie in cartongesso che ospitano una mostra permanente delle realizzazioni del fotografo.

II controtelaio per cartongesso Eclisse ha risposto alle necessità applicative nella strutturazione delle aree interne e inoltre ha facilitato e velocizzato le procedure di montaggio risolvendo il problema di recupero degli spazi funzionali all´attivitá professionale ed eliminando il problema delle porte a battente che, in questo caso, avrebbero “oscurato” le pareti espositive. I controtelai Eclisse racchiudono conoscenze complesse, accumulate durante una lunga esperienza a contatto con tutte le problematiche del settore e si avvalgono di una tecnologia studiata in ogni dettaglio per migliorare I´affidabilitá, la funzionalitá e la durata del prodotto.
II Kit Cartongesso Eclisse è un controtelaio versatile e pratico nel montaggio.
Riduce i tempi di installazione ed è adattabile alle esigenze di cantiere, facilitando anche il lavoro del tecnico. Si installa senza l’utilizzo di viti grazie all´efficace struttura a incastro.
É un controtelaio allargabile in fase di installazione per spessori, a parete finita, di 100 o 125 mm. II Kit è dotato di una sede interna di 58-83 mm, piú ampia rispetto ai normali controtelai con viti, e di un sistema di fissaggio alla parete realizzato con speciali tasche che facilitano l’applicazione ai profili della struttura in cartongesso.
Come nella versione per intonaco, il Kit é dotato di un binario estraibile brevettato, che consente interventi di manutenzione o inserimento di nuovi accessori, anche a montaggio già completato.
La struttura del Kit è completamente smontabile e il sistema di imballaggio é compatto e di minimo ingombro, per facilitarne il trasporto.

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Weber-Stephen

Weber-Stephen Products è uno dei principali produttori americani di barbecue a carbonella, a gas ed elettrici.

L’azienda, la cui sede si trova alla periferia di Chicago, è a conduzione familiare e gestita dai 12 figli di Marge e George Stephen. Grazie all’apertura delle filiali nei principali paesi europei, iniziata alcuni anni fa, un più vasto pubblico ha l’opportunità di godere dei valori che caratterizzano l’azienda: qualità, sapore e allegria. La filiale italiana è stata aperta nel 2008.
 
Questa azienda offre oggi la possibilità di scegliere tra una varietà di barbecue moderni ed eleganti affiancati da una gamma completa di accessori. Gli amanti della cucina all’aria aperta possono finalmente cuocere alla griglia, arrostire, affumicare e cucinare in qualunque periodo dell’anno.

STORIA WEBER
Nel 1952 George Stephen, fondatore dell’azienda, concepisce e progetta il suo primo barbecue che ha portato a una vera e propria rivoluzione. Stanco del braciere aperto che lasciava la carne esposta al vento, alla cenere e alle fiammate improvvise, inventa il barbecue con il coperchio. A quel tempo George lavorava nella fabbrica Weber Brothers Metal Works di Chicago, dove si assemblavano grandi placche di acciaio per produrre boe per l’industria nautica. È proprio grazie ad esse che la sua idea prese forma! Sapeva che un barbecue con coperchio di forma arrtondata sarebbe stata la chiave del successo: aggiunse tre piedi alla vasca e un manico al coperchio dando quindi al prodotto una forma originale. La “follia” di George ebbe un tale successo da non riuscire più a soddisfare la richiesta. I barbecue divennero rapidamente un mito americano, sinonimo di buona cucina e allegria.

George Stephen
George Stephen, l’inventore del barbecue Weber-Stephen

Nel 1985, quando abbiamo iniziato a produrre la nostra nuova gamma di barbecue a gas, abbiamo voluto creare il miglior prodotto possibile. Da allora, milioni di consumatori hanno trovato il barbecue ideale!
 
Oggi, ogni barbecue è prodotto utilizzando un know-how assolutamente all’avanguardia. Perfezionisti di natura, il nostro scopo è concepire dei barbecue che vi soddisferanno completamente.

Il fasciatoio salvaspazio

Esistono tavoli, letti pieghevoli, arredi che risolvono i problemi di spazio riducendo l’ingombro quando non in uso. Perché non anche un fasciatoio, si è chiesto Giancarlo Magnani per aiutare amici che stavano allargando la famiglia ma non… lo spazio a disposizione!
Così acquistando dei pannelli in multistrato già tagliati a misura e un po’ di ferramenta ha ottenuto il suo scopo, con una minima lavorazione: un fasciatoio che non occupa spazio permanente perché quando non serve è ripiegato e fissato da robuste catenelle, una per lato per maggior sicurezza.
E’ largo 670 mm, lungo 820 e alto 870 al muro, ma le misure possono variare in funzione degli spazi e per adattarsi al cuscino imbottito, magari di recupero.

PANNELLI E GIUNZIONI
Tutti i bordi esterni a vista dei pannelli vanno smussati con la fresatrice per ridurre spigoli e asperità.
Si rifinisce con carta vetrata, a mano o con levigatrice.
Mediante il listello quadro si realizza il bordo sui tre lati del pianale, sovrapponendo due spezzoni agli angoli dove occorre maggiore altezza.
I pezzi sono sagomati, smussati e fissati con colla e spine al pianale, prendendo bene le misure prima, così che il fasciatoio imbottito si incastri bene all’interno.
Il listello orizzontale di snodo si fissa al pianale tramite la cerniera e allo schienale con robuste viti.
Si predispongono i fori per le viti delle catenelle, l’asticella reggitenda, i tasselli ed i ganci per far passare i cavetti. Rifinito il tutto con vernice atossica ad acqua si passa al montaggio definitivo a muro.
L’asticella reggitenda serve per fissare allo schienale un pannello in stoffa che può essere acquistato già pronto o cucito secondo le esigenze: questo è decorato con disegni allegri e tasche molto utili come portaoggetti.

 

 

Saldatrice ad inverter

Balzo in avanti grazie a tecnologie avanzate

Lo sviluppo di saldatrici con tecnologie avanzate nel controllo dell’energia elettrica ha fatto fare alla saldatura elettrica un notevole balzo avanti, anche nel campo del bricolage. 

In queste macchine la circuitazione che genera la corrente sufficiente per lo sviluppo dell’arco voltaico, capace di fondere il metallo, è molto più complessa rispetto a quelle convenzionali; per tutta risposta, le saldatrici a inverter risultano più piccole e leggere a parità di prestazioni.

VANTAGGI

Innanzi tutto, peso e dimensioni risultano contenuti grazie al fatto che il trasformatore è tanto più piccoli e leggero (a parità di potenza) quanto più alta è la frequenza della corrente in gioco; mentre la reattività delle sezioni di controllo agevola notevolmente il compito dell’operatore.

La stabilità dell’energia espressa per l’arco nei vari momenti della saldatura consente anche ai non esperti di eseguire saldature robuste, con cordoniuniformi e quindi esteticamente più gradevoli.

Molto importante è anche la funzione anti-stick che evita la fusione senza arco (stick). Si tratta dello sgradevole effetto di incollatura dell’elettrodo sul metallo sottostante che quindi resta bloccato e obbliga a violenti strappi laterali per distaccarlo.

In conclusione la saldatrice ad inverter risulta certamente più costosa di quella convenzionale, ma gli evidenti vantaggi che apporta ne motiva abbondantemente l’acquisto, soprattutto da parte degli appassionati di bricolage che non hanno una consolidata esperienza di saldatura alle spalle.

COSA C´È DENTRO?

 

L’interno della saldatrice ad inverter si differenzia molto da quello di una convenzionale.
Il numero dei componenti è molto cresciuto, ma le dimensioni di questi restano abbastanza ridotte e, soprattutto, la loro disposizione appare molto più raccolta rispetto all’altro tipo di saldatrice.
Le necessità di raffreddamento in questo caso sono gestite da sensori che pilotano ventole di dimensioni ridotte.
Le dimensioni ed il peso della macchina risultano talmente contenuti da permetterne comodamente il trasporto persino a tracolla.
 

REGOLAZIONE CORRENTE

Invece del classico manettino, nella saldatrice a inverter la regolazione della corrente viene effettuata con una manopolina che agisce su un potenziometro. I valori indicati sul pannello, solitamente, sono quelli degli ampère per cui il corretto settaggio deve essere fatto seguendo la tabella di abbinamento elettrodi/amperaggio.

DUTY CYCLE O SERVIZIO

È il valore che classifica la continuità di utilizzo della macchina: su base dieci minuti di utilizzo, la macchina può lavorare continuativamente per sei, poi deve raffreddarsi per quattro prima di riprendere una successiva sessione.

Giunti lamello

I Giunti lamello sono un sistema di giunzione brevettato, valido sia in ambito professionale sia nel bricolage: è paragonabile alla spinatura, con il vantaggio di essere più veloce e pratico.

La spina di faggio è sostituita da lamelli piatti di compensato o materiali plastici di forma ellissoidale e di spessore di 3 o 4 mm, larghezza da 38 a 85 mm e con altezza da 12 a 30 mm con le quali si possono unire anche pezzi sottili o in truciolare senza rischiare slabbramenti.

Per utilizzarle è necessario procurarsi una speciale fresatrice ma esistono anche aggiuntivi per la smerigliatrice. più utilizzati nel campo del fai da te. Con questi utensili, sui quali si monta una lama circolare con dentatura al widia del diametro di 100 mm, si praticano intagli a mezzaluna su entrambe le parti da unire entro cui si inserisce il lamello abbondantemente spalmato di colla vinilica.

INTAGLI A MEZZALUNA PER LAMELLi ELLISSOIDALI

  1. Con un aggiuntivo da montare sulla smerigliatrice si riescono ad eseguire rapidamente le scanalature a mezzaluna su entrambi i lati da unire.
  2. I lamelli di compensato vengono bagnati di colla vinilica e inseriti nelle sedi. È possibile uno scorrimento laterale dei pezzi.

SCANALATURE ALLINEATE

  1.  Per facilitare la centratura, è consigliabile far coincidere i due pezzi da unire in modo da utilizzare le stesse linee, da centrare con i riferimenti presenti sulla suola della macchina, ed allineare perfettamente le scanalature.
  2. La lama della fresatrice, normalmente nascosta nel carter, fuoriesce dalla suola solo per pochi secondi durante l’incisione della scanalatura. Lo scorrimento in avanti è limitato da un pomello di regolazione con il quale si sceglie la profondità dell’intaglio in base alla misura dei lamelli (identificati con i numeri da 0 a 20) che si desiderano utilizzare.

A 90° IN PIANO…

Le unioni di cornici e tavole in squadra risultano molto semplificate con l’uso del lamello.

La fresatrice e la tavola vengono appoggiate ad un piano in modo da praticare gli intagli sempre alla stessa altezza.

Bisogna solo prestare attenzione a rispettare le linee di riferimento.

…E IN COSTA CON INSERIMENTO A 45°

Le incisioni per l’unione di testa a 45 gradi si eseguono montando sulla suola della fresatrice un appoggio supplementare inclinato che permette di praticare le incisioni ad una distanza costante dalla superficie interna dei due pezzi da unire.

La profondità è preselezionata tramite il pomello arancione.

I lamelli e il giunto vanno bagnati con colla vinilica e innestati mantenendo i due pezzi a 90°. Data la relativa libertà di movimento laterale della giunzione, è necessario segnare il giusto allineamento sui pezzi prima di procedere all’intaglio oppure utilizzare una superficie in piano su cui morsettare i pezzi assemblati.

NELLE GIUNZIONI DIFFICILI E NELLE CERNIERE PER SPORTELLI

  1. Il lamello ci soccorre anche nei lavori di bricolage difficili, per i quali serve davvero un’idea buona: la costruzione di una cornice curva per abbellire un arco è uno di questi casi. Dato che non è possibile realizzarla in un solo pezzo, si devono unire diverse tavole rifilate con il seghetto alternativo o con una sega a nastro. Sulle teste dei pezzi, già perfettamente combacianti, si praticano tre incisioni con la fresa a diverse altezze quindi si inseriscono i lamelli spennellati di colla e si accostano i pezzi bloccandoli con una serie di morsetti lungo la sagoma di masonite. A colla ben asciutta si ritagliano le sporgenze dei lamelli che eccedono lo spessore della cornice.
  2. La praticità del lamello ha fatto nascere una serie di ingegnose applicazioni compatibili con il sistema, come le cerniere ad incasso: anziché dover intagliare una cava rettangolare su entrambi i pezzi, con un unico movimento si realizza l’intera asportazione di materiale. Lo sportello viene fissato nella giusta posizione sulla parte fissa tramite morsetti; regolando con precisione la suola mobile si pratica un’incisione sulla linea di unione delle parti che poi si separano per il montaggio delle due semicerniere.

UTENSILI
Fresatrice, smerigliatrice