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Rimedi naturali con la birra

Birra, cerveza, beer, bier: rimedi naturali per una bevanda naturale, conosciuta in tutto il mondo, che fa parte della nostra cultura da moltissimi anni, ma della quale si possono fare anche utilizzi che non riguardano le sue proprietà “dissetanti”

https://www.youtube.com/watch?v=W4-qiIbJCHw

La birra è composta da acqua, anidride carbonica, zuccheri, destrine, albuminoidi, sostanze provenienti dal luppolo, glicerina e acido succinico. Oltre al notevole contenuto vitaminico, il rapporto calcio-fosforo è quasi ottimale mentre è bassissima la quantità di sodio presente.  Questo insieme di elementi complessi fa sì che la birra abbia numerosi effetti su vari materiali biologici e non.

Le sue qualità non sono però esclusivamente di tipo gustativo, ma possono essere sfruttate anche in cucina, per la cura della persona, nel fai da te in moltissimi modi, a volte davvero particolari.
Sembra strano, ma la birra può far davvero bene a molte cose: dai capelli (sui quali ha effetti abbastanza noti) alla pelle.
Utile in cucina, nel lavaggio e nelle diete… che volere di più da una bevanda?

LA BIRRA PASSA PER IL GIARDINO, LA TAVOLA E LA BELLEZZA…

Giardino vigoroso
Anche se poco noto, è certo che il lievito favorisce la crescita delle piante. Se versiamo dunque un paio di cucchiai di birra alla base di piante e fiori, il terreno così concimato li aiuterà a crescere sani e più vigorosi. A questo scopo è meglio utilizzare birre “Lambic” a fermentazione spontanea.

Pastella per fritti
Molto più leggera di quella fatta con il latte, la pastella alla birra è indicata soprattutto per friggere le verdure, rimanendo più compatta e formando uno strato intorno ai cibi, che cuociono così senza entrare direttamente a contatto con l’olio bollente.
Utilizziamo birre chiare di tipo “Ale” ad alta fermentazione.

Trattamento di bellezza
Un lavaggio con la birra assicurerà alla nostra chioma il volume e la lucentezza che cerchiamo: si consiglia di versarne un po’ sulla capigliatura dopo il primo shampoo, massaggiare e lasciare agire per qualche minuto. Quindi risciacquare e procedere alla piega come sempre.

…IL BUCATO, I GIOIELLI E L´ORTO

Smacchiatura e lavaggio
La birra come smacchiatore pare sia davvero efficace, soprattutto se associata all’acqua gassata… salvo poi risciacquare bene per togliere l’odore dagli indumenti! Viene anche consigliata per lavare i cuscini delle persone che soffrono di insonnia: sembra che il profumo che rimane aiuti ad addormentarsi.

Pulizia dei gioielli
Un metodo economico, ma anche ecologico, per lucidare i gioielli senza ricorrere ai prodotti chimici (costosi e inquinanti) è quello di immergere anelli e bigiotteria varia in una ciotola di birra (non è dato sapere per quanto tempo, quindi magari proviamo prima con qualcosa di poco valore).

La lotta contro le lumache
Le lumache possono spesso essere dannose alle colture orticole, sia che si tratti di un´orto domestico o di una azienda agricola. Di giorno si nascondono in anfratti umidi, nelle fioriere, o sotto il fogliame, per sfuggire al caldo e per mantenere un certo tenore di umidità.
Di notte sono più attive e possono attaccare tutte le parti verdi e tenere degli ortaggi impedendone la successiva crescita o il consumo. Risulta abbastanza facile individuare i molluschi adulti e robusti, mentre è più difficile accorgersi della presenza di intere colonie sotto i vasi, le pietre i cumuli di foglie e tutti gli ambienti freddi e umidi. Per chi volesse evitare di uccidere questi simpatici gasteropodi sono disponibili in commercio nastri ricoperti di sale da disporre attorno al perimetro dell´orto. Il metodo risulta efficace ma le strisce vanno sostituite frequentemente, soprattutto in caso di piogge prolungate che ne sciolgono la copertura.
Un classico metodo alternativo consiste ne disporre trappole a base di birra. La trappola per lumache è composta da un bicchiere che andrà interrato fino al bordo, da riempire con 2 cm circa di birra, di cui le lumache vanno ghiotte. Da disporre al tramonto, al mattino la trappola sarà piena di lumache.

Colorare porcellana e ceramica

Vediamo come colorare porcellana e ceramica possiamo decorare piatti, tazze, ciotole, con un effetto “psichedelico”, ma in perfetto stile bricolage

I colori per ceramica, che sono a base d’acqua, risultano molto resistenti anche in lavastoviglie e sono adatti per decorare oggetti di terracotta, gres, vetro e metallo: si trovano nei centri bricolage.      

La superficie da trattare dev’essere priva di polvere e grasso, perciò puliamola accuratamente con alcool o con un detergente per stoviglie. Stendiamo sul piatto una base uniforme di colore, da scegliere nella tonalità preferita. Proseguiamo nell’applicazione degli altri colori facendoli gocciolare dal pennello e poi spandendoli e mescolandoli tra di loro. Il fissaggio dei colori va fatto inserendo l’oggetto nel forno (di cucina) freddo,  impostando la temperatura a 160° C per 90 minuti. Lasciamo raffreddare il piatto nel forno senza aprire lo sportello.

OCCORRENTE

– colori per porcellana e ceramica della Opitec in set di 6 colori assortiti;
– piatto bianco di ceramica (6,90 euro);
– 2 pennelli: uno a punta tonda e uno a punta piatta.

A TUTTO COLORE

  1. Dopo aver pulito la superficie stendiamo in modo uniforme, dall’esterno verso il centro, un colore per ceramica. Il pennello deve avere setole morbide. 
  2. Proseguiamo con gli altri colori mescolandoli tra loro in modo da creare vari effetti  cromatici. Prima di mettere nel forno facciamo asciugare per circa 4 ore.

Sifone salvaspazio ispezionabile

Caratteristiche innovative

Spazio 2NT-New Technology è il nuovo sifone per il lavello, ancora più pratico e ispezionabile.
La forma e lo sviluppo di Spazio 2NT permettono di collocare nel vano sottolavello i cassonetti della raccolta differenziata dei rifiuti.

Le caratteristiche innovative di questo sifone salvaspazio lo rendono un elemento fondamentale nelle cucine moderne.
Ispezionabile! Il sifone Spazio 2NT presenta un’apertura nella parte anteriore che consente, semplicemente svitando il tappo di chiusura, di rimuovere i residui accumulati nello scarico del sifone, causa principale di fastidiosi ingorghi che compromettono notevolmente il deflusso dell’acqua.
Semplice! Garantisce una sorprendente rapidità e facilità di montaggio(alla portata di ogni fai da te): il sifone è composto da pochi elementi, facilmente assemblabili.
Compatto! Grazie alla sua particolare conformazione aderisce perfettamente alla parete di fondo, regalando maggiore spazio nel sottolavello che diventa così utilizzabile come “ripostiglio” non solo per riporre in modo ordinato e funzionale detersivi e similari, ma anche per alloggiare i vari raccoglitori per la raccolta differenziata dei rifiuti, che non possono mancare nella cucina di donne sensibili al problema ambientale e che spesso diventano un problema non sapendo dove collocarli senza alterare esteticamente l’ambiente cucina.
Versatile! Il sifone Spazio 2NT permette molteplici possibilità d’installazione. I bracci del sifone possono avere una lunghezza ed un orientamento differente a seconda delle necessità, adattandosi perfettamente ad ogni struttura del sottolavello.
Realizzato con polipropilene, è a norma UNI EN 274 ed è disponibile anche nella versione grigio metallizzato. La sua forma compatta ed aderente alla parete di fondo permette, inoltre, di nascondere il foro aperto durante l’installazione.

COMODISSIMO SPAZIO 2NT

  1. Il sifone aderisce alla parete e copre il foro dello scarico a parete.
  2. Le tubazioni di raccolta ricevono anche gli attacchi di scarico di lavastoviglie e lavatrice.
  3. Le ghiere a cono si collegano alle pilette delle vasche del lavello, avvitandole.
  4. I bracci di Spazio 2NT possono essere variamente orientati e rimangono aderenti alle vasche del lavello.

UTENSILI
Seghetto a denti fini

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Controparete luminosa in cucina

Originale controparete luminosa ideale come alternativa a rifare una vecchia piastrellatura

Misuriamo lunghezza e altezza della superficie che vogliamo trasformare con tecniche fai da te in una contraparete luminosa, dividendola in riquadri di lunghezza possibilmente uguale alla larghezza delle lastre di vetro sintetico.
Stendiamo il tubo luminoso vicino alla parete e incolliamo verticalmente contro le piastrelle i tubi quadri di supporto delle lastre. Fissiamo sul piano un profilato a C a tutta lunghezza, con la parete posteriore della gola a filo dei tubi quadri ed inseriamo nella gola le lastre di plastica, sollevandole fino a farle poggiare sui tubi quadri, lasciando fra le lastre una fessura larga circa 4 mm. 

Aperti e svasati nella mezzeria del piatto d’alluminio alcuni fori da 4,5 mm di diametro, blocchiamo in posizione le lastre avvitando i piatti (viti autofilettanti 4 x 15 mm a testa svasata) contro i tubi.
Attacchiamo la spina, azioniamo l’interruttore e godiamoci lo spettacolo!
 
IL FISSAGGIO DELLE LASTRE

  1. Tutti gli elementi del telaio d’alluminio si possono fissare con nastro biadesivo (meglio se telato).
  2. Con il trapano si praticano i fori e si fissano i tubi quadri alla parete con tasselli ad espansione. 
  3. Le lastre di vetro sintetico si inseriscono delle guide a C e si bloccano ai tubi quadri avvitando le piattine di alluminio.
UTENSILI
Avvitatore, cacciativi, trapano, spellafili, cutter, nastro maschera

Come limare il ferro

Per limare il ferro e ottenere un lavoro preciso è importante impugnare le lime nel modo corretto

Dolci, mezzedolci o bastarde le lime danno al metallo una diversa finitura. La lima è un utensile ricavato da un barretta di acciaio temprato di varia forma con una dentatura diritta, incrociata o a raspa e con una finezza di taglio variabile dal grosso al fine. Per lavori di bricolage che richiedono precisione si usano lime ad ago, piatte o triangolari. 
E’ molto importante il modo in cui la lima viene impugnata: a seconda del lavoro che si desidera effettuare occorre adottare la corretta impugnatura per risparmiare fatica ed eseguire un lavoro preciso. La lima deve sempre essere ben pulita e priva di untuosità: conviene strofinare la parte attiva con un pezzetto di gesso e poi spazzolarla.               

FORMA E IMPUGNATURA PER LIMARE IL FERRO

  1. Molto importante per limare il ferro che il manico abbia un’impugnatura agevole e salda durante il lavoro. In prossimità degli angoli si può impugnare direttamente lo stelo della lima, lavorando a spinta e a trazione.
  2. Le lime si presentano con le forme e le dimensioni più svariate. (1) PIATTA, (2) PIATTA STRETTA, (3) QUADRA, (4) TRIANGOLARE, (5) TONDA, (6) MEZZA TONDA (7) A COLTELLO, (8) A LOSANGA. Ogni tipo risponde ad un’esigenza specifica.
  3. Nei lavori di finitura e con lime a taglio dolce la pressione si esercita con l’indice e il medio, lasciando libera la visuale.

UTENSILI
Lima

Decorazioni natalizie di carta per l'albero

Stelle di note

OCCORRENTE PER LE DECORAZIONI NATALIZIE DI CARTA

  • cartoncino bianco;
  • carta stampata  (o fotocopie) con note musicali;
  • goniometro;
  • righello;
  • compasso;
  • colla per carta;
  • forbici e matita.

IL DISEGNO E I PRIMI TAGLI

Per disegnare una stella si tracciano due cerchi concentrici.
Dal centro si tracciano 10 raggi a 36° uno dall’altro che intercettano entrambi i cerchi.
Si uniscono i punti di intersezione con la matita.
Si disegna quindi una seconda stella, più grande della prima, per le pieghe.

  1. Tracciamo sul cartoncino bianco la dima della stella servendoci di compasso, goniometro e righello. Le dimensioni sono a piacere. Dopo la tracciatura ritagliamo con le forbici seguendo in modo preciso le linee a matita.
  2. Pratichiamo i piccoli tagli che ci consentiranno di piegare i bordi per poter effettuare l’accoppiamento delle due parti di cui è composta ogni stella. Possiamo preparare diverse stelle di varia dimensione.

PIEGA E INCOLLAGGIO

  1. Pieghiamo la stella seguendo le linee tracciate con la matita. In questo modo ricaveremo una stella a effetto “tridimensionale”.
  2. Pieghiamo i bordi lungo il perimetro della stella facendo in modo che si appiattiscano perfettamente. 
  3. Ricaviamo dalle fotocopie di spartito altre sagome della stella che incolliamo sulla dima in cartoncino. 

  1. Per poter appendere le stelle ai rami dell’albero dobbiamo dotarle  di un occhiello che formiamo con un nastrino dorato. Il nastrino va fissato   a una punta della stella con alcune gocce di colla vinilica o con nastro adesivo.  
  2. Stendiamo lungo i bordi piegati delle stelle la colla per carta e quindi accoppiamo tra loro le due parti facendo aderire bene i bordi. Prima di appendere le nostre decorazioni natalizie di carta lasciamo che la colla si asciughi.

Top cucina, come installarlo

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Installare il top cucina di truciolare laminato rappresenta un’alternativa ideale rispetto al legno listellare, al marmo o all’acciaio che, pur essendo esteticamente molto validi, possono macchiarsi in modo irreparabile.

Il piano per il top cucina deve avere uno spessore di almeno 28 mm e va fatto tagliare nelle misure adeguate.
La parte tagliata può essere bordata con una striscia di laminato utilizzando adesivo a contatto. Procediamo alla sostituzione del vecchio top cucina (facile lavoro di bricolage!) scollegando lo scarico del lavello e asportando quest’ultimo. Si svitano le piastrine angolari e si toglie il piano. Dopo aver praticato sul nuovo top cucina l’apertura per il lavello lo si colloca in posizione e lo si blocca alle basi con le squadrette, che riavvitiamo.
Alloggiamo il lavello, ne sigilliamo i bordi con silicone e completiamo il top con un’alzatina contro-parete, acquistabile nello stesso colore del top e già predisposta con supporto e guarnizioni.

PIANO CON LAVELLO

  1. Si posizionano lungo la parete i mobili di base della cucina, privi dell’originario piano di lavoro, curando che siano ben allineati e che formino nella parte superiore un piano perfetto.
  2. Si mette in posizione il piano controllando bene i livelli (il fai da te cura sempre la precisione), quindi si traccia con la matita la parte da asportare per inserire il lavello. La traccia può essere più ampia di 5 mm per lato.
  3. Si procede al taglio con il seghetto alternativo seguendo con precisione la traccia. Il taglio va rifinito con carta vetrata. Il top cucina va ricollocato in posizione e nell’apertura si inserisce il lavello, che va sigillato lungo il bordo e collegato allo scarico.

UTENSILI
Metro, cutter, matita, seghetto alternativo, carta vetrata, pistola per silicone

Tipi di top per cucina

Come lavare la macchina

I prodotti adatti per lavare la macchina al meglio

Per avere l’auto sempre in ordine, non ci resta che provvedere a frequenti quanto accurati lavaggi, senza aspettare che lo sporco si … affezioni troppo alla vernice o, peggio, ne intacchi la brillantezza.
Alcuni tipi di sporco, come lo smog ed ancor più le deiezioni degli uccelli, contengono infatti un certo grado di acidità ed esercitano quindi un’azione corrosiva, ragion per cui vanno rimossi al più presto, pena possibili macchie. A dire il vero, poi, non è detto che un buon lavaggio dell’auto richieda molto tempo: si tratta solo di tenere a portata di mano tutto il necessario e poi, seguendo la procedura più opportuna ed utilizzando prodotti efficaci, l’impresa si può portare a termine in circa un’ora di lavoro.

Diciamo subito che, per ottenere ottimi risultati in breve tempo, sono necessari alcuni accorgimenti preliminari: è sconsigliabile ad esempio lavare un’auto che è stata parcheggiata in pieno sole, perché il calore delle lamiere provocherebbe un’evaporazione troppo rapida dell’acqua, con conseguente formazione di aloni e macchie; per lo stesso motivo è opportuno compiere la nostra operazione di pulizia fai da te in una zona in ombra e, possibilmente, in ore non troppo calde.

Prima di iniziare, inoltre, è opportuno togliere i tappeti, che probabilmente non disdegnano una bella sciacquata: lavandoli per primi e stendendoli ad asciugare li troveremo già pronti al momento dell’uso. Irroriamo ora la carrozzeria con un abbondante getto d’acqua, diretto in primo luogo sulle superfici orizzontali (tetto e cofano) ed insistendo nei punti in cui lo sporco (ad esempio i “regalini” degli uccelli) è più evidente; a parte, in un capace secchio, prepariamo invece un’efficace soluzione detergente con uno shampoo concentrato. Si versa il prodotto nel secchio e poi si immette l’acqua in leggera pressione: si facilita così la formazione di schiuma che, nel nostro caso, si presenta molto ricca e compatta, capace quindi di rimuovere lo sporco e di inglobarlo con dolcezza, evitando rigature ed abrasioni.

Lo sporco, precedentemente ammorbidito dalla prima passata, si rimuove in via definitiva con la schiuma, stesa con ampi movimenti circolari mediante una spugna o, ancor meglio, utilizzando il comodo guanto di lavaggio: quest’ultimo, infatti, offre una superficie utile maggiore e, vantaggio non da poco soprattutto nella cattiva stagione, mantiene asciutta la mano dell’operatore. E’ chiaro che la riuscita del lavoro dipende in buona misura dalla spugnatura, che deve interessare in modo uniforme tutte le parti della carrozzeria, senza tralasciare nessuna zona: si comincia quindi dalle superfici orizzontali per proseguire coi vetri e le fiancate.

Terminata la spugnatura si conclude il lavaggio dell’auto con il risciacquo e, cominciando sempre dalle superfici orizzontali, con l’asciugatura, da eseguire con una pelle di daino naturale o sintetica. Poi inizia l’importante fase dei ritocchi e delle pulizie mirate da eseguire con panni e salviette sui diversi materiali che compongono la carrozzeria: metallo verniciato, plastiche di vario tipo, cristalli, cromature, gomma, ecc. Ognuno va asciugato e lucidato.

A questo punto, probabilmente, inizierà a piovere…

Risciacquo e asciugatura

  1. Il getto d’acqua serve dapprima per ammorbidire lo sporco e, dopo la spugnatura, per rimuovere la schiuma: non dimentichiamo però le zone più difficili come le ruote e la parte interna dei parafanghi, dove lo sporco si accumula in maggior quantità.
  2. La pelle scamosciata, naturale o sintetica, va stesa sulla superficie da trattare e trascinata lentamente all’indietro, in modo che assorba l’acqua in eccesso: quando è satura basta una bella strizzata e si ripete l’operazione nella zona vicina.

UTENSILI
Idropulitrice, spazzola, spugna, guanto di lavaggio, pelle di daino

Come pulire la macchina internamente

Vediamo i passaggi principali per pulire la macchina internamente

La pulizia dell’abitacolo comprende diverse operazioni: tra queste alcune possono essere considerate di routine, e vanno eseguite in concomitanza di ogni lavaggio, mentre altre si affrontano con cadenze più lunghe (come le pulizie di Pasqua…) o quando se ne presenta la necessità.
125-0-img_ScenaÈ chiaro come tutto diventa più semplice se abbiamo a disposizione un buon aspirapolvere, capace di inghiottire senza problemi residui di fango, sassolini e così via (impresa non sempre alla portata degli esemplari ad uso domestico). Per fare un bel lavoro si procede per approssimazioni successive, pulendo prima in generale e poi insistendo sui punti più difficili: qui può essere di grande aiuto una spazzola a setole rigide, come quelle che si usano (o usavano) per lavare i panni. Non bisogna dimenticare le zone meno facilmente raggiungibili (ad esempio sotto i sedili) ed il vano portabagagli.  
Indispensabile è anche la pulizia delle superfici vetrate, dove serve un detergente che possa essere nebulizzato direttamente sul vetro o su di un panno, senza bagnare le zone circostanti.

Quest’ultimo inconveniente può essere completamente eliminato usando un prodotto spray, che una volta erogato si trasforma in una schiuma compatta e quindi non cola sulle superfici verticali. Passiamo ora ai sedili che, in via preliminare, vanno anch’essi passati con l’aspirapolvere: per fare un buon lavoro non basta aspirare solo il piano di seduta, ma bisogna insistere anche sullo schienale, sul poggiatesta e soprattutto all’interno delle pieghe. Quando la superficie sembra pulita, infine, proviamo a percuoterla con la mano, come se fosse un battipanni: la polvere che si annida in profondità viene a galla e può essere rimossa più facilmente. Per le macchie vere e proprie esistono appositi smacchiatori, di norma in confezione spray: si spruzza la schiuma sulla zona interessata, si aspetta che asciughi e si spazzolano via i residui che hanno sciolto ed inglobato lo sporco.
Tutte le indicazioni precedenti valgono ovviamente per i sedili in tessuto, mentre per gli interni in pelle esistono trattamenti e prodotti specifici.

Dopo aver snidato la polvere che penetra nella trama dei tessuti, restando ben nascosta, dobbiamo ora eliminare quella che invece se ne sta in bella vista sul cruscotto: una passata con lo strofinaccio toglie la lanuggine e le particelle più grossolane, mentre quelle più minute restano aderenti alla plastica, come se fossero trattenute da una calamita (si tratta in effetti di un fenomeno di elettrostatica). Anche per pulire a fondo il cruscotto, quindi, dobbiamo usare un prodotto specifico che, in primo luogo, sia antistatico (cioè che neutralizzi il potere di attrazione della plastica nei confronti della polvere); esistono poi diverse soluzioni sia per quanto riguarda le modalità di applicazione (bombola spray o liquido da nebulizzare) sia per ciò che concerne l’effetto estetico finale (lucido come si usava un tempo o satinato per i cruscotti dell’ultima generazione).

ALCUNI PASSAGGI FONDAMENTALI

  1. I tappeti interni, asportabili, vanno tolti dall’abitacolo, sbattuti per eliminare lo sporco più grossolano  e lavati ancor prima della carrozzeria, in modo da trovarli puliti ed asciutti alla fine del lavoro. Come soluzione detergente si utilizza quella preparata con acqua e shampoo, mentre il risciacquo richiede un getto in pressione (l’idropulitrice sarebbe l’ideale…).
  2. Il detergente liquido per i tessuti va nebulizzato in modo il più possibile uniforme sulla superficie e distribuito subito dopo con una spugnetta umida, da risciacquare con una certa frequenza: terminata l’operazione si asciuga con un panno (ovviamente asciutto).
  3. Il prodotto, efficace su plastica, similpelle e gomma, va spruzzato sulla superficie da trattare in modo uniforme. Eventualmente si insiste di più sulle parti che appaiono secche e rovinate, oppure che presentano abrasioni.
  4. Una semplice passata con un panno morbido completa il lavoro di pulizia e di protezione; lo spray per cruscotti può essere utilizzato anche per le parti in legno (ad esempio il pomolo della leva del cambio) ed in vinilpelle.   

Controllo pneumatici dell'auto

Controllo pneumatici dell’auto… azione fondamentale e importante per la nostra sicurezza, per una guida sempre sicura

La prima abitudine da prendere, magari prima di salire in auto, è quella di fare un controllo visivo della pressione: le moderne coperture sono quasi sempre di tipo Tubeless, cioè prive di camera d’aria, ed in caso di foratura si sgonfiano molto lentamente, perché l’eventuale chiodo si comporta anche come una sorta di tappo. Questo significa che, prima di rimanere a piedi del tutto, c’è quasi sempre un certo margine di tempo, di solito sufficiente per raggiungere il gommista più vicino. Essere previdenti, comunque, non guasta mai: tenendo a bordo una bomboletta si spray riparatore possiamo, in caso di necessità, riparare e gonfiare in un colpo solo, ricordandoci però di controllare la pressione, con il manometro, appena possibile. Quest’ultimo aspetto, infatti, è più importante di quanto si creda: se viene regolato sui valori previsti dal costruttore (o qualche decimo di atmosfera in più), avremo contemporaneamente sicurezza, comfort (si sfrutta anche l’elasticità dei fianchi della copertura) e lunga durata; se la pressione è eccessiva, la gomma assume l’aspetto di un palloncino e poggia a terra solo la parte centrale del battistrada, mentre se è sgonfia sono i bordi esterni a sopportare il peso dell’auto: in entrambi i casi, avremo un’usura irregolare ed una durata inferiore.
Un’usura non uniforme può anche essere dovuta a difetti di assetto e, se notiamo un fenomeno del genere, è necessario ricorrere ad un gommista ben attrezzato che, con l’apposita strumentazione, può controllare e regolare sia la convergenza (l’angolazione delle ruote rispetto al senso di marcia), sia il camberaggio (inclinazione rispetto al terreno).
Da tenere sotto controllo, e da sottoporre con sollecitudine all’attenzione del gommista, sono anche eventuali “bolle” o deformazioni che evidenziano danni alla struttura portante dello pneumatico. Pur non essendo fatte solo di gomma, perchè nella mescola entrano più di 200 componenti diversi, tra cui vari additivi che contrastano l’invecchiamento, gli pneumatici dell´auto sono poi soggetti all’aggressione dei raggi ultravioletti: per mantenerli morbidi ed elastici è quindi necessario intervenire periodicamente, meglio se in concomitanza di ogni lavaggio, con un prodotto specifico, da erogare con il nebulizzatore in dotazione; l’effetto che si ottiene con questo semplice trattamento fai da te non è solo estetico, perché il materiale ritrova il suo colore originale, ma viene anche “nutrito” in modo da conservare la sua elasticità originaria: il prodotto è infatti indicato persino per tenere in efficienza le guarnizioni in gomma delle portiere, del portellone e del cofano motore. Tutte le nostre cure, però, servono a ben poco rispetto ad eventuali urti o lacerazioni causate da oggetti taglienti: qui bisogna per forza mettere in gioco la ruota di scorta e, per evitare di trovarci in difficoltà in un momento così delicato, è meglio sapere in anticipo la procedura da seguire e, anche, dove si trova la dotazione necessaria (a volte “nascosta” dal costruttore negli anfratti più impensati). La soluzione ideale (ma chi lo fa?) è pensarci prima, simulando tutta l’operazione sotto la guida del libretto di uso e manutenzione.

CHECK UP FAI DA TE IN 4 MOSSE

  1. Utilizzando un calibro da meccanico si rileva con precisione lo spessore residuo del battistrada.
  2. Con un minimo di attenzione si possono osservare anche ad occhio nudo dei piccoli rilievi predisposti dal fabbricante all’interno dei solchi: quando arrivano in superficie per l’usura delle zone circostanti significa che la copertura è da sostituire. Un semplice controllo visivo ci dice anche se gli pneumatici dell´auto hanno “cali di pressione” o se invece la situazione è normale.
  3. Almeno ogni 2-3 mesi, comunque, è necessario eseguire un controllo più accurato con l’apposita pistola fornita di manometro.
  4. Le normali forature si possono riparare rapidamente e senza fatica con speciali spray posizionata verso l’alto la valvola posta sul cerchione, si collega il tubicino e si eroga il prodotto fino a che la gomma non appare sufficientemente gonfia. Rimossa la bomboletta e montato il cappuccio della valvola, bisogna partire senza indugio: in questo modo la sostanza viene centrifugata e si distribuisce in modo uniforme all’interno della carcassa; la ruota è di nuovo efficiente ma, per forza di cose, è ben difficile che la pressione raggiunga l’esatto valore: pensiamo quindi all’opportunità di controllarla alla prima stazione di servizio o appena possibile.

IL CAMBIO RUOTA

  1. Trovato tutto il necessario (alla mal parata si consulta il libretto di uso e manutenzione) si colloca il martinetto nella posizione prevista e si toglie la coppa della ruota interessata: l’operazione va eseguita su un tratto di terreno pianeggiante e per nulla cedevole (… se ci fosse una bella tavoletta di legno da mettere sotto la base del cric …).
  2. I bulloni delle ruote vanno allentati (ma non tolti!) prima di sollevare l’auto: in questo modo il veicolo risulta molto stabile e possiamo esercitare tutta la forza necessaria sulla chiave, spesso troppo corta per vincere l’energico serraggio realizzato dalla pistola del gommista; pazienza, proviamo ad usare i piedi …
  3. L’auto va sollevata quel tanto che basta per sfilare la ruota, e non molto di più: in questo modo è anche più facile inserire in posizione quella di scorta (ma ci siamo ricordati di gonfiarla di tanto in tanto?). I bulloni di fissaggio vanno avvitati dapprima a mano, centrandoli per bene nell’alloggiamento conico del cerchione.
  4. Dopo un primo serraggio preliminare con la chiave si toglie il cric e si ricontrolla il tutto procedendo “a croce”: se i bulloni sono 4, si serrano uno sì ed uno no, poi si ricomincia. La coppa, che va montata a pressione, ha di solito una posizione obbligata e determinata dall’alloggiamento per la valvola di gonfiaggio.

UTENSILI
Compressore, martinetto, chiave, calibro