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Morsetto e strettoio Maurer

Il morsetto e lo strettoio facilitano notevolmente le operazioni di assemblaggio, è come avere a disposizione una terza mano

Per mantenere uniti i pezzi quando si devono realizzare fori che attraversano più parti con una corrispondenza precisa, quando si devono inserire viti d’unione, quando è necessario mantenere serrate le parti per stabilizzare un incollaggio, niente di meglio di morsetto e strettoio. Alcuni adottano forme e soluzioni particolari che li rendono ancora più performanti in situazioni particolari e nel catalogo Maurer ne possiamo trovare alcuni decisamente interessanti per arricchire il nostro laboratorio di bricolage.

Gli strettoi rapidi utilizzano, sulla ganascia mobile, un sistema di avanzamento a cricchetto invece della classica barra filettata da ruotare per arrivare al bloccaggio dei pezzi. Questo sistema permette, una volta posizionato il morsetto, di completare il serraggio con una sola mano, mentre con quelli a vite bisogna usare anche l´altra per contrastare la tendenza a ruotare del morsetto durante l´avvitatura. Premendo la leva e tirando a sé l´asta a cremagliera si libera la presa.

Lo strettoio a cricco 87893 alla massima apertura arriva ad una distanza tra le ganasce pari a 220 mm: essendo concepito e strutturato come le comuni pistole estrudenti, può essere utilizzato anche con cartucce di prodotti siliconici. A questo scopo dispone anche di una guida anulare (di colore giallo) da inserire sul corpo dello strettoio, in posizione avanzata, per sostenere frontalmente la cartuccia.

Quando le giunzioni non sono in linea, ma è necessario un collegamento dei pezzi perpendicolare o con una determinata angolazione, non ci si può affidare a strettoi tradizionali: tipico è il caso delle cornici, per le quali si ricorre a strettoi a nastro o cinghie non sempre facili da posizionare. Più pratici e meno ingombranti sono i morsetti angolari, fissi a 90° o con regolazione goniometrica tra 0 e 180° in grado di esercitare la forza di serraggio tanto all´interno della struttura, negli angoli, quanto all´esterno, abbracciandone gli spigoli.

Livella e distanziometro laser

Strumenti indispensabili per rapide misurazioni

Un allineamento preciso effettuato a mani libere, senza scomode ed ingombranti livelle e bolle tradizionali, da sostenere, a volte in posizioni precarie? Una rapida misurazione lineare e volumetrica ottenuta in pochi secondi?

Non è un sogno!

Oggi vengono in aiuto del perfetto bricoleur strumenti indispensabili, veloci e di facile utilizzo, direttamente dal mondo BOSCH.

 LIVELLA LASER PLL5

Semplice da usare e poco più ingombrante di una penna a sfera, proietta un raggio laser perfettamente rettilineo fino a 5 metri di distanza: che si tratti di allineamento orizzontale o verticale, con PLL 5 non ci sono difficoltà.
Il supporto da parete in dotazione può essere fissato su qualsiasi superficie utilizzando gli appositi spilli, chiodi o nastro biadesivo. 
Sulla piastra magnetica del supporto la livella può essere regolata di circa 1,5 cm senza dover spostare il supporto già fissato. Con due bolle integrate, funziona con 2 batterie AAA da 1,5 V.

LIVELLA LASER MULTIFUNZIONE PCL 1 

 Per gli amanti della precisione la livella laser multifunzione autolivellante PCL 1 è un sogno che si realizza. Lo strumento si basa su 2 raggi perpendicolari ed in pochi secondi indica il giusto allineamento per qualsiasi applicazione al muro o a soffitto.

Indispensabile in cucina e in bagno per la posa delle piastrelle e l’allineamento alle giuste altezze dei complementi d’arredo; per arredare gli altri locali è utile nel collocare mensole, ripiani, allineare piani di lavoro, appendere pensili e quadri.

Inoltre la PCL 1 è preziosa anche nella posa in obliquo, fissando la livella nella posizione voluta, e per avere tutte le possibilità basta il suo treppiede in alluminio ripieghevole (opzionale). Raggio d’azione di 10 metri, tempo di autolivellamento di 4 secondi e precisione di 0,5 mm/m.

DISTANZIOMETRO LASER PLR 30

Pesa solo 250 g ed è poco più ingombrante di un telefono cellulare. Nessuno sconto invece per le possibilità di calcolo e la precisione nella misurazione (2 mm/m), affidata ad un diodo laser da 650 nm ed all’ausilio di mira che indica esattamente dove si punta lo strumento. Consente inoltre memorizzazione e calcolo di superfici e volumi; PLR30 ha un campo d’azione di 30 m.

Eliminare una bruciatura dal legno

I danni alle superfici esterne dei mobili possono essere diversi e di varia entità. Prima che diventino irreparabili, effettuiamo un intervento fai da te per eliminare una bruciatura di sigaretta

Le bruciature superficiali possono essere tolte con una leggera abrasione a base di cenere. Come prima operazione si gratta molto leggermente la superficie con la lametta per “rompere” la macchia, quindi ci si applica sopra un poco di burro in modo da creare la necessaria lubrificazione.
Sul burro si versa un cucchiaino di cenere setacciata (non di sigaretta, ma di sigaro o di legno) e si frega, con moto rotatorio, lentamente e a lungo. Quindi si pulisce con un panno appena inumidito di trementina e infine si lucida.
Se le macchie rimangono non conviene insistere più di tanto: risulterà un lavoro migliore procedendo a una sverniciatura integrale della superficie danneggiata, seguita da un’accurata carteggiatura, per asportare ogni traccia di macchia penetrata in profondità.

Se si tratta di eliminare una  bruciatura non superficiale, ma profonda, cioè siamo davanti a un vero e proprio scavo, dobbiamo operare una scelta, a parte la macchia, che comunque riusciremo a togliere: preferiamo tenere il mobile con quella piccola mancanza o operare la sostituzione di un pezzo, col rischio che resti visibile, con un lavoro di bricolage più radicale?

ELIMINIAMO LE BRUCIATURE DI SIGARETTE

  1. Le macchie su una superficie possono essere trattate con un leggero abrasivo. La prima operazione da compiere per eliminare una bruciatura consiste nel ‘rompere” la macchia stessa con una lametta, usata leggermente per non incidere il legno.
  2. Sulla macchia si spalma un sottile strato di burro ammorbidito a temperatura ambiente. Questo sistema permette di impastare l’abrasivo e di non causare, col successivo sfregamento, rigature indesiderate.
  3. Si applica sul burro un poco di cenere setacciata (ottima quella di sigaro), che è lievemente abrasiva. Quindi con la punta del dito, si massaggia lentamente e a lungo per esercitare l’azione di abrasione.
  4. L’operazione prosegue strofinando, allargando leggermente la zona d’intervento con uno straccio morbido. Quindi si asportano il burro e la cenere con uno straccio umido di trementina e si lucida.

 

Come restaurare una specchiera

Vediamo tutti i passaggi per restaurare una specchiera di noce, un pezzo non particolarmente danneggiato, ma un po’ malridotto.

Ecco gli interventi di bricolage per restaurare una bella specchiera, prima che il tempo la danneggi ulteriormente.

La specchiera presenta i bracci malfermi nella loro sede, il telaio dello specchio aperto in un angolo, il cassetto che non chiude e vari altri danni superficiali.

CON AMMONIACA
La prima operazione da svolgere è la sverniciatura radicale, effettuata con sverniciatore chimico applicato a pennello. Segue un accurato lavaggio con acqua, ammoniaca e acqua ossigenata, quindi l’asciugatura. Questo procedimento pulisce il legno totalmente e lo rende opaco. Restano, però, irregolarità e macchie di superficie.
La seconda fase del lavoro è lo smontaggio dei componenti.
Lavorando pazientemente, senza forzare il legno, la cornice viene smontata e i bracci estratti dalla base. Allo smontaggio segue un’accurata carteggiatura (con carta vetrata molto fine) delle superfici per eliminare macchie, asperità e altri segni causati dal tempo. Si passa poi al restauro dei pezzi mancanti. In questo caso si tratta di aggiungere un pezzetto mancante a uno dei decori superiori dei bracci. La tecnica fai da te è la seguente: regolarizzata la rottura con lo scalpello, si applica un pezzetto di legno di noce con colla vinilica e lo si mette in morsa per mezzo di un archetto d’acciaio, che viene messo in tensione agganciandolo al pezzo di legno. Mentre la colla fa presa, si interviene sulla cornice, sostituendo una chiavetta diagonale, che blocca l’angolo, e procedendo a un reincollaggio degli altri. Quando la colla è indurita si ritorna sul pezzetto incollato al decoro superiore e si lavora con scalpello, sgorbia, raspa, lima e carta abrasiva fino a conferirgli la sagoma desiderata, che si accordi perfettamente col resto del braccio. E’ un’operazione non difficile, ma ci vuole molta pazienza. Si rimontano, ora, i bracci reincastrandoli nella loro sede ed incollandoli in modo da stabilizzarli.
IL TURAPORI
Quando la specchiera è totalmente riassemblata e ben restaurata la si deve preparare alla finitura. La prima operazione da compiere è la mordenzatura, magari leggera, per restituire il giusto colore al legno. Ad asciugatura avvenuta bisogna pensare a preparare il legno alla gommalacca. A questo scopo si applica un fondo impregnante alla nitro, che chiude i pori (esistono numerosi fondi turapori) steso molto liquido per non fare spessore, seguito da una leggerissima smerigliatura. E’ quindi il momento della gommalacca applicata in più mani col metodo classico del tampone. A lavorazione avvenuta si può rivestire l’interno del cassetto con carta applicata con colla; si rimonta lo specchio e il fondo che lo completa.

ACCURATA CARTEGGIATURA

  1. Dopo la sverniciatura e il lavaggio con acqua e ammoniaca, la specchiera viene accuratamente carteggiata per eliminare macchie e asperità della superficie. La carta vetrata deve essere molto fine per non rigare il legno e per non modificare con la sua azione le curve, gli spigoli ed altre sagome.
  2. I bracci vengono estratti dalla loro sede e la zona spianata con la carta vetrata avvolta su un blocchetto di legno. Anche le guide del cassetto sono carteggiate per eliminare gradini e irregolarità.

RICOSTRUZIONE FAI DA TE DEL DECORO MANCANTE

  1. Un pezzetto del decoro superiore del braccio manca. L´intervento consiste nello spianare con lo scalpello la zona della rottura, in modo da prepararla al successivo incollaggio.
  2. Un pezzetto di legno di noce, appena sbozzato, viene incollato e trattenuto in posizione con un archetto d’acciaio. In seguito viene rifinito.
  3. La specchiera, riparata e rimontata, viene mordenzata leggermente per restituire al legno la giusta gradazione di colore

PARTICOLARI IMPORTANTI

  1. Particolare della chiavetta inserita di traverso nell’incastro della cornice dello specchio.
  2. La mordenzatura viene ben stesa e uniformata con una spugna, che distribuisce per bene la tinta.
  3. L’interno del cassettino viene foderato con carta decorata applicata con colla. Il cassetto scorre sulle guide ben spianate.

UTENSILI
Raspa, scalpello, pennello, spatola, carta vetrata, sgorbia, tampone abrasivo, morsetto

Giunti filettati per legno

Un sistema inusuale di giuntare due tavole di grosso spessore per impedirne il distacco: i giunti filettati. La barretta metallica è dotata di due alette sagomate di riscontro e viene stretta da un dado.

Il muretto in cima alla scala che ci porta nel soggiorno merita una finitura adeguata all’ambiente: invece di rivestirlo con un comune e freddo piano di marmo, ricorriamo al fai da te per realizzare un robusto top in legno.
Utilizziamo tavole di listellare acquistate in un centro per il bricolage, resistenti e indeformabili, tenuto conto anche della necessità di ancorarle fortemente alla muratura sottostante e mantenere nel tempo la perfetta coincidenza della giunzione a 90° fra le due lunghe sezioni di top che rappresenta il punto critico di questa realizzazione.
Per ovviare a futuri disallineamenti, usiamo due tecniche di giunzione: mediante l’inserimento nello spessore delle tavole di lamelle impediamo eventuali spostamenti verticali, mentre i due fissaggi con barrette filettate garantiscono la tenuta all’allontanamento e agli spostamenti orizzontali delle due tavole.

GIUNZIONE A 45°

GIUNTI FILETTATI SCHEMA

L’unione a 45° di tavole presenta alcune criticità relative soprattutto alla lunghezza delle tavole stesse che attuano trazioni considerevoli proprio nel punto di giunzione. Per questo sono necessari diversi sistemi di aggancio.

GIUNTI FILETTATI SCHEMA

Il fissaggio con barrette filettate è efficacissimo, ma richiede scassi precisi sia in posizione, sia in profondità, in modo che le alette sagomate, messe in trazione, non tendano a saltar fuori dalla sede.

GIUNTI FILETTATI FORI E MISURE

Per forare usiamo una punta Forstner di dimensione appropriata; per limitare la profondità dello scasso e per effettuarlo  perpendicolare è consigliabile montare una guida sul trapano. Gli scassi di congiunzione fra i fori tondi possono essere fatti con scalpello o fresatrice. Per l’applicazione delle lamelle è consigliabile l’utilizzo dell’aggiuntivo da montare sul trapano.

Come forare i metalli

Vediamo il funzionamento degli utensili e i passaggi utili per forare i metalli senza troppa fatica e senza rovinare i nostri strumenti

Gli utensili che utilizziamo nei lavori di bricolage devono essere adatti al materiale che viene trattato di volta in volta: il lavoro diventa più facile e il risultato è garantito. Un buon fai da te sa bene che anche il miglior trapano può poco o nulla se le punte non sono di buona qualità. 

L’ottimismo con cui qualsiasi lavoro di bricolage, per importante che sia, deve essere affrontato, ha come solida base la certezza del funzionamento e dell’efficacia degli utensili che stiamo per usare. Spesso la grande robustezza e l’affidabilità delle macchine professionali non garantiscono la riuscita dell’opera, cosa che solitamente si attua con la semplice scelta dell’utensile idoneo.

HSS: COS´È E COSA FA
L´acciaio super rapido, conosciuto con la sigla HSS (High Speed Steel) è un materiale molto usato nella fabbricazione di utensili per la lavorazione dei materiali (frese per il tornio, punte da trapano, dischi da taglio, ecc). Le proprietà di taglio degli utensili in HSS sono nettamente superiori a quelle in acciaio al carbonio; i vantaggi risiedono anche nella possibilità di lavorare a temperature più alte senza perdere le proprietà di taglio.
Nelle punte per trapano vengono addizionate anche sostanze come il cobalto ed il titanio che attribuiscono caratteristiche supplementari, come la maggior resistenza e il minor sviluppo di calore a seguito del bassissimo attrito sul materiale da forare, sebbene sia vivamente consigliato l’uso del liquido di raffreddamento.

SEGHE A TAZZA A TUTTA POTENZA

  1. La composizione del tagliente e la conformazione dei singoli denti conferiscono a molte seghe a tazza la capacità di tagliare legno e metallo, compreso quello non ferroso, l’alluminio e l’acciaio inox. Molte sono dotate di sistemi di attacco rapido che facilitano la sostituzione sia della lama, sia della punta di centratura. I diametri disponibili vanno dai 14 ai 152 mm.
  2. Le lamiere sottili, che siano di rame, ottone, bronzo o acciaio inox, richiedono lame con caratteristiche che facilitino la precisione del taglio. Questo si ottiene con inclinazione e profilo dei denti studiati appositamente. Alcuni accorgimenti sono di aiuto nell’esecuzione di lavori ripetitivi: per esempio, la molla centrale agevola l’espulsione automatica dalla tazza del pezzo tagliato.

REGOLE D´ORO DEL FAI DA TE

  1. Con punte al cobalto e al titanio è fortemente consigliato il raffreddamento durante la foratura: si moltiplica di 5 o 6 volte la durata della punta stessa. A seconda del materiale su cui si opera si utilizza acqua o lubrificante.
  2. L’uso del trapano montato su supporto a colonna, permette una maggiore precisione nella foratura anche su oggetti con forme “difficili”.

Presepe in lattina

Presepe in lattina, minimale sia per dimensioni, sia perché si limita allo scenario della grotta, con i tre sacri personaggi e gli immancabili bue e asinello

Si può persino trarre ispirazione dalle navi in bottiglia, per un essenziale… presepe in lattina, come ha fatto Alessio Corti.
La lattina, classica da bibite, va per prima cosa aperta. In un piccolo taglio d’invito ottenuto con il cutter, si inseriscono le forbicine da elettricista e si allarga quanto necessario.
Il taglio deve essere sfrangiato in modo irregolare per poter arricciare verso l’esterno gli orli dei vari segmenti di taglio, con l’aiuto di un piccolo utensile autocostruito. All’interno si mette come base una tavoletta di legno, curva da un lato e piatta dall’altro, larga quanto l’apertura.
Sotto a tutto, come sostegno, si sceglie un pezzo squadrato di legno bello, di cui si scava solo leggermente la faccia superiore per meglio farlo aderire alla lattina. Si fissa con due chiodi.
Si ricopre la base con muschio secco sbriciolato.
Dal foro laterale della lattina si fanno entrare due lucine, lasciando fuori i contatti per collegarli al filo e alla spina con trasformatore.
Si sistemano i vari personaggi in posizione, fissandoli con una goccia di colla alla base.

DALLA LATTINA AL PRESEPE

  1. Il taglio della lattina, a raggiera, dentellato e irregolare, si effettua con un paio di forbici da elettricista.
  2. I bordi delle linguette si arricciano verso l’esterno con un bastoncino dalla cui estremità sporgono per un centimetro due chiodi senza testa. 
  3. Si inserisce sul fondo la tavoletta di legno, che inferiormente segue la curvatura della lattina.
  4. Il supporto esterno asseconda solo leggermente la curvatura della lattina; lo si fissa inchiodandolo da sotto alla basetta di legno

  5. Per una maggiore stabilità, la tavoletta interna si fissa lungo il contorno con pistola per colla a caldo.
  6. Dopo aver spennellato di colla vinilica il legno sul fondo, si sparge il muschio secco sino a ricoprirlo uniformemente.
  7. Infilate all’interno le lucine tramite il foro laterale, si innestano i contatti di collegamento all’alimentatore.
  8. Con le pinzette, se non si hanno dita molto piccole, vengono posizionati i personaggi, fermandoli con una goccia di colla.

Guida per seghetto alternativo

La guida per seghetto alternativo è un accessorio da banco utile e risolutivo

Il seghetto alternativo è uno degli strumenti fondamentali per il fai da te: di facile utilizzo su svariati materiali, si apprezza in modo particolare nei tagli sagomati… ma quando bisogna andare esattamente diritti, a mano libera non è il massimo.
Chi non dispone di elettroutensili…”alternativi”, può trovare un pratico alleato in questo accessorio da banco, economico ma risolutivo: la guida per seghetto alternativo.

STABILITA’ E PRESA SICURA

La slitta si adatta facilmente a qualsiasi modello di seghetto, grazie ai tre punti di bloccaggio per mezzo di eccentrici. In senso longitudinale la suola va mandata a battuta contro uno zoccolo e bloccata posteriormente da un bullone che scorre in un’asola.
L’ingombro del supporto è 200x220x200 mm ed il peso complessivo di soli 1,5 kg, pertanto è facile e pratico da trasportare anche per lavori esterni; sotto il pezzo in lavorazione rimane molto spazio, in mancanza di un punto di appoggio si può anche lavorare a pavimento, mentre sul banco avere una zona di lavoro rialzata significa, durante le operazioni di taglio, evitare di assumere posizioni curve e scomode.

IL CONTENUTO DEL KIT

assemblaggio della guida per seghetto alternativo

L’asta in alluminio è provvista di due gole laterali: in quella più esterna va fissato il perno graduato per la regolazione dell’angolo di taglio,
nell’altra scorre la slitta da collegare alla suola del seghetto alternativo.
Nella parte inferiore, due protezioni evitano di rovinare il pezzo in lavorazione. Il robusto supporto va morsettato al banco: il bloccaggio
del pezzo in lavorazione, fino ad uno spessore di 40 mm, avviene per mezzo di due ganasce collegate ad un morsetto con serraggio a cricchetto
ed asta di rilascio.

DUE FERMI ALL’ESTREMITA’

Due fermi alle estremità della guida, inseriti nella gola più esterna, ne limitano la corsa impedendo che questa possa sfilarsi accidentalmente
durante il lavoro. La guida di alluminio è lunga 450 mm e permette una lunghezza di taglio di 400 mm.

SISTEMA DI BLOCCAGGIO

La slitta si adatta alla suola del seghetto alternativo grazie a tre fermi eccentrici ed una vite di bloccaggio della suola nella direzione di taglio. Prima del serraggio definitivo occorre verificare che la lama scorra liberamente. L’ampia superficie di contatto delle ganasce permette di lavorare in sicurezza anche manufatti delicati e di sezione cilindrica. La precisione del taglio è importante specie dovendo realizzare giunzioni.

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Aggiornamento: La guida per seghetto alternativo Wolfcraft 6915000 è fuori produzione, ma ecco un altro prodotto simile che potrebbe interessarti.

Decorare craquelé

Dare l’effetto antico al vaso di terracotta decorare craquelé e decoupage insieme

Grazie ai moderni prodotti reperibili nei centri bricolage per il decoro artistico, possiamo ottenere “l’effetto craquelé”, caratterizzato dalla formazione di screpolature sulla superficie che ricordano quelle delle antiche maioliche. In questo caso, si è arricchito l’intervento con alcune applicazioni di découpage.
Lavorando su un vaso in terracotta dobbiamo eliminare, con carta  vetrata, la patina lucida applicata sulla superficie per consentire al nostro trattamento di ancorarsi bene.
Si applica quindi la sequenza di pitture e di gel per craquelé, lasciando asciugare, tra una applicazione e l’altra, il tempo necessario indicato sulle confezioni. Durante l’asciugatura degli strati si creano le screpolature che risultano ben visibili grazie al contrasto delle pitture applicate.
Completiamo la decorazione aggiungendo ritagli di carta per decoupage fissati con lacca adesiva che funge anche da finitura trasparente.

OCCORRENTE

  •  colori per craquelé, (pittura scura, gel incolore, pittura chiara);
  •  pennelli;
  •  foglio per decoupage;
  • lacca adesiva per decoupage;
  •  forbici;
  • carta vetrata.

LE FASI DELLA DECORAZIONE

  1. Rendiamo lievemente scabra la  superficie con carta vetrata a grana medio-fine (n.280).
  2. Stendiamo una prima mano di pittura “orange” per effetto craquelé su tutto il vaso. Utilizziamo un pennello piccolo a testa piatta.
  3. Quando la vernice è asciutta, stendiamo sul vaso una mano di gel “effetto raquelé”, per ottenere le classiche screpolature.
  4. Un’ora dopo stendiamo una mano di pittura per effetto craquelé, di colore diverso da quella precedente, per ottenere il contrasto.
  5. Ritagliamo dei motivi decorativi da un foglio per découpage utilizzando piccole forbici. E’ bene usare carta sottile.
  6. Fissiamo i ritagli con lacca adesiva applicandola, a più passate, con un pennellino.

Attrezzi manuali Maurer

Quali sono e a cosa servono

Nella cassetta degli attrezzi bisogna tenere gli utensili basilari per affrontare gli interventi e le riparazioni più comuni, ma ben presto ci si rende conto che è meglio arricchire la dotazione per il bricolage con qualche attrezzo di uso meno frequente che però può risolvere diverse situazioni, facendoci risparmiare tempo e garantendoci un risultato qualitativamente migliore.
Poco per volta, in base alle situazioni da affrontare, ci si può affidare alla varietà ed alla qualità degli utensili manuali proposti da Maurer, ciascuno in più versioni per soddisfare ogni esigenza.

La fustellatrice a rotella è utile per praticare fori perfettamente circolari e calibrati nei materiali flessibili come cinghie, jeans, scarpe, borse. Basta scegliere la dimensione del foro e far ruotare la testina fino a far corrispondere il perno con il risalto presente sulla ganascia opposta: il perfetto allineamento è segnalato da uno scatto. Si centra il materiale da forare tra ganascia e rotella e si preme con forza; l´estremità del perno è tagliente e depressa al centro, in modo da incidere il materiale da parte a parte, mentre la forma conica dello stelo ne facilita l´estrazione dal foro realizzato al rilascio della stretta.

La rivettatrice manuale permette di unire saldamente lamiere e manufatti metallici lavorando soltanto sul lato esterno, quando l´unione non può essere fatta per saldatura o con bulloni, in quanto non è possibile inserire il dado all´estremità opposta. Le testine intercambiabili, conservate in apposite sedi ricavate nel corpo dell´attrezzo, permettono di utilizzare rivetti di vario diametro, in base all´unione da realizzare.
Montaggio e smontaggio delle testine avvengono grazie alla loro forma: ognuna di esse ha la parte inferiore filettata per poterla avvitare in sede e serrarla grazie alla sagomatura esagonale della parte esterna. Questo modello, di robusto alluminio, permette di utilizzare rivetti Ø 2,4 – 3,2 – 4,0 – 4,8 mm, ovvero le dimensioni che soddisfano tutti i lavori di piccola carpenteria e lattoneria leggera tipici del bricolage.

Sempre in tema di unioni, nel laboratorio di un fai da te non può mancare una robusta fissatrice a punti: velocizza notevolmente l´applicazione di rivestimenti o teli protettivi ed ha l´impugnatura rivestita e sagomata in modo da seguire la posizione delle dita e non affaticare la mano nei lavori continuativi. Per adattarsi a qualsiasi supporto e spessore del materiale, è possibile regolare la forza necessaria a conficcare i punti tramite una rotella: utilizza punti da 4 – 6 – 8 mm.

Una cesoia per il taglio netto di tubi in plastica permette di sezionare tubi di ABS o PVC senza produrre trucioli o sbavature, come avviene utilizzando un comune seghetto, facilitando le giunzioni in campo idraulico. Questo modello, in alluminio, con impugnatura rivestita e pratica custodia, permette il taglio di tubi fino a Ø 42 mm, quindi è idoneo per comporre gli scarichi di lavabi e bidet; esiste anche la versione che taglia tubi fino a Ø 60 mm, permettendo di estendere le operazioni di sezionamento rapido a tubazioni più importanti.