Home Blog Page 280

Pitturare a spruzzo

Risultati rapidi e perfetti con le pistole per pitturare a spruzzo Bosch

Verniciare e smaltare tre volte più velocemente rispetto al pennello e ottenere una finitura superiore, risparmiando materiale? Ora è possibile! Con la pistola a spruzzo Bosch PFS 65, non solo coloriamo tutto ciò che vogliamo, ma possiamo anche applicare innumerevoli altri prodotti in modo facile ed efficace.
Grazie alla potente turbina che crea lo spruzzo si possono verniciare anche le superfici più grandi senza sforzi e in pochi minuti. Il tubo flessibile da 1,8 metri garantisce la massima libertà nell’applicazione del colore.
Si lavora anche negli angoli stretti, su superfici distanti e perfino a soffitto. E con la pratica tracolla, le prestazioni elevate e i risultati perfetti sono trasportabili ovunque.
Molte pitture possono essere usate per pitturare a spruzzo senza essere diluite; per altre è necessario aggiungere una piccola quantità di diluente come acqua o solvente.

PRONTA IN 3 MOSSE

  1.  La ghiera vicino all’innesto del tubo o la rotella sul grilletto, permettono la regolazione a passi della quantità di pittura erogata.
  2. Le pistole con corpo macchina separato sono alimentate da un lungo tubo flessibile che si innesta con un robusto attacco rapido SDS Bosch; la leggerezza del tubo agevola il lavoro continuativo anche in posizioni scomode.
  3. L’ugello regolabile permette di spruzzare in tre posizioni diverse: in orizzontale, in verticale o con getto circolare.

PFS65

Recuperare la caffettiera in ferro con la vernice antiruggine

Parola d’ordine: personalizzare! Vediamo un’ idea per recuperare la caffettiera in ferro, colorandola con vernice antiruggine e personalizzandola

Eccoci alle prese con la radicale trasformazione fai da te di una vecchia caffettiera in ferro, ottenuta con smalti acrilici e con l’applicazione delle nostre iniziali ricavate da una lamina in lega di stagno.

Come prima operazione eseguiamo un’accurata carteggiatura delle superfici metalliche e del manico in legno.
L’applicazione della vernice antiruggine, che rifinisce con effetto antichizzante, deve essere eseguita con almeno due mani. Anche il manico in legno va smaltato con un paio di mani di colore.
A smalto asciutto incolliamo le nostre iniziali che abbiamo ricavato sagomando una lamina di stagno. Utilizzando uno stilo a due punte bombiamo le iniziali con la punta arrotondata (seguendo una dima in carta) e successivamente le ritagliamo con la punta fine. Applichiamo le nostre iniziali alla caffettiera con colla universale trasparente.

OCCORRENTE

  • vernice antiruggine antichizzante verde;
  • smalto nero brillante;
  • lamina in lega di stagno;
  • stilo con doppia punta (per forare e per bombare);
  • abrasivo telato per metallo a grana media;
  • adesivo universale trasparente;
  • pennelli

PULIZIA E SMALTATURA

  1. Utilizzando l’abrasivo telato n. 280, ideale per metallo, carteggiamo tutta la superficie della caffettiera asportando l’eventuale patina di ruggine formatasi nel tempo.
  2. Smaltiamo la caffettiera utilizzandouna vernice antiruggine antichizzante e protettiva per le parti in metallo e uno smalto nero brillante per il manico in legno.

INIZIALI IN RILIEVO

  1. Spalmiamo della crema idratante per mani sulla lamina di stagno. In questo modo miglioriamo lo scorrimento dello stilo.
  2. Ricopiamo i contorni delle iniziali con la dima in negativo (precedentemente realizzata) utilizzando la parte dello stilo con la punta più fine, senza premere eccessivamente.
  3. Dopo la bombatura con la punta arrotondata, tagliamo la sagoma ottenuta con la punta fine tenendola, questa volta, in positivo, per non ridurre l’effetto della bombatura.
  4. Applichiamo sulla caffettiera le iniziali ottenute dalla lamina di stagno. Utilizziamo un adesivo universale trasparente.

Illuminazione bagno con lampade neon

Le lampade neon, fluorescenti fanno risparmiare un sacco di soldi ed emmettono una luce più rilassante per l’illuminazione del bagno.

La luce fluorescente delle lampade neon, è prodotta da un tubo di vetro che contiene gas rarefatti, sostenuto da due zoccoli in plastica ai quali arrivano i contatti elettrici: si inserisce nelle scanalature che gli permettono di ruotare di 90°. Per innescare l’accensione del gas è necessario lo starter, mentre il reattore regola la quantità di corrente elettrica che attraversa il tubo fluorescente.

Fino a qualche tempo fa, i tubi al neon si vedevano solo negli uffici, in quanto poco idonei esteticamente per essere installati in un’abitazione, ora vengono utilizzati un po’ dappertutto anche in contesti di design. In questo caso li installiamo per l’illuminazione bagno.
Le moderne plafoniere e le cornici perimetrali in cartongesso che nascondono la fonte luminosa vicino al soffitto (realizzazione alla portata del fai da te), creando una luce diffusa, hanno favorito l’affermarsi della luce fluorescente anche negli ambienti domestici, complice il fatto che hanno una durata di gran lunga superiore alle lampade ad incandescenza e consumano molto di meno a parità luce emessa.
La ricerca ha permesso di sviluppare forme del tutto simili per ingombro a quelle delle lampadine tradizionali, al punto da consentire lo stesso attacco a vite; tuttavia, la loro forma di tubo ripiegato costringe a rinunciare alle forme più aggraziate di molte lampadine, che si intonano meglio allo stile di molti lampadari o applique.

Le plafoniere in commercio (centri di bricolage) hanno già i collegamenti predisposti e sono un po’ meno impersonali delle loro antenate; con qualche modifica sul piano estetico che possiamo fare anche da soli, possono integrarsi con l’arredamento ed apparire anzi come una fonte luminosa originale e gradevole.

LAMPADE NEON PER TUTTI I GUSTI…

  1. Fluorescente compatta con tubi nudi 
  2. Tubo circolare con attacco a spina 
  3. Tubo circolare con attacco a bocciolo
  4. Tubo diritto di diverse misure e tonalità 
  5. Fluorescente compatta con involucro sferico 
  6. Fluorescente compatta con involucro cilindrico
  7. Lampada a due tubi con morsetti per innesto a zoccolo.

FLUORESCENTE IN KIT

Anche se l’impianto elettrico interno è già predisposto, quando si acquista una plafoniera con tubo al neon alcuni componenti rimangono da assemblare (1), per contenere l’ingombro durante il trasporto e lo stoccaggio. Il lavoro è alla portata di ogni fai da te: si montano per primi gli zoccoli portalampada, solitamente da inserire nello scatolato per mezzo delle clip che si trovano alla base; (2-3) si inserisce poi lo starter (o condensatore) nella sua sede con innesto a baionetta e si collegano i cavi di alimentazione alla morsettiera.(4)

UTENSILI
Cacciavite

Presepe di legno minimalista

Presepe di legno minimalista: lavoro certosino per realizzare un presepe stilizzato ed essenziale ma non banale.

Questo presepe di legno di Corrado Cacciaguerra appare stilizzato ed essenziale, ma tutt’altro che banale: per realizzare personaggi di una certa verosimiglianza intagliando piccoli tronchi occorrono, oltre agli attrezzi giusti, una certa sensibilità artistica e una mano precisa.
Per le realizzazioni di piccolo intaglio e per i lavori a mano libera o al tornio sono fondamentali le sgorbie a lama curva, adatte a scavare, insieme agli scalpelli a lama diritta. Sono classificate non solo per dimensioni, ma anche per grado di curvatura. Anche usando, come in questo caso, utensili molto piccoli, almeno per la sgrossatura ci si aiuta con un mazzuolo battuto sul manico, per regolare lo scavo, mentre con l’altra mano che impugna l’attrezzo ne regoliamo sia l’inclinazione sia l’orientamento. Alcune incisioni vanno fatte con il coltellino. Per tutti questi utensili un’affilatura sempre perfetta non è eccesso di pignoleria, ma requisito operativo indispensabile. Di tanto in tanto, quindi, occorre ravvivare il filo della parte tagliente sull’apposita pietra per affilare che, di solito, ha due facce con due diverse granulosità, una più ruvida e una più liscia.

SGROSSATURA E INTAGLIO DEL PRESEPE DI LEGNO

  1. Dai tronchetti messi in morsa tagliamo, con il seghetto, cilindri di varie altezze, a seconda dei personaggi. I tagli devono essere perpendicolari all’asse longitudinale in modo che la statuina finita possa stare in piedi da sola. 
  2. Con una matita o un gessetto tracciamo i contorni della parte da asportare per creare il rilievo su cui incidere il volto; la teniamo più o men alta e profonda a seconda del soggetto. 
  3. Con una piccola sgorbia iniziamo a incidere a mano i contorni. Con scalpello o sgorbia larga e mazzuolo andiamo più in profondità.
  4. A mano, con una sgorbia incavata, facciamo emergere a poco a poco il volto in rilievo terminando di scavarvi intorno e dandogli la forma ovale o tonda che preferiamo. 
  5. Per le più brevi incisioni lungo la fibra, come qui per asportare la corteccia, o per le filettature più sottili, usiamo il coltellino a lama corta, rigida, appuntita e molto affilata.
  6. Con altre sgorbie fini terminiamo di sbozzare e caratterizzare i lineamenti, occhi, naso, eventuale barba, secondo l’idea di personaggio che abbiamo in mente.

FINITURA DEL PRESEPE DI LEGNO

  1. Terminato l’intaglio si liscia con una striscia di carta vetrata. Quanto e fino a che punto lisciare dipende soltanto dal nostro gusto; se vogliamo un volto il più possibile naturale o che conservi ancora tracce dei solchi dell’attrezzo usato.
  2. L’ultimo tocco è con carta abrasiva molto fine, per delineare i particolari e per cancellare eventuali righe da carta vetrata. Si liscia non solo il volto scolpito, ma anche i contorni sul legno. 
  3. Un tipo di finitura essenziale, ma che fa risaltare la vena e la colorazione naturale del legno, si ottiene spennellando con olio paglierino o con olio di oliva.

Tavolini con tronchi di legno

Utilizziamo quanto si trova in natura per realizzare dei tavolini con tronchi portaceri minimalisti eco-chic per arredare naturalmente la nostra zona living

Si scelgono tronchi di media sezione, con corteccia sottile, mentre se è spessa bisogna che si stacchi facilmente. I tagli alle estremità devono essere perpendicolari all’asse dei tronchi se questi sono di ridotta sezione, mentre se sono abbastanza grossi possiamo tagliarli in leggera diagonale per ottenere pezzi un poco inclinati, ma sufficientemente stabili.

DA TRONCHI A TAVOLINI DA CAFFE’

  1. Per rimuovere la corteccia dal tronco possiamo utilizzare un’accetta, ma può bastare un grosso coltello con lama non molto affilata, in modo da non incidere il fusto: eventuali segni non si riescono a mascherare solo con il colore.
  2. Rimuoviamo polvere e scaglie che si staccano utilizzando una spazzola di ferro e carta vetrata a grana media (n. 200).
  3. Passiamo la carta vetrata a grana grossa (n. 60-80) sulla superficie superiore dei tronchi fino a che risulti liscia e pulita.
  4. Mascheriamo la faccia superiore del tronco seguendone i contorni e poi copriamo con il nastro anche la parte centrale.
  5. I tronchi si colorano con smalto spray lucido: il legno grezzo facilita il lavoro in quanto trattiene molto il colore.
  6. Aspettiamo almeno ventiquattr’ore che asciughi il colore e rimuoviamo il nastro per mascheratura. I nostri tavolini con tronchi minimalisti da caffé fanno bella mostra di sé in una casa di design.

Sigillanti Maurer

Per una sigillatura ben fatta

Una sigillatura insufficiente o mal eseguita può ridurre in modo considerevole l´efficienza dei moderni serramenti. Anche se la vetrocamera e il telaio sono assemblati con guarnizioni atte a garantire un isolamento termico al pari delle pareti coibentate, se il collegamento alla struttura muraria non avviene con prodotti che chiudano efficacemente tutti gli interstizi si possono verificare ponti termici e infiltrazioni. Per questo la gamma Maurer offre una vasta famiglia di sigillanti e di schiume poliuretaniche, reperibili anche nei centri fai da te, che permette di raggiungere e mantenere nel tempo il corretto isolamento termico e acustico, anche in presenza di sbalzi termici.

sigillanti

 

 

 

Ai prodotti siliconici utilizzati per i serramenti, ma anche per molte altre applicazioni in campo edile su diversi materiali, è richiesto di possedere un basso modulo e di mantenere un´elasticità permanente per garantire la necessaria tenuta, oltre a resistere ai raggi UV e alle muffe. Il pH neutro è un ulteriore pregio per questi prodotti, in quando non genera corrosione sui metalli. Inoltre, i serramenti hanno colori differenti, per cui SilicFort-N può essere scelto trasparente, bianco, testa di moro, rame e grigio.

 

 

 

 

 

Per riempire invece interstizi in profondità, anche quando sono difficilmente raggiungibili, sono necessarie le “schiume poliuretaniche” in bombolette provviste di un sottile beccuccio che permette di arrivare in profondità anche in strette fessure. Il prodotto, con elevate qualità isolanti, va iniettato in eccesso lasciandolo fuoriuscire dalla fessura che a contatto con l’aria aumenta vistosamente il suo volume, fino a 40 volte, andando a saturare la cavità. Ideale per sigillare i cassonetti degli avvolgibili e gli spazi tra serramento e muro. In situazioni particolarmente difficili da raggiungere le bombolette “ISOFORT MAXI” possono essere utilizzate anche capovolte. Dopo l’indurimento, per pulire l’eccesso è sufficiente un cutter ben affilato da scorrere a filo delle superfici.

 

Cassetta tagliacornici

Utile nel bricolage per tagliare listelli, perline, cornici di legno, alluminio o altro metallo alla giusta angolazione; la cassetta tagliacornici a forma di U con le pareti incise da fenditure angolate in cui fare scorrere la sega.

È un attrezzo che serve per tagliare, con la giusta angolazione, le barre per cornici in modo da poter realizzare cornici di quadri. Vi sono diversi modelli di tagliacornici, dai più semplici ai più complessi. Il modello base dedicato al fai da te è costituito da una cassetta fatta a forma di U senza le pareti minori, sui lati della quale sono praticate delle incisioni che sono disposte in senso trasversale allo sviluppo della cassetta e con angolazione di 45°, sia verso destra sia verso sinistra.

In tal modo, collocando l´asta della cornice all´interno della cassetta si può inserire un segaccio (in generale si utilizza una sega a dorso, perchè è molto rigida) e si può tagliare la barra a 90° o a 45° in modo che le due barre così tagliate possano formare un giunto di 90°.
Altri modelli di tagliacornici sono costituiti da un banchetto con supporti verticali su cui è montata una sega ad arco che può essere regolata con diverse angolazioni, grazie ad una ghiera di riferimento.
Con tale tipo di tagliacornici è possibile eseguire tagli ad angoli vari in modo da realizzare anche cornici poligonali.

DIVERSE INCLINAZIONI, DIVERSI TAGLI

  1. Dovendo realizzare un lungo incastro a mezzo legno su una tavola si praticano, con la cassetta tagliacornici, tanti tagli paralleli (perpendicolari o inclinati, a seconda della necessità) per una profondità non superiore al 50% dello spessore; il legno si rimuove poi con uno scalpello affilato.
  2. Quando nella piastrellatura di una parete o di un piano di lavoro ci mancano le piastrelle jolly per rifinire gli angoli si usano degli speciali profili in plastica, che vengono affogati nella malta adesiva che incolla le piastrelle lasciando a vista solo il bordo compatto. Si tagliano facilmente a 45° per giuntarli in angolo con la tagliacornici.
  3. I bordini sagomati (servono per la realizzazione di cornici o per abbellire un mobile) si tagliano con precisione con la sega a dorso dopo averli bloccati nella tagliacornici.

Sega a nastro da banco Gamma Zinken

Sega a nastro per laboratori con spazi ristretti

seghe-a-nastroEcco una macchina interessante per il laboratorio di molti fai da te, costretti a ritagliarsi faticosamente uno spazio che non può accogliere attrezzature ingombranti: la sega a nastro.

La JWBS-9 occupa poco spazio, ma permette di tagliare pezzi fino a 80 mm di altezza; il piano misura 300×300 mm e si possono tagliare pezzi fino ad una larghezza di 230 mm, tra lama e colonna. Chi lavora il legno per passione, ha già molte possibilità di divertirsi.

LA CURA DEI DETTAGLI

Costruita in lega di alluminio in pressofusione, la sega a nastro può montare lame di larghezza compresa fra 3 e 10 mm, con sviluppo 1510 mm. I volani, anch’essi in lega di alluminio, sono bilanciati in modo da limitare le vibrazioni e sono ricoperti da una resina poliuretanica antiusura.

La stabilità della macchina è garantita dal basamento in ghisa; tuttavia, il peso complessivo è di soli 17 kg.

Il motore da 350 W è silenzioso e trasmette alla lama una velocità di 670 m/min che consente tagli veloci e sicuri, grazie alla possibilità di regolare con molta precisione tensionamento e scorrimento della lama, quest’ultimo verificabile visivamente attraverso un oblò ricavato ad altezza operatore.

Il piano è inclinabile ed è corredato di guida parallela e guida scorrevole per tagli angolati; la pulizia della zona di taglio è garantita dalla possibilità di collegare un potente aspiratore alla bocchetta ø 48 mm situata in basso sul retro della macchina. La JWBS-9 è l’unica della sua categoria a disporre di una lampada orientabile automatica.

LE REGOLAZIONI DELLA SEGA A NASTRO

  1. Un bullone serrato in una sede laterale mantiene esattamente in linea i semipiani durante qualsiasi tipo di taglio.
  2. Uno spazzolino montato lungo il tratto di ritorno del volano inferiore mantiene pulita la sede di scorrimento della lama.
  3. La manopola laterale provvista di bloccaggio permette di alzare o abbassare il guidalama superiore, in modo da poterlo posizionare il più possibile vicino al pezzo in lavorazione.
  4. Gli elementi di guida laterali superiori ed inferiori vanno regolati in modo che tocchino la lama senza bloccarla.
  5. Dopo il montaggio della lama questa va tesa avvitando la manopola superiore fino a completa compressione della molla; con la manopola inferiore si centra lo scorrimento.
  6. Il piano può essere inclinato fino a 45°, sbloccando la leva e sollevandolo dal lato opposto all’operatore.

Specchio in ingresso

Posizionare come se fosse un’anta leggeremente aperta, uno specchio in ingresso, permette di specchiarsi anche nel corridoio stretto

specchio ingressoE’ fissato a muro con listelli e squadrette metalliche reperibili nei centri bricolage. La superficie a specchio si può ottenere con tanti piccoli pannelli incollati con biadesivo.

Offre una soluzione ottimale per specchiarsi da capo a piedi in uno stretto corridoio e, in più, per riporre scarpe, giacche e cappelli quasi fuori vista.
Con uno specchio applicato alla parete non ci sarebbe spazio per allontanarsi quanto basta da avere una visione d’insieme, mentre con uno specchio inclinato, come un’anta semiaperta, diventa possibile indietreggiare un po’ lungo il corridoio.

Gli specchi in un pezzo unico con cornice sono piuttosto costosi, ma possono essere sostituiti da tanti elementi più piccoli, fissati su un semplice pannello di legno, la cui superficie piana anche sul retro facilita l’ancoraggio obliquo al muro, tramite ripiani a spicchio.
Non occorre farsi preparare gli specchi da un vetraio perché, con i bordi molati, se ne trovano di varie misure in commercio.
Per fissarli si usano gancetti a L, angolari tondi, oppure nastro biadesivo.

 LO SPAZIO TRIANGOLARE E LO SPECIALE BIADESIVO

  1. Il montante che distanzia l’anta a specchio dalla parete, aumentando lo spazio per il guardaroba, è ancorato per mezzo di squadrette metalliche applicate sui listelli che fungono da reggipiani, a loro volta fissati al muro con tasselli a espansione. I ripiani sono resi solidali con i loro sostegni per mezzo di viti: trattengono il pannello portaspecchio, facendo di tutta la struttura un blocco unico.
  2. Per fissare gli specchi esiste un modo velocissimo e impeccabile dal punto di vista estetico: adoperare un nastro biadesivo ad alta tenuta. Ha un forte potere d’adesione (500 kg per ogni 10 cm di lunghezza), resiste all’umidità e fa presa su legno, pittura, vetro, ceramica. La striscia, disponibile in rotolo, è ricoperta sulla superficie adesiva da una pellicola protettiva, che va tolta solo all’ultimo senza toccare il collante con le dita. Ideale per il fai da te.
UTENSILI
Trapano, seghetto alternativo, avvitatore, nastro adesivo

Sgabello fai da te coi tubi

I tubi di cartone si prestano a numerose lavorazioni guardate questo sgabello fai da te, tutto di recupero

I tubi di cartone, facilmente reperibili presso i negozi di cartotecnica o nei centri bricolage più forniti, si prestano a numerose lavorazioni fai da te, molte delle quali davvero entusiasmanti. Ne è un esempio questo originale sgabello, ottenuto assemblando diversi tubi di cartone di vario diametro e tenuti insieme da due cinghie di nylon. Alcuni tubi sono rivestiti con carta da parati mentre altri sono trattati con smalto colorato.
La seduta è costituita da un pannello di faesite rivestito con feltro colorato.

COME PROCEDERE

  1. Utilizzando una sega a dorso tagliamo i tubi di cartone tutti alla stessa lunghezza. Aiutiamoci con una guida di taglio per effettuare un lavoro preciso.
  2. Rivestiamo alcuni tubi con carta da parati, avendo cura di lasciare un’eccedenza di alcuni centimetri alle due estremità.
  3. Questo ci permette di rivestire anche porzioni interne, tagliando le eccedenze a tratti di circa 1 cm e ripiegandole all’interno del tubo.
  4. Trattiamo i rimanenti tubi con smalto acrilico in una tonalità a nostro piacimento.

ACCOSTAMENTO DEI TUBI

  1. Accostiamo tutti i tubi in modo da formare una composizione simile ad un cilindro e serriamoli insieme con due cinghie di nylon.
  2. Presentiamo la composizione sul pannello di faesite e, con una matita grassa, tracciamone il contorno.
  3. Tagliamo il pannello seguendo la traccia e incolliamolo (con adesivo spray) ad un foglio di feltro colorato, i cui bordi verranno sagomati seguendo il pannello di faesite. In questo modo abbiamo ottenuto una comoda e solida seduta da presentare sulla sommità dei tubi.

Sgabello fai da te