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Pupazzo polistirolo rivestito di paillettes

Decorazioni e regali simpatici per Natale? Pupazzo polistirolo rivestito di paillettes…multicolor e super allegro

Pazienza e precisione sono gli ingredienti principali per questo inusuale rivestimento di paillettes, ideato da Stefania Giacometti di Cossato, per rendere particolarmente vivace e luccicante il simpatico pupazzo di neve in polistirolo. 
OCCORRENTE

  •  sagoma tridimensionale di polistirolo raffigurante un pupazzo di neve;
  •  paillettes bianche, rosse e nere;
  •  spilli a testa tonda;
  • filo;
  •  forbici;
  • tre pon-pon colorati con strass.
 

TANTI LUSTRINI…

  1. Cominciamo a rivestire il pupazzo di paillettes bianche, disponendole in modo da coprire parzialmente la bocca e gli occhi, per trasformarli in linee arcuate.
  2. Completiamo il rivestimento con paillettes bianche per la testa, le braccia e il corpo, useremo paillettes nere per le scarpe ed il cappello e quelle rosse per la fascia del cilindro.
  3. Attacchiamo sulla pancia del pupazzo i tre pon – pon colorati, come se fossero grandi ed appariscenti bottoni: usiamo tre spilloni da conficcare nel polistirolo.
  4. Leghiamo con il filo nero un ciuffo di erbe secche e rigide raccogliendole in una cannuccia appuntita. Conficchiamo la punta della cannuccia nel braccio del pupazzo.

Questo metodo di “copertura” del polistirolo possiamo declinarlo su varie forme, si trovano infatti in commercio svariate forme di polistirolo: gatti, papere, orsetti, cuoricini e sfere…immaginate un albero di Natale addobbato con delle palline piene di lustrini?! Che luccichio! Provare per credere!

Miscelatore doccia

Rendiamo più “moderno” il nostro bagno installando un miscelatore doccia

Se la nostra doccia è ancora a doppio comando per acqua calda e fredda, possiamo decidere di renderla più moderna con l’installazione del miscelatore doccia monocomando, molto più pratico, insieme alla nuova doccia con saliscendi. La parte più “difficile” è rompere la piastrellatura per mettere a nudo le tubazioni e, a lavoro ultimato, ripristinarla. La parte idraulica, invece, non presenta difficoltà particolari. Tolte le manopole e le mascherine dai rubinetti, dopo aver chiuso le adduzioni, allentiamo e togliamo i vitoni. Con mazzuolo e scalpello a punta piatta asportiamo le piastrelle necessarie per poter raggiungere le tubazioni. Facciamo attenzione a non scheggiare le piastrelle che vanno lasciate in opera. Rompiamo anche parte della parete in modo da raggiungere e mettere a nudo le tubazioni di adduzione e quella che alimenta il soffione.

MISCELATORE DOCCIA – ASPORTARE LE VECCHIE TUBAZIONI

miscelatore doccia

  1. Asportiamo il soffione e svitiamo il suo tubo di alimentazione dopo aver ruotato in avanti l’insieme.
  2. Agiamo con la pinza a pappagallo sui manicotti che fissano il gruppo dei rubinetti in modo da liberarlo e poterlo asportare.
  3. Utilizziamo nuovi manicotti filettati che si adattino alle dimensioni del monocomando. Opportunamente filettati e dotati di guarnizioni sigillanti, li avvitiamo sui tubi di adduzione di acqua calda e fredda.
  4. Presentiamo e montiamo il monocomando con due raccordi e, su di esso, il tubo di deflusso di acqua miscelata per la doccetta.

MISCELATORE DOCCIA – NUOVA PARETE E MONOCOMANDO

miscelatore doccia

  1. Ripristiniamo la muratura. In questo caso, invece di una piastrellatura, si è preferito un riempimento di malta ben lisciata rifinita a smalto. Posizioniamo il saliscendi che montiamo con due tasselli alla parete.
  2. Sigilliamo le uscite del tubo di deflusso e l’apertura del monocomando. Inseriamo le relative mascherine e colleghiamo il tubo flessibile, con doccetta, al tubo di adduzione.
  3. L’ultima operazione consiste nell’installare la mascherina del monocomando e collocare la manopola di azionamento. Ora possiamo rimettere acqua nell’impianto ed effettuare la prova di funzionamento.

Fare una zattera di bottiglie di plastica

Per un sano divertimento eco sostenibile, realizziamo una zattera di bottiglie di plastica. Evviva il riciclo!

Riuso e non solo riciclo: ecco come sfruttare per un sano divertimento la leggerezza e la tenuta stagna di un numero rilevante di bottiglie destinate, nella migliore delle ipotesi, ad essere triturate e rifuse.                                                             

Una randonnèe sul fiume Po organizzata dall’Agesci di Valenza e dalla Soms di Mugarone ha fornito l’occasione per riunire circa 120 appassionati su trentacinque tra barche, gommoni, canoe e piroghe, tre delle quali realizzate con bottiglie dell’acqua minerale. Gli scout del reparto Valenza 1, coordinati da Ettore Scaglione, si sono spesi nella costruzione fai da te di queste ultime imbarcazioni, leggere e artigianali, ma anche solide e capaci di tenere l’acqua senza problemi per tutti i 10 chilometri della discesa fluviale da Valenza a Mugarone.

Affinché le imbarcazioni pneumatiche siano sicure è necessario usare solo galleggianti stagni e robusti, meglio se multipli: le bottiglie riciclate dell’acqua minerale sono l’ideale dato che il poliestere con il quale sono fatte è molto resistente e i tappi resistono senza problemi a pressioni oltre gli 8 bar. Poi l’alto numero di elementi, quasi 600 per ogni zattera, garantisce il galleggiamento anche in caso di urti o danni.
Riunite in gruppi di 19 con nastro da pacchi, le bottiglie sono inserite su tre listelli per mantenere un buon allineamento, ma la solidità è affidata a un rivestimento di rete per recinzioni che mantiene la coesione tra i singoli elementi. La struttura di sostegno, che permette di imbarcare l’equipaggio, è costituita da lunghe travi in legno e tavole trasversali.

BOTTIGLIE, RETE E NASTRO

  1. Ciascun elemento base usato per costruire i galleggianti è formato da 19 bottiglie dell’acqua minerale da 1,5 litri, legate in una matrice esagonale con un cavetto. Le bottiglie devono essere in buono stato e con il tappo serrato a fondo.
  2. Usando nastro da pacchi si avvolgono le bottiglie alle due estremità dell’elemento, tirando forte e abbondando con gli strati.
  3. Gli elementi sono tutti uguali tranne che quello di poppa, foderato con un sacco di plastica per “chiudere” il galleggiante, e quello di prua, nel quale le bottiglie sono scalate su due livelli in modo da formare una punta che possa fendere meglio l’acqua.
  4. I galleggianti si formano infilzando dieci elementi su tre lunghi listelli che li attraversano sfruttando gli spazi tra le bottiglie.
  5. Quando gli elementi sono nella giusta posizione si fasciano con rete metallica plastificata per recinzioni che assicura una buona coesione dell’insieme. I lembi della rete si uniscono con una nutrita serie di fascette da elettricisti.
  6. Ogni imbarcazione è costituita da tre galleggianti uniti da tavole trasversali e da travi longitudinali posti lungo ciascun galleggiante. In perfetto stile “scout”, le travi di rinforzo sono unitetra loro con cime anziché da chiodature che nell’acqua sarebbero attaccate dalla ruggine.

Il trimarano è completato legando strettamente le travi ai galleggianti con altre cime: in totale l’imbarcazione è formata da quasi 600 bottiglie per un volume totale di 850 litri, sufficienti per imbarcare in sicurezza un equipaggio di sei coraggiosi ragazzi.

Come fare una tornitura decorativa

Bastano alcuni utensili e tanta fantasia per realizzare una tornitura decorativa da maestro                                                        

Il tornio è una delle macchine più versatili per la lavorazione del legno, si pensi soltanto alle infinite possibilità che si aprono, ad esempio, nella realizzazione delle gambe di un tavolo. Sfruttando la rotazione impressa dal tornio possiamo aggiungere ulteriori e inaspettate tessiture alle superfici: bastano alcuni utensili e tanta fantasia, quella tipica del fai da te.La decorazione ad elica sfrutta lo stesso principio delle frese dentatrici con cui si costruiscono gli ingranaggi elicoidali, solo che non è necessario avere nessuna macchina complicata ad esclusione di un disco dentato che ruota liberamente su un’impugnatura. Se lo appoggiamo al pezzo in rotazione tenendolo inclinato di 15-20° si forma rapidamente una serie di incavature entro le quali il disco continua a ruotare, come farebbe una ruota elicoidale in una vite senza fine.
Spostandosi lateralmente il disegno può essere allargato a tutta la superficie in lavorazione realizzando una spirale continua. Se si inclina il disco in senso opposto e si ripete la lavorazione si ottiene una superficie “a diamanti” la cui dimensione è legata alla spaziatura dei denti del disco e alla sua inclinazione.

Altre tecniche decorative, utili per le lavorazioni di testa, consistono nell’incidere con le rotelle o con utensili vibranti una serie di segni più o meno fitti e allineati che danno una finitura ruvida o a “buccia d’arancia”. I legni migliori per le lavorazioni decorative sono quelli compatti e poco fibrosi, non necessariamente i più duri. Vanno bene acero, tiglio e faggio, ma anche noce, olivo, pero e ciliegio. Da evitare le resinose, il castagno e il rovere.

ATTREZZI SPECIALI

  1. I decoratori a lama elastica hanno la possibilità di montare testine con diversi profili per ottenere una finitura strutturata anche su superfici toroidali concave e convesse. L’asportazione discontinua dei trucioli dovuta alla vibrazione del gambo dell’utensile produce una superficie con dentellature irregolari.
  2. L’utensile necessario per le decorazioni a spirale è composto da una lunga impugnatura sulla quale si possono montare ruote con dentatura più o meno fitta.

ZIGRINARE LA SUPERFICIE…

  1. La tornitura decorativa parte dalla preparazione di un cilindro dalla superficie liscia e della dimensione desiderata. Si utilizzano normali sgorbie per legno, ben affilate e usate con sbalzi ridotti.
  2. L’intestatura della nostra scatolina cilindrica è seguita dall’indentatura decorativa. La lavorazione si può eseguire con decoratori a vibrazione il cui scopo è asportare irregolarmente il legno dalla superficie per avere scarificazioni di forma ripetitiva, ma non regolare.
  3. La lavorazione di testa con le ruote dentate lascia una serie di incisioni il cui angolo dipende dall’inclinazione dell’asse della ruota. Più passate si fanno, più il disegno si infittisce. La velocità di rotazione del pezzo non deve essere eccessiva per poter controllare agevolmente gli spostamenti dell’utensile.
  4. Con la ruota dentata posta ad un’inclinazione fissa, grazie al portautensili graduato, si inizia con l’incidere il legno tenendo la parte mediana dei denti appoggiata sul centro di rotazione del cilindro di legno. In questa fase non c’è asportazione di materiale. Abbassando la ruota al di sotto del centro di rotazione le cuspidi cominciano ad incidere la spirale mentre l’utensile gira.

…E TAGLIARE IL COPERCHIO

  1. La lavorazione con gli utensili vibranti e con le ruote può lasciare una lanugine impossibile da togliere con la carta abrasiva. Per la finitura di queste decorazioni si utilizzano spazzole fatte con fili di ottone.
  2. Spostando lentamente l’utensile a destra e sinistra la ruota allarga le incisioni a tutta la superficie proseguendo i solchi di quelle iniziali. Il risultato è una filettatura a molti principi il cui numero è legato all’inclinazione della ruota (maggiore l’inclinazione, minore il numero di principi).  Con un utensile da taglio si incide il legno per separare il coperchio della scatolina.
  3. La superficie superiore del coperchio è tornita con anelli concentrici lisci che mettono in rilievo le aree decorate.
  4. Montando il poggiautensili di testa si inizia a lavorare la scatolina con un utensile angolato per interni. Bastano poche misurazioni, anche con il manico della lima, per rendersi conto di quanto sia profonda la cavità e fermare la lavorazione in corrispondenza dell’inizio della spirale.

LO SCAVO

  1. La scatolina può essere scavata, senza smontarla dalla sua iniziale posizione, con un utensile angolato munito di tagliente ad angolo acuto. Durante il normale avanzamento si procede dal centro verso l’esterno avanzando progressivamente fino alla profondità rilevata, corrispondente all’inizio della spirale.
  2. Con un utensile per finitura a lama circolare si rifinisce l’interno della cavità controllando che lo spessore rimanga costante lungo tutta la lunghezza del cilindro. Durante questa fase è consigliabile fermarsi di tanto in tanto per asportare i trucioli che si fermano sulle pareti interne.
  3. Con gli utensili a curvatura a raggio multiplo si possono rifinire superfici sia piane sia curve. L’angolo a spigolo vivo è l’ideale per tornire la battuta del coperchio della scatolina. Per cambiare la curvatura del tagliente è sufficiente allentare la vite a brugola e ruotare la lama nella posizione desiderata.
  4. Con l’utensile a curvatura multipla si lavora lungo la linea mediana per avere un’ottimale asportazione del truciolo. In tutte le lavorazioni di rifinitura, specialmente di testa, è necessario lavorare con la mano molto leggera per evitare di strappare la fibra del legno.

UNA RASPA AFFILATRICE SPECIALE

  1. Gli utensili per tornire il legno devono essere sempre ben affilati per poter dare superfici lisce ed evitare di dover applicare troppo sforzo sul pezzo. L’affilatore diamantato si usa come una lima, lavorando la superficie da arrotare con movimenti oscillatori. E´ preferibile lucidare la parte piana e non toccare le superfici curve per mantenere la forma dell’utensile.
  2. Per ravvivare il filo degli utensili da decorazione si può sfruttare l’appoggio del poggiautensili. L’affilatore è composto da una serie di minuscole cellette di abrasivo diamantato intervallate da spazi vuoti per favorire l’espulsione della polvere.
  3. Le ruote per decorazioni asportano il legno con il margine inclinato dei denti: l’affilatura di quest’area può avvenire muovendo la ruota a mano oppure facendola girare contro un pezzo di scarto montato sul tornio mentre si appoggia l’affilatore sul bordo in rotazione.

TORNITURA A SPIRALE

  1. Per ottenere anelli intrappolati si parte da un pezzo di legno sano e compatto dal quale trarre un cilindro regolare e senza nodi. La sgorbia viene tenuta molto inclinata per tagliare nettamente le fibre.
  2. Si utilizza una sgorbia più spessa e si abbassa il tagliente in modo da raschiare di più i trucioli e ottenere una superficie più levigata. In questa particolare lavorazione è consigliabile usare legno molto compatto e stagionato per evitare deformazioni degli anelli, una volta staccati dal nucleo.
  3. Con la sgorbia a impronta mezzatonda si cominciano a incidere dei mezzi anelli nel legno aprendo contemporaneamente sui due lati lo spazio per l’utensile rifinitore.
  4. Il gancio presente sull’utensile rifinitore è abbastanza sottile per scavare l’interno dell’anello. Il corretto utilizzo prevede di ruotare l’impugnatura attorno alla parte di anello già formata in modo da conservare la forma circolare.

Parete rustica ricostruita

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Facile tecnica bricolage

Le pareti con pietre a vista ricordano murature antiche e donano calore e personalità anche alla più anonima delle stanze.

Volendo rivisitare l’estetica della porzione di parete compresa tra il top e i pensili, possiamo realizzare un rivestimento con “pietra ricostruita” (in vendita nei centri bricolage). Si tratta di frammenti di pietra naturale (90% circa) che vengono amalgamati con leganti speciali come argilla, cemento e ossidi di ferro (10%) per dar vita a blocchetti singoli o assemblati su fogli a mosaico. Hanno caratteristiche tecniche sorprendenti: sono impermeabili, ignifughi, antigelivi, sottili, facilmente lavorabili e colorati con tutta la gamma naturale.

I passaggi

  1. Stendiamo su un piano i fogli che devono essere collocati ai bordi e con una moletta incidiamo le parti debordanti (che servono per realizzare gli incastri tra foglio e foglio). Asportiamo le parti incise ottenendo una linea diritta.
  2. I fogli si applicano a parete dopo aver steso con la manara dentata uno strato di adesivo specifico.
  3. Le sagomature permettono ai vari fogli di incastrarsi in modo da rendere il rivestimento, alla vista, come una parete compatta di pietra.
  4. A presa avvenuta stendiamo una pasta riempifughe che va eliminata dalla superficie con una spugna ed uno straccio umidi. Nulla di complicato per un fai da te!

Interruttore decorato stencil

L’interruttore decorato stencil, per far uscire dall’anonimato i classici copri interruttore…una simpatica cornice che da subito allegria.

Interruttori e prese possono essere trasformati in elementi decorativi, con forme e colori in armonia con l’arredo e, al tempo stesso, proteggendo il muro da impronte ed altre tracce di utilizzo con un semplice lavoro fai da te.

ESEGUIRE LO STENCIL

La varietà di stencil è molto ampia, possiamo eseguire qualunque tipo di disegno, basta scatenare la fantasia!
Tenendo conto della grandezza dei copripresa da decorare, disegniamo su un foglio di cartoncino rigido la sagoma prescelta, in questo caso un gatto stilizzato. Ritagliamo quindi con precisione il contorno della sagoma, utilizzando un cutter di piccole dimensioni con la lama ben affilata.
Impermeabilizziamo il foglio con una vernice spray trasparente, per evitare sbavature di colore sui contorni del disegno e che il nostro foglio si “bagni” con l’applicazione della vernice acrilica.

Dopo aver rimosso la placca di finitura, fissiamo il foglio alla parete con nastro adesivo di carta per mascheratura (che si toglie facilmente) e stendiamo il colore acrilico, o un’idropittura opportunamente colorata, all’interno della sagoma.
Quando il colore è quasi asciutto, rimuoviamo delicatamente la mascherina e ricollochiamo la placca al suo posto. Se rimane qualche minima sbavatura di colore interveniamo con un pennellino per effettuare i necessari ritocchi.

La nostra sagoma è ultimata e l’effetto è garantito!

Riciclare le cassette porta vino

Simpatici complementi d’arredo riciclando le cassette porta vino di legno, anzichè buttarle via possiamo ricavarne utili contenitori

Le cassette porta vino sono un’ottima base per realizzare contenitori di vario tipo che possono trasformarsi in simpatici complementi d’arredo: ecco come ottenere fai da te e velocemente una specchiera per l’ingresso o per il bagno.                                                            

I VARI PASSAGGI DELLA TRASFORMAZIONE DELLE CASSETTE PORTA VINO

Applichiamo il nastro per mascheratura sul bordo frontale della nostra cassetta porta vinioe ai profili delle tavolette che restano in evidenza, in modo che la colorazione interessi solo la superficie esterna delle tavolette e non il loro spessore. A colore asciutto rimuoviamo il nastro e completiamo la decorazione esterna con strisce orizzontali e verticali di nastro adesivo di colori contrastanti, secondo il nostro gusto.

Mascheriamo le pareti interne e stendiamo un altro colore, non troppo intenso, sul fondo. Quando è asciutto, tramite le mascherelle per stencil, possiamo comporre sul fondo la scritta “look at me” utilizzando lo stesso colore in tonalità più scura. Utilizziamo un pennello piatto e teniamoci in prossimità dei bordi superiore e inferiore, lasciando libero il centro.

Sul dorso dello specchio applichiamo un cordone perimetrale di adesivo 100% Colla, più un paio di cordoni in diagonale, quindi posizioniamolo centrato sul fondo della cassetta. Le sue dimensioni devono essere tali da lasciar visibili le scritte realizzate in precedenza. Poniamo un peso sullo specchio e attendiamo che la colla faccia presa.

L’adesivo di montaggio MilleChiodi ci permette di appendere la cassetta-specchio senza preoccuparci di realizzare fori a parete: grazie al suo efetto ventosa bastano alcuni cordoni stesi sul retro e la semplice pressione delle mani per pochi secondi mentre la posizioniamo per farla aderire alla parete. Quando l’incollaggio è stabilizzato possiamo arricchire la cassetta con vasi e oggetti leggeri.

Riparare una giara crepata

Paziente ed accurato restauro fai da te

Tramandata da generazioni la giara era andata in mille pezzi, vediamo come riparare una giara con un restauro e una decorazione.

Occorre raccogliere le decine di frammenti di terraglia in cui si era trasformata la giara e, uno per uno, con grande pazienza e non poca fatica, ripulirli dalle incrostazioni accumulate in circa un secolo di servizio. Ma gli amanti del bricolage sanno bene che la fretta è un pessimo alleato.

Dopo questa prima indispensabile operazione è la volta della soluzione di un puzzle tridimensionale.

La giara viene ricostruita in più fasi, prima assemblando i cocci della parte inferiore, salendo dalla base, poi quella superiore, appoggiata capovolta sul collo, infine unendo fra loro le due grosse parti, chiudendo i buchi rimasti e riattaccando le anse.

Stucco e vernici specifiche, all’ultimo, ridanno alla giara il suo aspetto originario.  

 

LE PRIME OPERAZIONI

  1.  I frammenti della giara, raccolti fino a quelli più piccoli, vengono ripuliti uno per uno, eliminando i depositi lasciati dal contenuto nei lunghi anni d’uso usando spazzola di saggina ed acqua per ripulirne i margini e spazzola metallica per le superfici.
  2. La ricostruzione della base, rotta in soli tre pezzi, è la prima e più semplice fase del lavoro di montaggio.

UN PUZZLE TRIDIMENSIONALE

 

  1. L’imboccatura ed il collo della giara, fortunosamente rimasti integri, danno una solida e comoda base su cui ricostruire, pezzo per pezzo, la parte superiore dell’oggetto. Man mano che si esegue un incollaggio, si provvede anche all’eliminazione delle sbavature di colla, sia interne sia esterne.
  2. Ricostruite quasi del tutto le due parti della giara e stuccate al meglio tutte le giunzioni fra i vari frammenti, la base va incollata sulla parte superiore. Nella parete rimangono ancora dei buchi da riempire con i pochi frammenti rimasti.
  3. Uno per uno i buchi della parete sono chiusi, ciascuno col pezzetto di ceramica ancora mancante all’appello. Dove il frammento, per lo sbriciolamento dei bordi, non riesce a riempire completamente la sede, si provvede con lo stucco poliestere a pareggiare la superficie.
  4. Levigata con carta abrasiva, montata sul platorello della smerigliatrice, tutta la superficie della parte inferiore della giara (quella alta viene lasciata dell’originale colore verde screziato di bianco), le si danno due mani di fondo bianco. Dopo il fondo bianco, si usa prima una vernice avorio, data in due mani, poi una volta asciugata si dà una mano di invecchiante seguita da una di screpolante.
  5. Le screpolature sono riempite ed evidenziate. Con una vernice ad olio ocra dorata data con uno straccio servito anche ad eliminare il superfluo.
  6. L’ultimo tocco è una passata di spray trasparente e fissante. Nonostante l’accurato lavoro di restauro, comunque, la giara non può più essere usata per vino od olio e diventa un portavasi.

giara-craquele

UTENSILI
spazzola, smerigliatrice, carta vetrata, spatola, pennello

Portavasi per erbe aromatiche in cucina

Riciclando i contenitori metallici portaposate possiamo realizzare dei portavasi per erbe aromatiche e tenerle a portata di mano in cucina

I contenitori metallici per le posate, fissati su liste di parquet da appendere a parete, diventano originali portavasi per erbe aromatiche da utilizzare in cucina.
Ci occorrono 3 listoni di parquet laminato della larghezza di 15-18 cm, alti a piacere: costituiscono i supporti dei contenitori che ricevono i vasetti con le piantine di aromatiche a parete. I tre pezzi di laminato sono rifiniti con una cornice a L in legno che smaltiamo in un colore a piacere. Applichiamo i bordini lungo il perimetro dei supporti con colla vinilica dopo aver eliminato il dentino maschio che serve per incastrare i listoni di parquet. Procuriamoci un paio di fascette di plastica e fissiamo i contenitori ai supporti dopo aver forato questi ultimi, in posizione centrale. Non rimane che sospendere il tutto alla parete con attaccaglie per quadri. Tutti i materiali li troviamo nei centri bricolage.

I contenitori vanno fissati al centro del supporto per mezzo di due fascette in plastica usualmente impiegate nei cablaggi elettrici. Queste vanno fatte passare in quattro fori che abbiamo praticato precedentemente sul laminato. I tre supporti si fissano a parete con un’attaccaglia per quadri, applicata con chiodini tipo “semenze”. Utilizziamo scolaposate tipo Ordining Ikea in acciaio inossidabile.

PREPARIAMO LE CORNICI

  1. Con una sega a denti fini e l’aiuto della guida per tagli angolati pratichiamo i tagli a 45 gradi sul listello a L da 12×8 mm che costituirà la cornice di ogni pannello.
  2. Assembliamo la cornice incollando fra loro i 4 elementi. Impieghiamocolla vinilica e nastro adesivo che tiene bene a contatto i pezzi durante la presa.
  3. Quando la colla è indurita pitturiamo con smalto acrilico la cornice nel colore che meglio si intona a quello del laminato che abbiamo scelto.
  4. Non resta che applicare la cornice intorno al pannello. Alcune mollette (o piccoli morsetti) la tengono in posizione per almeno 24 ore permettendo alla colla di fare buona presa.
UTENSILI
Sega a denti fini, trapano,morsetti, pennelli, dima tagliacornici

Coni carta per dolcetti

Facili da realizzare i coni carta riempiti di dolcetti e caramelle faranno la felicità per i nostri bimbi…un bellissimo regalo!

OCCORRENTE

  • un cartoncino bianco tipo Bristol;
  • perline indiane e glitter in colori assortiti;
  • colla vinilica;
  • pennello;
  • nastro biadesivo;
  • pinza fustellatrice;
  • matita;
  • forbici.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

FORMIAMO IL CONO

  1. Realizziamo un cono con il cartoncino tracciando dapprima una sagoma precisa del suo sviluppo (1/4 di cerchio) con la matita. Tagliamo e fissiamo i lembi con pezzettini di nastro biadesivo che posizioniamo in modo che non risultino visibili.
  2. Con le forbici pareggiamo i bordi del cono in modo da renderlo perfettamente regolare. 

UNA CASCATA DI PERLINE

  1. Prima di iniziare a decorare il nostro cono, con la fustellatrice pratichiamo, in prossimità della base, due fori in cui inseriamo un nastrino dorato che ci servirà per appendere il contenitore. 
  2. Partendo dalla punta  stendiamo la colla vinilica non diluita e piuttosto spessa, applichiamola fino a coprire una zona alta alcuni centimetri.
  3. Passiamo la punta del cono nelle perline colorate  in modo da ricoprirla interamente. Possiamo anche “spolverare” la superficie col glitter brillante molto fine, che rimane aderente alla colla vinilica.
  4. Proseguiamo alternando le strisce di perline in colori diversi. Lasciamo che la colla asciughi bene prima di appendere i coni riempiendoli di caramelle e dolcetti. Realizziamo più coni con strisce di colore diverso.

coni con caramelle da appendere