Un futuro di scrivanie

Io ho diritto alla scrivania: non posso sporcarmi le mani: il lavoro manuale è disonorevole

Europa: 6 milioni di disoccupati. Se aumenta l’automazione saranno ancora di più. I sindacati propongono di diminuire le ore lavorative per aumentare i posti di lavoro. Il diritto ad una scrivania per tutti. Perché non si parla mica di lavoro, ma di “posti” di lavoro. Con i milioni di laureati che sforniamo ogni anno tra poco non ci sarà più nessuno che sappia tenere in mano un cacciavite. Tutti dottori, economisti, ingegneri.

La Fiat se ne è accorta ed agli ingegneri che assume fa fare due mesi di corso retribuito dietro ad un tornio. Avremo dei tornitori con la laurea? Macché: dopo due mesi l’ingegnere si trincea dietro alla scrivania faticosamente conquistata.

Con tanta disoccupazione che c’è in giro ci vogliono quindici giorni di prenotazione per avere a casa l’idraulico per sostituire il vecchio tubo di piombo bucato; dal meccanico per farsi regolare il carburatore ci si prenota come si fa con il cardiochirurgo.

Per non parlare del carrozziere. Perché studiare quindici, venti anni per poi andare a potare le vigne, saldare dei tubi, costruire i mattoni? Questa spaventevole orbita di parcheggio per disoccupati che è la nostra università sforna dei laureati che non vogliono usare le mani per costruire, ma per dirigere, per riempire moduli. La sola aspirazione è per il posto in banca, la direzione dell’industria, la sacrosanta scrivania, il diritto acquisito per studi.
C’è solo una scrivania nel futuro dei giovani. La scrivania o la disoccupazione.

Sui quotidiani appaiono le offerte di lavoro: tornitori o venditori. A parte i venditori, gli agenti, i rappresentanti, perché tanta fame di tornitori, fresatori, rettificatori, gente che possiede un’abilità che oscilla tra l’arte, la tecnica?
L’esperto in idraulica ha mandato suo figlio a laurearsi in ingegneria. Ne è orgoglioso, anche se suo figlio non sa avvitare un tappo. Anche il figlio è orgoglioso e guarda con aria di sufficienza il lavoro di suo padre, molto redditizio, molto sicuro, ma poco qualificante. Ma la sai cambiare la guarnizione di un rubinetto che perde? Io ho diritto alla scrivania: non posso sporcarmi le mani: il lavoro manuale è disonorevole.

Io devo solo passare le carte dopo averci messo il timbro. Se so fare un timbro? Ma ci pensano le macchine, se dovessi occuparmene io non sarebbe decoroso!

(settembre 1979)

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