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Smerigliatrice a batteria TE-AG 18 Li Einhell

Un altro elettroutensile si libera del vincolo del filo elettrico per raggiungere comodamente e senza ingombri le zone sprovviste di corrente alternata

Non è cosa frequente vedere una smerigliatrice angolare alimentata a batteria; capita, invece, tantissime volte di vedere qualcuno che stende decine di metri di prolunga per lavorare su una recinzione, un cancello, una ringhiera di ferro ecc.

La potenza e la capacità delle batterie al litio sono cresciute in maniera tale che i motori alimentati da queste sono in grado di azionare una gamma di strumenti sempre più ampia, con costi molto accessibili. È il caso della smerigliatrice a batteria Einhell TE-AG 18 Li, uno strumento che rientra nella famiglia Power X-Change e condivide la medesima batteria da 18 V con oltre 20 utensili compatibili, tutti acquistabili anche senza batteria.

Grazie alla funzione Soft Saft e alla protezione di sicurezza contro l’avvio accidentale, il funzionamento della smerigliatrice angolare è silenzioso ed estremamente versatile. Il diametro del disco è 115 mm, la velocità di rotazione a vuoto 8500 giri/min, scocca del cambio in alluminio.

smerigliatrice

La smerigliatrice a batteria TE-AG 18 Li è disponibile in diverse configurazioni:

  • la versione Solo, senza batteria e caricabatteria, ha un prezzo consigliato al pubblico di euro 56,95;
  • starter kit con batteria da 1,5 Ah, euro 69,95;
  • con batteria da 2 Ah, euro 74,95;
  • con batteria da 3 Ah, euro 89,95;
  • con batteria da 4 Ah, euro 94,95;
  • articolo completo con valigetta, caricabatterie e batteria da 3 Ah, euro 149,95.
  • La macchina è anche disponibile in confezione unica con il trapano TE-CD 18/2 Li, due batterie (una da 1,5 Ah e una da 3 Ah), caricabatteria e valigetta a euro 189,95.

 

protezione

La protezione, come avviene in tutte queste macchine, si inserisce nel colletto della testina.

 

colletto

In questo caso il colletto è trattenuto da un serraggio a leva che rende molto rapida la regolazione, volta per volta, a seconda della posizione in cui è meglio orientare la smerigliatrice per il lavoro in corso.

 

impugnatura

Molto versatile anche l’impugnatura addizionale della smerigliatrice a batteria. Essa ha tre sedi di posizionamento, per poter essere messa a sinistra, a destra e sopra il corpo macchina.

 

chiave-per-dadi

La chiave per dadi flangiati, necessaria per cambiare il disco di lavoro, è sempre a portata di mano perché contenuta nell’impugnatura addizionale.

 

stringere-dado

Per stringere e allentare il dado flangiato basta una sola chiave perché l’albero motore si blocca con un pulsante presente sulla testa degli ingranaggi.

 

caricabatteria

Il caricabatteria ha un sistema di blocco della batteria per cui è possibile anche fissarlo a parete sfruttando le apposite sedi per le teste dei tasselli, presenti sotto la base.

 

sistema-a-slitta

La batteria si innesta con un sistema a slitta; per sganciarla è necessario premere un pulsante di sblocco. Sono disponibili diverse batterie da 1,5 sino a 5,2 Ah, da scegliere a seconda di quanto può essere impegnativo il lavoro che capita di eseguire mediamente.

Cassettone intarsiato

Molti ebanisti preferiscono legnami spessi fino a 15 mm, più difficili da tagliare, ma che offrono la possibilità di essere levigati e piallati senza rischio che si stacchino pezzi della decorazione

Esistono differenti metodi per realizzare un cassettone intarsiato: il pannello può essere di legno massiccio, nel quale con pazienza vengono intagliate le sedi per le tessere da inserire, oppure una tavola di legno non pregiato su cui si incollano uno accanto all’altro i pezzi del mosaico.

La precisione deve essere la massima possibile per non lasciare fessure aperte, quindi è necessario lavorare con legname molto stagionato, sia per la base che per i piallacci, per evitare che i movimenti di dilatazione e ritiro provochino crepe o distacchi.

Cassettone intarsiato: tutti i passaggi

tracciare-linee

La composizione delle filettature sul frontale del cassetto si esegue tracciando con precisione le linee di riferimento lungo le quali devono essere eseguiti i tagli.

 

filettatura

Il percorso della filettatura bianca, già parzialmente inserita lungo la fascia rettilinea, viene tracciato attorno alle zone curvilinee con una matita (che non lascia tracce indelebili) a mano libera o con l’ausilio di curvilinei o compassi.

 

scavare

Usando scalpelli affilatissimi di varie curvature e molta pazienza si scavano delicatamente le parti segnate fino ad ottenere una cavità di larghezza uniforme e profonda quanto il piallaccio.

 

inserire-filetti

In ciascuna scanalatura possono essere inseriti anche più filetti, cioè sottili listelli di legni colorati, affiancati per ottenere contrasti cromatici particolarmente pregiati. Il legno così sottile non si riesce a tagliare con precisione se non utilizzando la lama affilata di uno scalpello che incide con precisione micrometrica senza strappare le fibre del legno o spezzare il filetto.

 

incollare-filetti

Utilizzando colla vinilica o la classica colla animale da scaldare a bagnomaria, si spalmano abbondantemente i filetti per assicurare un’adesione completa alla base.

 

assestare-filetti

I filetti vengono inseriti nella scanalatura uno a fianco all’altro, quindi assestati delicatamente con un martellino, fino a che non siano appoggiati sul fondo della cava. Non è necessario che siano perfettamente a livello: la successiva levigatura elimina il legno in eccesso.

 

spianatura-pannello

Quando l’adesivo ha fatto presa si comincia la spianatura del pannello eliminando i dislivelli tra gli elementi dell’intarsio con un particolare raschietto estremamente affilato.

 

levigare

La levigatura procede con carte abrasive sempre più fini per ottenere una superficie a specchio.

 

cassettone-intarsiato-lucido

Il legno può essere lasciato al naturale oliandolo con olio paglierino oppure tirato a gommalacca e poi cerato per un effetto lucido.

G.F.

Da oltre 45 anni  esperienza a servizio del cliente

G.F. nasce nel 1966 imponendosi come specialista nello stampaggio termoplastico altamente tecnico, in particolare nei settori medicale, radiografico e fotografico.

L’azienda ha conosciuto nel corso degli anni un continuo successo basato sulla capacità di anticipare e interpretare le nuove tendenze del mercato, partendo dall’esigenza dell’utente finale, per arrivare alla sua soddisfazione con prodotti tecnici, di alta qualità e di semplice utilizzo, senza trascurare l’importanza di un efficiente servizio.

Tutto questo attraverso un team di persone motivate e fidelizzate.

Fondamentale step nel processo di crescita ed affermazione del brand G.F.: il pay off enjoy the garden racchiude in sé il senso di un nuovo ciclo fondendo al contempo la completa revisione dell’immagine aziendale, il nuovo packaging chiaro ed accattivante, la comunicazione web sul rinnovato sito www.gfgarden.it, ancor più efficace e presente.

Armadio ristrutturato

Da un armadio ristrutturato si ricava una libreria, eliminando il corpo centrale e apportando le necessarie modifiche ai moduli laterali

A Natale Chiambretti era stato regalato un vecchio armadio di noce, scuro ed elaborato, costituito da due elementi laterali ciechi e una porzione centrale con ante a specchio. Così ha pensato di eliminare solo il corpo centrale e utilizzare i due laterali per costruire una libreria.

Ha scomposto e riportato a legno le parti, ha predisposto i sistemi di unione, ha ricostruito le porzioni troppo danneggiate e ha eliminato le specchiature cieche delle ante, inserendo al loro posto due vetri antichizzati. Piani interni nuovi e finitura a tampone hanno completato il lavoro.

Armadio ristruttturato: sverniciatura, ricostruzione e unione dei due pezzi

 

sverniciare

La sverniciatura delle due parti di mobile utilizzate per comporre la libreria si esegue interamente a mano con raschietto, senza utilizzare prodotti svernicianti.

 

sverniciatura

Un delicato lavoro, che richiede tempo e pazienza, per seguire tutte le modanature e i fregi riducendo al minimo le scalfitture e il conseguente lavoro di regolarizzazione.

 

listelli

Per unire i due elementi si utilizzano listelli sezione 60×40 mm applicati per tutta la lunghezza dell’armadio; si praticano fori Ø 7 mm in cui inserire spezzoni di barra filettata e serrare con dadi e rondelle.

 

listelli-uniti

Nella parte posteriore si utilizzano listelli 80×30 mm con fori per viti Ø 3×40 mm che fanno anche da supporto per i piani.

 

cornice-armadio-ristrutturato

Anche la cornice superiore va collegata: essendo tagliata a 45°, si costruisce un triangolo e lo si scolpisce in modo che dopo l’unione l’aspetto sia quello di un pezzo unico.

 

colonne

Le colonne vengono tagliate e tolte per poterle sverniciare e consolidare, in quanto risultano vistosamente tarlate; stessa cosa per i piedi, rifatti al tornio perché troppo malandati. I piani sono rifatti in rovere 900x350x20 mm.

 

trattamento

Il trattamento delle parti prevede l’applicazione di un turapori steso a pennello e ripassato a tampone; una volta asciutto si passa con paglietta finissima e si ripete l’operazione diverse volte; a questo punto l’armadio ristrutturato è diventato una funzionale libreria.

Applique rustica con damigiana

Un’alternativa ai classici lampioncini da esterno: basta poco a realizzare un’applique rustica

Trovandosi tra le mani una damigiana a collo largo di modeste dimensioni, quelle di norma utilizzate per le scorte di peperoni sott’olio o simili, Giovanni Attolini ha pensato di trasformarla in una lampada da esterni, costruendo un semplice telaio in cui includerla per poterla installare a parete.

Oggigiorno esistono fluorescenti compatte e lampadine a led con il classico attacco a virola che emettono molta luce senza produrre calore e con bassi consumi, ideali per queste situazioni.

Il bulbo di vetro è mantenuto stabile da un sottovaso in plastica avvitato al listello inferiore della cornice; un secondo sottovaso supporta il portalampada e impedisce l’ingresso a polvere e insetti.

Applique rustica: bulbo di vetro in una cornice di legno

 

listelli-legno

Si tagliano quattro listelli di legno sezione 40×40 mm, due lunghi 480 mm e due lunghi 350 mm; i primi due vanno forati passanti a circa 20 mm dalle estremità, al centro della faccia.

 

unione

Gli altri due listelli vengono preforati al centro delle teste; si procede all’unione dei quattro listelli con colla e viti ottenendo una cornice.

 

impregnante

Il legno va trattato con un paio di mani di impregnante per proteggerlo dagli agenti esterni.

 

forare

Su un lato lungo si fanno tre fori del diametro di 8 mm: quello centrale serve per il passaggio del portalampada con tige filettato, gli altri due per il successivo fissaggio a sbalzo.

 

sottovaso-plastica

Sul listello lungo opposto, dall’interno, si fissa in posizione centrata un sottovaso di plastica Ø 200 mm con funzione di base d’appoggio per la damigiana.

 

portalampada

Il portalampada è predisposto con un lungo tige Ø 8 mm in cui passa il cavo di alimentazione e un secondo sottovaso, questa volta di Ø 120 mm, per coprire la bocca della damigiana. Il tutto va inserito da sotto dopo aver avvitato sul tige due dadi: uno serve per bloccare il sottovaso una volta che ha “tappato” la damigiana, l’altro va a battuta sulla parte inferiore della cornice. Un terzo dado si avvita da sopra per concludere il lavoro, mandandolo in battuta.

 

barra-filettata

Nei fori laterali si fissano, con un sistema analogo, due spezzoni di barra filettata che devono sporgere quasi completamente verso l’alto.

 

listelli-paralleli

Le due barre servono per fissare la lampada a un listello della stessa sezione della cornice, lungo 650 mm; avvitando e svitando i dadi sulle barre si regola la distanza tra i due listelli facendo in modo che risultino esattamente paralleli.

 

applique-rustica-sospesa

Una staffa metallica che abbracci buona parte del listello, fissata a parete con tasselli a espansione, permette di sospendere a sbalzo l’ applique rustica.

Portalumini in ferro

Formato da un telaio metallico decorato con figure tipicamente natalizie

 

dis

Tutto è ricavato da un lamierino d’acciaio su cui tracciamo (con un pennarello) tutti gli elementi: le figure, l’arco e le parti diritte. Per ottenere profili perfetti delle sagome prepariamo delle dime in cartoncino e ne seguiamo il contorno con il pennarello. Per assemblare il telaio blocchiamo le giunzioni tra gli elementi orizzontali e verticali con rivetti di ferro ribattuti mentre i portalumini e le figure ornamentali le fissiamo al telaio con bulloncini inseriti in opportuni fori (coincidenti, praticati sia sul telaio sia sulle sagome) e poi bloccati da dadi. Dopo aver fissato tutti gli elementi stendiamo una mano di smalto nel colore preferito su tutto il portalumini.

Cosa occorre

  • Lamierino d’acciaio spesso 0,8 mm da 500×650 mm
  • una cornice ad arco larga 35 mm con profilo esterno 450x600mm e semicerchio con raggio interno 190 mm
  • 1 montante centrale 20×660 mm
  • 4 traverse 20×450 mm
  • 8 portalumini Ø 50 mm
  • 8 figure decorative
  • 13 rivetti Ø 8 mm
  • 8 bulloncini
  • 24 dadi
  • smalto nero
  • 8 lumini

Portalumini: realizzazione

lamierino

Prima di tagliare i vari pezzi conviene pianificare la distribuzione delle sagome sul lamierino, in modo da avere meno scarto possibile.

 

sagome

Ingrandiamo il reticolo con le sagome da ritagliare e riportiamolo su cartoncino.

 

tagli-cesoie

Pratichiamo i tagli con robuste cesoie (meglio se dotate di lame a doppia leva).

 

limare-figure

Le figure vanno poi limate lungo i bordi per eliminare tutte le sbavature e smussare gli spigoli.

 

portalumini-contorno

Il contorno cilindrico dei portalumini si modella attorno a un disco di legno e si chiude con un bullone, il cui corpo funge anche da supporto in quanto si inserisce nel telaio e e nella sagoma, venendo poi bloccato con dado e controdado.

 

fondo

Il fondo dei portalumini è un disco applicato per saldatura. Essendo il lamierino molto sottile, non lo si può saldare ad arco perché si bucherebbe.

 

martello

Se non intendiamo adottare il sistema della saldatura possiamo utilizzare un adesivo bicomponente per metalli (tipo “ferro liquido”) che realizza un’unione estremamente salda. Negli incroci, i pezzi del telaio si sovrappongono completamente e vengono forati contemporaneamente e quindi uniti per mezzo di rivetti di ferro. Si tratta di corti chiodi di ferro che si inseriscono nel foro e vengono poi ribattuti a martellate dopo aver poggiato la loro estremità su un piano duro.

 

Botteghe per il presepe

Le botteghe si adattano molto bene a vivacizzare la scena rappresentata dal nostro presepe

Sergio Curtoni ha adottato la “polimer clay”, cioè una pasta modellabile colorata, distribuita sotto i nomi commerciali di Fimo o Cernit, che cotta in forno a 130°C indurisce diventando robusta e insensibile all’acqua. Si compra in mattonelle nei colorifici o nei centri fai da te.

Molte parti sono state realizzate con listelli di legno, ad esempio i banchi e le cassette, i sacchi con pezzi di tessuto cucito e risvoltato mentre le bellissime ceste sono fatte con sottili fili di plastica e di legno. Non mancano i lavori di intaglio evidenziati nella paletta per il granoturco.

ANTICHE BOTTEGHE

 

pane

Panche e tavolo rustico sorreggono forme di pane di varia forma ottenute con Cernit giallo. La pasta, una volta cotta, può essere anche colorata con tinte acriliche o ad acqua.

 

prosciutti

Il banco dei salumi è adorno di salami, prosciutti e mortadelle. Per realizzarli si adopera pasta marrone, rossa e bianca. La legatura dei salumi si fa prima della cottura in modo da lasciare i caratteristici segni. Una spolverata di fecola dà l’idea delle naturali muffe da invecchiamento.

 

cassette-botteghe

Le minuscole cassettine formate da sottili listelli sono piene di frutti multicolori. La pasta colorata mantiene la brillantezza delle tinte anche dopo la cottura in forno a 130 °C.

 

provole

Nel banco di formaggi non possono mancare ricotta, caciotte e pecorino. I formaggi con la scorza scura si preparano fasciando una pallina di pasta gialla in una sottile sfoglia di pasta marrone.

 

ceste

Con minuziosi lavori di intreccio si possono costruire cesti e gerle usando fili di plastica o spago. Molto adatta anche la parte interna della corteccia di acacia, sottile, ma robusta e flessibile.

Come installare attaccaglie per quadri robuste e durevoli

Se la cornice del quadro o il pannello che supporta un oggetto decorativo sono particolarmente pesanti non fidiamoci delle solite attaccaglie per quadri, ma avvitiamo al legno una piattina di ancoraggio che garantisca sicurezza

Le attaccaglie per quadri che si trovano nelle ferramenta sono di diverso tipo e, scegliendo con attenzione in base a dimensioni e peso del quadro possono reggere anche discreti carichi. Molto fa anche la loro collocazione sul retro della cornice: la zona dev’essere integra e compatta.

Le attaccaglie classiche spesso non vanno bene

Quando il peso dell’oggetto è tale da richiedere il ricorso a un tassello a espansione, la classica attaccaglia in ottone può non essere sufficiente: sui chiodini o sul triangolino di metallo la trazione verso il basso diventa importante, con il rischio che dopo poco tempo ci si ritrovi con il tassello tenacemente inserito nella parete e il quadro sul pavimento, magari con il vetro in frantumi.

Utilizzo di un attaccaglia a piastra

In questi casi, meglio ricorrere a una piastrina avvitata sul retro, valutando che lo spessore del legno garantisca la tenuta delle viti e consenta di aprire un incavo in cui possa scomparire il gancio del tassello (ottimi i tasselli a gancio SB12 fischer), in modo che il quadro rimanga a piombo.

Come installare attaccaglie per quadri robuste

attaccaglie per quadri

1 – Tracciata la mezzeria sul pannello di fondo della nostra cornice, per essere certi che, una volta appesa, sia perfettamente orizzontale, si disegna la sagoma della piattina rettangolare che garantirà un aggancio robusto.

piastrina per quadro

tassello a gancio

2 – 3 Con lo scalpello si praticano due scavi di diversa profondità: il primo di pochi millimetri, quanto basta a ricevere la piattina e farla rimanere a filo del fondo della cornice; il secondo, centrato sulla linea di mezzeria, deve lasciare lo spazio utile alla sporgenza del gancio del tassello.

tassello per quadri

4 – La piattina viene fissata sulla sua sede con due viti da legno che affondino nello spessore della cornice. Si fora il muro e si monta il tassello a espansione con gancio aperto che agisce sul foro centrale della piattina. La cornice, per quanto pesante sia, sarà così appesa in modo del tutto sicuro.

Laboratorio spazioso e attrezzato

Il recupero di una vecchia cantina, già un tempo utilizzata come laboratorio

banco

Tutta l’attrezzatura e molti arredi fatti o modificati dal nonno (come il banco da lavoro, i pensili, i mobiletti e le salamandre), sono rientrati gelosamente nell’intervento di recupero di Marco Masetti, che ne ha così ricavato un laboratorio funzionale.

 

mobiletto

Risanare

Le pareti, quasi tutte in mattoni pieni, vanno spazzolate per rimuovere il materiale in distacco e le marcescenze accumulate negli anfratti.

stuccature

Progressivamente si riprendono tutte le stuccature fra i mattoni con malta fresca.

pittura-a-base-calce

Si applicano diverse mani di pittura a base calce che è estremamente traspirante e permette alle pareti di rimanere asciutte.

 

tappare-buchi

Il pavimento di cemento ha diversi buchi che si chiudono con cemento.

 

grate

Sempre con cemento si fissano intorno alle piccole finestre al piano strada le grate leggere, antianimale.

Scaffali e pensili

raschiare

Le scaffalature presenti, intaccate da svariati punti di ossidazione, si raschiano con una spatola per rimuovere le bolle di vernice e le parti in distacco, poi si passa su tutta la superficie la spazzola montata sulla smerigliatrice angolare.

 

antiruggine

Una mano di fondo antiruggine completa il trattamento preliminare che permette il migliore aggrappaggio dello smalto di finitura.

 

scartavetrare

I pensili e gli altri mobili di legno, sani nella struttura, hanno bisogno solo di una leggera scartavetrata per togliere la sporcizia di superficie e permettere anche in questo caso il migliore aggrappaggio dello smalto.

 

finitura

La finitura scelta è uno smalto all’acqua steso con rullo adatto.

 

riempire-scaffali

Le scaffalature, rimesse al loro posto, si riempiono immediatamente di oggetti.

pensili

I pensili riverniciati e rimontati, pronti all’uso.

Il banco da lavoro

banco-ossidato

Il basamento in metallo mostra evidenti segni di ossidazione; su un lato la lamiera è fortemente intaccata, tanto da essersi in parte polverizzata e deve essere ripristinata.

 

rinforzo-angoli

Un rinforzo nell’angolo è doveroso, come il ripristino del punto d’appoggio dei piedini di gomma. Segue la canonica mano di fondo antiruggine e la finitura a smalto all’acqua.

 

top-legno

Il top di legno richiede soltanto una bella passata con levigatrice orbitale, per rimuovere un sottile strato di legno e uniformare la superficie.

 

impregnante

Due o tre mani di impregnante all’acqua color noce completano il ripristino del top.

 

rivestire-ripiani

Al termine si rivestono i ripiani interni del mobile e poi si rimontano le morse nei loro alloggiamenti sul top, dove trovano posto anche l’aggiuntivo per trapano a colonna e la mola da banco.

Laboratorio: gli ultimi dettagli

pulire-salamandra

La vecchia salamandra richiede soltanto una pulita a fondo per rimuovere la polvere che aderisce più accanitamente; poi si possono rimettere al loro posto i vari utensili manuali.

 

trattamento-armadio

L’armadio a due ante segue il trattamento degli altri mobili di legno; le maniglie e la serratura si rimuovono per poter carteggiare meglio la superficie e per non correre il rischio di rovinarli durante la stesura del fondo e dello smalto.

 

grate-laboratorio

Le grate leggere, di cui abbiamo parlato prima, sono collocate in posizione esterna alle finestrelle, ma internamente rispetto alle sbarre antieffrazione.

Ispiràti dall’arte contemporanea

Tratto da “Fai da Te n.5″ Dicembre 2016/Gennaio 2017”

Autore: Nicla de Carolis

13 passaggi pedonali trasformati in una galleria d’arte a cielo aperto a Madrid per trasmettere bellezza e sensibilizzazione all’educazione civica

 

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Christo Guelov, artista bulgaro che ama i colori, ha reinterpretato le classiche (e noiose, aggiunge lui) strisce pedonali in qualcosa di più, in un pattern giocoso dall’impatto visivo forte, dallo stile pop, per ri-valorizzare l’ambiente urbano e dare nuova forma e significato ad un’installazione pubblica. Le “Funnycross”, oltre all’aspetto estetico hanno un valore di rieducazione del cittadino, sensibilizzandolo al suo comportamento sulla strada da pedone e da guidatore.

 

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Un’idea che aggiungerebbe alle nostre strade bellezza richiamando anche l’attenzione, soprattutto in prossimità delle scuole, facile da realizzare… salvo capire quale potrebbe essere l’iter burocratico che un comune cittadino italiano, bricoleur desideroso di fare qualcosa per la sua città, dovrebbe affrontare per proporre e quindi poter eseguire qualcosa del genere!

 

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