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Panca relax coperta

Una comoda panca costruita con il legname avanzato dal rifacimento del tetto dell’abitazione e una coppia di mensole collegate ai fianchi rendono i momenti di relax ancora più piacevoli

Giovanni Rivano ha costruito una panca per ritagliarsi un piccolo spazio con ripiani su cui poter posare pipe, tabacco, posacenere, all’occorrenza anche la tazzina del caffè o un bicchiere.

Per costruire questo modello di panchina occorrono circa 15 metri di travetti 80×80 mm e 9 metri di perline maschiate; per la copertura serve un pannello di compensato da 10 mm, dimensioni 1320×1540 mm, da irrobustire con una cornice perimetrale a cui fissare le tavole laterali che permettono il collegamento ai montanti. Le mensole laterali applicate ai braccioli misurano 200×500 mm.

 

tagliare-travi

Dai travetti, lunghi in origine 4 metri, si tagliano con il seghetto alternativo i pezzi con misure un poco abbondanti rispetto al progetto.

 

tagliare-pezzi

Ora che hanno dimensioni più consone, si possono tagliare con precisione sulla sega a nastro; la guida angolare permette di realizzare anche i tagli inclinati alle estremità, ove necessario.

 

piallare

Ogni pezzo va piallato e levigato prima di procedere con il montaggio.

 

incollare

Per assemblare le strutture portanti si utilizzano colla vinilica e viti lunghe 200 mm, inserite dopo aver preforato il legno.

 

fianchi-panca

 

Ecco pronti i due fianchi: il montante posteriore è alto 1500 mm e ha l’estremità superiore bisellata per assecondare la pendenza della copertura, l’altezza a filo superiore del bracciolo è 730 mm, la luce interna ai montanti è 400 mm.

 

finitura

I due fianchi vengono uniti con travetti lunghi 1200 mm che fanno anche da supporto per la seduta, rinforzata da sotto da 4 listelli con interasse regolare. Il supporto per le tavole che compongono lo schienale è fornito da 2 travetti fissati inclinati ai montanti. A parte si prepara la copertura, che va poi collegata esternamente ai montanti tramite due tavole laterali a sbalzo inferiore, rinforzando il tutto con due saette. Come finitura si applicano tre mani di impregnante color verde basilico che ben si intona ai colori del giardino.

Restyling della cassettiera

Per tutti coloro che vogliono rinnovare la casa senza sostituire l’arredamento, ad esempio effettuando un restyling della cassettiera, oggi c’è la possibilità di agire in modo Facile e Veloce

prodotto

Facile e Veloce è uno smalto polivalente all’acqua, monocomponente, a effetto satinato, che fa parte della gamma “i colorabili” di Gapi Paints. È disponibile come base bianca o media, per l’ottenimento di 130 tinte usando i pigmenti in microgranuli predosati. È adatto per l’uso in interni e in esterni per le superfici di mobili in laminato, legno, smaltati, elettrodomestici, pareti in piastrelle di ceramica, marmo, granito, pavimenti in cemento, canali in lamiera zincata, rame e PVC rigido.

 

spugna-abrasiva

L’applicazione è estremamente semplice: basta passare le superfici, che non devono presentare tracce di oli, grassi o cere (in tal caso vanno pulite con alcool etilico), con una spugna abrasiva. Nel caso del legno può andare bene anche la paglietta d’acciaio fine.

Restyling della cassettiera: preparazione dei colori

colori

Dovendo fare due diverse tinte per colorare in modo alternato i frontalini della cassettiera, si separa il contenuto in due vaschette. È importante il rispetto delle proporzioni per l’utilizzo dei pigmenti, forniti in grammature diverse, in modo che le tinte ottenute risultino coerenti alle cartelle colori.

 

preparazione-colori

Si versa il quantitativo necessario di pigmento, seguendo le indicazioni della cartella colori Gapi e si mescola sino a completa dissoluzione dei granuli (minimo 3 minuti).

 

diluire

Al termine della preparazione dei colori si diluisce il prodotto con un 5-10% di acqua e si uniforma mescolando ancora.

 

stendere-colore

Facile e Veloce va steso con rulli di spugna superfine bianco (moltoprene). Il colore va steso rullando principalmente in una direzione e a tratti incrociando nell’altra.

 

colore-non-cola

Il prodotto non cola e permette la massima precisione. Anche nei bordini non è necessario mettere nastro di mascheratura, né è necessario proteggere altre parti del manufatto che non vanno dipinte.

Restyling della cassettiera: finitura

finitura

La resina di finitura bicomponente all’acqua offre a Facile e Veloce la massima resistenza ottenibile. La preparazione è semplice: basta mescolare i due componenti contenuti nella confezione.

 

finitura-trasparente

Il prodotto ha aspetto lattiginoso, ma essiccando diviene totalmente trasparente.

 

restyling-della-cassettiera-top

La finitura trasparente è ideale anche per impermeabilizzare le superfici di legno. In questo caso si applica sul top della cassettiera per rinnovare una volta per tutte la finitura del mobile, lasciando il legno a vista.

Cuccia con tetto rimovibile

Partendo da una vecchia cassa, si costruisce una cuccia per il cane provvedendo a coibentare per bene tutte le parti, incluso il tetto che si mette e toglie a incastro

Cristian Appio ha deciso di riutilizzare una vecchia cassa perché le dimensioni e la struttura si prestano particolarmente bene al nuovo utilizzo.

Copertura rimovibile

tetto-rimovibile

La cuccia scoperchiata dà totale accesso al suo interno per effettuare le pulizie periodiche e all’occasione sostituire il tappetino che si mette solitamente sul fondo.

 

falde-tetto

Le falde del tetto sono unite da due controtimpani che hanno anche il compito di mantenerle bloccate a formare l’angolo corretto: l’angolo deve corrispondere a quello che formano i timpani sulle due facciate della costruzione, in modo che, sovrapponendo il tetto, i profili combacino alla perfezione. Oltre a irrigidire le falde con l’angolo corretto, i controtimpani hanno la funzione di impedire gli spostamenti longitudinali del tetto; per questo vanno montati avendo cura che restino immediatamente all’interno dei timpani.

La costruzione

struttura

Della vecchia cassa resta soltanto la struttura portante e il pannello di fondo. La costruzione inizia dalla parete frontale, su cui va realizzato l’ingresso con apertura ad arco.

 

rialzo

Approfittando del fatto che i listelli della base hanno un certo spessore e lasciano spazio sufficiente al di sotto, si mette un pannello di polipropilene espanso come isolante e poi, a chiudere il tutto, un foglio di legno per rivestimento pareti. Tre listelli messi trasversalmente fanno da leggero rialzo tenendo sollevata la cuccia dal pavimento.

 

rivestimento-pareti

Sempre usando i fogli di legno per rivestimento pareti, si riveste tutto l’esterno della struttura portante; la cuccia ha praticamente preso forma.

 

sandwich

Per semplificare il lavoro, i sandwich (fogli di compensato ai lati e materiale isolante in mezzo) della faccia frontale e del retro sono applicati esternamente alla struttura portante; sui lati, invece, il pannello isolante resta nello spessore del telaio e il foglio interno va in battuta sulla struttura.

 

falde-tetto

Le falde del tetto sono realizzate con il medesimo sistema a sandwich; per rifinire i bordi e lo spigolo di giunzione delle falde, si usano comuni stecche di profilato angolare di legno.

 

controtimpani

I controtimpani sono fatti usando tavole di recupero: non essendo larghe a sufficienza si risolve facendo più pezzi, ovvero due identici per ogni lato, più un terzo che li unisce. Il rimedio non ha alcun impatto estetico perché i controtimpani restano all’interno sia della facciata anteriore sia di quella posteriore della cuccia.

Completamento del frontale

cuccia-ingresso

Per completare il bordo dell’ingresso della cuccia, dove rimangono a vista gli strati che compongono il pannello frontale, si usa un profilato di alluminio a U, largo quanto lo spessore del sandwich. Agli angoli le estremità si tagliano a 45°, mentre per la porzione di arco si effettua una serie di tagli sulle ali della U, lasciando integro soltanto il lato base che a questo punto può essere piegato per prendere la forma dell’arco.

Decorare palline polistirolo con nastri e tessuto

Avvolgiamo nastri e cordoncini colorati su supporti sagomati in polistirolo per ottenere delle palline polistirolo millerighe per il nostro albero di Natale

Palline polistirolo decorate? Ecco come fare!

materiali

Sagome varie di  palline polistirolo da scegliere in diverse grandezze, nastrini di vario spessore e colore, catenelle colorate, nastrino elastico, forbici, colla vinilica.

Palline millerighe: come procedere

 

bucare-pallina

Con un oggetto appuntito buchiamo la parte superiore della forma di polistirolo.

 

inserire-catenella

Il diametro del foro deve essere sufficientemente grande da poter contenere sia il nastro elastico che una piccola porzione di catenella.

 

avvolgere-nastro

Sigilliamo il foro con colla vinilica. Avvolgiamo a spirale il nastro e la catenella tenendo leggermente in tensione il nastro che in questo modo si avvolgerà perfettamente intorno alla forma. Le forme a campana possono essere rivestite con un andamento a spirale di nastri e cordoncini.

 

nastro-a-cappio

La fase finale prevede l’inserimento nel foro superiore di un nastro chiuso a cappio per appendere le palline all’albero.

palline-millerighe-finite

Al termine una spennellata di colla vinilica diluita darà stabilità all’insieme: la colla asciutta diventa trasparente.

palline-millerighe

Portafrutta portacandele

Creiamo un insieme che riunisca il piatto portafrutta e il portacandele decorando il tutto con piccoli abeti di legno che danno il tocco natalizio

Due dischi in legno massello ricco di venature, di diametro differente, costituiscono il piatto portafrutta. Quello di diametro più piccolo costituisce la base, mentre quello più grande è forato per accogliere le candele, la frutta e le spine della sagoma degli alberi.

Portafrutta portacandele: cosa occorre

 

disegno

 

Serve un piano in listellare di pino spesso 28 mm da cui ricavare due dischi Ø 400 e Ø 340 mm. Per gli abeti occorre un piano in lamellare spesso 20 mm da 250×250 mm circa. Occorrono anche spine di legno Ø8 mm, colla vinilica e impregnante trasparente.

Portafrutta portacandele: i vari passaggi

 

segare-cerchi

Fissiamo il pezzo da tagliare in una morsa. Dopo aver tracciato i cerchi sul piano di lamellare li seguiamo con il seghetto alternativo, operando poco alla volta, per sezioni.

 

levigare-bordi

Levighiamo i bordi dei dischi per eliminare eventuali schegge e asperità prodotte dalla lama del seghetto alternativo. La levigatura va effettuata con carta vetrata a grana media levigando anche la superficie per favorire il fissaggio dell’adesivo.

sagome

Le due sagome degli abeti sono ricavate da un unico piano di lamellare. La forma può essere ottenuta dal disegno quadrettato opportunamente ingrandito.

 

tagliare-stelle

Il modo più semplice e preciso per tagliare le forme delle stelle e il foro interno del disco è usare un seghetto da traforo. Se usiamo il seghetto alternativo dobbiamo prima praticare un foro al centro per il passaggio della lama.

 

portafrutta-portacandele-esecuzione

Dopo aver riportato il disegno degli alberi, pratichiamo il taglio col seghetto alternativo (dotato di una lama stretta che segue facilmente le linee). Foriamo la base degli “abeti” e vi inseriamo due spine di legno.

 

morsa

I pezzi tagliati devono essere assemblati con colla vinilica e messi in morsa per almeno 24 ore.

 

posizionare-abeti

Posizioniamo all’interno dei tre fori praticati sulla base del piatto la sagoma degli abeti fissandola con gocce di colla vinilica. La finitura più adatta per il piatto è la cera vergine d’api distribuita con un panno e levigata con lana d’acciaio.

Come installare un lampadario a sospensione con i tasselli

L’installazione di un lampadario a sospensione è un’operazione che non presenza difficoltà, ma esige la conoscenza dei giusti sistemi di fissaggio

lampadario a sospensione tasselliQuando occorre appendere un lampadario a sospensione dobbiamo sempre accertarci che, nelle vicinanze del punto di arrivo dell’alimentazione elettrica a soffitto, ci sia un gancio o un altro sostegno di robustezza adeguata allo scopo. In nessun caso possiamo affidare questo compito ai conduttori, per robusti che possano essere.
Talvolta certi lampadari leggeri sembrano sospesi in questo modo, ma guardando meglio vediamo che il cavo adotta un terminale reggifilo che si fa carico del peso e impedisce che questo possa gravare sul cavo. La perplessità che possiamo incontrare, avendo a che fare con questi lampadari, è che spesso hanno solo due fili, manca il conduttore giallo-verde
di terra. Ma, non essendoci parti metalliche e conduttrici, compresa la calotta di finitura, non esiste pericolo che la corrente possa trasmettersi ai componenti e da questi alla persona.

lampadario a sospensione tasselli
I sistemi di sospensione per un lampadario a sospensione sono diversi a seconda del supporto: i tasselli ad ancora si utilizzano per solette di mattoni forati, quelli a espansione nella muratura piena, mentre per il cartongesso dobbiamoricorrere a tasselli specifici. Il terminale a soffitto può essere a occhiolo chiuso o aperto, a seconda dell’elemento di sospensione presente all’estremità superiore del lampadario.

 

             lampadario a sospensione foro trapano

  1. Pratichiamo un foro a soffitto di diametro appropriato per inserire il tassello di tipo adatto al supporto e provvisto di terminale idoneo a cui agganciare il lampadario. Montiamo sul trapano l’accessorio per l’aspirazione delle polveri per non disperdere i detriti. 

    lampadario a sospensione inserisce tasssello

  2. Nella maggior parte dei casi abbiamo a che fare con una soletta di laterizi forati. I tasselli ad ancora sono più sicuri di qualsiasi altro fissaggio in quanto le alette superiori, inserite chiuse, si allargano appena raggiungono il vuoto dei mattoni e si appoggiano a essi. 

    lampadario a sospensione distanziale

  3. Se il lampadario non è provvisto di gancio e dobbiamo affidarci al suo cavo di alimentazione per sospenderlo, facciamo passare questo in due dei tre fori del distanziale di plastica per non far gravare il peso sul cavo. Il terzo foro si aggancia al terminale del tassello. 

    lampadario a sospensione collegamento

  4. Se vogliamo spostare il lampadario a sospensione dal centro stanza a una zona decentrata, dobbiamo applicare a soffitto una scatola di derivazione entro la quale fare gli allacciamenti elettrici necessari a portare corrente fino alla nuova installazione, entro una canalina esterna.

 

 

 

 

 

 

Armadio nella nicchia con ripiani e ante

Questo armadio nella nicchia determinata dal sottoscala adiacente alla cucina è perfetto per installarvi alcuni ripiani-dispensa e riporvi i bidoni della differenziata, chiudendo il tutto con ante elaborate

La struttura e l’interno di questo armadio sono semplici e realizzati con legno grezzo, ma per le ante Cinzia Soriani ha trovato soluzioni originali utilizzando materiali di scarto.

Armadio nella nicchia con diamanti di legno

fissare-listelli

I listelli 20×40 mm che reggono i ripiani si fissano a muro con tasselli a espansione.

 

canalina

Nella parte alta della nicchia, sul lato destro, c’è una canalina che racchiude un’estensione dell’impianto elettrico.

 

sagomare-tavola

Per potervi accedere occorre sagomare la tavola verticale corrispondente con uno scasso abbastanza ampio da poter sollevare il profilo di chiusura per eventuali ispezioni dell’impianto.

 

ante

Le ante sono realizzate con pannelli di multistrato da 10 mm racchiusi tra listelli per cornici, acquistati e tagliati a misura con le estremità bisellate a 45°. Siccome esteticamente risultano un po’ troppo semplici, si completa il frontale con strisce di multistrato avanzato dal taglio dei pannelli, nelle quali si praticano alcune aperture a rombo.

 

piastrelle

All’interno delle aperture vanno inserite delle piastrelle di terracotta, dopo aver fissato le strisce al centro delle ante.

 

decorazione-armadio-nella-nicchia

Con una cornice a quarto di cerchio si rifinisce il perimetro della decorazione; nella parte alta e bassa delle ante, per completare il lavoro, si collocano quattro “diamanti” ottenuti sovrapponendo scarti dello stesso legno di dimensione decrescente.

 

finitura

La tinta della finitura è la stessa dei mobili di cucina; gli inserti di terracotta si isolano con nastro maschera prima di applicare il colore. Il fissaggio alle tavole verticali che fanno da telaio avviene con cerniere a nastro da 1.500 mm.

Comodini minimalisti

Con il fai da te è possibile variare le dimensioni dei comodini rispetto agli standard e utilizzare materiali più robusti

comodino

Alex Turci ha costruito una coppia di comodini con due cassetti ciascuno; struttura e gambe sono stati trattati con una finitura bianca all’acqua, i frontalini con una soluzione neutra a base di cera. Interessante anche l’idea creativa per gli abat-jour, una coppia di vecchi mocassini in cui sono inseriti portalampada e lampadina, facendo passare il filo a lato del rialzo.

Comodini: i cassetti

struttura-cassetti

 

I fianchi e il lato posteriore dei cassetti sono in multistrato di betulla da 12 mm di spessore; tagliate le tavole, si realizzano le fresature sull’esterno dei fianchi per lo scorrimento su listelli di legno e all’interno, in basso, per l’inserimento del fondo di compensato.

 

morsetti

 

scanalatura

L’unione avviene tramite spine di legno e colla vinilica; i frontalini sono ricavati da vecchie tavole di rovere. Siccome il montaggio prevede l’inserimento dei fianchi tra frontalino e tavola posteriore, sui lati verticali di quest’ultima occorre realizzare la fresatura di prolungamento della guida di scorrimento. I cassetti vanno serrati tra morsetti per 24 ore, poi si provvede a pareggiare eventuali disallineamenti a filo piano tra le tavole con una passata di raspa e di carta vetrata. Al centro del frontalino si apre il foro per il pomolo.

La struttura dei comodini

struttura

La struttura del comodino è di multistrato di pioppo da 30 mm; nella parte superiore e inferiore dei fianchi, sul lato interno, si ricava il restringimento che permette di inserire top e base tra di essi.

 

pannelli

Anche in questo caso i quattro pannelli vanno fresati sul lato posteriore per inserire il fondo di compensato da 8 mm, prima di montare la base (qui il comodino è capovolto).

 

spinatura

Dopo l’assemblaggio definitivo per spinatura e quando la colla ha fatto presa si realizza una cornice con listelli di faggio tagliati a 45°, così da nascondere alla vista le giunzioni e gli strati che compongono il multistrato. Si fissano con colla e chiodini a testa persa.

 

incollare

Le gambe si ricavano da un tondo di faggio Ø 40 mm tagliato a misura (200 mm) con la troncatrice.

 

fori

Al centro di ciascuna gamba si realizza un foro per inserire perni a doppia filettatura: la parte filettata a legno si avvita a fondo nella gamba.

 

fondo

La parte a passo metrico serve per fissarla con dado e rondella dall’interno del fondo.

 

guide-di-scorrimento

Per praticità di lavoro, conviene tracciare la posizione delle guide di scorrimento quando si effettua il montaggio in bianco, per poi separare i pezzi e procedere al loro fissaggio sulla faccia interna.

Staccionata a onda

Quando le tavole della vecchia recinzione sono consumate, spaccate e cotte dal sole bisogna rifare la staccionata

Dopo aver tagliato i pezzi a misura, ricavandoli da tavole 20x100x4000 mm, per dare ai pannelli la forma a onda si allineano 7 tavole su un piano, distanziate fra loro di 60 mm, e si piantano due chiodi nella prima e nell’ultima, a 100 mm dall’estremità superiore, ma senza mandarli a fondo. Questi servono per bloccare ai lati un listello sottile e flessibile per tirarlo al centro fino a lambire l’estremità della tavola: tenendolo in questa posizione si traccia a matita l’arco. Al contrario, per le tavole del pannello adiacente, si realizza la concavità, flettendo nel mezzo il listello tirandolo in basso di 100 mm.

Mentre per i pannelli fissi bastano due traversi orizzontali per tenerli insieme, il cancelletto richiede maggiore solidità perché è incernierato su un lato e libero dall’altro. Si costruisce un telaio con 3 traversi e si mette una diagonale nella specchiatura inferiore.

Staccionata a onda: tutti i passaggi

 

 

taglio

Gli elementi verticali che compongono la recinzione (escluso il cancelletto) vanno tagliati a un’altezza di 1300 mm; da ogni tavola di 4 metri se ne ricavano due, più una terza da 1400 mm (meno lo spessore eroso dalla lama della troncatrice) che servirà per il cancelletto.

 

rifilatura

L’estremità superiore di ciascun elemento va rifilata in base alla leggera curvatura disegnata per ottenere pannelli con il profilo superiore concavo e convesso, alternati per rappresentare l’onda.

 

stondatura

Per il cancelletto si fissano 8 tavole distanziate di 50 mm sul telaio, si effettua la stondatura superiore come per le altre e, a circa 2/3 dell’altezza, si realizza l’ellisse per inserire il pannello con le iniziali di famiglia.

 

staccionata-a-onde-pannelli

I pannelli vengono composti appoggiando le tavole a due traversi da 60×40 mm di sezione da tagliare a misura, senza fissarle.

 

pilastro

Tavole e travetti vanno trattati con tre mani di impregnante (una incolore e due noce scuro), come pure i pilastri, che misurano 55x65x1200 mm. Questi vengono montati per primi, distanziati di 1200 mm, con tasselli e squadrette che fanno presa in getti di calcestruzzo; si montano quindi i traversi e su questi si avvitano le tavole. Infine, con l’aiuto di robuste cerniere su un lato, si monta il cancelletto.

 

iniziali

Dalle stesse tavole si ricava un’ellisse a un’altezza di 900 mm, dove al centro si inserisce il medaglione ovale in multistrato con le iniziali, intagliate con la fresatrice, dei cognomi dei padroni di casa.

Presepe di radici

Ceppi e radici dalle forme più disparate possono rivelarsi una capanna per presepe già quasi fatta

I ceppi più adatti sono quelli con una larga incavatura per la capanna e un contorno di guglie che ricordano montagne e boschi.

Una sottile scorza di solido legno, nascosta sotto la parte marcita, viene privata delle parti ammalorate. Se la radice proviene dalle rive di un fiume, il grosso della pulizia è già stato fatto dall’acqua e basta una raschiata con un coltello per togliere fango e pietre.

Presepe di radici: i vari passaggi

spazzolare-legno

Tutte le parti friabili o decomposte vanno tolte con l’aiuto di spazzole, coltelli e raschietti fino a mettere a nudo il legno ancora compatto. Con un colpo di sega si aggiusta la base in modo da stabilizzare l’appoggio.

 

finitura-legno

Dopo aver eliminato la polvere con un pennello e aria compressa si passa alla finitura del legno con una vernice trasparente con finitura cera, stesa in più mani per compensare l’assorbimento del legno vecchio.

 

sistemare-tavole

Per accogliere le statuine, sistemiamo alcuni pezzetti di tavola ritagliati per adattarsi agli anfratti. Qualche goccia di termocolla sul retro aiuta a rendere solida l’unione.

 

sfagno

Per richiamare prati e vegetazione bassa stendiamo uno strato di sfagno incollato con colla a caldo.

 

presepe-di-radici-luci

Passiamo il cavo delle luminarie attraverso fori e crepe del legno, nascondendolo sotto la vegetazione, in modo da far emergere le lampadine nei punti strategici.

 

incollare-statuina

Ciascun personaggio viene incollato al suo posto, sotto lo strato di muschio, mediante un velo di colla a caldo, in modo da impedirne la caduta durante gli spostamenti.

Con quest’ultima fase il nostro presepe di radici è finito!