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Portafrutta portacandele

Creiamo un insieme che riunisca il piatto portafrutta e il portacandele decorando il tutto con piccoli abeti di legno che danno il tocco natalizio

Due dischi in legno massello ricco di venature, di diametro differente, costituiscono il piatto portafrutta. Quello di diametro più piccolo costituisce la base, mentre quello più grande è forato per accogliere le candele, la frutta e le spine della sagoma degli alberi.

Portafrutta portacandele: cosa occorre

 

disegno

 

Serve un piano in listellare di pino spesso 28 mm da cui ricavare due dischi Ø 400 e Ø 340 mm. Per gli abeti occorre un piano in lamellare spesso 20 mm da 250×250 mm circa. Occorrono anche spine di legno Ø8 mm, colla vinilica e impregnante trasparente.

Portafrutta portacandele: i vari passaggi

 

segare-cerchi

Fissiamo il pezzo da tagliare in una morsa. Dopo aver tracciato i cerchi sul piano di lamellare li seguiamo con il seghetto alternativo, operando poco alla volta, per sezioni.

 

levigare-bordi

Levighiamo i bordi dei dischi per eliminare eventuali schegge e asperità prodotte dalla lama del seghetto alternativo. La levigatura va effettuata con carta vetrata a grana media levigando anche la superficie per favorire il fissaggio dell’adesivo.

sagome

Le due sagome degli abeti sono ricavate da un unico piano di lamellare. La forma può essere ottenuta dal disegno quadrettato opportunamente ingrandito.

 

tagliare-stelle

Il modo più semplice e preciso per tagliare le forme delle stelle e il foro interno del disco è usare un seghetto da traforo. Se usiamo il seghetto alternativo dobbiamo prima praticare un foro al centro per il passaggio della lama.

 

portafrutta-portacandele-esecuzione

Dopo aver riportato il disegno degli alberi, pratichiamo il taglio col seghetto alternativo (dotato di una lama stretta che segue facilmente le linee). Foriamo la base degli “abeti” e vi inseriamo due spine di legno.

 

morsa

I pezzi tagliati devono essere assemblati con colla vinilica e messi in morsa per almeno 24 ore.

 

posizionare-abeti

Posizioniamo all’interno dei tre fori praticati sulla base del piatto la sagoma degli abeti fissandola con gocce di colla vinilica. La finitura più adatta per il piatto è la cera vergine d’api distribuita con un panno e levigata con lana d’acciaio.

Come installare un lampadario a sospensione con i tasselli

L’installazione di un lampadario a sospensione è un’operazione che non presenza difficoltà, ma esige la conoscenza dei giusti sistemi di fissaggio

lampadario a sospensione tasselliQuando occorre appendere un lampadario a sospensione dobbiamo sempre accertarci che, nelle vicinanze del punto di arrivo dell’alimentazione elettrica a soffitto, ci sia un gancio o un altro sostegno di robustezza adeguata allo scopo. In nessun caso possiamo affidare questo compito ai conduttori, per robusti che possano essere.
Talvolta certi lampadari leggeri sembrano sospesi in questo modo, ma guardando meglio vediamo che il cavo adotta un terminale reggifilo che si fa carico del peso e impedisce che questo possa gravare sul cavo. La perplessità che possiamo incontrare, avendo a che fare con questi lampadari, è che spesso hanno solo due fili, manca il conduttore giallo-verde
di terra. Ma, non essendoci parti metalliche e conduttrici, compresa la calotta di finitura, non esiste pericolo che la corrente possa trasmettersi ai componenti e da questi alla persona.

lampadario a sospensione tasselli
I sistemi di sospensione per un lampadario a sospensione sono diversi a seconda del supporto: i tasselli ad ancora si utilizzano per solette di mattoni forati, quelli a espansione nella muratura piena, mentre per il cartongesso dobbiamoricorrere a tasselli specifici. Il terminale a soffitto può essere a occhiolo chiuso o aperto, a seconda dell’elemento di sospensione presente all’estremità superiore del lampadario.

 

             lampadario a sospensione foro trapano

  1. Pratichiamo un foro a soffitto di diametro appropriato per inserire il tassello di tipo adatto al supporto e provvisto di terminale idoneo a cui agganciare il lampadario. Montiamo sul trapano l’accessorio per l’aspirazione delle polveri per non disperdere i detriti. 

    lampadario a sospensione inserisce tasssello

  2. Nella maggior parte dei casi abbiamo a che fare con una soletta di laterizi forati. I tasselli ad ancora sono più sicuri di qualsiasi altro fissaggio in quanto le alette superiori, inserite chiuse, si allargano appena raggiungono il vuoto dei mattoni e si appoggiano a essi. 

    lampadario a sospensione distanziale

  3. Se il lampadario non è provvisto di gancio e dobbiamo affidarci al suo cavo di alimentazione per sospenderlo, facciamo passare questo in due dei tre fori del distanziale di plastica per non far gravare il peso sul cavo. Il terzo foro si aggancia al terminale del tassello. 

    lampadario a sospensione collegamento

  4. Se vogliamo spostare il lampadario a sospensione dal centro stanza a una zona decentrata, dobbiamo applicare a soffitto una scatola di derivazione entro la quale fare gli allacciamenti elettrici necessari a portare corrente fino alla nuova installazione, entro una canalina esterna.

 

 

 

 

 

 

Armadio nella nicchia con ripiani e ante

Questo armadio nella nicchia determinata dal sottoscala adiacente alla cucina è perfetto per installarvi alcuni ripiani-dispensa e riporvi i bidoni della differenziata, chiudendo il tutto con ante elaborate

La struttura e l’interno di questo armadio sono semplici e realizzati con legno grezzo, ma per le ante Cinzia Soriani ha trovato soluzioni originali utilizzando materiali di scarto.

Armadio nella nicchia con diamanti di legno

fissare-listelli

I listelli 20×40 mm che reggono i ripiani si fissano a muro con tasselli a espansione.

 

canalina

Nella parte alta della nicchia, sul lato destro, c’è una canalina che racchiude un’estensione dell’impianto elettrico.

 

sagomare-tavola

Per potervi accedere occorre sagomare la tavola verticale corrispondente con uno scasso abbastanza ampio da poter sollevare il profilo di chiusura per eventuali ispezioni dell’impianto.

 

ante

Le ante sono realizzate con pannelli di multistrato da 10 mm racchiusi tra listelli per cornici, acquistati e tagliati a misura con le estremità bisellate a 45°. Siccome esteticamente risultano un po’ troppo semplici, si completa il frontale con strisce di multistrato avanzato dal taglio dei pannelli, nelle quali si praticano alcune aperture a rombo.

 

piastrelle

All’interno delle aperture vanno inserite delle piastrelle di terracotta, dopo aver fissato le strisce al centro delle ante.

 

decorazione-armadio-nella-nicchia

Con una cornice a quarto di cerchio si rifinisce il perimetro della decorazione; nella parte alta e bassa delle ante, per completare il lavoro, si collocano quattro “diamanti” ottenuti sovrapponendo scarti dello stesso legno di dimensione decrescente.

 

finitura

La tinta della finitura è la stessa dei mobili di cucina; gli inserti di terracotta si isolano con nastro maschera prima di applicare il colore. Il fissaggio alle tavole verticali che fanno da telaio avviene con cerniere a nastro da 1.500 mm.

Comodini minimalisti

Con il fai da te è possibile variare le dimensioni dei comodini rispetto agli standard e utilizzare materiali più robusti

comodino

Alex Turci ha costruito una coppia di comodini con due cassetti ciascuno; struttura e gambe sono stati trattati con una finitura bianca all’acqua, i frontalini con una soluzione neutra a base di cera. Interessante anche l’idea creativa per gli abat-jour, una coppia di vecchi mocassini in cui sono inseriti portalampada e lampadina, facendo passare il filo a lato del rialzo.

Comodini: i cassetti

struttura-cassetti

 

I fianchi e il lato posteriore dei cassetti sono in multistrato di betulla da 12 mm di spessore; tagliate le tavole, si realizzano le fresature sull’esterno dei fianchi per lo scorrimento su listelli di legno e all’interno, in basso, per l’inserimento del fondo di compensato.

 

morsetti

 

scanalatura

L’unione avviene tramite spine di legno e colla vinilica; i frontalini sono ricavati da vecchie tavole di rovere. Siccome il montaggio prevede l’inserimento dei fianchi tra frontalino e tavola posteriore, sui lati verticali di quest’ultima occorre realizzare la fresatura di prolungamento della guida di scorrimento. I cassetti vanno serrati tra morsetti per 24 ore, poi si provvede a pareggiare eventuali disallineamenti a filo piano tra le tavole con una passata di raspa e di carta vetrata. Al centro del frontalino si apre il foro per il pomolo.

La struttura dei comodini

struttura

La struttura del comodino è di multistrato di pioppo da 30 mm; nella parte superiore e inferiore dei fianchi, sul lato interno, si ricava il restringimento che permette di inserire top e base tra di essi.

 

pannelli

Anche in questo caso i quattro pannelli vanno fresati sul lato posteriore per inserire il fondo di compensato da 8 mm, prima di montare la base (qui il comodino è capovolto).

 

spinatura

Dopo l’assemblaggio definitivo per spinatura e quando la colla ha fatto presa si realizza una cornice con listelli di faggio tagliati a 45°, così da nascondere alla vista le giunzioni e gli strati che compongono il multistrato. Si fissano con colla e chiodini a testa persa.

 

incollare

Le gambe si ricavano da un tondo di faggio Ø 40 mm tagliato a misura (200 mm) con la troncatrice.

 

fori

Al centro di ciascuna gamba si realizza un foro per inserire perni a doppia filettatura: la parte filettata a legno si avvita a fondo nella gamba.

 

fondo

La parte a passo metrico serve per fissarla con dado e rondella dall’interno del fondo.

 

guide-di-scorrimento

Per praticità di lavoro, conviene tracciare la posizione delle guide di scorrimento quando si effettua il montaggio in bianco, per poi separare i pezzi e procedere al loro fissaggio sulla faccia interna.

Staccionata a onda

Quando le tavole della vecchia recinzione sono consumate, spaccate e cotte dal sole bisogna rifare la staccionata

Dopo aver tagliato i pezzi a misura, ricavandoli da tavole 20x100x4000 mm, per dare ai pannelli la forma a onda si allineano 7 tavole su un piano, distanziate fra loro di 60 mm, e si piantano due chiodi nella prima e nell’ultima, a 100 mm dall’estremità superiore, ma senza mandarli a fondo. Questi servono per bloccare ai lati un listello sottile e flessibile per tirarlo al centro fino a lambire l’estremità della tavola: tenendolo in questa posizione si traccia a matita l’arco. Al contrario, per le tavole del pannello adiacente, si realizza la concavità, flettendo nel mezzo il listello tirandolo in basso di 100 mm.

Mentre per i pannelli fissi bastano due traversi orizzontali per tenerli insieme, il cancelletto richiede maggiore solidità perché è incernierato su un lato e libero dall’altro. Si costruisce un telaio con 3 traversi e si mette una diagonale nella specchiatura inferiore.

Staccionata a onda: tutti i passaggi

 

 

taglio

Gli elementi verticali che compongono la recinzione (escluso il cancelletto) vanno tagliati a un’altezza di 1300 mm; da ogni tavola di 4 metri se ne ricavano due, più una terza da 1400 mm (meno lo spessore eroso dalla lama della troncatrice) che servirà per il cancelletto.

 

rifilatura

L’estremità superiore di ciascun elemento va rifilata in base alla leggera curvatura disegnata per ottenere pannelli con il profilo superiore concavo e convesso, alternati per rappresentare l’onda.

 

stondatura

Per il cancelletto si fissano 8 tavole distanziate di 50 mm sul telaio, si effettua la stondatura superiore come per le altre e, a circa 2/3 dell’altezza, si realizza l’ellisse per inserire il pannello con le iniziali di famiglia.

 

staccionata-a-onde-pannelli

I pannelli vengono composti appoggiando le tavole a due traversi da 60×40 mm di sezione da tagliare a misura, senza fissarle.

 

pilastro

Tavole e travetti vanno trattati con tre mani di impregnante (una incolore e due noce scuro), come pure i pilastri, che misurano 55x65x1200 mm. Questi vengono montati per primi, distanziati di 1200 mm, con tasselli e squadrette che fanno presa in getti di calcestruzzo; si montano quindi i traversi e su questi si avvitano le tavole. Infine, con l’aiuto di robuste cerniere su un lato, si monta il cancelletto.

 

iniziali

Dalle stesse tavole si ricava un’ellisse a un’altezza di 900 mm, dove al centro si inserisce il medaglione ovale in multistrato con le iniziali, intagliate con la fresatrice, dei cognomi dei padroni di casa.

Presepe di radici

Ceppi e radici dalle forme più disparate possono rivelarsi una capanna per presepe già quasi fatta

I ceppi più adatti sono quelli con una larga incavatura per la capanna e un contorno di guglie che ricordano montagne e boschi.

Una sottile scorza di solido legno, nascosta sotto la parte marcita, viene privata delle parti ammalorate. Se la radice proviene dalle rive di un fiume, il grosso della pulizia è già stato fatto dall’acqua e basta una raschiata con un coltello per togliere fango e pietre.

Presepe di radici: i vari passaggi

spazzolare-legno

Tutte le parti friabili o decomposte vanno tolte con l’aiuto di spazzole, coltelli e raschietti fino a mettere a nudo il legno ancora compatto. Con un colpo di sega si aggiusta la base in modo da stabilizzare l’appoggio.

 

finitura-legno

Dopo aver eliminato la polvere con un pennello e aria compressa si passa alla finitura del legno con una vernice trasparente con finitura cera, stesa in più mani per compensare l’assorbimento del legno vecchio.

 

sistemare-tavole

Per accogliere le statuine, sistemiamo alcuni pezzetti di tavola ritagliati per adattarsi agli anfratti. Qualche goccia di termocolla sul retro aiuta a rendere solida l’unione.

 

sfagno

Per richiamare prati e vegetazione bassa stendiamo uno strato di sfagno incollato con colla a caldo.

 

presepe-di-radici-luci

Passiamo il cavo delle luminarie attraverso fori e crepe del legno, nascondendolo sotto la vegetazione, in modo da far emergere le lampadine nei punti strategici.

 

incollare-statuina

Ciascun personaggio viene incollato al suo posto, sotto lo strato di muschio, mediante un velo di colla a caldo, in modo da impedirne la caduta durante gli spostamenti.

Con quest’ultima fase il nostro presepe di radici è finito!

Presepe in sughero

Costruiamo la capanna e le installazioni scenografiche di contorno per le nostre statuine simulando un panorama tutto rocce e anfratti

Il sughero “maschio” ottenuto dalla prima scortecciatura di piante relativamente giovani ha scarso valore commerciale, ma è assai adatto al nostro scopo a causa della superficie aspra e contorta.

Partendo da un pezzo di forma vagamente cilindrica tagliamo alcune parti e le congiungiamo in modo da ottenere un fondale e una base piatta con, ai due estremi, le montagnole per accogliere i pastori. Se la plancia di sughero nella sua forma naturale non è adatta per realizzare la classica scenografia del presepe, la si taglia in parti più piccole incollandone insieme alcune per formare un anfiteatro adatto. Dovrebbero bastare una base piatta, un fondale e due zone rilevate laterali che servono anche per rendere stabile l’appoggio. Con i frammenti rimasti si costruiscono muri e tetto della capanna decorando il presepe con muschio, sfagno e ghiaia.

PRESEPE IN SUGHERO: L’ASSEMBLAGGIO

forare

Tagliamo alcune parti dalla plancia e raddrizziamo il bordo con un coltello o una raspa fino a che le due superfici non combacino perfettamente. Foriamo con una punta da 8 mm una delle parti e riportiamo un segno sulla seconda in modo che i fori si fronteggino con precisione.

 

incollare-spine

Bagniamo di colla le spine di faggio da 8 mm con un pennellino. Possono andare bene anche semplici rametti di forma cilindrica.

 

inserire-spine

Poniamo le spine nei rispettivi alloggiamenti inserendole per metà con l’aiuto di un martello. È consigliabile trapanare su questo lato dei fori di profondità appena sufficiente per alloggiare la spina in modo che l’inserimento dell’altro pezzo non la faccia affondare troppo.

 

presepe-in-sughero-contatto

Spennelliamo con colla vinilica tutta la zona di contatto, spine comprese, senza bagnare la parte rugosa e assembliamo le parti mantenendole sotto pressione.

 

termocolla

A colla asciutta irrobustiamo la giunzione con uno strato di termocolla che fa da ponte tra le due parti.

PRESEPE IN SUGHERO: I PARTICOLARI

muschio

Dopo l’assemblaggio delle varie parti lasciamo in vista la faccia con la corteccia scabra e all’interno le zone più lisce. Con qualche goccia di colla vinilica incolliamo ciuffi di muschio per simulare i prati.

 

graniglia-marmo

La ghiaia di strade e piazzali è graniglia di marmo bianco stesa su di un letto di colla vinilica. Per ottenere una copertura più fitta si abbonda con i sassolini premendoli bene. A colla asciutta si capovolge il presepe scuotendo via quelli non attaccati bene.

 

incollare-statuine

Per incollare le statuine utilizziamo colla a caldo.

Montare il WC sospeso

Con i sanitari fissati a parete e rialzati da terra le operazioni di pulizia sono più semplici e i vasi hanno forme più morbide ed eleganti; per un wc sospeso dalla linea ancor più omogenea c’è un sistema che elimina i fissaggi laterali

I telai monoblocco per sanitari hanno semplificato molto la loro installazione, specialmente per quanto riguarda la soluzione sospesa: gli allacciamenti di cacciata e scarico sono già incorporati, come pure la vaschetta di risciacquo e le barre su cui va calzato il vaso; il tutto è registrabile per gli allineamenti del caso.

Gli elementi di sospensione rimangono nascosti o restano parzialmente a vista i dadi di fissaggio alle barre, le cui teste affiorano da cavità realizzate allo scopo nelle fiancate del vaso; ora però esiste un sistema che permette di eliminare anche questo particolare, quindi il sanitario mantiene una forma continua e omogenea e sembra veramente… sospeso.

Il sistema di fissaggio SupraFix 2.0 permette di lavorare esclusivamente dall’alto ed è concepito per diversi modelli e forme di sanitari; è abbinabile con un kit di insonorizzazione con perforazione personalizzata.

Il sistema di montaggio sfrutta gli stessi fori superiori preposti per il montaggio del sedile, che ha la chiusura rallentata, anche per il montaggio del sanitario: non è il vaso a essere fissato alle barre di sostegno ancorate a parete, ma un supporto sul quale il vaso viene appoggiato e bloccato da sopra tramite una vite incorporata nella boccola per il fissaggio del sedile.

Installazione rapida del wc sospeso

supporti

I due supporti sono provvisti di un foro orizzontale da calzare sulle barre di sostegno e di uno verticale che incorpora la boccola filettata per il bloccaggio del vaso. Mantenendo la parte piana rivolta verso l’alto, si inseriscono a scatto sulla barra posteriore, senza possibilità di errore.

 

inserire-sulle-sbarre

Il tutto si inserisce sulle barre e si spinge contro la parete, verificando che sia in bolla.

 

avvitare-dadi

Si avvitano i dadi sulle barre fino a stabilizzare il fissaggio, senza stringere in modo eccessivo.

 

foglio-isolante

Il foglio di materiale isolante è prefustellato in modo da poter asportare la parte centrale e ottenere un’apertura sagomata attorno ai manicotti di adduzione e di scarico e attorno al supporto.

 

appoggiare-vaso

Il vaso può essere appoggiato sui supporti spinto fino a battuta contro la parete.

 

perno-premontato

Il perno per il fissaggio è premontato con più elementi: la parte inferiore filettata per far presa nella boccola del supporto, una boccola di teflon a T per un appoggio morbido sulla ceramica, la boccola calibrata che fa da distanziale per il foro superiore e l’anima interna filettata femmina per avvitarvi i perni di aggancio del sedile. Con una chiave a brugola si blocca il vaso al supporto, mantenendolo spinto contro la parete.

 

rifilare-eccedenza

Il foglio isolante è concepito per essere utilizzato anche con altri modelli di vaso: bisogna rifilare con un cutter l’eccedenza tutto attorno alla ceramica.

 

avvitare-perni

I perni del sedile, provvisti di una rondella di teflon per non rovinare la ceramica, si avvitano a fondo nella boccola.

 

calzare-sedile

Poi si calza il sedile. Prima di concludere, con una chiave a forchetta inserita sulle sedi piatte ricavate sullo stelo si fa ruotare un quarto di giro il perno in senso orario.

 

wc-sospeso-fine

In pochi minuti il montaggio del wc sospeso è terminato: nessun elemento di fissaggio è a vista.

Quadro intarsiato: terrazza panoramica

L’intarsio, oltre a rappresentare motivi geometrici e decorazioni per mobili, risulta un affascinante metodo per realizzare quadri di arte figurativa

 

scelta-essenze

 

La realizzazione di un quadro intarsiato richiede, oltre all’abilità artistica nel comporre i soggetti, anche un vasto archivio di piallacci di essenze dal quale attingere i colori giusti per le proprie opere, insieme ad una solida esperienza nel prevedere l’aspetto finale del legno dopo la lucidatura.

Quadro intarsiato: come procedere

 

disegno

Il disegno, preparato su di un foglio di carta da lucido nelle esatte proporzioni, viene trasferito, con l’aiuto di un foglio di carta carbone, sul piallaccio, dopo averne studiato attentamente le caratteristiche, le fiammature e le ondulazioni.

 

taglio-tessere

Con un taglierino affilatissimo dalla punta acuminata si ritagliano le tessere dopo aver coperto il legno con nastro adesivo (trasparente sulla parte frontale e di carta sul retro) per irrobustire la superficie e scongiurare lacerazioni del fragile piallaccio. Il nastro di carta viene lasciato sulla superficie fino a lavoro ultimato e rimosso solo prima dell’incollatura.

 

inserimento-tessere

Una dopo l’altra le tessere vengono inserite negli spazi aperti nel piallaccio che fa da sfondo: basta un minimo movimento inconsulto per strappare i fragili filetti appena ottenuti. Un ulteriore strato di nastro adesivo fissa le parti al loro posto.

 

incastro-tessere

I pezzi vengono ritagliati da piallacci dello spessore da 0,6 a 1 mm ed incastrati uno dopo l’altro con l’aiuto di un paio di pinzette. Al termine della composizione si pone del nastro adesivo sulla faccia in vista e si rimuovono i nastri dalla parte posteriore. L’opera viene adagiata su di un pannello di robusto panforte, spennellato di colla vinilica. In questa fase serve una pressa o molti morsetti per mantenere costante la pressione in ogni punto dell’intarsio.

 

spianatura

Dalla tarsia, ormai incollata solidamente sul suo supporto, viene rimossa la pellicola e cominciano le operazioni di spianatura con l’aiuto di una rasiera, un raschietto estremamente affilato. Se in questa fase dovesse distaccarsi o scheggiarsi una tessera è necessario ritagliare il pezzo rovinato e reinserire una parte integra.

 

levigatura-quadro-intarsiato

Si procede ad una levigatura con carta abrasiva a grana via via più fine per livellare tutte le asperità del quadro intarsiato. È solo a questo punto che viene evidenziato il colore del legno nel suo aspetto finale e si possono avere sorprese negli accostamenti di colore. Quando la levigatura è ottimale si passa uno strato di cera naturale e si lucida con un panno di lana.

Matite colorate giganti in vigna

Originali matite in legno alte tre metri, lavorate a mano

Aldo Divano lavora il legno dei pali da vigna, i tronchi di castagno, per realizzare creazioni molto originali: matite colorate giganti, alte fino 3 metri.

La materia prima la preleva dai suoi boschi ad Arquata Scrivia; il legno viene tagliato, decorticato, intagliato, levigato e alla fine, dopo che dà forma anche alla punta, colorato a mano con colori diversi, come in un vero astuccio di scuola. I nodi del legno vengono volutamente lasciati e ogni matita è diversa dall’altra, un pezzo unico, frutto di un paziente lavoro artigiano.

L’idea gli è venuta mesi fa – durante un viaggio in Laos è rimasto colpito da alcuni bambini che intagliavano dei pezzetti di legno – ed è piaciuta: l’Ascom le ha sistemate davanti alle vetrine dei negozi sfitti e, soprattutto, l’imprenditore Vitaliano Maccario gliene ha commissionate una cinquantina per abbellire i suoi vigneti nell’astigiano.

 

 

Maccario infatti produce a Mombaruzzo la pregiata Barbera “Epico”. Una parte delle matite fa ora bella mostra tra i filari (legno da vigna che ritorna “alle origini”, sia pur trasformato), l’altra nella barricaia, ovvero il luogo dove il vino viene affinato nelle botti; precisamente una di queste botti funge ora da gigantesco portapenne.

Il sogno di Aldo Divano è quello di vedere le sue creazioni nelle scuole.