La levigatrice-aspiratrice universale Bosch è una macchina estremamente versatile, con una ricca gamma di accessori da montare per affrontare lavori di levigatura, raschiatura, pulizia e lucidatura
La levigatrice universale Bosch PWR 180 è un utensile utilizzabile per la lavorazione rapida ed efficiente di svariate superfici. Il principio di funzionamento è basato sulla levigatura a rotazione e, grazie ai diversi accessori in dotazione, il sistema si presenta molto versatile, potendo levigare indifferentemente gesso, intonaco, calcestruzzo, rimuovere residui di carta da parati o spazzolare una superficie.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Il PWR 180 CE Set è composto dalla testa di levigatura con tubo di raccordo e dal contenitore DustBox. La versione “corpo macchina”, invece, oltre alla testa di levigatura ha in dotazione l’adattatore per aspiratore universale. La dotazione di accessori cambia in funzione della versione. PWR 180 CE Set, prezzo al pubblico consigliato euro 399,95. PWR 180 CE corpo macchina, prezzo al pubblico consigliato euro 249,95. BOSCH[/box]
Utilizzo
A fronte di tali possibilità, la levigatrice universale si presenta estremamente semplice da usare, offrendo agli hobbisti una maneggevolezza sorprendente, grazie anche alla possibilità di adattare individualmente l’impiego a due mani, in modo che sia possibile guidare l’utensile a lungo e comodamente. Inoltre, la polvere che si forma durante il lavoro viene aspirata da una turbina ad alte prestazioni integrata e convogliata direttamente nel contenitore della polvere. La turbina è dotata di tecnologia GORE™ Filter, un filtro a membrana di elevata qualità che assorbe in modo efficace anche polveri sottili come quelle di calcestruzzo o gesso. Il sistema è utile non solo per la salute, ma anche perché evita il fastidio di aspirare la polvere a lavoro ultimato.
I possibili utilizzi della levigatrice universale

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Nella posa di pareti e controsoffitti in cartongesso si levigano molto rapidamente le stuccature delle giunzioni e delle teste delle viti, rendendole invisibili una volta stesa la finitura. [/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Anche le pavimentazioni in legno posate all’esterno e sottoposte alle peggiori sollecitazioni climatiche si rinnovano senza fatica e senza interventi massicci; basta la rimozione di un sottile strato superficiale per far tornare le fibre del legno al loro aspetto naturale.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Anche con i materiali duri come il cemento e la pietra, può essere necessario usare il guanto di velluto: in esterni, l’accumulo di sporcizia e delle macchie vegetative portate dall’umidità si rimuovono con l’azione delicata, ma decisa, della spazzola.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Con il PWR 180 non è più un problema la rimozione della gomma che resta saldamente incollata al sottofondo quando si rimuove una moquette.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Risultati rapidi e sorprendenti anche nel recupero e ripristino di sottotetti, cantine e locali storici dove si deve agire contro sporco, incrostazioni, pitture e intonaci ammalorati sui più disparati materiali fra cui travature di legno, tavolati, cemento, pietra, mattoni pieni ecc.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]La grande versatilità dello strumento facilita anche le operazioni di finitura, lucidatura e manutenzione periodica delle resine, in cui non è necessaria la funzione di aspirazione detriti.[/box]
Caratteristiche tecniche della levigatrice universale

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Il contenitore DustBox per la raccolta polveri racchiude un sistema filtrante senza sacchetti, molto efficace; per un funzionamento ottimale il filtro va tenuto pulito e il contenitore va svuotato prima che si riempia del tutto. Essendo il contenitore trasparente è facile controllare il livello di riempimento durante l’utilizzo. Il sistema permette di liberare l’elemento filtrante dall’accumulo dei detriti ruotando la manopola posta sul coperchio del contenitore.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Dopo lo svuotamento il filtro può essere pulito soffiandolo e sciacquandolo con acqua.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]La testa di levigatura può montare diversi tipi di platorello, a seconda del materiale da trattare, ma anche in dipendenza dell’intensità del lavoro da effettuare: per esempio, anche la semplice levigatura con fogli abrasivi può essere fatta montando il platorello con adesione a velcro oppure montando quello adatto ai fogli con fissaggio centrale, più adatto alle applicazioni intensive.[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Fra le spazzole applicabili si può scegliere quella con setole di plastica, con possibilità di sostituire i singoli elementi, o quella con setole di ottone o quella con setole d’acciaio, ognuna idonea all’uso in situazioni ben determinate. A scelta si può collegare al tubo flessibile un aspiratore esterno, al posto del contenitore; in questo caso si usa il raccordo che trasforma l’innesto SDS in attacco conico compatibile con i più comuni aspiratori in commercio. Comodissima l’estensione del raccordo con la fascetta che permette di bloccare saldamente la giunzione fra i differenti dispositivi (in dotazione con il corpo macchina).[/box]

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]La disponibilità e la possibilità di sostituzione di specifici accessori per affrontare lavori di tipo anche molto diverso è la dote che attribuisce grande vesatilità al PWR 180 CE. La grande impugnatura ergonomica, messa in testa alla macchina, è regolabile in modo che ognuno possa trovare un’ideale posizione di lavoro quando la superficie da trattare è un pavimento, una parete o un soffitto. L’attacco del tubo flessibile al contenitore/filtro è di tipo rapido SDS. In un attimo si innesta e si disinserisce: basta un “click”. [/box]
Guarda il video della levigatrice universale






Le parti danneggiate irrimediabilmente vanno eliminate e sostituite con legnami resistenti all’aggressione dell’acqua salmastra come il mogano.
Con un accurato lavoro di scalpello si spianano le scheggiature provando la disposizione del nuovo pezzo fino ad ottenere un’aderenza perfetta.
Dopo che l’adesivo ha fatto presa si procede ad un aggiustamento delle superfici con raspa e tela abrasiva fino ad eliminare ogni scalino.
Con una levigatrice rotobitale si tolgono le parti di vernice che si staccano senza insistere su quelle ben aderenti che proteggono il legno sottostante.
Calafatare il fasciame, ove necessario, e verniciare lo scafo con più mani di vernice riportano a nuovo l’imbarcazione.








pulire bene le superfici di incollaggio
distribuire l’adesivo soltanto su una di queste
unire le parti e applicare una forte pressione per una decina di secondi
se deborda, pulire con un panno umido.











Partendo da una dima conservata nell’archivio del negozio si disegna lo chassis della macchinina su di un pezzo di multistrato da 15 mm. Con un seghetto da traforo elettrico si ritaglia la sagoma lungo le linee.
Si fora il telaio con una punta da 9 mm per far passare gli assi delle ruote fatti con due pezzi di tondino di legno Ø 8 mm. Un minimo di gioco è necessario per consentire la libera rotazione dell’asse.
Il disco della ruota viene forato al centro con una punta da 8 mm in modo che l’asse si possa far entrare, ma di stretta misura.
Il disco è montato sul tornio, sorretto da un perno che si impegna nel mandrino. Con un’utensile affilato si pareggia la circonferenza e si incide anche una scanalatura per ospitare un anello di gomma.
Si monta l’anello (un grosso O-ring) sulla ruota facendolo entrare nella scanalatura. Lo scopo dell’anello è di acquisire il necessario “grip” rispetto alle superfici su cui la macchinina deve lanciarsi.
Costruito un blocchetto di legno con la forma dell’abitacolo, lo si fissa allo chassis con un paio di viti autofilettanti messe dalla parte inferiore del telaio.
Ora si mettono insieme i perni e le ruote bloccandoli con una goccia di colla vinilica, evitando attentamente di sporcare anche il foro nel telaio.
Il motore del giocattolo è un lungo elastico, messo doppio, con i due capi fissati sotto la cabina; un pezzetto aggiunto di cordicella permette di agguantarlo nella parte libera e tirarlo sino ad agganciarsi alla vite sull’asse posteriore. Mettendo la macchinina su un piano e tirandola indietro, l’elastico si carica abbastanza per farle compiere una bella corsa.