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Rinnovare camera da letto

Poca spesa, ma tanta resa per questo intervento fai da te volto a rinnovare la camera da letto

Dopo il rinnovamento della cucina (versione 1versione 2), degli elettrodomestici e del bagno, inclusi i sanitari, cambiamo il volto della camera da letto, applicando alle superfici di legno il ciclo SottoSopra, sostituendo totalmente il colore e dando lucentezza. Infatti, anche rinnovare camera da letto è importante perché spesso caratterizzata da un insieme di mobili coordinati e con il passare degli anni finisce per dimostrare i segni dell’età, non tanto per l’usura, quanto per l’evolversi degli stili e dei gusti personali. Soprattutto se non si è badato a spese, tutti i complementi sono ancora perfettamente efficienti; i cassetti e le ante si aprono e chiudono senza giochi o inceppamenti, nessun distacco fra le giunzioni o sollevamento dei piallacci.

La giusta soluzione
Non resta che dare il via alle operazioni di rinnovamento estetico con SottoSopra di Gapi Paints. SottoSopra è un ciclo di coloritura e finitura affidato a prodotti bicomponente, epossidici e poliuretanici, che garantiscono un grandissimo potere aggrappante su tutte le superfici, anche le più difficili come ceramiche lucide, acciaio inox, alluminio grezzo, lamiera zincata e vetro, esclusi gli “impossibili”: PE (polietilene), PP (polipropilene). Il “Sotto” è un primo strato, solitamente colorato con pigmenti; questi sono dosati in grammi dalla casa per ottenere esattamente una delle tonalità a scelta fra le diverse cartelle colori. Il “Sopra” è la finitura vera e propria, anch’essa epossidica, trasparente, ma a scelta lucida, satinata o opaca, che dona profondità al colore sottostante e rende estremamente resistente ai graffi la superficie.

gapi paints

Quale prodotto usare?
Colore per Interni è disponibile in confezioni da 0,25, 0,5 e 2 litri per agevolare il risparmio ed evitare gli sprechi di prodotto. Sono disponibili inoltre 4 versioni, metallizzato, perlato, tinta unita e incolore, per poter ottenere, in abbinamento ai pigmenti Gapi, tutte le tonalità e gli effetti possibili, dal più neutro al più creativo. Per la scelta si ricorre alle ricche cartelle colore dove viene indicato con molta semplicità quali pigmenti abbinare per ottenere ogni tinta. La confezione consta di un barattolo più grande che contiene i flaconi dei componenti epossidici. Il pigmento per ottenere la tinta è fornito a parte, in boccette a grammatura calibrata per ogni misura della confezione, in modo da poter replicare esattamente la tonalità, anche in applicazioni successive.

Sgrassare le superfici

sgrassare superficie
Non è richiesta alcuna carteggiatura delle superfici da trattare con SottoSopra, né tanto meno, la rimozione di una precedente vernice; l’importante è assicurarsi che non ci siano parti in distacco o sfarinamenti, facendo una veloce passata di spugna abrasiva, ed eliminare completamente sporco e untuosità con alcool etilico.

Rinnovare camera da letto con Gapi Paints

ciclo sottosopra

rinnovare camera da letto 8

rinnovare camera da letto 9

  1. Seguendo le chiare istruzioni incluse nella confezione, si procede alla preparazione del prodotto, in cui si susseguono pochi e semplici passaggi, ma tutti da eseguire come indicato e con cura, per avere garanzia di un risultato eccellente. Per esempio il pigmento va versato nel barattolo del componente B e uniformato del tutto, prima di procedere.
  2. Anche il componente A va rimescolato per renderlo uniforme, poi lo si versa nel barattolo di latta, quindi si aggiunge il componente B (con il pigmento) e si prosegue a uniformare il tutto.
  3. Il barattolo B, svuotato, serve per aggiungere uno specifico quantitativo di acqua al composto, indicato da una riga nera sul fianco.
  4. Aggiunto il quantitativo d’acqua si prosegue a mescolare per rendere uniforme l’amalgama. Prima dell’applicazione il composto va fatto riposare qualche minuto.
  5. La stesura con rullo di spugna è la più semplice ed efficace; il prodotto non cola e ha una capacità coprente molto elevata.
  6. Per un’applicazione rapida e comoda, conviene lavorare su un piano, dove appoggiare i cassetti e le ante del mobile. Ideale è rimuovere le maniglie e proteggere con nastro maschera gli elementi il cui smontaggio è troppo impegnativo.
  7. L’applicazione di un colore chiaro su un fondo molto scuro dimostra l’altissimo livello coprente del Colore per Interni SottoSopra. Una seconda mano non pare mai realmente necessaria; solo quando si stende la seconda, magari semplicemente per scrupolo, ci si rende conto di raggiungere esattamente la nuance di colore prescelta. Tra la prima e la seconda stesura devono intercorrere almeno 6 ore. A meno di grossolani errori nel caricare eccessivamente il rullo di prodotto, si procede tranquillamente senza stendere teli protettivi per l’ambiente circostante.
  8. SottoSopra Pareti Mobili Pavimenti è una resina di finitura epossidica bicomponente, trasparente, incolore, all’acqua, inodore ed è certificata HACCP (prodotti e sistemi per la verniciatura di ambienti con presenza di alimenti). SottoSopra Pareti e Mobili esiste in confezioni da 0,250 litri, per coprire una superficie di 2,5 m2 e 0,750 litri per una di 7,5 m2.
  9. I componenti A e B si versano uno dopo l’altro nel barattolo di metallo e si inizia subito a mescolarli con cura (almeno per 3 minuti). Non è prevista diluizione, l’amalgama deve riposare 5 minuti prima di iniziare la stesura. Anche questo è un prodotto bicomponente, come nel caso di Colore per Interni, ma la sua finestra di apertura è maggiore: in questo caso si allunga sino a 4 ore, suscettibili di variazioni dipendenti dalla temperatura e dall’umidità dell’ambiente di lavoro.
  10. Durante la preparazione il prodotto emulsiona e assume aspetto bianco lattescente, una condizione che mantiene sin che il suo stato rimane liquido; nel corso dell’essiccazione, la reazione chimica lo trasforma facendogli assumere la totale trasparenza.
  11. -12. La stesura si effettua con lo stesso tipo di rullo della base colorata; ideale è un rullo di spugna ad alta densità. L’emulsione lattescente del prodotto ne agevola l’applicazione perché si percepisce bene l’uniformità della stesura sul colore sottostante. SottoSopra Pareti Mobili Pavimenti secca al tatto in 4 ore, si può eventualmente sovraverniciare dopo 12 ore (per la massima resistenza), raggiunge la totale stabilità in 7 giorni. Per un risultato professionale si può carteggiare leggermente SottoSopra Colore per Interni con carta abrasiva fine (400-600) dopo almeno 24 ore dall’applicazione; si spolvera con un panno inumidito, quindi si applica SottoSopra Pareti Mobili Pavimenti.

Libreria divisoria fai da te bifrontale | Idee ed esempi

Per questa originale e bella soluzione di arredo si sfrutta una libreria divisoria fai da te che offre anche la possibilità di appoggiarvi scrivanie, tavoli e divani, realizzando angoli attrezzati di particolare funzionalità

I grandi ambienti “open-space” piacciono a tutti per la sensazione di spazio che donano, ma non sono sempre facilmente gestibili. Ecco perché può essere utile arredarli con una libreria divisoria fai da te che permette di suddividere lo spazio in più zone, ciascuna delle quali può essere utilizzata in modo indipendente dal resto della stanza.

Nella  foto di scena è visibile proprio una soluzione di questo tipo: una scrivania in MDF viene realizzata su misura di una libreria divisoria fai da te bifrontale posta trasversalmente, lungo una parete maggiore. La scrivania fa corpo unico con la libreria, grazie ai due appoggi laterali a forma di trapezio che vengono fissati ai suoi montanti.

Soluzioni flessibili
Un leggero e parziale divisorio si può anche costruire completamente in legno MDF con cui realizzare un basso muretto distante da una parete 2 mm e collegato a questa con ripiani. Ma anche i moduli libreria (sempre bifacciali) possono diventare, autonomamente, divisori d’ambiente.

Accostati in vario modo: a T, a L, a U, creano veri e propri spazi singoli che diventano piccoli studioli, angoli lettura, salottini per il té ecc. Per interventi più complessi e “definitivi”, abbiamo sempre a disposizione il cartongesso. Con i pannelli, frazionabili facilmente nelle dimensioni volute, e le intelaiature in metallo zincato, è possibile realizzare un’infinità di divisori: da una parete vera e propria con tanto di porta a separazioni parziali, mezze pareti, rientranze ecc.

Il cartongesso ci permette anche di eseguire una finitura e una tinteggiatura identiche a quelle delle pareti, per cui il risultato finale sembra parte dello sviluppo murario del locale.

libreria bifrontale divisoria
Un’interessante soluzione che sfrutta il medesimo sistema costruttivo della scrivania: si tratta di un divano di MDF, collegato alla libreria che funge da divisorio. Lo spazio sottostante è occupato da cassette portagiochi con ruote.

 

Tagli, unioni e rinforzi

progetto libreria

scrivania mdf

La scrivania che si appoggia alla libreria divisoria fai da te è in MDF da 20 mm di spessore ed è rinforzata con listelli da 40×40 mm. Le squadrette in metallo da 150×150 mm servono per rinforzare l’unione tra gambe e piano.

  1. I due appoggi laterali vanno sagomati a forma di trapezio rettangolo con la sega circolare in modo da poter agevolmente collegare la scrivania alla libreria. Il lato obliquo del trapezio, infatti, sormonta la fiancata della libreria da entrambi i lati e a essa viene saldamente fissato.
  2. I pannelli in MDF che costituiscono il piano, l’aletta posteriore e le gambe, vengono rinforzati con listelli di irrigidimento fissati con colla vinilica.
  3. Gli appoggi laterali vanno preforati per il passaggio delle viti che collegheranno la scrivania alla libreria.
  4. La giunzione tra gambe e piano viene rinforzata e stabilizzata con squadrette metalliche avvitate ai listelli.

Soluzioni diverse con gli stessi mobili

disegno libreria

libreria bifrontale

  1. In questa soluzione quattro librerie a giorno (accoppiate due a due) vengono distanziate, ma collegate, da un tavolo in MDF la cui presenza apre una luce tra le scaffalature per non perdere il senso di spaziosità dell’ambiente. Il cavo di alimentazione della lampada e del portatile corre tra due librerie accoppiate e fuoriesce attraverso un foro praticato nell’elemento di unione, sempre in MDF.
  2. Le scaffalature possono diventare, autonomamente, elementi di suddivisione di un ambiente. Per fornire a esse una particolare stabilità può essere utile collegare, sul fianco libero, una scaffalatura posta a 90 gradi rispetto alle prime. Il collegamento con viti di adeguata lunghezza crea un insieme assolutamente stabile e praticamente inamovibile. Se la scaffalatura di testa è sufficientemente larga si creano due ambienti separati e meglio definiti. Schiena contro schiena le librerie e un divano possono costituire una configurazione originale che divide e arreda in modo funzionale un locale. La parte alta della libreria, sporgente rispetto al divano, è sfruttabile da entrambi i lati.

Martello perforatore Einhell TE-RH 32 E | Guida completa

Un eccellente strumento, che si rende prezioso per la grande versatilità di utilizzo, essendo capace di abbordare con disinvoltura le più piccole e semplici forature, le tassellature intensive, le forature con grandi tazze, sino alle demolizioni

einhell TE-RH 32 EL’insieme dei rapporti fra dimensioni, peso, funzioni e potenza del martello perforatore EINHELL TE-RH 32 E è eccezionalmente equilibrato; considerando il prezzo al pubblico consigliato di euro 139,95, questo martello perforatore si colloca fra i migliori acquisti per chi debba demolire pareti in muratura, fare crene, forare diametri considerevoli, tassellare in modo intensivo, come anche mettere un solo tassello da 4 mm di diametro.

Caratteristiche tecniche
Alla base di tutto c’è un motore di giusta potenza (1250 W di assorbimento) capace di esprimersi al meglio grazie a una meccanica efficace, tramite la quale sviluppa un’azione martellante sul mandrino con una frequenza di colpi da 0 a 4100 al minuto. La progettazione della meccanica ha permesso al martello perforatore TE-RH 32 E di essere molto compatto e avere quindi dimensioni e peso (5,7 kg) contenuti, nonostante la potenza. Il bilanciamento del perforatore, insieme alla posizione e all’ergonomia delle impugnature, permette di maneggiarlo molto agevolmente, sia nelle fasi di montaggio degli utensili sia durante il lavoro. Inoltre, un semplicissimo meccanismo applicato all’impugnatura posteriore (Press Control) permette di applicare la pressione più corretta sullo strumento durante le fasi operative, ottenendo la massima efficacia senza stressare il motore e gli utensili da taglio. Grandissima la versatilità che il TE-RH 32 E offre nell’ambito del lavoro con la muratura.

Quattro modalità operative
Le modalità operative sono quattro: perforazione con percussione e senza percussione, percussione senza perforazione con possibilità della punta di ruotare passivamente o essere bloccata in una posizione. L’attacco per le punte al mandrino è SDS Plus. Einhell

Le regolazioni del martello perforatore

regolazioni martello perforatore

  1. Molto graduale e progressivo il pulsante di avvio del TE-RH 32 E, che permette il massimo controllo sullo strumento; a questo si unisce il Press Control che, tramite una finestrella sull’impugnatura, facilita il mantenimento della corretta pressione applicata durante il lavoro: basta un colpo d’occhio.
  2. Sulla parte bassa dell’impugnatura ci sono due spie a LED. Quella verde avverte della connessione dello strumento alla rete elettrica, mentre quella rossa si accende quando le spazzole del motore hanno raggiunto un certo livello di usura ed è consigliabile la loro sostituzione.
  3. L’aggancio e lo sgancio del sistema di percussione si attua con un selettore a parte, collocato posteriormente al motore, rivolto verso l’impugnatura d’azionamento.

Preparazione all’uso

impostazioni martello

scalpelli per perforatore

demolire con scalpello

  1. L’impugnatura aggiuntiva si può inserire in qualsiasi verso in modo da far rimanere l’asta per la limitazione della profondità come meglio si crede, a seconda se si è destrorsi o mancini.
  2. Pur essendo potente, la compattezza e l’equilibrio dei pesi permettono di sostenere il tassellatore con una sola mano mentre si effettua un piccolo foro a parete, usando quindi il tampone di gomma, incluso nella confezione, utile per non spargere i detriti su parete e pavimento.
  3. Peculiarità dell’attacco SDS Plus è quella di permettere la sostituzione degli utensili in modo rapidissimo: è sufficiente ritrarre la parte mobile del mandrino, interamente rivestita di gomma molto morbida, inserire o rimuovere la punta, rilasciare la presa. Il blocchetto mobile è spinto in avanti da una molla interna.
  4. L’asta di profondità si inserisce nell’impugnatura aggiuntiva; una vite con galletto permette di fissarla nella posizione voluta, per regolarne la soglia di intervento. Allo scopo si può usare una squadretta millimetrata, portandola a contatto con la punta dell’asta e tenendola parallela alla punta con il lato lungo, mentre si regola l’asta leggendo sulla scala il valore corrispondente all’apice della punta.
  5. Per scalpelli piatti e per fare crene va impostata la percussione con blocco totale della rotazione della punta.
  6. Con scalpelli a punta va bene la percussione senza rotazione, ma si può lasciare libera la punta di ruotare passivamente.
  7. Per fare fori con le normali punte per muratura, si usa la funzione di perforazione con o senza percussione, a seconda dei supporti.
  8. Nella demolizione con scalpello a punta, l’utensile, percuotendo ma libero di ruotare, agisce nel modo più efficace sul calcestruzzo.
  9. Due modalità di lavoro agli estremi: un piccolo foro su piastrelle, da fare senza percussione,
  10. … e uno grande, con tazza, su mattoni.

www.youtube.com/watch?v=fHqW_kaZeTI

Fioriera fai da te per esterni

Ecco come costruire una spettacolare fioriera fai da te a forma di piramide rovesciata, che occupa poco spazio

Sicuramente è possibile costruire fioriere fai da te in poche mosse, ma è altrettanto vero che per avere un prodotto più rifinito dobbiamo impegnarci maggiormate.. La forma di una fioriera, soprattutto se è di grandi dimensioni, ha una forte valenza estetica, perché rappresenta un visibile elemento d’arredo e può caratterizzare notevolmente un giardino. La fioriera fai da te che vediamo raffigurata in queste pagine ha una forma originale a piramide rovesciata (in effetti ricorda la piramide di Djoser a Saqqara) che ha il pregio di offrire una grande superficie “coltivabile” con un ridotto ingombro a pavimento.

Struttura portante della fioriera
La struttura portante della fioriera fai da te è realizzata interamente con listelli d’abete smaltati di bianco, opportunamente tagliati e uniti con viti autofilettanti. Le superfici interne sono inoltre “rivestite” con tavolette smaltate di nero per ottenere un piacevole contrasto cromatico. La prima operazione da compiere consiste nel tagliare i listelli a misura e disporli su un tavolo da lavoro in modo da poterli smaltare facilmente con il rullo. Per facilitare il fissaggio dei listelli, al fine di comporre una struttura a tronco di piramide, dobbiamo lavorare al contrario, nel senso che una volta assemblato il primo telaio (l’estremità superiore del vaso) procediamo a fissare gli altri listelli in successione, avvitandoli a quelli sottostanti con viti autofilettanti fino ad arrivare alla base. Sfruttiamo una dima cubica da 45x45x45 mm per segnare velocemente, di volta in volta, l’esatta posizione in cui fissare i listelli, in modo che la “luce” tra i vari telai posti in successione sia sempre uniforme.

Il rivestimento
Effettuiamo il rivestimento interno della struttura con tavolette smaltate in nero, opportunamente sagomate, fissate con viti autofilettanti alle facce interne dei listelli che compongono la struttura portante. La base d’appoggio per il terriccio è costituita da una serie di tavolette avvitate internamente al vaso, non all’estremità inferiore, ma sul quarto telaio a partire dal basso, in modo da limitare il quantitativo di terra necessaria per riempire la fioriera. L’applicazione di un telo di plastica nera ci permette contenere il terriccio e di proteggere il legno della struttura.

Cose serve

listelli di abete
Servono:
Listelli d’abete sez. 45×45 mm:
4 da 1200 mm (A); 6 da 1110 mm (B);
4 da 1020 mm (C); 4 da 930 mm (D);
4 da 840 mm (E); 4 da 750 mm (F);
4 da 660 mm (G); 2 da 570 mm (H).
Listelli d’abete 19×45 mm:
2 da 1072 mm (A1).
Tavolette d’abete 19×90 mm:
4 da 1220 mm (K); 2 da 1020 mm (B1); 4 da 930 mm (C1); 4 da 840 mm (D1);
4 da 750 mm (E1); 4 da 660 mm (F1);
4 da 570 mm (G1); 2 da 480 mm (H1);
2 da 1110 mm (J1); 7 da 800 mm (K1).
Viti autofilettanti; primer universale, smalto acrilico bianco, smalto acrilico nero, telo di plastica per giardinaggio.

 

Il progetto

fioriera in legno

Assemblaggio dei listelli della fioriera fai da te

costruzione fioriera in legno

  1. Dopo aver tagliato a misura tutti i listelli, li disponiamo su un piano e li proteggiamo con primer universale e smalto acrilico bianco, steso in due mani con il rullo.
  2. Il vaso è formato da una serie di telai quadrati (con dimensioni a scalare) costituiti da listelli d’abete 45×45 mm uniti con viti autofilettanti. Durante le operazioni di fissaggio dei telai morsettiamo i listelli in modo da eseguire giunzioni precise.
  3. Per facilitare l’assemblaggio lavoriamo “a salire” partendo dalla realizzazione del telaio più grande per poi sovrapporre gli altri telai.
  4. Utilizziamo una piccola dima cubica di legno (45x45x45 mm) in modo da segnare sui listelli l’esatta posizione in cui fissare i telai.
  5. Continuiamo ad assemblare i listelli avvitandoli a quelli sottostanti con viti autofilettanti. Controlliamo, di volta in volta, la luce tra i telai, mantenendola costante in modo da ottenere un risultato regolare.
  6. Ecco come si presenta la struttura una volta ultimato l’assemblaggio dei listelli: la forma a tronco di piramide a gradini (che verrà poi rovesciata) è ormai evidente.

Tavolette di chiusura

rivestimento fioriera

  1. La luce tra i telai viene chiusa tramite l’applicazione di tavolette da 90×19 mm con lunghezze scalari. Dopo averle tagliate a misura le trattiamo con primer e smalto acrilico nero steso in due mani con il rullo.
  2. Disponiamo le tavolette in successione e pratichiamo su di esse i fori d’invito per le viti autofilettanti.
  3. Fissiamo le tavolette internamente ai profili laterali dei telai, serrando le viti autofilettanti poste nei fori precedentemente praticati.
  4. la struttura del vaso è completata, dobbiamo realizzare la chiusura inferiore e applicare un telo di plastica nero per isolare il legno dalla terra.

Base rialzata e rivestimento

fondo fioriera

  1. Se chiudessimo il vaso alla sua estremità inferiore, il quantitativo di terra necessaria per riempirlo sarebbe eccessivo: realizziamo dunque una base rialzata con tavolette d’abete.per evitare il contatto diretto della terra con il legno dobbiamo applicare un robusto telo di plastica nero. Fissiamolo ai listelli aiutandoci con una graffatrice.
  2. Applichiamo lungo il bordo superiore quattro tavolette tagliate a 45° che fungano da cornice. Utilizziamo dei chiodini per il fissaggio.
  3. Ecco come si presenta il vaso visto da un angolo: l’alternanza dei listelli crea un piacevole effetto estetico.
  4. La fioriera può essere riempita di terriccio dopo aver steso sul fondo una decina di centimetri di argilla espansa.

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Ecco altri esempi di fioriere fai da te

fioriera di vimini

vecchia fioriera

fioriera con cestino

fioriera appesa

fioriera olandese

Costruire case di paglia

Un’interessante viaggio nell’affasciante mondo delle case di paglia

Avete letto bene… stiamo proprio parlando di case di paglia: utilizzando le classiche “balle”, costruirsi la casa in proprio è possibile a tutti. E non si tratta di una capanna precaria, ma di un edificio che può rientrare in classe A o superiore, fatta con materiali naturali ed ecologici, a bassissimo costo, facilmente reperibili anche a km zero e in grado di garantire un ambiente sano ai suoi abitanti.

Le balle di paglia vengono utilizzate come giganteschi “mattoni” che costituiscono il tamponamento di una struttura portante di legno (in Italia è l’unico sistema permesso), quindi le murature si basano su criteri costruttivi consolidati: l’unico vincolo è che la paglia dev’essere tenuta asciutta durante tutto il processo costruttivo, fino all’intonacatura. Infatti, il tetto viene completato prima di effettuare il tamponamento delle murature con le balle.

Tenuto conto che 1 m3 di paglia pesa circa 1/3 rispetto a uno di mattoni, il risparmio e la semplicità costruttiva iniziano già nella preparazione delle fondazioni, in base alla natura del terreno. La paglia, poi, non va confusa con il fieno: è lo stelo della pianta morta senza fiori e foglie e ha una composizione simile al legno, quindi sono da escludere problemi di allergie; si tratta di un materiale compostabile alla fine del ciclo vitale, con elevate capacità isolanti e con un rischio di incendio, dopo l’intonacatura, inferiore a quello del legno. Per imparare i metodi di autocostruzione si può contare su corsi che si tengono in varie zone d’Italia, dove si lavora insieme a persone comuni organizzate in squadre; all’argomento sono dedicati vari testi di approfondimento che aiutano a riscoprire un sistema costruttivo antico ed efficace.

Poiché non presenta semi ,la paglia non è più attrattiva per i roditori di qualsiasi altro materiale isolante. Anzi è più facile che i roditori si facciano strada nei classici isolanti di plastica espansi più che nelle ballette di paglia compresse e più complesse da scavare. Una volta intonacate poi con l’argilla diventano un vero e proprio muro e la mancanza di ossigeno all’interno non favorisce l’insediamento di topi etc.

Case di paglia prezzi

Un muro in balle di paglia costa meno di un muro in mattoni, anche se in termini di fatica colare del cemento è più facile e rapido. Il costo di una balla oscilla tra 1 e 3 euro (a seconda dell’andamento del raccolto e delle richieste di mercato). La spesa più grande è la manodopera nel senso che non esitono ancora attrezzature, macchinari ma soprattutto una filiera specializzata  per questo tipo di realizzazioni e quindi realizzare (costruire e intonacare) muri in balle di paglia costa un grande dispendio di energie fisiche. Dobbiamo tener presente che il costo di una casa non è dato solo dal suo prezzo d’acquisto, ma anche dalla sua manutenzione, salubrità, confort. I costi non sono solo quelli dei materiali, il rapporto da prender in considerazione è quello qualità-prezzo ovvero qualità in senso di salubrità, impatto ambientale, costo di manutenzione…e in tutti questi le case di paglia sono sicuramente quelle che offrono migliori risultati.

In genere le case di paglia non superano i 1000 euro a m2 per un risultato qualitativo molto alto (isolamento termico, acustico, traspirabilità, risparmio energetico).

La Struttura

struttura casa di paglia

Massima libertà di progetto

muro di paglia
Una casa di paglia ha bisogno di “un gran cappello e un buon paio di stivali”: deve essere rialzata dal terreno per non assorbirne l’umidità e disporre di una copertura abbastanza sporgente, il cui peso va ben ripartito su tutto il perimetro. Anche l’ampliamento di una costruzione esistente di altro materiale può essere attuato con tamponature a balle di paglia, purché il collegamento tra le due strutture avvenga solo dopo che la paglia è stata compressa. L’autocostruzione può rivelarsi addirittura divertente fin nelle prime fasi, quando si possono affiancare provvisoriamente le balle a terra per determinare il perimetro della casa, il suo orientamento e la posizione delle aperture. Questo serve anche per stabilire a priori il numero di balle necessarie, rilevabile anche con un disegno in scala: di solito ogni balla misura circa 450x350x925-1150 mm.

 Grossi e leggeri “mattoni”

costruire case di paglia

  1. per realizzare il tamponamento, le balle di paglia vengono inserite e pressate su canne di bambù con funzione di armatura. Le balle possono essere “tagliate e cucite” per ottenere la dimensione necessaria; un’altra tecnica consiste nel costruire setti di legno riempiti a terra con le balle, poi raddrizzati e posizionati.
  2. l’aggrappante per l’intonacatura dei muri è il Torchis, un impasto di argilla, sabbia, fibre e acqua. L’argilla viene macinata in una “molazza” per essere triturata finemente e in modo omogeneo.
  3. prima dell’intonacatura, i muri di paglia devono essere spennellati con argilla sciolta in acqua, la cosiddetta “barbottina” che viene utilizzata anche dai ceramisti.
  4. l’intonacatura prevede diversi strati di argilla e sabbia a consistenza via via più fine. Nello strato finale, in genere, si aggiunge un po’ di calce naturale fino a ottenere un muro per quanto possibile liscio e uniforme, pronto per l’applicazione della pittura.
  5. le scanalature per gli impianti elettrici si realizzano più facilmente che in una struttura edile tradizionale.
  6. nella vista in sezione di un tetto si nota come l’isolamento sia realizzato con doppia orditura di legno riempita con le balle e chiusa con un getto di calce naturale: un sandwich di legno, tessuto, paglia, calce, onduline e tegole.

Complementi d’arredo integrati nei muri

luci casa

Al momento di realizzare l’intonacatura interna si possono arricchire le superfici con elementi scenografici che fanno parte delle pareti stesse, in rilievo o incassati. Legando alla superficie ancora grezza strutture modellate, da rivestire successivamente con l’intonaco, si possono realizzare mensole, schermature per luci direzionali o diffuse, nicchie e infiniti altri complementi funzionali o puramente decorativi. Le pareti non sono più semplici supporti per accessori, ma formano un tutt’uno con essi, in completa uniformità cromatica o con evidenziazioni in altri colori. In particolare, una sapiente disposizione dell’illuminazione dona effetti di luci e ombre sulle superfici, esaltandone la caratteristica irregolarità.

Infor

Pellicole adesive per mobili | Cambiare look in poche mosse

Come cambiare faccia alla casa, al negozio, all’auto, alla barca con film autoadesivi di altissima qualità, nei colori e disegni più moderni, certificati ecosostenibili secondo i più rigidi standard internazionali

Nel corso di una ristrutturazione può essere importante modificare una situazione senza pesanti interventi strutturali: ricorrere alle pellicole adesive APA per muri e mobili che, applicate da un decoratore professionista, assicurano risultati di alto livello, può essere una soluzione intelligente, soprattutto in un periodo di crisi generale del settore edilizio.

APA, produttore italiano di pellicole adesive, da oltre trent’anni principale riferimento nel settore della decorazione e della grafica pubblicitaria, è un’azienda fondata nel 1978, leader per la produzione di materiali autoadesivi e la spalmatura di film cast di altissima qualità. Propone una linea di prodotti completamente dedicata all’interior design con pellicole adesive adatte a ogni esigenza e superficie, dalla riqualificazione di mobili al rivestimento di muri e pareti, dalla decorazione di vetri alla personalizzazione di pannelli e tessuti: c’è un film adatto per coprire qualsiasi tipologia di superficie, grazie a una gamma completa di pellicole da intaglio e da stampa.

Lo sviluppo tecnologico delle stampanti e degli inchiostri, unitamente all’ampia scelta di supporti da stampa, come carte, carte da parati, tessuti, film plastici, fanno sì che ogni ambiente o oggetto possa essere personalizzato con possibilità decorative praticamente senza limiti per la fantasia. APA garantisce che il processo produttivo e il prodotto finale sono rigorosamente ecosostenibili (lo attestano numerose certificazioni a livello internazionale).

Pellicole adesive per mobili per rinnovare la cucina

pellicole adesive
Ecco come un ambiente decisamente obsoleto per configurazione e colori può diventare piacevole e modernissimo con l’impiego dei film APA e senza nessun intervento strutturale: i film per interior decoration rivestono tutte le antine, mentre lo spazio tra piano di lavoro e pensili è tappezzato con un’immagine notturna di una metropoli i cui riflessi vivacizzano le antine dei mobiletti bassi.

In ogni ambiente

  • Le pareti interne ed esterne di qualsiasi ambiente (da quelli commerciali ai vani di una casa) possono essere decorate con le specifiche pellicole per dare un tocco originale.
  • Anche gli arredi (tavoli, armadi, mobili, sedie, ripiani, elettrodomestici ecc) possono essere integralmente trasformati nel loro aspetto per acquistare nuovo brio ed eleganza.

Pellicole adesive per gli elettrodomestici, radiatori… persino l’auto!

Il frigorifero ci ha stancato per il suo aspetto ingombrante e anonimo? Il calorifero è una macchia bianca sulla parete solo funzionale? Con le pellicole autoadesive APA si possono rivestire le superfici personalizzandole con disegni e immagini liberamente scelte. Anche l’auto, la moto, il camper, il caravan e la barca possono essere rivestiti integralmente o parzialmente con i film per wrapping per avere un look sempre nuovo, scegliendo disegni presenti a catalogo o facendo realizzare appositamente i film adesivi con soggetti personali.

Banco da falegname in kit di montaggio

Ampio, robusto, ben finito, funzionale e soprattutto economico: il banco da falegname  si monta in poche ore (si trova anche su internet) è distribuito da Sodifer

I falegnami hanno avuto tutto il tempo di affinare le attrezzature delle quali si servivano con il solito motto di usare nella maniera migliore quello che si ha a disposizione per ottenere la massima resa. Un buon esempio è il banco da falegname, perno attorno al quale ruotano tutte le attività. La sua apparente semplicità nasconde un’estrema versatilità che agevola sia i lavori manuali, sia quelli con utensili elettrici, permettendo di bloccare pezzi di forma regolare o irregolare, di dimensione piccola e grande, operando comodamente con entrambe le mani. Non pare difficile da realizzare da soli, una volta decise le misure giuste, trovato il materiale adatto e preparato le attrezzature idonee, ma dopo un rapido giro in internet si scopre che esistono banchi massicci e ben rifiniti in kit di montaggio a prezzi sui 180 euro. Questo banco da falegname è realizzato in legno di hevea, il ben noto albero della gomma, che dà un legno compatto e robusto. Il piano di lavoro è spesso sei cm e misura 140×50 cm con un’altezza di 86 cm. Le superfici sono levigate e trattate con un sottile strato di vernice trasparente. Sul piano di lavoro sono ricavati venti fori per i perni di arresto (i “cani”), utili per bloccare i pezzi lunghi con la morsa laterale e, nella parte posteriore, un incavo per riporre i ferri con scivolo di uscita per spazzare via più facilmente i trucioli. Nella parte inferiore sono ricavati tre cassetti scorrevoli su guide metalliche e un vano chiuso da uno sportello per riporre le attrezzature più voluminose.

Montare il cassetto

montaggio cassetto

  1. I cassetti sono formati da quattro tavolette perimetrali di massello nelle quali è ricavata una fresatura per alloggiare il fondo. Tutti i pezzi del banco sono segnati con una sigla che ne facilita il riconoscimento e l’assemblaggio.
  2. Il frontale del cassetto con relativo pomello è applicato al telaio con viti inserite dall’interno in modo da non essere visibili. Tutto è tenuto insieme da otto viti autofilettanti che prendono posto in altrettanti fori già preparati.
  3. I cassetti scorrono su guide metalliche a L che vanno ad ancorarsi sotto il cassetto per garantire la massima robustezza. Quattro rotelle di plastica assicurano un movimento senza inceppamenti.

Montare la struttura del banco da falegname

tavolo da falegname

  1. Le due fiancate sono già preassemblate con viti inserite nei due travetti verticali. La rigidità di queste due parti è assicurata dagli spessi pannelli in multistrato.
  2. Il fondo del banco, in multistrato da 6 mm, alloggia in una scanalatura ricavata in tutto il perimetro e va inserito dopo aver collegato le due fiancate al traverso di base posteriore.
  3. Il traverso anteriore prende posto nell’incastro ricavato nelle due gambe frontali facendolo scorrere in orizzontale. La posizione esatta si raggiunge quando è possibile inserire la vite nei fori.
  4. Il bloccaggio delle parti si attua inserendo nel foro del traverso un dado M8 che viene poi impegnato dalla lunga vite a brugola. Con questo sistema è possibile serrare l’incastro molto più saldamente rispetto alle giunzioni con viti autofilettanti.
  5. Il divisorio che separa i due scomparti del mobiletto è incastrato in quattro incavi ricavati nei traversi, per cui non c’è bisogno di utilizzare viti per mantenerlo in posizione. Su di un lato del pannello sono preinstallate le guide che sorreggono i cassetti.
  6. Specularmente alla parte inferiore, si inserisce nella scanalatura superiore il foglio di multistrato che costituisce il coperchio del mobiletto nelle scanalature dei traversi. Malgrado sia molto ampio, la robustezza è assicurata dall’appoggio sul pannello centrale.
  7. Con le viti a brugola si termina il montaggio del traverso superiore che blocca definitivamente il pannello centrale del mobiletto e il coperchio. per inserire il dado ci si può aiutare con un paio di pinze con le punte.
  8. La parte inferiore del banco da falegname è terminata e si può già constatare la robustezza dell’insieme.

Montare il piano

montaggio tavolo falegname

  1. Il pesante piano di lavoro spesso 6 cm si appoggia direttamente sul basamento avendo cura di far combaciare i fori già praticati su entrambe le parti. Il centraggio può essere agevolato inserendo un cacciavite nei fori.
  2. Il grosso tirafondo da 8×60 mm si inserisce nei fori della base. Le forature sono molto precise e danno modo alla vite di impegnarsi solidamente nel legno senza rischiare di fendere le tavole.
  3. Con la chiave a bussola e il cricchetto si uniscono base e piano di lavoro in pochi minuti.
  4. Sulla gamba sinistra sono ricavati cinque fori in cui inserire dei pioli quadri: servono come appoggio quando si chiudono nella morsa pezzi particolarmente lunghi e si ha bisogno di mantenerli sufficientemente stabili ed in piano da poterli lavorare. I vari livelli sono necessari nel caso di pezzi ampi come finestre e telai.
  5. La morsa ha la ganascia di legno, ma tutto il meccanismo di sostegno e avanzamento è di metallo. Le guide e la madrevite sono fissate in una nicchia ricavata sotto il piano di lavoro.
  6. Le tavole da piallare si possono bloccare tra la morsa laterale e i perni metallici, chiamati “cani”. Sul piano di lavoro sono presenti venti fori in modo da poter lavorare con assi di qualunque lunghezza. 7. Per ultimo si monta lo sportello, avvitando le cerniere nei fori già presenti sulla gamba di sinistra. Il banco da falegname è ora pronto per essere utilizzato.

Questo banco da falegname in kit, nello specifico, è distribuito da Sodifer

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Divano di pneumatici

Come riutilizzare creativamente vecchie gomme e farne un divano di pneumatici

Che fare dei pneumatici quando arriva il momento di sostituirli? Buttarli? No di certo! Pensiamo invece a riciclare pneumatici per un recupero veramente originale, quasi di design, ovver un divano di pneumatici! La struttura è costituita da pannelli di multistrato. Un pannello è posto in orizzontale per sorreggere la seduta; l’altro, quasi in verticale, costituisce lo schienale. Sotto il pannello orizzontale fissiamo quattro ruote piroettanti. I pneumatici sono fissati ai pannelli con viti autofilettanti e grosse rondelle. I pneumatici sono dipinti con smalti acrilici e sono infine completati da sedute morbide formate da dischi in truciolare e gommapiuma rivestita di tessuto.

riciclare pneumatici

 

  • Per la realizzazione servono quattro pneumatici di recupero che laviamo accuratamente prima di trattarli con il colore acrilico.
  • Dopo aver realizzato le sagome principali con i pannelli di multistrato, tagliamo quattro pannelli circolari che posizioniamo sui pneumatici, per creare le sedute e i poggiaschiena. Foderiamo con gommapiuma spessa circa 10 cm.
  • Aggiungiamo un ulteriore rivestimento con stoffa di raso nera. Per il fissaggio utilizziamo la graffatrice.
  • La sagoma che costituisce la seduta del divano è rinforzata nella parte sottostante con quattro listelli. Su di essi fissiamo le ruote piroettanti.

divano pneumatici 3

 

L’autore di questa realizzazione è Gianluca Paradiso di Foggia.

Ripartire dal saper fare

Editoriale tratto da Far da sé n.452 di Luglio 2015

Autore: Nicla de Carolis

«Il modello della nostra dignità professionale rimane pur sempre Efesto lo Zoppo (dio greco degli artigiani, Vulcano per gli antichi Romani), orgoglioso del proprio lavoro se non della propria persona». «Ci salveranno il saper fare e la conoscenza diffusa». Così dice il noto professore Richard Sennett, autore del libro L’uomo artigiano (Feltrinelli, euro 25,00). «Trascorrere più tempo con le persone che sanno fare le cose e meno ad ascoltare i discorsi dei manager» e aggiungerei dei politici di oggi che, pur non essendo intellettuali, anzi, a volte veramente ignoranti, hanno in comune con questa categoria il “vezzo” di essere lontani anni luce da qualsisi attività che preveda il coordinare pensiero, creatività e attività manuale. Persone dalle cui parole, e ancor più dai fatti, si evince che vivono fuori da qualsiasi realtà, salvo rare eccezioni. Un discorso molto condivisibile quello di Sennett per noi che amiamo fare e rimaniamo affascinati e desiderosi di sapere come si fa per poi comunicarlo a quanti ci seguono. Già dal numero scorso, con l’articolo sulla curvatura del legno e la produzione dei mobili Thonet, abbiamo introdotto in FAR DA Sé lavorazioni speciali per la realizzazione di oggetti che rappresentano l’eccellenza in fatto di bellezza fatta a mano. Da pagina 6 di questo numero pubblichiamo lo spettacolare servizio sulla paziente fabbricazione artigianale, eseguita secondo una tecnica antica, delle formelle di graniglia con le loro decorazioni colorate, vere opere d’arte con cui realizzare un pavimento che rimarrà ai posteri… Ma la curiosità non si ferma alla riscoperta delle ricercate tecniche della nostra tradizione; siamo andati a esplorare anche il mondo degli artigiani digitali, o makers che dir si voglia. Persone preparatissime che riescono a coniugare una buona conoscenza di programmi per disegnare al computer con una certa manualità e riescono a creare mobili in legno incredibili (guardate la libreria da pag. 44, è un vero rompicapo…). Saper fare bene le cose per il proprio piacere: una regola di vita semplice e rigorosa che ha consentito lo sviluppo di tecniche raffinatissime e la nascita della conoscenza scientifica moderna. Ma non è il solo lavoro manuale a giovarsi della sinergia tra teoria e pratica. «Perché chi sa governare se stesso e dosare autonomia e rispetto delle regole» sostiene Sennett «non solo saprà costruire un meraviglioso violino, un orologio dal meccanismo perfetto o un ponte capace di sfidare i millenni, ma sarà anche un cittadino giusto». Parole perfette e concrete che indicano la via percorribile che da oltre 40 anni sosteniamo: chi ci conosce da poco può scaricare gratuitamente il libro Pensiero Far da Sé (dal nostro sito www.edibrico.it o dal QR Code qui sotto), dove questi concetti vengono fuori in maniera assolutamente anticipatrice.

Costruire un tavolino con pneumatici

Possiamo riciclare i vecchi pneumatici usati dell’auto con un’idea creativa facile per realizzare un tavolino da caffé

Costruiamo un tavolino con pneumatici con pochi e semolici materiali: due pneumatici di recupero consumati in modo uniforme, uno specchio tondo, nastro biadesivo, un ampio telo protettivo, una bomboletta di fondo ed una di colore a nostra scelta. In questo caso abbiamo scelto un bel rosso brillante che si adattava bene al nostro arredamento.
Con il telo si assicura una protezione adeguata mentre si colorano a  spruzzo le gomme.
La mano di fondo serve per ottenere una tinta finale più uniforme. Il nastro biadesivo immobilizza lo specchio.

Tavolino con pneumatici fai da te

verniciare pneumatici
Pochi semplici passaggi per realizzare un simpatico tavolino per il nostro salotto

 

  1. Alle gomme ben pulite si applica una mano di fondo.
  2. Si colora con tinta spray acrilica.
  3. Si mettono quattro pezzi di biadesivo.
  4. Si posiziona lo specchio.

Ti è piaciuta questa idea? Ne trovi altre nel libro Oggetti belli riciclando