L’originale costruzione di due tavoli modulari da un unico pannello di MDF.
Possiamo sfruttare al meglio lo spazio di casa con semplici accorgimenti costruttivi e un risultato estetico apprezzabile, realizzando due tavoli modulari fai da te (complementari fra loro nella forma) ricavati da un unico pannello di MDF. Addossati alle pareti, lasciano libero il centro della stanza, valorizzando spazi di difficile utilizzo, come il vano di una finestra o davanti a un termosifone. Usando l’MDF non servono bordini di finitura. Il materiale non è molto resistente alla flessione, ma grazie alla gamba robusta e all’ancoraggio a muro si ottiene buona solidità. I piani dei tavoli modulari hanno un bordo a “S” allungata, ma possono essere sagomati in maniere diverse.
Cosa serve per realizzare i tavoli modulari fai da te:
- 1 piano di MDF spesso 28 mm
- 2 gambe metalliche cilindriche con supporto
- Profilo angolare di alluminio
- Viti e tasselli a espansione
- Vernice di sottofondo e smalto di finitura a base acqua
- Matita grassa
- Seghetto alternativo
- Trapano
- Cacciavite o avvitatore
- Pennello o rullo
Tavoli modulari fai da te – il progetto


Costruzione dei tavoli modulari

- Un unico taglio a “S” divide il pannello rettangolare in due parti complementari e quasi del tutto speculari. Per tracciare le curve possiamo servirci di un compasso autocostruito con cordicella.
- Con il seghetto alternativo, meglio se corredato dalla sua guida graduata per tagli a compasso, tagliamo il piano di MDF seguendo il profilo segnato. Otteniamo così direttamente i due piani.
- I tavoli si sorreggono anteriormente su una gamba metallica cilindrica con supporto. La gamba si monta semplicemente avvitandola, facendo combaciare il perno con il foro predisposto nel supporto.
- 4Sui due lati a muro i tavoli sono sorretti da profili di alluminio a L. Dopo aver tagliato a misura i profili li appoggiamo alla parete, li foriamo e li fissiamo con tasselli a espansione.
La smaltatura

Un materiale nuovo, asciutto e poroso, richiede sempre una mano di sottofondo, meglio se a base acqua (1), per trattare e assicurare una buona copertura dello smalto di finitura, una o due mani secondo il colore e il potere coprente. Usare il rullo (2) garantisce comodità e uniformità di colore. Possiamo usare due tinte diverse, in contrasto, per i due tavoli.


“Sono un Friulano della provincia di Pordenone, in quel di Spilimbergo, città del mosaico per eccellenza, ubicata sulle rive del Tagliamento ed a ridosso delle prealpi carniche. La mia passione per il legno e per la falegnameria d’arte nasce una ventina di anni fa, quando,fresco abbonato della rivista ‘ far da sè ‘, mi divoravo tutto quello che era scritto, invidiando quei lavori che i vari lettori sottoponevano alla rivista. Mi sono detto: vorrei provare anch’io, ma per lavorare il legno ci vogliono gli attrezzi necessari, ed io possedevo soltanto un trapanino della Black&Decker e qualche cacciavite. Così,risparmiando un pò alla volta, e facendo vari lavoretti in giro, mi sono messo da parte quelle somme che mi servivano per i primi attrezzi: pian piano sono così incominciate ad arrivare una fresa, una sega a nastro , una piccola combinata , il compressore e quanto serviva per incominciare a copiare qualche piccolo lavoretto che mi piaceva, e naturalmente sbagliando e buttando poi via tutto.A forza di sbagli qualche cosa riusciva: e questo mi riempiva di grande soddisfazione , stimolo a continuare ed arricchendo la mia esperienza. Avevo poi a disposizione soltanto qualche tavola dei nostri legni più comuni, e la riuscita dei primi lavori avevano i colori scialbi e monotoni delle cose banali. Mi diedi allora da fare per recuperare qualche listello di legno esotico e colorato ,andando a chiede a parchettisti per poter acquistare qualche avanzo, e non trovando sempre cortesia e disponibilità. Con il passare del tempo, poi, ho acquistato quella conoscenza necessaria per procurarmi quello che mi serviva, ed oggi debbo dire che i legni che uso per le mie creazioni sono nella stragrande maggioranza di qualità pregiata ed anche costosa, questo per donare all’ opera un’ impronta di qualità e di unicità destinata a ben figurare ed a durare nel tempo.





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