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Fai da te i pon pon di lana

Una nostra follower ci ha mandato le foto per realizzare dei semplici pon pon di lana fai da te.

Vi piacerebbe realizzare dei pon pon di lana semplici e veloci? Ecco come fare!

occorrente per  realizzare i pon pon di lana:

  • cartone
  • compasso
  • gomitoli di lana

Operazioni passo passo

  1. Sul foglio di cartone disegniamo con il compasso due cerchi uguali con un foro al centro
  2. Ritagliamo i due cerchi dal foglio di cartone e uniamoli faceno passare i fili di lana all’interno fino ad avvolgere tutta la superficie. Il foro centrale deve risultare pieno di lana.
  3. Con le forbici tagliare lungo il bordo del disco, infilare un filo di lana prima di sfilar con delicatezza il cartone. Annodare con nodi il filo.
  4. Arruffare il pon pon di lana e dargli una bella forma rotonda.

Il mobile nel sottoscala

La necessità aguzza sempre l’ingegno, e così Minea Scaranna, visto che il marito non ama i lavori di muratura e falegnameria, ha imparato a farseli da sola, come per questo ripostiglio realizzato con le ante a persiana e i binari per porte scorrevoli che si trovano già pronti in commercio.
Le misure delle ante sono standard e vanno adattate alle dimensioni e alla forma del vano.

Le misure e il montaggio
Si dispongono le ante davanti al vano e si valutano le dimensioni esatte cui adattarle.
Per realizzare il taglio, con seghetto alternativo, si usa un listello che fa sia da regolo sia da profilo di finitura.
Le due ante tagliate oblique sono fisse e si bloccano  in alto mediante tasselli, in basso con colla a caldo.
In questo modo eventuali “pentimenti” o cambiamenti di progetto durante le fasi del lavoro non lasciano fori visibili sul pavimento.
Si montano i binari orizzontali e vi si agganciano le ante mobili. Si rifinisce con profilo di listelli, che può servire anche da aggiustamento sul lato corto, se lo spazio non è esattamente proporzionale alla larghezza delle quattro ante.
La finitura è con vernice a piacere, che può anche essere abbinata alla base in muratura della scala.

Ripristino della macchina da cucire

Le macchine da cucire di un tempo sono molto ricercate come elementi decorativi per il soggiorno. Ma quelle veramente vecchie, più raffinate, decorate con disegni e motivi floreali e montate sui tavolini in ghisa, sono ormai introvabili.
E’ invece più facile trovarne una con ingombrante e antiestetico mobiletto squadrato, come è capitato a Roberto Stefanizzi che, appassionato di traforo e lavori in legno, non si è perso d’animo e ha pensato di costruire un mobile sagomato e decorato, con tre tavole di pino di recupero. Lo ha voluto aperto, in modo da riportare alla vista il telaio originale e i meccanismi di movimento.

UN NUOVO MOBILE
Si smontano dal vecchio mobiletto il corpo della macchina e il telaio. Per costruire il nuovo supporto si usano tre tavole di pino (il piano e le due gambe), che vengono lisciate a pialla.
Si realizzano dei modelli in cartoncino, che riportano il preciso profilo dei pezzi. In particolare il piano è sagomato secondo comodità d’uso e ha gli spigoli arrotondati; al centro c’è il foro rettangolare per l’alloggiamento della macchina. Le gambe misurano 320×700 mm, il piano 400×750 mm.
Si tagliano i pezzi con il seghetto alternativo e si montano con spine, inserite in fori predisposti con il trapano, e colla, tenendo in posizione con morsetti e controllando che siano in squadra. Il mobile viene trattato con impregnante color pino.

IL TELAIO INTERNO
Il telaio metallico, con il pedale per il movimento e la ruota che lo trasmetteva alla macchina tramite una cinghia, viene smontato dal mobiletto e poi nei suoi pezzi principali, aiutandosi eventualmente con del lubrificante per svitare le giunzioni indurite.
Si ripulisce dalla ruggine con carta vetrata o spazzola metallica e si tratta con un antiruggine brunito. Si rimonta poi il tutto e lo si assembla al nuovo supporto, con le stesse piastre e viti che lo univano al vecchio mobile.
Così si fa con il corpo macchina, a cui si dà una bella lucidata con olio paglierino o simili. Vanno inoltre lubrificate con olio fluido le parti in movimento per mantenere la macchina in perfetta efficienza.

Il rifugio sull’albero

Come ogni bravo nonno fai da te, Luigi Recchia è sempre in cerca di idee per far giocare la nipotina, ed ecco questa piattaforma su di un albicocco del giardino. Il materiale di partenza è  legname di recupero da bancali.
Con travetti avvitati fra loro si crea il telaio di base, un profilo di forma adatta all’albero, munito di traversi di rinforzo. Si sorregge mediante cavetti zincati assicurati ai rami superiori e puntoni incastrati sui rami inferiori, senza danneggiarli.
Su questa struttura si realizza un pavimento di assicelle, avvitate o inchiodate, adattate per forma o dimensioni a coprire tutti gli spazi liberi dai rami.
Una copertura in avanzi di linoleum incollati fa da pavimento antiscivolo, impedendo al bambino di sbucciarsi cone le schegge o inciampare nelle fessure.
Lungo tutto il perimetro si fissa un listello che fa da zoccolo di sicurezza, da spessore e da rinforzo;  su questo si avvita la staccionata, una serie di assicelle arrotondate ai bordi superiori, collegate da un listello trasversale in alto.
Si lascia uno spazio per l’ingresso, un cancelletto che apre verso l’interno ed è chiuso da una robusta leva esterna. Alla piattaforma si accede con scala a pioli.
Si deve collaudare la robustezza e la solidità, possibilmente in grado di reggere anche un adulto, e l’assenza di viti o chiodi sporgenti. Inoltre il bambino dovrebbe avvicinarsi al gioco solo in presenza di adulti e la scala essere sempre rimossa in loro assenza, in modo da evitare pericolose tentazioni. Anche l’altezza da terra deve essere proporzionata all’età del bambino.

Dondolo per 4

Al solito il riciclaggio consente di avere realizzazioni belle e robuste a costi molto bassi. Infatti per costruire questo dondolo Davide Palermo ha acquistato solo 4 tavole di abete da 4000 mm, la ferramenta e le vernici: una spesa neanche da paragonare a quella dell’acquisto di un dondolo già fatto.
il telaio
Disegnato uno schema, si tagliano i pezzi con la troncatrice nelle misure necessarie. Per ciascun lato si bloccano le due gambe a V, con angolo di 30°, con l’aiuto di strettoi e di una dima triangolare in legno.
Si saldano le gambe in alto e si aggiungono i tre traversi di rinforzo, dall’alto verso il basso, sempre tenendo in posizione. t Disposti i due lati alla distanza prestabilita, su un pavimento completamente piano, controllando con la livella, si bloccano mediante strettoi e aste o tavole di legno nella parte esterna e si procede a fissare i due traversi superiori, già saldati fra loro, e la traversa posteriore di rinforzo. Con due piattine sagomate a cerchio aperto e saldate ai lati della struttura si realizzano i “portalattina”.
il sedile
A parte si crea il telaio del sedile, iniziando con cornici esterne, separando seduta e schienale, con i pezzi perfettamente in squadra, rinforzati poi con i vari traversi. In particolare il sedile deve essere più robusto ed ha una barra longitudinale di rinforzo nonché linguette in piattina agli angoli. Si uniscono le due metà e si completa con le strutture laterali reggi bracciolo in piattina. Si procede a smerigliare tutte le saldature per lisciarle.
Si tagliano le tavole d’abete nelle dimensioni necessarie per seduta, schienale e braccioli. Si carteggiano i pezzi, si smussano gli angoli e si arrotonda con la fresatrice.
assemblaggio e finitura
Si fora l’intelaiatura in modo da inserire le viti a gancio con moschettoni e fissare la catena. Si forano anche i traversi di schienale e seduta per le tavole. Effettuate queste prove si smonta, si rifiniscono separatamente i pezzi: le tavolette con due mani di impregnante cerato, il telaio metallico con smalto antichizzante su sottofondo di antiruggine. A vernice asciutta si fissano le tavolette di legno con viti nei fori predisposti e si procede al montaggio definitivo.

Maschera Carnevale

Disegna e ritaglia la sagoma di un pipistrello su un cartoncino.
Colora i contorni e la parte centrale con il pennarello nero.
Decora le ali con del glitter in polvere nero.
Fai due forellini laterali.
Fai passare attraverso i fori un elastico.
Ora è pronta da indossare.
Buon carnevale!

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Orecchini a fiore

Descrizione progetto:
Orecchini fiore per la festa della mamma: riciclo creativo scatola cartone delle uova e bottiglie di plastica
Occorrente:
– scatola di cartone delle uova
– filo di ferro
– vernice di vari colori
– perline colorate
– monachine
– bottiglia di plastica verde
– 1 chiodo
– pinze
– tronchesina
– 1 candela

1. Prendete la scatola di cartone delle uova e ritagliate con delle forbici le due sporgenze. Fate la sagoma di un fiore con 4 petali.
2. Colorate l’interno e l’esterno del fiore con la vernice e lasciate asciugare.
3. Nel frattempo che il fiore asciughi, prendete una bottiglia di plastica verde e tagliate delle sagome di foglia di diverse dimensioni. In totale dovrete ricavare 4 foglie per orecchino. Prendete con la pinza ogni foglia e mettetela sotto il calore di una candela in modo da modellare la plastica. Forate con l’aiuto di un chiodo.
4. Prendete il fil di ferro e tagliate con la tronchesina 6 pezzi da 4 cm, 2 pezzi da 2,5 cm e 2 pezzi da 3,5 cm. In quelli da 4 cm infilate le perline gialle fino al riempimento e chiudete le due estremità. In quelli da 2,5 cm infilate una foglia di plastica (la più piccola) e 4 perline verdi e chiudete. Mentre, in quelli da 3,5 e infilate in sequenza la foglia di plastica (grande)3 perline verdi, la foglia di plastica (extra large), altre 4 perline verdi, la foglia di plastica (media) e per finire altre 3 perline verdi e chiudete l’estremità.
5. Prendete il fiore asciutto fate un buco al centro con l’aiuto di un chiodo. Prendete i 3 fil di ferro da 4 cm con le perline gialle e infilateli nel buco. Chiudete con l’aiuto della pinza.
6. Assemblate tutti i pezzi. Prima quelli da 2,5 e poi quelli da 3,5 cm.

Spero che il mio progetto vi sia piaciuto, altre creazioni le potete trovare sul mio blog: https://ritalavetrinaarcobaleno.blogspot.it/

Modellino fai da te

Nuova impresa e non facile, visto che ho tanti amici ferromodellisti, ho provato a cimentarmi in qualcosa in scala H0 che ha un rapporto di riduzione di 1:87, essendo la prima volta che lavoro su questo rapporto ho trovato alcune difficolta, ma alla fine, pazienza e tanta fantasia, hanno prevalso dando dei risultati soddisfacenti.
La cascina stile padana è stata realizzata con del forex da 0,5, la parte più difficile sono state le tegole, tubi di plastica da 0,5 tagliati a metà e poi per circa 1 cm., i lampioni le ho realizzati tagliando una sottile lastra di rame da 0,2, poi piegati e saldati a stagno, le lampadina recuperate dal materiale natalizio, il tutto alimentato a 12 V. La soddisfazione e riuscire a realizzare qualcosa che si pensava difficile e irrealizzabile, ma con pazienza e dedizione sono convinto che niente è impossibile, basta solamente volerlo.

 

La culla per la nipotina

Pezzi e assemblaggio
Si tagliano tutti i pezzi necessari con relativi incastri. Si predispongono le grate delle sponde. Unendo le sponde con le testiere, utilizzando spine cieche per il listello superiore, viti passanti per l’inferiore, si assembla la parte mobile.
Nella parte fissa i longheroni superiori sono fissati agli appoggi con spine passanti, quelli inferiori con incastro a mezzo dente.
La rete portamaterasso è costituita da tre listelli di perlina incernierati su una cerniera a metro, fissata alla testiera di fondo.
Dall’altro lato appoggiano su un listello fissato alla testiera opposta.
Così la rete può essere sollevata e, se necessario, interponendo un altro listello, inclinata in varie posizioni.
Il meccanismo di dondolo che unisce parte fissa e mobile è costituito da piattine, forate per avvitarle al legno, su cui sono saldati spezzoni di tubo che vanno a incastrarsi fra loro, da 3/4” sulla parte fissa, da 1/2” su quella mobile.
Dallo spezzone da 3/4” si asporta la parte superiore per trasformarlo in conca d’appoggio.
Un pomello con perno filettato consente di bloccare la culla. Si vernicia con tinta atossica, si aggiungono le ruote e i decori prescelti.

Lampada alogena 24 Volt

La lampada è alimentata a 220 Volt, abbassati a 24 Volt con un trasformatore.
La bassa tensione elimina il pericolo di folgorazione, ma il contenitore del trasformatore deve essere adeguatamente chiuso e protetto.
Tutta la struttura deve essere collegata a massa per mezzo di cavo di terra e una spina tripolare.
Si può usare in vari modi, anche senza nessun appoggio in un qualsiasi punto dove c’è bisogno di una lampada stabile ma portatile.
Utile per illuminare il lavoro di riparazione su auto e gli interventi di decorazione e muratura in interni.

Materiale occorrente
– 1 trasformatore 24 Volt
– 2 pezzi di tubo Ø20
– una scatola di una vecchia centralina di un allarme
– 1 spia rossa 220 Volt
– 1 interruttore
– 1 porta fusibile con fusibile 1.6 Amp.
– 2 m di cavo 3×1,5 mmq
– 1 cavalletto con ruote di un vecchio ventilatore

La costruzione di questa lampada è abbastanza semplice, la spesa è minima.
Si può usare per un qualsiasi lavoro ed è adattabile in qualsiasi posizione che si richiede, avendo le braccia mobili ed anche il faro lo si può orientare in qualsiasi punto di lavoro.