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Mente, mano… magia!

Prefazione del libro “Cosa farò da grande – Alla scoperta della manualità”

Autore: Nicla de Carolis

Avete mai pensato che la maggior parte delle cose belle e buone di cui godiamo ogni giorno sono frutto dell’intelligenza dell’uomo e anche della sua abilità manuale? Questo libro nasce proprio per mettere in evidenza agli occhi dei più giovani quel che si può fare con le mani e con il cervello… ovviamente. Molti bambini che vivono in città a volte credono che la frutta nasca direttamente sugli scaffali del supermercato: un tempo c’erano più occasioni per vedere in casa o in paese come si faceva il pane, come si coltivava la frutta e la verdura, come si costruiva un tavolo e così via; oggi questo viene a mancare, in compenso tutti, fin da piccoli, sono abilissimi nell’usare le mani per digitare su una tastiera o sullo screen di un telefono. La cultura dominante ha relegato le attività manuali in posizioni di serie B ed è stato così che l’orientamento di genitori e ragazzi, troppo spesso, ha portato a scegliere scuole per professioni inflazionate. Recentemente, grazie alle trasmissioni in Tv, è nato l’innamoramento per il lavoro del cuoco, con l’escalation di iscrizioni negli istituti specializzati, e sembra che qualcosa si stia muovendo verso la riscoperta del valore dei lavori artigianali.

Ma, oltre al cuoco, quante altre attività, che uniscono alla preparazione teorica la manualità, la creatività e il senso estetico, ci sono ancora? Sono tantissime e tutte affascinanti, soprattutto nel nostro Paese dove il fatto a mano-made in Italy è, in ogni settore, all’apice delle classifiche mondiali. Bambini e ragazzi, sotto la guida di genitori e insegnanti, potranno trarre da queste pagine informazioni, stimoli e curiosità, godersi le belle sequenze fotografiche che documentano il saper fare dei professionisti all’opera e provare a divertirsi realizzando loro stessi qualcosa di semplice, un ghiacciolo di frutta fresca, un costume per carnevale, un piccolo gioiello da regalare alla mamma, un paio di infradito, ecc. In più potranno ampliare i propri orizzonti in vista di un lavoro futuro originale e gratificante in tutti i sensi. E dunque, buona scoperta della manualità!

Presepe in legno

Un semplice presepe in legno può essere un piccolo capolavoro grazie ai particolari delle statuine

Proviamo a fare un presepe in legno come hanno fatto Maria Primolan e Gregorio Balestra nel loro studio. Una visione stilizzata, semplice, facile da intagliare e ottima base per colori e ombreggiature. Ma non sono da disprezzare le tavole recuperate dai bancali, se non sono troppo macchiate.

Partiamo da una capanna composta da semplici blocchetti di legno incollati tra di loro su una tavola di base e con un’altra semplice tavola come tetto. Ciascuna figurina è ridotta all’essenziale, ma mantiene un carattere che la distingue, come il velo per Maria, la barba per Giuseppe, le ali per gli angeli e le corone dorate per i Re Magi.

PICCOLE SCULTURE BICOLORI

sagoma-compensato

Partiamo da una sagoma di compensato, in questo esempio una raffigurazione della Madonna, e trasferiamola sul blocchetto di legno ben levigato con una matita.

 

scontorno-figura

Con la sega a nastro o con il seghetto da traforo scontorniamo la figura senza lasciare gradini.

 

smussare-spigoli

Usando un coltello o un taglierino affilato si cominciano ad arrotondare gli spigoli della figurina togliendo piccoli trucioli e cercando di appoggiare il pezzo ad un sostegno solido, in modo da ridurre il rischio di tagliarsi.

 

presepe-in-legno-tracciare

I margini delle vesti e del volto vengono tracciati sommariamente con la matita, facile da rimuovere con una passata di carta vetrata nel caso non si fosse soddisfatti del risultato.

 

ripassare-tratto

Il tratto a matita viene ripassato con un pirografo o un saldatore a stagno con punta sottile. Il segno deve essere continuo e abbastanza profondo da non essere rimosso durante la rifinitura.

 

levigare-statuetta

Si leviga la statuetta con raspa e tela abrasiva fino ad ottenere una superficie liscia, ma senza asportare completamente i segni del pirografo. Le vesti si colorano con tinte come la rolla di noce, lasciando l’incarnato e le parti chiare del colore naturale del legno.

Cucina: dal caos dei fiamminghi alla linearità funzionale di oggi

Editoriale tratto da “Rifare Casa n.48 Novembre-Dicembre 2016”

Autore: Nicla de Carolis

Se si guardano le raffigurazioni delle cucine dipinte nei quadri fiamminghi (XV e XVI secolo) si ha l’immagine di un ambiente molto disordinato con grandi varietà e quantità di cibi, come notevole è il numero di persone che le popolano. Le cucine dei ricchi, ambientate in castelli e palazzi di pregio, assomigliavano a immense officine dove si preparavano sontuosi banchetti per centinaia di invitati ed erano situate sempre lontane dai saloni di rappresentanza e da pranzo. Erano di solito nei seminterrati o al piano terra per non turbare con rumori o con odori padroni di casa e ospiti. Ma questa era una cosa per pochi. La cucina è stata a lungo, per la maggior parte delle persone, un caminetto o una stufa a legna in una parte della stanza fumosa che fungeva da… living, diremmo noi oggi, dove si svolgeva la vita casalinga delle famiglie.

dipinto
Dipinto del pittore Pauwels Franck, più noto in Italia come Paolo Fiammingo (1540/1596) attivo a Venezia e allievo del Tintoretto.

Solo nelle case di città, a partire dall’inizio del ‘900, si sono visti i primi mobili da cucina e fuochi a volte alimentati a gas di città (invenzione di James Sharp nel 1837). In campagna e nei piccoli centri si preferiva ancora usare il camino a legna, poi anche qui si diffuse la cosiddetta cucina economica, oggi tornata di moda perché veramente “economica” in fatto di consumi, grazie alla sua funzione di piano cottura in ghisa, di forno, di riscaldamento, che nelle versioni moderne può addirittura scaldare l’acqua. Le innovazioni di maggior rilievo sono state il frigorifero nel 1860, per opera dell’ingegnere francese Ferdinand Carré, il forno a microonde nel 1945, inventato dall’americano Spencer, la macchina per il caffè espresso casalingo dal nome Gilda nel 1946, progetto dell’italiano Achille Gaggia, e la piastra a induzione nel 1990.

Per arrivare alle cucine super tecnologiche e attrezzatissime di oggi l’evoluzione è stata lunga, ma tutte queste innovazioni richiedono una progettazione complessa, forse la più complessa di tutti gli ambienti domestici. Come potrete vedere dallo speciale da pagina 14, si parte dalla sua composizione, lineare, a “L”, a “U”, parallela e a isola, in base allo spazio destinato a questo locale, per poi progettare la disposizione dei mobili e degli elettrodomestici che dovrà seguire regole precise di funzionalità affinché tutto sia al posto giusto. Si passa poi al progetto idraulico, a quello elettrico, con le tante nuove utenze possibili, all’impianto di aspirazione che oggi può addirittura arrivare dal piano cottura, senza dare il tempo ai vapori/fumi di fare tanta strada…

Liceo a “bottega” come Michelangelo e Leonardo

Editoriale tratto da “Far da sé n.467 Novembre 2016”

Autore: Nicla de Carolis

A Como, città lombarda del nord Italia, nota perché lo scrittore Alessandro Manzoni ambientò in questa zona I promessi sposi, ma anche per un artigianato di eccellenza con i suoi mobili in legno massiccio fatti a regola d’arte e i suoi pizzi, una zona di persone attive e amanti del fare, quindi, non a caso, la scuola “Oliver Twist” ha dato il via al primo Liceo dell’artigianato. La notizia è stupefacente perché accanto alla parola liceo, ovvero una scuola scelta da chi ha attitudine allo studio teorico dove i programmi sono propedeutici alla continuazione all’università, c’è la parola artigianale che identifica il concreto fare. Due vie che i modelli culturali attuali hanno sempre separato drasticamente, ma che il Liceo dell’artigianato di Como ha riunito riconoscendo la loro complementarietà nella formazione di un ragazzo.

I percorsi sono organizzati come vere e proprie botteghe artigianali, in cui i ragazzi da un lato acquisiscono conoscenze e abilità entrando in contatto con artigiani esperti e con le aziende per un’alternanza scuola-lavoro e dall’altro studiano italiano, matematica, informatica, fisica, scienze naturali, storia dell’arte per tutti i cinque anni, e nel biennio anche storia e geografia. Particolare attenzione viene data alla conoscenza della dimensione globale e quindi all’apprendimento della lingua inglese che viene potenziato con insegnanti di madre lingua per dare agli studenti, al completamento del ciclo di studi, la padronanza della lingua; una formazione, dunque, a 360 gradi come quella delle “botteghe” in cui, nel ‘400, si formavano Leonardo ingegnere, pittore e scienziato e Michelangelo scultore, pittore, architetto e poeta. I due geni immortali che per tutta la vita hanno coltivato, al pari, le attività manuali con gli studi e le ricerche teoriche; una “bottega” che ha in più l’innovazione tecnologica come lavagna interattiva, notebook e stampante 3D, e una lingua comune per comunicare con il mondo.

 

ragazzi
Nella foto i ragazzi della specializzazione in Arti dell’arredo ligneo, che insieme ad Arti della cucina e dell’accoglienza e Arti del tessile sono le tre possibilità di scelta al Liceo dell’artigianato.

 

Tra i promotori di questo liceo davvero speciale c’è il noto architetto ticinese Carlo Botta: «Ho fatto l’apprendista, sono stati tre anni fondamentali, ed è quella la strada da cui sono davvero partito. Soltanto più tardi mi sono iscritto a un liceo artistico per poi iscrivermi ad architettura a Venezia. Ma senza quell’esperienza pratica, concreta, all’università non sarei riuscito, non ce l’avrei fatta con tanta naturalezza, perché per fare un lavoro bisogna almeno intuire come occorre farlo. Se conosci la finalità, il modo di costruire, sei avvantaggiato».

Da sempre sosteniamo l’importanza, nella realizzazione di un progetto, del sapere come si fa e del farlo, ma questo è un tassello importante anche in assoluto perché favorisce il ragionamento e il lavoro del cervello nell’affrontare e risolvere problemi pratici. L’augurio è che il modello di Liceo artigianale di Como si diffonda rapidamente tra le scuole italiane.

Manutenzione della caldaia

La manutenzione della caldaia dev’essere svolta da un tecnico specializzato e deve rispettare le normative in vigore. In proprio, però, è possibile eseguire una serie di interventi di pulizia mirati che manterranno la nostra caldaia efficiente a lungo.

Partendo dal presupposto fondamentale che quando si parla di manutenzione della caldaia occorre fare scrupoloso riferimento alla normative vigenti in materia di controlli sull’efficienza energetica (Decreto ministeriale 10 febbraio 2014) e che a partire dal 1° giugno 2014 gli impianti termici devono essere muniti del nuovo libretto e per i controlli di efficienza energetica devono essere utilizzati i nuovi modelli ci limitiamo, in questo articolo, a dare consigli pratici sulla manutenzione della caldaia da un punto di vista di pulizia periodica che è possibile svolgere in piena autonomia.

La pulizia preliminare

Una pulizia preliminare è sempre consigliabile dato che il passaggio dell’aria diretta al bruciatore fa depositare inevitabilmente su tutti i componenti interni un discreto quantitativo di polvere. Se possediamo una caldaia
a camera di combustione stagna, è opportuno dare un’occhiata anche alla griglia di ingresso dell’aria, all’esterno dell’edificio, che potrebbe essere ostruita da polvere o foglie e dare origine a fastidiosi blocchi al momento del riavviamento. Riserviamo particolare attenzione alla canna fumaria che deve essere pulita frequentemente soprattutto se la caldaia non è a gas, ma funziona con altro combustibile. Ribadiamo che, la manutenzione della caldaia fatta in proprio non può sostituirsi al periodico controllo obbligatorio dei fumi e del funzionamento generale, da parte di un tecnico abilitato.

Cosa è utile sapere prima di procedere alla manutenzione della caldaia:

  • Le caldaie a gas per il riscaldamento domestico possono essere a pavimento o a muro e alimentate a gas metano fornito dalla rete o dal gasdi un bombolone autonomo.
  • Esistono altri tipi di caldaie (a gasolio, a legna, a pellet, combinate, ecc.) in cui la parte relativa al bruciatore è molto diversa, ma è sostanzialmente simile quella relativa alla circolazione dell’acqua nell’impianto.
  • Facciamo verificare da un tecnico, almeno ogni due anni, la pressione interna del polmone di compensazione.

Cosa serve per effettuare la manutenzione della caldaia:

  • Aspirapolvere
  • Spazzola
  • Scovolino
  • Cacciaviti

Manutenzione della caldaia – cosa troviamo al suo interno

come è fatta una caldaia

Come effettuare la manutenzione della caldaia

pulizia caldaia

  1. Nella zona di accensione del bruciatore si accumula un polverino che periodicamente dobbiamo rimuovere utilizzando una spazzola antistatica, da passare nelle fessure del bruciatore.
  2. Per accedere all’interno della caldaia dobbiamo asportarne il mantello esterno allentando viti o clip. In alcuni modelli il mantello è incastrato in appositi perni sagomati.
  3. Tolto il mantello si evidenziano tutti i meccanismi interni della caldaia. Prima di effettuare qualsiasi operazione accertiamoci di aver tolto tensione agendo sul quadro elettrico generale.
  4. Per eliminare la polvere utilizziamo un pennellino (che non rilasci setole) o, meglio ancora, un aspirapolvere con un beccuccio sottile in modo da poterlo infilare più facilmente negli spazi stretti
  5. L’erogazione del gas della fiamma pilota, dev’essere assicurata con una periodica pulizia previo spegnimento e relativo raffreddamento. Passiamo nei beccucci uno scovolino per pipe.
  6. Il cronotermostato che controlla e regola la caldaia va esaminato e testato almeno una volta l’anno per verificare, termometro e orologio alla mano, se aziona la caldaia e la spegne.

Acqua e aria nei tubi

aria tubi radiatori

Per verificare che non sia presente aria nei tubi bastano poche e semplici operazioni:

  1. scarichiamo eventuali sacche d’aria presenti in ogni radiatore aprendo la valvolina di deflusso. Teniamo sotto di essa un bicchiere e chiudiamola quando esce solo acqua.
  2. le valvole automatiche di spurgo dell’aria si inceppano facilmente. Sono presenti nelle parti più elevate delle tubazioni e possono essere azionate manualmente.
  3. se il manometro dell’acqua indica una pressione bassa si apre il rubinetto di alimentazione fin quando la pressione non ritorna sui valori normali.

Ecomondo: l’industria al servizio dell’ambiente

A Ecomondo – la fiera internazionale della sostenibilità  – sono state presentate tante novità per promuovere un’economia circolare

L’espressione economia circolare definisce un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo. Fa riferimento sia a una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi alternativa rispetto al modello lineare (ad esempio attraverso l’impiego di fonti energetiche rinnovabili in luogo dei combustibili fossili), sia al ruolo della diversità come caratteristica imprescindibile dei sistemi produttivi. Tutte queste sfaccettature sono state protagoniste a Ecomondo 2016.

TESSUTO ANTI-INQUINAMENTO

breath

The Breath è l’innovativo tessuto per la riduzione dell’inquinamento ambientale indoor. Sviluppato e brevettato in Italia dalla Anemotech, è in grado di abbattere  sostanze inquinanti, odori, batteri e muffe presenti nell’atmosfera sfruttando unicamente la naturale circolazione dell’aria, senza parti meccaniche o circuiti che richiedano l’alimentazione da fonti energetiche esterne.

CAPSULE CAFFÈ RICICLATE

capsule

La Nespresso ha presentato il suo programma di capsule di caffè riciclate, separando i residui organici dall’alluminio, da avviare a due distinti processi di riciclo e di valorizzazione. L’alluminio riciclato, una volta fuso, conserva tutte le sue proprietà consentendo un notevole risparmio di energia. Il caffè residuo, invece, viene trasformato in compost e utilizzato come fertilizzante per un appezzamento di terreno destinato a risaia.

BIOMETANO

Le aziende della filiera del biometano e le associazioni ambientaliste si sono impegnate a coordinare gli sforzi per estendere e rafforzare l’industria del biogas, con l’ambizioso obiettivo di raggiungere una produzione di gas naturale da fonti non fossili pari a 8,5 miliardi di metri cubi all’anno. Grazie a questo carburante pulito e rinnovabile – prodotto dai reflui zootecnici, dalla frazione umida della raccolta differenziata urbana e dai sottoprodotti agricoli – sarà possibile abbattere le emissioni del settore dei trasporti; garantire una fonte integrativa di reddito agli agricoltori; dare nuovo slancio alla filiera del riciclo dei rifiuti organici. Al momento la produzione italiana di biometano può contare su circa 1.500 impianti operativi, per una potenza complessiva di 1.200 MW e una produzione annua di 2,4 miliardi di metri cubi.

ASFALTO RICICLATO

Dall’inizio del 2016, il Comune di Milano utilizza per rivestire le sue strade un conglomerato bituminoso, frutto di molti mesi di lavoro, realizzato con alte percentuali di asfalto riciclato che mantiene e migliora le prestazioni di un asfalto nuovo. Il capoluogo lombardo si è aggiudicato un premio conferito da Legambiente ed Ecomondo per aver contribuito in maniera significativa al risparmio ambientale: l’asfalto riciclato, oltre a evitare di scavare materiale vergine dalle cave, è prodotto a temperature più basse per limitare il dispendio energetico e le emissioni in atmosfera e riduce drasticamente, per la sua qualità, la necessità di manutenzione stradale.

MISURA-SMOG PORTATILE

monica

Ha debuttato a Ecomondo il primo misura-smog portatile, una scatoletta colorata di 8 centimetri per 12 che può essere montata sul passeggino, la bici o lo scooter. Ideato dai ricercatori dell’Enea, si chiama Monica (sigla che sta per «MONItoraggio Cooperativo della qualità dell’Aria») ed è un multisensore intelligente in grado di tracciare l’esposizione personale agli inquinanti e di scegliere un percorso più green attraverso un’app sullo smartphone. Chi va “a spasso con Monica” può misurare il livello di emissioni – monossido di carbonio (Co), biossido di azoto (No2), ozono – e condividere i dati con altri utenti.

Telaio barbecue per spiedini ordinati

Con due profili di alluminio, una rivettatrice e una lima il telaio per un comodo barbecue di tanti spiedini

Gli spiedini in ordine occupano meno spazio e cuociono meglio. Per questo Cesare Valeri ha realizzato un telaio di dimensioni adatte al proprio barbecue, dove disporre ogni spiedino nella propria sede e farlo ruotare sopra la brace.

materiali

Occorre un profilo di alluminio a T, da tagliare in due pezzi di uguale lunghezza, e un profilo a L. Sui profili a T, con la lima tonda, pratichiamo tante scanalature a mezza luna, distanti 20 mm una dall’altra.

alette

Su ogni parte del profilo a L tagliamo due alette alle estremità e le pieghiamo verso l’esterno; con la rivettatrice, fissiamo le estremità dei profili a T, in modo da ottenere un telaio rettangolare.

La lunghezza del telaio è tale che possiamo inserirlo con precisione nelle scanalature laterali che si trovano in quasi tutti i barbecue, in cui abitualmente si fa scorrere la griglia. È possibile predisporre il telaio con gli spiedini fuori dal barbecue e poi inserirlo per la cottura.

disegno

Le alette laterali sui profili a L si ottengono con una forbice per lamiera o con un seghetto per metallo; disponendo il pezzo su una morsa si piegano le alette verso l’esterno. Affinché il telaio entri con precisione nelle scanalature del barbecue e scorra senza impedimenti è necessario determinare con cura la lunghezza dei profili a T e tenere conto dello spessore di quelli a L.

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L’alluminio resiste al calore della brace e si lava.

Rombi decorativi

Un raffinato decoro per abbassare dal punto di vista ottico il soffitto di un antico palazzo

Lo scopo era rendere almeno alla vista lievemente più basso il soffitto alto 4 metri di un edificio di fine ‘700. Alessandro e Daniela hanno scelto di realizzare a colpi di spugna una decorazione a rombi tipica del Rinascimento toscano e l’hanno abbellita, come tocco finale, con un giglio fiorentino inserito in uno dei rombi.

La prima difficoltà è stata lavorare a 4 metri di altezza senza poter usufruire di un ponteggio adatto, impossibile da installare per problemi di spazio.

La seconda difficoltà era suddividere le aree da decorare in settori a forma di rombo, uguali tra loro, in modo da terminare con precisione il rombo in corrispondenza di ogni angolo della stanza.

Dopo la fase di tracciatura, con riga e matita, c’è stata la fase di mascheratura, applicando parecchi metri di nastro autoadesivo di carta, di larghezze adatte. Ogni pezzo di nastro è stato tagliato in modo preciso con il cutter.

La fase di pittura è stata piuttosto rapida: tinta murale della tonalità adatta, diluita a sufficienza per non risultare coprente al 100 % e lasciare intravedere il fondo bianco panna. A tinta perfettamente asciutta è stato asportato il nastro di protezione.

 

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Questa decorazione non può essere effettuata in serie: si dà la precedenza alle grandi campiture e i rombi più piccoli vengono eseguiti successivamente, con un’ulteriore mascheratura.

 

colorare

Per la mancanza di adeguato ponteggio è risultato conveniente procedere contemporaneamente con i due colori, riducendo al minimo gli spostamenti, piuttosto rischiosi.

 

spugna

Date le naturali irregolarità della tinta data a spugna, non costituisce un problema interrompere la stesura di un colore per passare a quella del secondo.

Fischer Thermax: stop al ponte termico

Quando è necessario fissare su una parete rivestita a cappotto si deve ricorrere ad un ancoraggio che superi lo spessore dell’isolante e lavorare sulla componente solida del muro

Nello stesso tempo, però, è fondamentale che il fissaggio non generi un ponte termico, favorendo il passaggio del calore o del freddo fra ambiente esterno e interno.
Fischer Thermax è l’unico sistema di fissaggio termicamente isolato per carichi distanziati, ideale anche per applicazioni in edifici rivestiti con sistemi a cappotto; è adatto per calcestruzzo, pietra naturale, mattone pieno, calcestruzzo alleggerito, mattoni forati.
Il blocco della trasmissione di calore è attuato grazie al cono isolante di nylon ad alte prestazioni, rinforzato con fibra di vetro, che interrompe il flusso termico dato dalla conduzione della parte metallica.
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Il cono di nylon è avvitato alla filettatura posteriore della vite e rimane a filo dell’intonaco. Sull’elemento è possibile maschiare/avvitare viti ed elementi filettati M6-M8 per fissare gli oggetti da appendere su una facciata rivestita a cappotto.
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Fischer Thermax è perfetto per fissaggi pesanti, come nel caso di tende da sole, condizionatori e parabole.
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Fischer Thermax Junior è un ancoraggio leggermente più leggero rispetto a Thermax; la sua barra filettata si abbina con un espandente di nylon di sezione 10 o 12 mm ed è ideale per veneziane, insegne, grondaie, canaline elettriche, fermascuri, lampade esterne, impianti di allarme, cassette delle lettere.
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Scaffali sottoscala

Un sistema intelligente e pratico per recuperare spazio, ispirato agli scaffali scorrevoli delle farmacie

Un vano sottoscala è di solito angusto e di forma irregolare. Impossibile sistemarci qualsiasi mobiletto o scaffale senza perdere spazio. La soluzione ottimale è costruire su misura.

Franco Petroccia ha pensato a scaffali estraibili, montati su ruote, per sistemare libri e riviste che in casa non trovano più posto. Se la realizzazione è destinata all’interno di casa, può essere resa più gradevole con pannelli e verniciatura del telaio.

Gli scaffali, realizzati con tubo quadro saldato, rispettano nelle dimensioni e nel profilo superiore obliquo la forma del vano. Nelle misure si deve tener conto anche dell’altezza delle ruote gommate su cui appoggia il telaio.

I ripiani e le eventuali sponde sono di truciolare o compensato di recupero, tagliato a misura. I due scaffali hanno rispettivamente tre e quattro ripiani. Se lo spazio lo consente, se ne possono aggiungere uno da due e uno a piano singolo.

COSTRUZIONE

telaio

Il telaio è una normale struttura di tubo quadro saldato.

 

piano-di-lavoro

Il sistema migliore per effettuare la costruzione è lavorare su un buon piano su cui marcare le posizioni dei pezzi, in modo da poter replicare i montanti (per ogni scaffale sono due e identici) e fissarli perfettamente in squadra. Le distanze fra i piani sono in funzione dei libri o giornali da sistemare.

 

struttura-scaffali

Dopo aver saldato tra loro i pezzi delle sponde, si uniscono con i traversi per formare la struttura. Nei punti strategici, al fine di avere un insieme robusto, i traversi sono di tubolare quadro; in altri punti sono costituiti da tondino pieno di minor sezione.

 

posizionamento

Per agevolare il posizionamento preciso degli scaffali, alla base del primo è stato posto un binario guida in cui scorrono le ruote su un lato, cosa che garantisce il facile allineamento anche delle strutture a fianco.

 

ruota

Le ruote, di tipo gommato, non devono essere piroettanti visto che la manovra è a scorrimento. Vanno benissimo quelle di recupero da pattini o rollerblade, solitamente dotate di ottimi cuscinetti; il peso che si raccoglie sugli scaffali, soprattutto riponendo riviste e libri, può essere infatti molto elevato.