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Come nasce una sedia chiavarina

I segreti della costruzione delle sedie chiavarine sono rimasti nelle mani di pochi costruttori artigianali che si tramandano la tradizione di padre in figlio. Le gambe sottili e la particolare impagliatura sono il loro certificato di garanzia

Come in una favola, si narra che il Marchese Rivarola abbia chiesto ad un falegname di Chiavari, tale Gaetano Descalzi detto “il Campanino”, di replicare fedelmente le sedie impero che aveva portato di ritorno da un viaggio in Francia. Correva l’anno 1807 e il giovane, ma capace ebanista ligure, non si limitò ad una semplice copiatura dello stile, ma elaborò la struttura di gambe e schienali semplificando le forme e alleggerendo al massimo la sedia. Ma grazie ad una geniale distribuzione del legno, guidata da sofisticati calcoli strutturali, i punti maggiormente sollecitati restarono massicci e robusti. Il risultato era una sedia chiavarina veramente leggera, ma indistruttibile. Il Campanino rivisitò anche la seduta creando un originale intreccio con strisce di salice palustre, oggi sostituito da corteccia di bambù. Chiavari divenne un polo di produzione della sedia chiavarina e nel 1855, alla morte del Campanino, il settore dava lavoro a circa 600 seggiolai. Oggi la produzione industriale ha soppiantato le botteghe, ma ci sono ancora alcuni artigiani di alto livello come i fratelli Levaggi, che portano avanti una produzione di sedie chiavarine di alto pregio conosciuta in tutto il mondo.

sagomare il legno

  1. Partendo dalle dime originali conservate in laboratorio, si traccia il disegno su di una tavola curva di faggio, acero o ciliegio, essenze diffuse ampiamente sull’Appennino ligure alle spalle di Chiavari. Ogni pezzo è poi tagliato alla sega a nastro.
  2. Con un paziente lavoro di raspa e lima si asporta il legno “dove cresce”, per dirla con le parole degli artigiani liguri, sottintendendo che si tratta di un’operazione completamente manuale affidata all’esperienza dell’artista.
  3. Gli schienali armoniosamente curvati e le colonnine tornite che caratterizzano le sedie chiavarine sono il risultato di un paziente lavoro manuale che si affida solo a pochi e semplici strumenti di misura e a tanto “occhio”: ogni sedia è, a tutti gli effetti, un pezzo unico.

Come si realizza una sedia chiavarina

costruire una sedia chiavarina

  1. Il legname necessario, proveniente dal taglio eseguito nei giusti periodi, viene sgrossato e lasciato stagionare all’aperto per almeno quattro anni. Il tempo necessario per perdere umidità e acquisire la necessaria tenacità e resistenza al tarlo.
  2. Il lavoro di rifinitura è alleggerito dall’uso di levigatrici a tamburo di diverse dimensioni con le quali si arrotondano le volute delle parti curve e si aggiustano pazientemente gli incastri.
  3. Su veloci torni da legno prendono forma le sottili colonnine che formano gambe e schienale. Non ci sono copiatrici: tutto è affidato alle mani esperte che accarezzano il pezzo in rotazione mentre il ferro affilato gli dà forma.
  4. Dopo l’incisione dei punti fissi che assicurano la replicabilità delle forme, si procede con passate molto leggere fino a portare al giusto diametro il pezzo. Il controllo delle misure si esegue con un semplice calibro a compasso per esterni.
  5. Tutti i pezzi delle sedie chiavarine sono uniti ad incastro; non ci sono né chiodature né viti e la stabilità delle unioni è affidata a qualche pennellata di colla di pesce tenuta a bagnomaria.
  6. L’esecuzione dei fori è affidata alla mortasatrice; i pezzi sono inseriti in speciali supporti che permettono di sostenerli solidamente senza rovinarli mentre si eseguono le varie lavorazioni.
  7. La finezza dei particolari e la finitura veramente liscia sono il risultato dell’uso di ferri sempre taglienti che sono regolarmente affilati su pietre ad olio.
  8. Le serie di gambe tornite sono riposte in attesa di essere montate. La tornitura delle colonnine non ha solo un motivo estetico, ma serve a togliere il legno dove non serve, come all’estremità del piede, per arrivare al massimo della leggerezza senza perdere in resistenza meccanica.
  9. Si assemblano il frontale e lo schienale con colla di pesce e qualche colpo di mazzuolo allineando le gambe finché il collante è umido.
  10. Nessun particolare viene tralasciato per ottenere il miglior risultato: prima che l’incastro si asciughi si lavano via le gocce e i residui di colla rimasti attorno allo scalino con acqua e una vigorosa spazzolata.

Il laboratorio dei fratelli Levaggi

fratelli levaggi
I Levaggi sono una famiglia di artigiani che da più di cinquant’anni si dedica alla costruzione e allo sviluppo della sedia chiavarina salvaguardando la preziosa tradizione ebanistica di Chiavari che contava, negli anni ’50, almeno quindici laboratori specializzati nella costruzione di seggiole. La forza di questi artigiani-artisti è la volontà di non industrializzare la produzione, ma di continuare a costruire sedie a mano come le faceva il Campanino più di due secoli fa. www.levaggisedie.it

Tipologie e lettura del contatore dell’acqua

Vediamo come si effettua la lettura del contatore dell’acqua, in base al modello installato, e come procedere per aggiungerne altri, privatamente, lungo la linea idraulica di casa nostra

Il contatore dell’acqua, come altri dispositivi per il calcolo dei consumi delle utenze private, viene installato dall’azienda erogatrice del servizio nel punto in cui ha inizio la linea di adduzione domestica. A monte e a valle del contatore vengono installate le valvole di intercettazione che permettono di interrompere il flusso d’acqua per effettuare manutenzioni o modifiche all’impianto. Passando attraverso il corpo del contatore, l’acqua mette in movimento un sistema di alberini e ingranaggi collegati agli indicatori che consentono di rilevare i consumi con elevata precisione. Da parte dell’utente non è consentito alcun intervento su di esso, infatti è piombato, ma lungo la linea domestica è possibile installarne altri, per contabilizzare e controllare i consumi di rami diversi, potendo verificare così quanta acqua si consuma per irrigare il giardino o lavare l’auto e tenere più facilmente sotto controllo eventuali perdite. Per installare uno di questi apparecchi bisogna interrompere il flusso sulla diramazione della linea interessata, tagliare un pezzo di tubo e installare gli opportuni raccordi in ingresso e in uscita dal contatore. Le porzioni diritte dei tubi in entrata e in uscita devono essere lunghe almeno 5 volte il diametro nominale del contatore. Vediamo ora insieme come effettuare una corretta lettura del contatore dell’acqua

Tipologie di contatori dell’acqua

contatori acqua

  1.  Alcuni tipi di contatori meno recenti hanno sia le caselle sia le lancette. Nella lettura occorre tenere conto soltanto delle caselle con numeri o fondo nero, se l’ultima a destra ha il numero o il fondo rosso indica i decimali e non va tenuta in considerazione. La lettura viene effettuata iniziando dal quadrante delle migliaia di metri cubi e procedendo su quelli successivi; le lancette, che indicano ettolitri, decalitri e litri, non vanno considerate.
  2. Quelli a lettura diretta attuali hanno un quadrante con sette (o quattro) cifre: le prime quattro indicano i metri cubi, le rimanenti rispettivamente le centinaia, le decine e le unità di litro. Anche qui le cifre rosse non incidono sul computo dei consumi.

Possibili modifiche sull’impianto

modifica impianto idraulico

 

  1. Il raccordo di ingresso nel contatore, facente ancora parte della linea pubblica, viene protetto da una piombatura dopo averne effettuato il serraggio. Sull’altro lato possiamo invece intervenire liberamente.

  2. Prima di qualsiasi intervento dobbiamo chiudere la valvola di intercettazione a monte del contatore, quindi aprire uno o più rubinetti per abbassare la pressione interna dei tubi e svuotare il più possibile la linea interessata.

  3. Immediatamente a valle del contatore, o in altro punto dell’impianto domestico, possiamo intervenire e allentare le ghiere di collegamento con una chiave a pappagallo.

  4. Scolleghiamo la tubazione, ponendo attenzione a eventuali guarnizioni interne, ed effettuiamo le modifiche che ci occorrono. Assicuriamoci della buona tenuta delle nuove diramazioni nelle fasi di rimontaggio, inserendo le apposite guarnizioni ove previste o avvolgendo sulle filettature alcuni giri di nastro sigillaraccordi. Prima di riaprire la valvola di mandata, apriamo almeno un rubinetto lungo la linea, in modo che l’acqua possa scaricare istantaneamente l’aria contenuta nei tubi.

Regolatore di pressione

regolatore di pressione

 

  1.  Questo regolatore di pressione incorpora un manometro a due lancette: quella nera indica la pressione all’interno del circuito, quella rossa il valore massimo prestabilito. Per effettuare regolazioni rimuoviamo il cappellotto di plastica che lo protegge.

  2. Agendo con una chiave a brugola sul grano interno possiamo ridurre la pressione all’interno del circuito se questa è eccessiva.

  3. Aprendo le utenze, la pressione nel circuito cala e possiamo verificare, richiudendoli, che la pressione si stabilizzi al valore che abbiamo impostato agendo sul grano. La vite al centro dell’indicatore ci permette di spostare la lancetta rossa in corrispondenza del valore definito massimo, così da avere un immediato controllo a colpo d’occhio.

Contatore a impulsi per telelettura

contatore a impulsi

Particolari contatori definiti “a impulsi” sono in grado di rilevare i consumi in tempo reale e fornire tale informazione a distanza.Questo consente di tenere sotto controllo i consumi senza dover andare a leggere il quadrante, ma consente anche di fornire comandi ad altre apparecchiature (es. quelli per la clorazione di piscine) che possono lavorare in modo automatico in funzione delle informazioni ricevute.

Come installare la piletta lavabo con cestello estraibile

Ecco come installare (o sostituire) la piletta lavabo in completa autonomia

piletta di scaricoI piccoli rimasugli di cibo, che cadono nel lavello durante il lavaggio dei piatti o la preparazione dei cibi, passano attraverso le aperture della piletta lavabo e finiscono nel sifone. A lungo andare possono creare problemi. Ecco perché è utile montare nel nostro lavello la piletta lavabo con il cestello estraibile. Questo accessorio è costituito da due parti: una va montata sotto il lavello e collegata alla tubazione di scarico, l’altra fissata alla prima dalla parte superiore della vasca. Nel foro di accesso si inserisce un cestello che ha aperture molto sottili. Questo elemento può essere abbassato, alzato e asportato. Quando è abbassato funge da tappo e l’acqua si raccoglie nella vaschetta senza defluire. Quando viene sollevato l’acqua defluisce, ma i rimasugli di cibo rimangono intrappolati al suo interno.

Cosa bisogna sapere circa la piletta lavabo:

  • Per asportare i rimasugli di cibo non è necessario prenderli con le mani: basta sollevare il cestello e svuotarlo nella pattumiera dell’umido.

Cosa serve per installare la piletta lavabo:

  • Piletta lavabo con cestello estraibile
  • Raccordo a cono per sifone e scarico 
  • Cacciavite 

Piletta lavabo con cestello estraibile

Come installare la piletta di scarico

installare piletta di scarico

  1. Dopo aver scollegato la vecchia piletta dallo scarico e averla asportata dal lavello, collochiamo la parte inferiore della piletta con cestello, provvista di guarnizione. Il cono si centra sotto la vaschetta.
  2. Inseriamo la vaschetta-griglia nell’apertura superiore del lavello, centrandola sull’elemento inferiore a cono. Anche la vaschetta è provvista di una guarnizione, più sottile. Poi posizionimo la piletta lavabo.
  3. Infine ricolleghiamo, alla base conica della piletta, tutto l’insieme dello scarico con sifone, i collegamenti alla seconda vaschetta  e alla lavastoviglie e il raccordo allo scarico nella parete.
  4. Inseriamo la boccola centrale nella piletta e la serriamo alla vaschetta per unire stabilmente le due parti che compongono la piletta; l’operazione è facilitata da un incavo ricavato alla sommità.
  5. Il cestello della piletta è bloccato all’interno della boccola da una molletta che, sollevando il perno centrale, si ritrae per consentire di estrarlo e rimuovere lo sporco. Premendo il perno, funge da tappo.

Piletta lavabo con comando a distanza

piletta con comando a distanza

L’apertura e la chiusura della piletta asportabile possono anche essere effettuate senza sollevare il cestello con le mani, ma agendo su un pulsante posto sul lavello o in prossimità di esso. Il sollevamento è reso possibile da un cavetto d’acciaio e da un meccanismo a esso collegato. Agendo sul pulsante si solleva il cestello di quel tanto che è necessario per permettere il deflusso del liquido. Ciò è particolarmente utile quando il lavello è ingombrato dalle stoviglie.

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Come collegare saldamente tubi PVC

I tubi PVC (policloruro di vinile), tipici delle tubazioni di scarico, sono leggeri e molto facili da lavorare anche su grandi diametri.

I tubi PVC sono ideali per il passaggio di acqua calda o fredda, anche in pressione, li troviamo ovunque: gli scarichi del bagno sono tubi di diametro variabile dai 32 mm del lavabo ai 40 mm della doccia, per arrivare ai 100 mm del WC. I tubi in PVC presentano un grande vantaggio: non si saldano, ma si uniscono a freddo con potenti adesivi. L’ancoraggio avviene per vulcanizzazione, ossia per parziale fusione delle superfici da unire in quanto i solventi sciolgono in parte le superfici, facendone un tutt’uno con il PVC contenuto nell’adesivo.

Cosa serve:

  • Tubi PVC con giunti da incollare o dotati di guarnizione
  • Adesivo per PVC
  • Pennello
  • Straccio
  • Liquido scivolante per incastro tubi
  • Seghetto per metalli o tagliatubi a rotella

Cosa occorre sapere circa i tubi PVC

raccordi idraulici
Alcuni tipi di tubi PVC sono studiati per minimizzare il rumore degli scarichi. Sono utili per lunghi tratti di colonne che raccolgono più scarichi: WC, altri sanitari o elettrodomestici.

Tubi PVC senza guarnizione

Tubi PVC senza guarnizione

  1. I due tubi da unire devono essere perfettamente puliti. Passiamo sulle superfici un panno di carta crespa imbevuto dell’apposito detergente per PVC.
  2. L’adesivo si presenta molto denso e dobbiamo mescolarlo fino a quando non diventa omogeneo e filante. Alcune confezioni comprendono il tappo con pennellino.
  3. Distribuiamo uniformemente l’adesivo sulle superfici da incollare, procedendo in direzione assiale distribuendo un velo nel manicotto, più abbondante sul tubo in ingresso.
  4. L’unione va eseguita subito, ruotando leggermente i pezzi da collegare. Quindi procediamo all’asportazione di eventuali eccessi di collante, spremuti fuori.

Tubi PVC con guarnizione

Tubi PVC con guarnizione

  1. Alcuni moderni tubi in PVC presentano una guarnizione di tenuta a manicotto da calzare sul tubo. La guarnizione offre una tenuta elastica e sigillante di alta qualità.
  2. All’interno del manicotto dobbiamo spalmare uno speciale liquido che facilita l’accoppiamento privo di oli o grassi che rigonfierebbero la guarnizione.
  3. Il medesimo liquido scivolante lo applichiamo anche sul manicotto-guarnizione. Non dobbiamo eccedere con questo prodotto: basta un velo sui due pezzi.
  4. Il giunto va calzato sul tubo fino all’arresto; la battuta è sagomata in modo da lasciare comunque un gioco di circa 10 mm per compensare le dilatazioni termiche.

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Sostituire il flessibile e la manopola doccia | Video e foto passo-passo

Effettuare la manutenzione del soffione della doccia è indispensabile per garantire un utilizzo efficiente e prolungato

La manutenzione soffione doccia andrebbe fatta almeno una volta ogni 6 mesi questo in quanto i problemi del soffione doccia “a telefono” dipendono, spesso, da due classici fattori:

  • occlusione dei fori del soffione da parte di corpi estranei o calcare
  • deterioramento, fino alla perdita della tenuta, delle guarnizioni del tubo flessibile di alimentazione.

Guarda come sostituire il flessibile e la manopola della doccia

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Gli interventi da eseguire per effettuare una manutenzione soffione doccia corretta, per riportare tutto a un buon funzionamento, sono semplici e veloci: basta trovare mezz’ora di tempo per effettuarli. Un punto debole è il flessibile che va dall’attacco a parete (o al gruppo bagno) alla doccetta. Se il tubo interno si è fessurato e perde va sostituito tutto il flessibile svitando le ghiere alle sue estremità (attenzione a non lasciare brutti segni con le pinze). Le doccette mobili sono installate sia a parete, sia collegate al gruppo bagno comando a deviazione. Nelle docce con saliscendi sono collegate a un elemento mobile e dotate, come le precedenti, di tubo flessibile.

Cosa serve per effettuare la manutenzione soffione doccia:

  • Pinza grip, guarnizioni per tubo flessibile
  • Doccetta, raccordi, tubo flessibile nuovi (se occorre)
  • Liquido anticalcare
  • Aceto

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Come è fatto un soffione doccia

disegno soffione doccia

Sostituire la guarnizione del tubo di adduzione

svitare tubo doccetta

  1. Svitiamo l’attacco a muro del flessibile della doccetta agendo sulla ghiera, dopo aver interposto uno straccetto per non segnarlo con le pinze giratubi. Non bisogna stringere troppo.
  2. Scolleghiamo il flessibile anche dalla doccetta allentando la ghiera che lo collega. Se non si svita proviamo a bagnarla con aceto o con un preparato anticalcare e facciamo passare acqua calda.
  3. Alle due estremità del flessibile vi sono delle guarnizioni anulari che vanno sostituite. Esaminiamo le sedi delle guarnizioni, se sono danneggiate o troppo incrostate si sostituisce anche il tubo flessibile.

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Eliminare il calcare dal soffione doccia

eliminare il calcare soffione doccia

  1. Il calcare che si deposita nei forellini e nei filtri riduce notevolmente il deflusso dell’acqua e rende irregolare il getto. L’intervento consiste nello svitare l’erogatore centrale e accedere alla vite che tiene assemblato l’insieme.
  2. Dopo averla smontata, i componenti della doccetta si pongono a bagno in acqua tiepida in cui abbiamo versato un liquido anticalcare. Altro anticalcare può essere spruzzato sui filtri fino all’eliminazione delle incrostazioni. In questo modo tutti i forellini erogano regolarmente l’acqua.

manutenzione soffione doccia

Valvola termostatica | Come installarla senza chiamare l’idraulico

La procedura corretta per installare una valvola termostatica

La valvola termostatica permette l’afflusso di acqua calda nel radiatore oppure lo interrompe per mantenere il radiatore alla temperatura impostata sulla valvola stessa. L’impiego di più valvole termostatiche, nei radiatori di un’abitazione con riscaldamento autonomo, consente di regolare la temperatura delle varie stanze in maniera diversa a seconda delle differenti esigenze di calore.

Come installare la valvola termostatica

installazione valvola termostatica

1,2: se si intende dotare un vecchio radiatore, con attacchi non compatibili, di valvola termostatica, si svuota l’impianto di riscaldamento e si asporta la valvola di chiusura sostituendo il raccordo filettato.

3: il raccordo si avvita dopo aver avvolto il filetto con nastro al teflon.

4: il montaggio delle valvole termostatiche richiede la rimozione della manopola. Alcune valvole esigono anche la rimozione del cappuccio di plastica rigida che protegge l’elemento termosensibile.

5: la manopola viene calzata sull’asse della valvola e spinta a fondo, fino a che non si sente un “clic”.

In qualsiasi momento possiamo decidere di sostituire una valvola termostatica con una manopola normale, ritornando ad una stituazione classica, in cui la gestione della temperatura non è facilmente

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  • Comando termostatico per valvole radiatori termostatizzabili e termostatiche

Come isolare una presa elettrica in sicurezza

Una presa elettrica installata in esterno è sicuramente pratica: occorre però che sia adeguatamente isolata dagli agenti atmosferici e dalle polveri.

Isolare una presa elettrica: questo è il pensiero che dobbiamo porci nella mente se vogliamo essere tranquilli circa la corretta funzionalità della presa elettrica posta in esterno. Infatti, all’esterno dell’abitazione i comandi elettrici (interruttori, deviatori, prese ecc.) devono essere obbligatoriamente a tenuta stagna (almeno IP 44) per evitare che la pioggia possa insinuarvisi e dar luogo a pericolosi cortocircuiti o essere causa di folgorazioni. I comandi elettrici stagni sono dispositivi del tutto sicuri, in quanto dispongono di particolari guarnizioni di tenuta e di un coperchietto con chiusura a molla rivestito da gomma trasparente. I conduttori elettrici vengono portati al punto in cui si intende collocare l’interruttore per mezzo di una canalina (esterna o sottotraccia).

Come isolare una presa elettrica

isolamento presa elettrica

  1. dopo aver staccato la corrente dal quadro generale, con l’ausilio di un cacciavite si rimuove la placca della presa e si asportano eventuali vecchi frutti presenti.
  2. si inseriscono nella placca i nuovi frutti: è bene installare sia una presa di tipo bivalente (che riunisce in un solo adattatore la possibilità di inserimento di spine a 10 A e da 16 A) sia una presa di tipo “Schuko”, molto utilizzata per apparecchiature ad alto assorbimento elettrico.
  3. tra i due frutti si realizzano i ponticelli di alimentazione utilizzando spezzoni di cavo elettrico isolato (terra, fase, neutro).
  4. si collegano la fase, il neutro e la terra provenienti dall’impianto ad uno dei due frutti installati. I ponticelli realizzati precedentemente alimenteranno anche l’altra presa elettrica.
  5. si riposiziona la placca e si avvitano le viti di bloccaggio della mascherina protettiva.
  6. la presa è pronta per essere utilizzata, la mascherina la protegge dagli agenti esterni.

Elenco e simbologia delle Certificazioni elettriche europee

Elenco e descrizione dei simboli relativi alle certificazioni elettriche all’interno dell’Unione Europea

Le certificazioni elettriche sono lo strumento che permette di garantire prodotti sicuri ed affidabili e offrono la possibilità di dimostrare che ci si è adoperati per porre in essere tutte le misure necessarie ai fini della sicurezza. Le certificazioni elettriche di conformità alle norme ci permettono di effettuare scelte più precise fra prodotti sicuri e prodotti di scarsa affidabilità. I marchi che attestano l’affidabilità di un prodotto elettrico sono numerosi, tra i più noti possiamo evidenziare i seguenti:

  • IMQ
  • ENEC
  • IMG-CSV
  • IMG-PERFORMANCE
  • IMG-HAR
  • IMQ-EMC
  • DOPPIO ISOLAMENTO
  • MARCHIO CE

Certificazione IMQ

Certificazione IMQ

Attesta la conformità dei prodotti elettrici ai requisiti delle norme CEI ed EN.

Certificazione ENEC

Certificazione ENEC

Certifica che un prodotto è conforme alle norme europee EN ed è costruito da Aziende con sistemi di gestione aziendale per la qualità conforme alla ISO 9001.

CertificazioneIMQ-CSV

CertificazioneIMQ-CSV

Attesta la conformità a una determinata specifica tecnica

Certificazione IMQ-PERFORMANCE

Certificazione IMQ-PERFORMANCE

Certifica, oltre alla sicurezza, anche caratteristiche fotometriche quali il rendimento luminoso e la distribuzione delle intensità luminose.

Certificazione IMG-HAR

Certificazione IMG-HAR

Attesta la conformità dei cavi di bassa tensione alle norme armonizzate europee.

Certificazione IMG-EMC

Certificazione IMG-EMC

Attesta la conformità ai requisiti di compatibilità elettromagnetica stabiliti dalle norme europee

 DOPPIO ISOLAMENTO

simbolo doppio isolamento

Gli apparecchi di classe II sono progettati in modo da non richiedere la connessione di messa a terra.

MARCHIO CE

marchio ce

Certifica la rispondenza ai requisiti essenziali per la commercializzazione e utilizzo nell’Unione Europea

Per mantenersi aggiornati in tema di certificazioni elettriche, sicurezza elettrica e normative è consigliabile consultare l’interessante sito del CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano

Cancello scorrevole fai da te

Recupero di alcune ringhiere, poi smontate completamente dissaldandone gli elementi, per realizzare una recinzione con cancello scorrevole fai da te. I pezzi vengono piegati e saldati nuovamente per ottenere tratte di cancellata delle misure necessarie

ferro di recupero
Mai buttare via una vecchia ringhiera di balcone e dei paletti a T per recinzioni.

La sostituzione di tutte le ringhiere di una palazzina, che venivano buttate al macero, ha suggerito al nostro lettore Pier Giorgio Carabba di recuperarle per realizzare la recinzione con cancello scorrevole fai da te della sua casa di campagna. Il progetto prevede l’installazione di due segmenti fissi, più corti, e uno più lungo scorrevole su rotaia, da muovere a mano (almeno per il momento!).

Le ringhiere erano fatte con doghe verticali piegate ad angoli secchi; volendo sfruttarle per la loro intera lunghezza, ottenendo una barriera leggermente più alta, è stato necessario dissaldarle tutte, raddrizzarle e ricomporre la cancellata usando gli stessi pezzi. La lunga campata del cancello scorrevole fai da te impone di mettere tre piantoni verticali di tubolare quadro, due agli estremi e uno al centro, alla base dei quali collocare le ruote di scorrimento.

Le ruote, acquistate allo scopo, sono proprio quelle usate nei cancelli scorrevoli e lavorano appoggiando su un profilo rilevato, in questo caso costituito da un T per recinzioni, affogato nella gettata del basamento quel tanto che basta per essere ben assicurato a terra.

Il cemento, un po’ più grasso del normale, deve coprire per bene la parte piatta del T e deve essere lisciato con cura, in modo da rendere la parte esposta solida e monolitica, quindi meno deteriorabile dalle intemperie e più difficilmente demolibile dal passaggio dell’automobile.

La realizzazione

costruire un cancello

  1. Riassemblati con saldatura ad arco i pezzi della ringhiera compongono il tratto lungo della cancellata; si sbavano le saldature spianando l’eccedenza e si ripuliscono dalla ruggine i tratti ossidati. Ai tre pali di sostegno vanno applicate le rotelle d’acciaio, avvitandole a una piastra unita a un pezzo di tubo quadro inserito all’interno del palo.
  2. Trovata la posizione in cui le tre ruote sono perfettamente allineate, anche in altezza, estraendo il tubo quadro quel tanto che serve, lo si salda in posizione, bloccandolo definitivamente.
  3. La cancellata viene verniciata con due mani di smalto protettivo, a distanza di sei ore una dall’altra.
  4. I T d’acciaio per recinzioni vanno uniti sino a ottenere un tratto unico, lungo il doppio della cancellata semovente. Si lisciano bene i cordoni di saldatura.
  5. Nel preparare la gettata di supporto alla rotaia del cancello si fa uno scavo poco profondo dove si adagiano un po’ di ferri di armatura, poi si piegano a U dei pezzi di tondino di ferro e si piantano nel terreno, trasversalmente, in modo da sostenere nella corretta posizione il lungo T che fa da rotaia. Con la bolla si regola l’altezza di ogni U in modo che risulti orizzontale, con la lenza si controlla che sia allineato e alla giusta distanza dalla casa.
  6. Insieme alla rotaia si cementano anche le quattro gambe del castello antiribaltamento del cancello. Una volta indurito il cemento si mette in sede il cancello, si verifica la posizione dei rulli e si fora per inserirli.
  7. Un pezzetto di tubolare è saldato sopra il cancello per fare da scontro in fase di chiusura.
  8. Sul lato casa, la cancellata va completata con un corto segmento fisso, perché il punto rimane scoperto quando il cancello è chiuso.

Come installare lampade di emergenza nelle prese di casa

Installare lampade di emergenza è sicuramente consigliabile per non trovarsi impreparati nei momenti in cui manca la tensione

Temporali, disturbi elettrici sulla linea e altri eventi esterni possono far mancare tensione al nostro impianto di casa, ma non rimarremo al buio se provvediamo ad installare lampade di emergenza che si accendono automaticamente al mancare della tensione e possono essere asportata per fungere da torcia portatile, magari per andare a riarmare l’interruttore generale scattato.

Le lampade di emergenza rimangono accese a lungo grazie alle batterie ricaricabili interne e sono facili da installare in una presa a tre posti spostando lateralmente la presa esistente. Possono anche essere fissate con un blocco a vite che ne impedisce l’estrazione da parte dei bimbi.

Cosa bisogna sapere per installare lampade di emergenza

Quando si verifica un black-out senza un motivo apparente (come, per esempio, un forte temporale) è necessario investigare sulle cause iniziando dall’interruttore-contatore generale. Questo potrebbe essere scattato togliendo tensione all’impianto in caso si fosse superata la massima potenza contrattuale. In seconda istanza vanno controllati l’interruttore generale magnetotermico (scatta in presenza di un assorbimento eccessivo) e l’interruttore differenziale (scatta se vi è una dispersione di corrente verso terra).

Cosa serve per installare lampade di emergenza

Come installare lampade di emergenza

installare lampade di emergenza

  1. Per installare lampade di emergenza dobbiamo accedere all’interno della presa, asportando mascherina e placca (dopo aver tolto tensione). Con il cacciavite allentiamo le viti che bloccano il supporto.
  2. Allentiamo il sistema di tenuta dei frutti per poter sganciare quello della presa. Togliamo anche i coperchietti laterali fino a liberare totalmente i tre vani disponibili. La lampada occupa due sedi.
  3. Prepariamo i ponticelli spellando le estremità di due conduttori isolati lunghi 5-7 cm. Creiamo i due ponticelli collegando gli spezzoni preparati dai poli della presa ai morsetti della base della lampada.
  4. Reinseriamo a scatto, nella placca portafrutti, sia il frutto della presa sia la base fissa della lampada di emergenza. Verifichiamo che le mollette della placca siano scattate in posizione di blocco.
  5. Reinseriamo la placca nella cassetta murata e ricollochiamo le viti di bloccaggio. A questo punto possiamo reimmettere tensione nell’impianto elettrico e verificare che vi sia tensione nella presa.
  6. Riposizioniamo la mascherina che fissiamo a scatto. Possiamo infine incastrare la torcia nella sua base fissa. Dal momento dell’inserimento occorre un certo tempo per la ricarica delle batterie.

Lampada di emergenza asportabile

lampada di emergenza asportabile

Quando si verifica un black-out la lampada di emergenza, installata nella sua sede, a parete, si accende e risulta facilmente individuabile. Se la si asporta dalla base può essere accesa con un interruttore a slitta. La lampadina interna a led proietta un fascio di luce concentrato grazie al diffusore particolarmente trattato. La carica delle batterie ne consente il funzionamento per circa due ore.

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