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Tavolino in gasbeton

Un mobile moderno, sicuramente stabile e molto facile da realizzare un tavolino in gasbeton per il nostro salotto

Abbiamo più volte parlato del gasbeton o cemento cellulare e detto quanto sia semplice il suo utilizzo per chi si vuole cimentare in piccole e semplici costruzioni.

Si utilizzano 4 blocchi con misure indicative 40x25x7,5 cm da disporre in verticale ed un unico blocco 63x25x7,5 cm da inserire in senso trasversale tra i precedenti.
Su questi è collocato un cristallo da 78x104x0,8 cm, appoggiato su quattro sfere di gomma (tipo fermaporta) provviste di filettatura, da avvitare in tasselli inseriti nei blocchi; per il calcestruzzo cellulare esistono tasselli specifici con la filettatura che garantisce un corretto ancoraggio. Alla base, per salvaguardare il pavimento, si possono inserire quattro piedini o strisce di gomma robusta.

Decorazioni natalizie creative

Decorazioni natalizie: nuovo tocco all’albero di Natale, delle casette per uccellini tutte colorate

COMPONIAMO LA CASETTA

  1. Ricaviamo dal cartoncino rigido alcune dime che ci permettano di tagliare a misura le tavolette di legno per la realizzazione delle casette. Utilizziamo il Dremel 300 con punte da taglio a spirale 561 per praticare il foro centrale.
  2. Dotando l’attrezzo del disco da taglio SpeedClic SC 544 tagliamo tutte le sezioni della casa seguendo le dime.
  3. Tagliamo poi un pezzo di legno lungo 15 mm e spesso 5 mm per il posatoio, da fissare con termocolla, in un foro praticato (con punta da 6 mm) appena sotto l’apertura circolare precedentemente realizzata.
  4. Smaltiamo le pareti della casetta e successivamente, quando il tutto si è asciugato, con la fresa 106 decoriamo i lati con intagli realizzati a mano libera che rappresentano foglie, steli ed erba.
  5. Montando la spazzola resinata di fibra sintetica SpeedClic 512S, levighiamo i bordi ruvidi.
  6. Tagliamo la lamiera per coprire la parte esterna del tetto e la parte superiore della casetta. Con la pistola 930 assembliamo tutte le parti della casetta.

Pitturare con la bomboletta spray

Prima regola per pitturare con la bomboletta spray: superfici pulite e levigate. Sistema facile e veloce

Le bombolette spray consentono, anche a chi non possiede il compressore, di stendere un film di vernice uniforme su oggetti… complessi. Reperibili nei centri bricolage sono pratiche e funzionali, facilmente trovabili in tanti colori e varianti, satinate, opache o glitterate.
Premendo l’ugello posto alla sommità della bomboletta esce pittura nebulizzata grazie all’azione di un gas che svolge la funzione di propellente: non bisogna mai spruzzare con insistenza sulla stessa zona per evitare colature ed occorre incrociare
le passate agendo prima in un senso e poi nell’altro, soprattutto su superfici irregolari, rispettando la giusta distanza tra l’ugello e l’oggetto.


Le superfici devono essere perfettamente pulite e ben levigate: la vernice non colma gli avvallamenti e non spiana le asperità, per questo in molti casi è consigliabile usare prima
 un prodotto di fondo da carteggiare una volta asciutto. La seconda mano va stesa quando 
la prima è perfettamente asciutta.

Quando verniciate con la bomboletta spray abbiate cura di porre sempre un telo protettivo intorno all’oggetto da colorare, in quanto questa tecnica produce lo spolvero, un residuo di vernice nebulizzata che si deposita sul pavimento o sul piano di lavoro.

  1. La vecchia vernice va rimossa con la termopistola o con carta vetrata di grana via via più fine; per la passata finale si usa paglietta d’acciaio.
  2. Le vernici spray vanno utilizzate con temperatura ambiente superiore ai 15°C; la bomboletta va agitata con cura prima e durante l’uso.
  3. La vernice di fondo e quella di finitura vanno stese con leggere passate parallele, tenendosi a circa 25-30 cm dall’oggetto da pitturare.
  4. Se l’oggetto è di piccole dimensioni conviene, per non imbrattare inutilmente pareti e pavimento, sospenderlo all’interno di uno scatolone.
  5. Quando si riportano decorazioni con una maschera di carta, bisogna proteggere la zona di lavoro con vecchi giornali per non sporcare.
  6. Finito il lavoro, la bomboletta spray va capovolta perché, nebulizzando la vernice in questa posizione, si ripuliscono la valvola e l’ugello.

Libreria a moduli

Come costruire una grande libreria a moduli fai da te a tutta parete, quasi un sistema modulare

Tre colonne ed un fianco vengono uniti dal fondo, dal tetto e da una serie di ripiani, i cassoni chiusi dal frontalino colorato vengono inseriti a piacere.                              

UNA SIMMETRIA PERFETTA
Nonostante le sue dimensioni, la scaffalatura è in grado di arredare il soggiorno in maniera molto discreta proprio grazie alla sua forma armoniosa e perfettamente equilibrata, che tra l’altro agevola non di poco la costruzione.
Il mobile, che di faccia si presenta come un grosso quadrato formato da 6×6 quadroni tutti delle stesse dimensioni, riempie la parete quasi fino al soffitto senza far prevalere né la verticalità né l’orizzontalità offrendo ben 36 spazi rigorosamente a forma di cubo (340x340x340 mm).
Alcuni cassettoni, inseriti qua e là a caso, rompono piacevolmente la monotonia e, con frontalini smaltati in tinte diverse, danno al mobile un allegro tocco di colore. La modularità facilita sia la realizzazione sia eventuali modifiche.
Certo, qui non si tratta di moduli veri e propri realizzati a parte e poi sovrapposti o accostati tra loro, eppure la costruzione fai da te presenta più di un’analogia con i procedimenti modulari.
La scaffalatura si compone infatti di due soli tipi di pezzi (i montanti e i ripiani), da giuntare in modo da formare lunghi corpi verticali di sostegno; il corpo si assembla a partire da ripiani, fondi e tetti tutti tra loro identici.
Per una costruzione a 36 spazi si assemblano tre corpi verticali portanti, formati ciascuno da due montanti e 3 ripiani (uno di tetto, uno di fondo e uno a metà, giuntati saldamente tra loro con viti).
A tenere assieme gli elementi verticali provvedono i ripiani centrali e quelli di tetto e di fondo degli interspazi tra un corpo e l’altro,
i quali sono fissati con montaggi eccentrici. Tutti gli altri scaffali poggiano su reggipiano.

MODIFICHE FACILI
Se l’idea della scaffalatura a quadroni ci alletta, ma non abbiamo una parete libera sufficientemente ampia, possiamo ridurre il mobile semplicemente diminuendo l’altezza dei montanti ed eliminando una o due serie di ripiani in alto più altrettanti montanti laterali, senza per questo far venir meno la sua equilibrata forma quadrata.
Se invece la stanza ha bisogno di una sottolineatura in senso verticale ovvero orizzontale, basta togliere o aggiungere corpi portanti.
Qualsiasi mobile che abbia dimensioni tali da non passare per la porta conviene sia agevolmente smontabile e rimontabile.
Utilizzando come elemento di giunzione tra i corpi verticali non pastiglie o spine, ma gli eccentrici, basta un cacciavite per separare tra loro i componenti della scaffalatura. Insomma, il bricolage serve proprio a questo: prendere spunto da un´idea e modificarla secondo le proprie esigenze!

COLONNE E RIPIANI

  1. Tutti i ripiani, compresi quelli di tetto e fondo, sono tagliati nella stessa misura.
  2. I reggipiano si montano prima di assemblare i corpi verticali.
  3. Gli scaffali di tenuta accolgono gli eccentrici sulla faccia inferiore.
  4. I relativi perni richiedono un ulteriore foro sulla costa corrispondente.
  5. I perni dei montaggi sono avvitati in fori predisposti sulla faccia del montante.
  6. I tre corpi verticali, formati da due montanti e tre ripiani, sono giuntati a viti.

ECCENTRICO DI MONTAGGIO

Per serrare i montaggi si inserisce il perno, già fissato sull’elemento da unire di faccia, nel foro predisposto sulla costa dell’altro pezzo: qui è già stato sistemato, di faccia, l’eccentrico, e si ruota di circa mezzo giro.
I montaggi a eccentrico richiedono tre fori: uno in cui fissare il perno (che in genere fa presa in un manicotto di materiale plastico), uno per l’eccentrico e un terzo per inserire il perno.

CASSETTONI SEMPLICI E ROBUSTI

  1. Gli incastri a coda di rondine sono sostituiti da semplici viti;
  2. Il fondo sottile va inserito nella scanalatura ricavata a 5 mm dallo spigolo inferiore dei pezzi portanti. Come guide utilizziamo dei listelli a L incollati e inchiodati con gruppini al ripiano.
  3. Il frontale, smaltato anche di costa, dopo averlo accuratamente pareggiato a stucco, è applicato per ultimo con colla a contatto.

Come restaurare un tavolo

Vediamo tutti i pasaggi necessari per restaurare un tavolo e riportarlo all’antico splendore

In questo lavoro di bricolage, la prima operazione consiste, come nella maggior parte dei casi, nel carteggiare il piano e le altre superfici, utilizzando la levigatrice rotorbitale attrezzata con carta abrasiva a grana fine. Se vi sono fori di tarli preveniamone le ricomparsa applicando uno spray antitarlo fungicida, poi stucchiamo le fessure più grandi con il legno plastico mentre le imperfezioni di minor rilievo si correggono con una cera riempitiva.
Con un pennello a setole morbide stendiamo un mordente acrilico che colora il legno e, quando questo è ben asciutto, applichiamo un fissativo turapori.
Completiamo il nostro restauro fai da te con una mano di cera che tiriamo accuratamente. Infine, per proteggere il piano restaurato, vi collochiamo sopra una lastra di cristallo.

PRIMO ATTACCO

  1. Con la levigatrice rotorbitale asportiamo la vecchia vernice ed eliminiamo le asperità del piano, in particolare le ondulazioni dovute all’imbarcamento delle assi. Il polverino che si produce viene risucchiato e fatto confluire in un sacchetto collegato all’attrezzo: quello che rimane sul legno va eliminato con un panno umido.
  2. Il legno plastico si stende con la spatola nelle fessure più grandi. E’ importante premere bene (naturalmente senza graffiare il legno), in modo da far penetrare lo stucco in profondità. Una prima rasatura con la spatola asporta lo stucco in eccedenza ma una finitura più raffinata, con carta vetrata n°400, si effettua quando il ritocco è indurito.
  3. Per i riempire e mascherare piccoli graffi e forellini usiamo una cera morbida di colore noce chiaro che impastiamo con le dita e applichiamo sulla parte danneggiata.

NUOVA FINITURA

  1. Nei fori dei tarli del legno iniettiamo uno spray specifico la cui bomboletta è provvista di un sottile tubo che indirizza il getto ed impregna il legno rendendolo inospitale per gli insetti xilofagi.
  2. Se è necessario sostituire le viti che serrano le assi del piano utilizziamo dei listelli bloccati da alcuni morsetti, che tengano in posizione le assi stesse durante l’operazione.
  3. Il mordente acrilico restituisce al legno la sua tinta originaria e la cera, stesa quando il primo è asciutto, lo nutre. Per applicare entrambi usiamo un pennello piatto, largo 5.7 cm.
  4. Sul piano del tavolo appoggiamo la lastra di cristallo da 8 mm, con i bordi molati. Il piano dispone, così, di una superficie più uniforme ed utilizzabile anche per scrivere.
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restuaro mobili fai da te

Restauro di una cassapanca

Per il restauro di una cassapanca è stata adottata una speciale tecnica detta “cerusé”, realizzata con della cera bianca e un panno morbido

Per l´intervento di bricolage che permette di inserire questa elaborata cassapanca in un ambiente moderno e luminoso è stata utilizzata la tecnica “cerusé”, per valorizzare le venature del legno riempiendole con una cera, solitamente bianca, lasciando sul resto della superficie un lieve effetto trasparenza.
Il procedimento fai da te si sviluppa su una fase preparatoria per rendere lievemente scabre e incavate le venature più evidenti del legno, affinché assorbano la prima colorazione.
Questa può essere fatta con tinte colorate e seguita da una mano di cera colorata e di una finitura con cera incolore. In questo caso specifico la cassapanca è stata trattata solo secondo il cerusé tradizionale, che prevede l’utilizzo di cera bianca anziché quella colorata. La cera si stende facilmente con un panno perché morbida e cremosa, quindi di facile applicazione.
Poi si asporta le cera con un panno in modo che rimanga solo quella penetrata nelle venature e e, quanto il tutto è asciutto, si tratta la superficie con una cera incolore.

LA PREPARAZIONE

  1. Con la spazzola di ottone con setole morbide  eseguiamo un’accurata spazzolatura di tutta la superficie del mobile, seguendo sempre il senso delle venature. Questo trattamento consente di aprire bene i pori del legno. 
  2. Durante la fase preparatoria si produce parecchio polverino che eliminiamo accuratamente con un panno o un pennello, o meglio ancora con un aspiratore. Tutta la superficie deve risultare perfettamente pulita. 
  3. Pima di passare alla finitura approntiamo un’efficace azione preventiva di protezione antitarlo applicato a pennello su tutto il mobile e, nei punti più difficili, utilizziamo una siringa o lo spray specifico antitarlo.

LE RIFINITURE

  1. Stendiamo la cera bianca in abbondanza per permettere una migliore penetrazione nei pori del legno. Con un panno morbido eseguiamo movimenti circolari iniziando dalla parte superiore della cassapanca.
  2. L’ asportazione della cera in eccesso va eseguita entro 10 minuti per evitare che si secchi troppo rendendo difficile l’operazione. Con una spazzola per mobili eliminiamo la cera che non è penetrata nelle venature.
  3. Dopo aver asportato la cera bianca diamo una passata di cera incolore che nutre e protegge il mobile. L’ultima finitura consiste nel lucidare tutta la superficie della cassapanca con una spazzola per mobili.

Frigorifero e tavolo insieme

Per chi ha problemi di spazio una soluzione che ne recupera molto: frigorifero e tavolo insieme

Due elementi fondamentali di ogni cucina, il tavolo e il frigorifero, possono essere compresi (con un´originale soluzione bricolage) in un mobile unico per ovviare all’eterno problema della scarsità di spazio.
L’idea consiste nel rivestire il frigorifero (del tipo da incasso, di formato piccolo) con quattro pannelli di listellare di pino: due per i fianchi, uno per il piano superiore e uno per rivestire lo sportello.
Due listelli verticali sono fissati alla parete e fungono da distanziatori fra questa e il frigorifero per facilitare la circolazione dell’aria. I fianchi vengono avvitati ai listelli distanziatori e fissati al piano superiore con spine di legno.
Le ali del piano (che sporgono dal frigo di 30 cm per parte) sono tagliate ad arco di cerchio. Il pannello frontale che riveste la porta del frigorifero è applicato su questa con adesivo acrilico o siliconico ed è dotato di un pomolo di apertura. Il tutto è trattato con impregnante all’acqua.

Per consentire la rotazione dell’anta del frigo basta lasciare più corto il fianco del rivestimento dalla parte dei cardini. In alternativa alle spine di legno, tipica tecnica fai da te, che collegano il top possiamo usare delle squadrette metalliche avvitate.

Accessori per moto e cicli Maurer

Per escursioni in totale sicurezza facciamo i giusti controlli con gli accessori per moto e cicli Maurer

Esplode la stagione delle gite su due ruote: per gli appassionati di moto e cicli Maurer propone interessanti ed utili accessori fai da te per escursioni in totale sicurezza.              

La pompa a pedale facilita il gonfiaggio delle gomme: dopo aver assicurato il beccuccio alla valvola si può mantenere la posizione eretta e comprimere l´aria agendo sul pedale. Il grande manometro consente un´efficace visualizzazione del livello di pressione raggiunto, il corpo metallico è stabile e robusto e viene fornita con testina Michelin da 8 mm, riduttore per valvola 4 mm, ago per palloni ed ugello per materassini.
La pompa verticale azionabile a due mani è alta complessivamente 53 cm e l´escursione del pistone permette di comprimere una grande quantità d´aria ad ogni pompata. Il corpo è di nylon addizionato con fibra di vetro, leggero ma robusto, ha una superficie d’appoggio Ø 38 cm ed è fornita con ugelli e manometro; può raggiungere una pressione di 11 bar.

Lucine per la bicicletta

Vedere e farsi vedere è fondamentale se si utilizza la bicicletta per escursioni notturne, anche su strade ben illuminate. In un unico kit fai da te troviamo un fanale anteriore con aggancio rapido provvisto di 5 led che possono funzionare in modo fisso o lampeggiante; un fanale posteriore catarifrangente con fissaggio a vite, anch´esso a 5 led e funzionante in modo fisso o con due differenti modalità lampeggianti. Funzionano rispettivamente con 3 batterie stilo AA e 2 ministilo AAA, non incluse; i led a basso consumo assicurano lunga durata.

Lasciare incustoditi la moto o lo scooter anche per pochi minuti espone al rischio
di furto: per scoraggiare i ladri basta bloccare il disco del freno con questo lucchetto che dispone di un perno da far passare attraverso i fori e da assicurare al corpo di acciaio tramite una chiave tubolare a pompa.
Viene fornito con una coppia di chiavi nella versione con perno in acciaio Ø 5 mm, con coppia di chiavi e astuccio telato nella versione con perno in acciaio Ø 10 mm.

>> VISITA IL SITO

Decorazioni luminose

Durante la cena più romantica dell’anno,  non può mancare l’illuminazione calda e avvolgente delle candele…prepariamo queste decorazioni luminose e personalizzate

SEMPLICISSIMA REALIZZAZIONE

Decorazioni luminose di recupero

Le più comuni scatole di latta come quelle del caffè, o anche i vasetti di vetro delle conserve, o  ancora i bicchieri ed i contenitori in plastica, possono essere nobilitati con carta colorata e personalizzati con disegni e scritte fatti con i pennarelli. La carta si fissa su qualsiasi materiale con il nastro biadesivo.
Posizionando all’interno del contenitore una candela, i nostro “barattolo” ha ritrovato nuova vita diventanto una perfetta decorazione luminosa per creare una romantica atmosfera

Idee per San Valentino

Vediamo come realizzare romantiche e gustose idee per San Valentino: con la carta, con dell’edera, con un po’ di fantasia e… con il forno!

Idee per San Valentino: il Muffin al cioccolato

Quale migliore idea per San Valentino che stupire con un bel muffin al cioccolato? Ecco come prepararlo!
Ingredienti:
  • 125 g farina 
  • 25 g di cacao in polvere
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 1 uovo
  • 60 g di zucchero
  • 2 cucchiai di olio
  • 100 ml di latte
  • gocce di cioccolato

Preriscaldiamo il forno a 160°C. In una ciotola mescoliamo la farina con il cacao e il lievito. A parte mescoliamo l’uovo con il latte, l’olio e lo zucchero. Uniamo il secondo composto al primo e aggiungiamo gocce di cioccolato. Mescoliamo fino ad ottenere un composto ancora un po’ grumoso. Disponiamo il composto in pirottini e mettiamo su un vassio che inforniamo a 160°c per 20 minuti.
 Sforniamo e decoriamo a piacere magari con zuccherini a forma di cuoricini.

Idee per San Valentino: cuore d’edera

edera modellata

MODELLIAMO L’EDERA

1. Modelliamo un pezzo di fil di ferro plastificato verde (quello da reti per recinzioni) facendogli assumere la forma di cuore. Fissiamolo nel punto di convergenza dei due capi con filo di ferro per legature.
2. Prendiamo una piantina di edera in vaso, piantiamo nella terra le due estremità di filo di ferro in modo da immobilizzare il cuore e rivestiamolo con i tralci della pianta.

 

 

Biglietto Scrap Art per San Valentino

IL PERFORATORE LINEARE

Con un perforatore lineare si possiamo sagomare i bordi dei cartoncini dei biglietti augurali, ma anche rivestire quaderni e diari, realizzare cornici e sofisticate copertine,
perfino gli oggetti più semplici come i blocchetti dei post-it acquistano un aspetto elegante.

GLI STRUMENTI PER LA SCRAP ART

ShapeCutter
euro 26,70

 

Mini ShapeBoss
euro 13,80

Se vogliamo dedicare biglietti veramente speciali affidiamoci agli strumenti di incisione
della carta come lo ShapeCutter che ci permette il taglio di svariate forme nel mezzo
del foglio o di embossing che imprime, su diversi tipi di supporto, una vasta gamma
di disegni, ricami e scritte.