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Costruzioni a secco KNAUF

Quando ancora non esisteva un sistema completo di prodotti e soluzioni dedicato alle costruzioni a secco, in grado di proporsi come valida alternativa alla muratura classica, le superfici realizzate con lastre in gesso rivestito erano considerate, erroneamente, una sorta di compromesso cui si poteva fare ricorso solo per interventi secondari nelle piccole ristrutturazioni.

Oggi ci sono sempre crescenti motivazioni per scegliere i sistemi a secco, resi ancor più evidenti dalla strada che ha intrapreso l’edilizia moderna: maggior rispetto per l’ambiente, tempi di esecuzione più rapidi, riduzione delle emissioni, nuove soluzioni per l’architettura d’interni. Rispetto ai sistemi tradizionali, per i quali si parla di “costruzione”, qui l’esecuzione avviene per “assemblaggio”: anziché utilizzare leganti, le strutture vengono predisposte meccanicamente.

Tutto ciò comporta una gestione meno invasiva del cantiere e degli spazi ad esso adiacenti; maggior pulizia e maneggevolezza permettono inoltre di beneficiare di tempi d’esecuzione più rapidi ed immediata fruibilità delle superfici. L’intercapedine generata dall’orditura metallica può essere utilizzata per il passaggio degli impianti durante la fase costruttiva, senza bisogno di realizzare successive tracce nei muri.

Tutte le soluzioni messe a punto per i diversi impieghi sono certificate e collaudate, a cominciare dall’isolamento termico ed acustico. Il gesso è inoltre incombustibile e si presta per realizzazioni che richiedono protezione passiva dal fuoco; regola l’umidità, assorbendola per poi rilasciarla se l’aria diventa troppo secca. Per gli ambienti fortemente umidi come i bagni esistono lastre studiate per condizioni estreme e su speciali intelaiature che consentono l’installazione di sanitari sospesi.

La maggior parte delle opere edili si realizzano senza causare disagi alle attività domestiche e non comportano aumenti di carico sulle strutture, pur garantendo un’elevata portanza: rispetto ad una tramezza di muratura il peso è inferiore di 8-10 volte, lo spessore può essere contenuto in soli 10 cm e la superficie può essere subito tinteggiata o piastrellata.


VANTAGGI RISPETTO ALLA COSTRUZIONE TRADIZIONALE IN MURATURA

Velocità di montaggio
Senza dover ricorrere ad acqua e calce per gli impasti leganti, il lavoro viene velocizzato; si eliminano i tempi prolungati dovuti all’asciugatura e le superfici sono subito pronte per la pittura o l’eventuale rivestimento.

Isolamento acustico
Il Sistema Comfort Acustico offre ben oltre 100 soluzioni certificate che assicurano un elevato isolamento dai rumori anche in spessori ridotti, riducendo inoltre il riverbero acustico negli ambienti.

Guadagno di spazio
La varietà di spessori che caratterizza le lastre di gesso rivestito consente scelte differenziate per ciascuna applicazione; rispetto ai sistemi costruttivi tradizionali si ottiene una superficie calpestabile fino al 20% in più.

Resistenza a carichi e urti
Le lastre GessoFibra Knauf resistono alle sollecitazioni meccaniche e alle scalfitture; il sistema costruttivo sopporta anche carichi elevati, distribuiti o concentrati, fino a 55 kg per tassello. Con la possibilità di applicare quadri, mensole e pensili in qualsiasi punto delle pareti.

VISITA IL SITO >> Knauf.it

Pavimenti sovrapposti

Fino a qualche anno fa le uniche possibilità per compiere questo intervento riguardavano moquette, linoleum o laminati che sapevano di “finto”, poco adatte ad ambienti residenziali di livello medio-alto; oggi si può contare su prodotti che concentrano in pochi millimetri di spessore sia la qualità, sia il pregio estetico dei pavimenti tradizionali, facendo risparmiare non poco sulla manodopera e limitando l’aumento di carico dei solai: un rivestimento di grès spesso 3 mm pesa poco più di 7 kg/mq.

Sovrapponendo un pavimento ad uno già esistente si ha quasi sempre la certezza di disporre di un supporto perfettamente livellato che non richiede aggiustamenti, per cui la nuova posa è ancor più accelerata. Con un po’ di fortuna, lo spessore totale non rende neppure necessario intervenire sulle porte. 

In molti casi non occorre fissare il pavimento con collanti: le piastrelle, anche quelle di medio formato, possono essere posate con biadesivo o sistemi ad incastro. Il nuovo pavimento può essere smontato, sostituito o riutilizzato e la vecchia superficie può tornare fruibile come in origine. Questi sistemi sono adatti anche per la posa fai da te, per cui il costo finale si riduce al solo acquisto dei materiali.

Più laboriosi dal punto di vista realizzativo, ma interessanti per la bellezza del risultato finale, sono i pavimenti monolitici a base di resine o materiali cementizi, ognuno dei quali garantisce un risultato unico e irripetibile, con infinite personalizzazioni. 

LE GRANDI LASTRE

Tra le piastrelle di formato tradizionale e i rivestimenti monolitici c’è un compromesso che offre interessanti possibilità per realizzare un pavimento sovrapposto ed è rappresentato dalle lastre di grès porcellanato di grande formato che vanno incollate al massetto o al pavimento esistente. Tra tinte uniche, superfici ad effetto spatolato, fedeli riproduzioni di marmi e legni, questi prodotti di dimensioni inusuali si prestano per diverse configurazioni di grande effetto.

I PAVIMENTI SMONTABILI

Un sistema di rivestimento dei pavimenti esistenti, già utilizzato per il parquet, è la posa flottante, dove il pavimento “galleggia” senza essere vincolato alla superficie sottostante con l’utilizzo di collanti. L’aspetto interessante di questa soluzione è che il pavimento può essere smontato in qualsiasi momento e riposizionato in un’altra stanza o in un’altra abitazione, permettendo di riportare alla luce la vecchia pavimentazione senza lasciare tracce.

 

Elyonda LT rivestimento leggero e resistente

Queste nuove lastre opache garantiscono un’ottima protezione alla luce e sono disponibili in dimensioni contenute, che assicurano facile maneggevolezza e rapida posa in opera.
Elyonda LT resiste alle sollecitazioni atmosferiche e all’aggressione da parte degli agenti chimici (l’elenco completo si trova sul sito https://elyplast.brianzaplastica.it).
Le lastre Elyonda LT sono protette con un rivestimento superficiale allo scopo di contrastare l’abrasione e assicurare il mantenimento delle caratteristiche funzionali del prodotto.
Altro punto di forza di queste lastre è l’economicità rispetto all’offerta prestazionale che sono in grado di offrire

LA CASETTA DEGLI ATTREZZI

Le lastre opache Elyonda LT possono essere fissate su legno, metallo o laterocemento, tramite opportuni fissaggi: è importante utilizzare guarnizioni e rondelle che offrano un’area di appoggio abbastanza grande da ricoprire interamente il foro.
Le caratteristiche prestazionali del materiale, associate al loro aspetto estetico, sono determinanti per consentirne un ampio utilizzo, che spazia dalle coperture in genere alle chiusure verticali.
Le lastre possono essere utilizzate per la copertura di pensiline, gazebo, capanni per gli attrezzi, ma anche per proteggere e rendere più elegante la cuccia del cane o altri ricoveri per animali, magari diversificando i colori tra copertura e rivestimento.

  1. Si riveste la struttura portante della casetta da giardino con le lastre poste in verticale.
  2. Si posano le lastre di copertura; il lavoro si può fare anche da soli, ma con l’aiuto di una persona risulta davvero semplice.
  3. In orizzontale come in verticale si fanno sormontare una o due onde e si avvitano le due lastre contemporaneamente al supporto.
  4. Controllato che tutte le lastre siano in perfetta posizione, si fissano gli ultimi punti.

LA PENSILINA

Le lastre vanno posate partendo dalla gronda verso il colmo, con una sovrapposizione di testata di almeno 200 mm (250 mm per pendenze inferiori al 10%) e di 1-2 onde lateralmente. Il fissaggio si effettua avvitandole alla sottostruttura, forando le lastre con una punta il cui diametro sia superiore di 2-3 mm rispetto a quello della vite, per consentire eventuali dilatazioni termiche.
1. Decisamente leggere, le sposta con facilità anche una persona da sola.
2-3. Altrettanto facile è sistemarle in posizione una a fianco all’altra, facendo sormontare 1-2 onde.

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Il nuovo materiale per ristrutturare il tuo pavimento

La ceramica accompagna ogni nostro passo domestico. È igienica e facilmente pulibile con detergenti poco aggressivi (spesso basta la semplice acqua). Inalterabile nel tempo, impermeabile, incombustibile e soprattutto, infinitamente fantasiosa.
Ogni anno vengono presentate decine di migliaia di nuovi disegni grafici, grazie anche all’evoluzione tecnologica di cui l’Italia è leader nel mondo, che permette oggi di stampare lo smalto vetroso sulle piastrelle con vere e proprie stampanti a getto d´inchiostro simili a quelle che ciascuno ha in ufficio o a casa.

LA POSA

1. Stendere la stuoia autoadesiva.
2. Incollare STEELKER sulla stuoia, partendo da un lato.
3. Posizionare accuratamente ogni pezzo. È possibile correggersi!
4. Procedere con la posa lasciando le crocette per la stuccatura.
5. Stuccare le fughe utilizzando l’apposita pistola.
6. Godetevi il vostro nuovo pavimento!

STEELKER presenta l’alternativa più semplice e più rispettosa per l’ambiente. Un nuovo materiale costituito da ceramica di qualità finissima, riforzata con una lamina d’acciaio tramite un procedimento brevettato completamente italiano.
STEELKER ha tutti i pregi di una piastrella tradizionale, ma è semplice da installare ed è resistente come se fosse incollata, pur rimanendo flottante.
Questo significa che non solo è facile posarlo, ma anche rimuoverlo ed eventualmente riutilizzarlo per altri spazi.
Da oggi poi è anche facile acquistare STEELKER! Visita il nostro negozio online  e fai il tuo ordine. Trovi tutto l’occorrente, che ti verrà gratuitamente consegnato a casa su camion con sponda idraulica.

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La porta rototraslante

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Ergon® è una porta per interni installabile in qualsiasi contesto abitativo, senza vincoli dimensionali o costruttivi, con la sola predisposizione di un falso telaio.
Il meccanismo, che garantisce il movimento rototraslante dell’anta, dispone di una speciale battuta per bloccarla centralmente in posizione di chiusura; non crea intoppi, non necessita di manutenzione e non produce rumori di scorrimento. Il movimento su entrambi i fronti riduce gli ingombri e permette di recuperare spazio utile, migliora l’accessibilità anche in ambienti angusti e risolve il conflitto tra porte contigue. Basti pensare che una porta di questo tipo, con larghezza utile di passaggio di 790 mm, ha un ingombro massimo dell’anta aperta, con pannello a filo muro, di 392 mm.

La porta Ergon®, nella versione per ambienti pubblici, ha un’anta spessa 50 mm, composta da un pannello tamburato a nido d’ape rivestito con laminato plastico, protetta da un profilato d’alluminio con doppio spazzolino di tenuta; la cassa a vista è di lamiera d’alluminio anodizzato o verniciato (o acciaio inox), i montanti sono anch’essi d’alluminio anodizzato o verniciato. Sono previste molteplici finiture e tutti gli accessori per avere la porta finita (maniglie, serrature con chiave, ecc).

Grazie al Kit Ergon® Living è possibile applicare laf erramenta necessaria per il movimento rototraslante a qualsiasi porta di legno, purché pannello e stipite siano realizzati rispettando determinate specifiche tecniche, senza costi di lavorazione maggiori e senza dover effettuare interventi sulla muratura; esiste anche una versione per porte a battuta, rinunciando alla duplice possibilità di apertura. Lo spessore della porta è ridotto da 50 a 40 mm, con un minor peso ed una maggiore facilità di movimentazione; il costo del meccanismo si aggira sui 180,00 euro.

Il sistema, testato con 100.000 cicli di apertura e chiusura, è affidabile anche perché la versione per abitazione deriva dall’esperienza maturata in ripetute installazioni in ambienti pubblici.
Celegon www.ergon.eu
PORTA ROTOTRASLANTE

Lo spazio necessario all’apertura della porta si riduce del 50% ed il movimento ad “arco ribassato” permette di abbattere l’ingombro dell’anta in movimento; con il sistema Ergon® Living è possibile avere la porta che si apre con un unico senso di apertura oppure in entrambi i sensi, spingendo sempre l’anta sia per entrare che per uscire dall’ambiente, migliorando l’accessibilità.

Nella foto sotto è possibile vedere il movimento rototraslante applicato su una porta della gamma di porte Tondin.

Le luci incassate nei pavimenti e nelle scale

controsoffitto bagnoNel bagno è rilevante la presenza di acqua per cui, realizzando un’illuminazione artificiale, dobbiamo rispettare la distanza dai punti di erogazione idrica, nonché il grado di protezione IP (luci stagne) che le apparecchiature elettriche devono avere a seconda che siano installate in zone esposte a schizzi, acqua a pioggia, immersione. Nella disposizione delle luci vanno privilegiate la vasca, la doccia e la zona del lavabo. Piccoli led di colore appropriato incassati nelle superfici o strisce di luce, specialmente se per accedere alla vasca si salgono un paio di scalini, possono dar vita ad un’atmosfera stimolante.
Accensione e spegnimento dei settori devono essere possibili da più zone; le luci attorno allo specchio non devono abbagliare la persona, ma consentire una visione nitida dell’immagine riflessa.
Va bene che siano poste da entrambi i lati, dall’alto tenderebbero a lasciare in ombra alcuni particolari del viso.
Può essere utile avere a disposizione anche una luce ausiliaria a braccio orientabile vicino allo specchio.       

 

lusci nelle scale
 
 
 
 
 
SICUREZZA DELLE SCALE
 
La luce dei faretti incassati nel muro ed orientati verso il basso garantisce sicurezza a chi sale o scende una scala ed aggiunge un tocco di eleganza senza essere invasiva.
Impiegando luci a led il consumo è talmente basso da poterle lasciare accese per tutta la notte. Ad altezza opportuna, un solo punto luce serve per illuminare due gradini.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ELEGANZA NELLE LUCI INCASSATE NEI PAVIMENTI

LUCI A INCASSO PARETI

Alcune luci incassate nel pavimento in prossimità delle pareti proiettano fasci di luce sul muro. Questa interessante illuminazione è ottenibile prevedendo il loro inserimento prima di completare la pavimentazione. Bisogna far pervenire l’impianto, necessariamente a bassa tensione, nei punti prestabiliti ed inserire i corpi illuminanti nel massetto, facendoli affiorare quanto basta a farli rimanere a filo della pavimentazione una volta posata.

 Ulteriori approfondimenti

I diversi tipi di luci incassate – faretti e segmenti

LUCI INCASSATE NEL CONTROSOFFITTO

Nelle controsoffittature di cartongesso si  lascia una guaina con i conduttori che esce dal soffitto. Ai conduttori vanno collegati i vari punti luce o il trasformatore, se sono a bassa tensione (vedi schemi in basso).
I fori nel controsoffitto, per l’installazione dei punti luce a faretto, si praticano con facilità usando una semplice sega a tazza. La posizione va calcolata in modo da non interferire con i profilati di sostegno.

La guaina proveniente dall’intercapedine del controsoffitto, già fissata all’orditura prima di applicare il cartongesso, viene estratta dal foro insieme a quella che raggiunge gli altri punti luce; con le guaine posizionate, si fanno passare i fili con la sonda.

I conduttori che alimentano i vari faretti vengono fissati nei morsetti e poi i faretti si inseriscono e si bloccano nel relativo foro.

SEGMENTI DI LUCE, LUCI INCASSATE NELLE PARETI

SEGMENTI DI LUCE

Nuovi profili da incasso permettono di incorporare luci al neon o a led a filo di pareti e soffitti di cartongesso, per illuminare gli ambienti in modo inusuale: sembra che siano le stesse superfici a dar luce al locale. Volendo, è possibile tinteggiare il profilo che ospita la fonte luminosa nella stessa tonalità delle pareti. Si tratta di barre di gesso con differenti sagomature, lunghe 1 – 1,5 – 2 metri che vanno inserite in aperture realizzate nel cartongesso e che possono ospitare tubi fluorescenti ad alta efficienza, con potenze comprese tra 14 e 54 W, o stringhe di led da 5 metri, sezionabili ogni 10 cm, che contengono 60 led per metro, alimentate a 24 V.  Il materiale di cui sono fatte le barre permette di adattarle facilmente per seguire profili di scale, passaggi tra i locali, nicchie ed altre superfici irregolari. Si possono adattare tagliandole a misura.

COME SI MONTANO

Si realizza nel cartongesso un’apertura poco più grande del profilo che ne permetta l’aggiustamento; si fanno arrivare i cavi necessari per l’alimentazione come per qualsiasi fonte luminosa.
Il montaggio dei profili avviene con colla e viti; la stuccatura nasconde qualsiasi segno di giunzione ed il risultato è quello di una nicchia ricavata nella superficie.

La luce del faretto nel mobile

Un classico utilizzo del faretto è quello di proiettare luce concentrata su un elemento particolare dell’arredo, come un quadro o una scultura per creare un centro di interesse e valorizzarne la bellezza. Una struttura di cartongesso fa da cornice ad una scultura e supporta il faretto.

INSTALLAZIONE FARETTO D´ARTE
Individuato il punto opportuno, si fora il pannello e si allarga l’apertura con la sega a tazza.
Predisposto il collegamento, si inserisce il faretto nell’apertura. Sono molto importanti sia il colore della luce emessa, sia l’apertura del fascio luminoso. Nei cataloghi delle lampade alogene troviamo un’ampia gamma di entrambi.

 

Cartongesso in bagno antirumore e antiumidità

Le lastre in cartongesso hanno una buona compensazione igrometrica: sono cioè in grado di assorbire una discreta percentuale di umidità.
Tuttavia, per ambienti soggetti a condizioni di umidità persistente, esiste un particolare tipo di lastra nella quale questa capacità è stata accentuata ed il suo campo d’impiego diventa perciò specifico e rivolto alla realizzazione di pareti, contropareti e soffitti in locali come bagni e cucine. Questo tipo di lastra è facilmente riconoscibile dal suo colore verde.
Assicura prestazioni ancora più alte la lastra con barriera al vapore, ideale per l’applicazione a ridosso di muri umidi o dove si renda necessario impedire la propagazione del vapore acqueo.
Si tratta di lastre in gesso rivestito accoppiate con una sottilissima lamina di alluminio, collocata sul lato a vista, il cui scopo è quello di proteggere anche dall’umidità ascendente ed è largamente utilizzata quando si tratta di bonificare dall’interno i muri perimetrali umidi.  

I supporti di sanitari ed altri carichi sono installati all’interno della parete, prevedendo in fase di progettazione la loro ubicazione. Non esistono pertanto problemi di carico sostenibile anche utilizzando i sistemi a secco.

IL CARTONGESSO  GIUSTO PER IL BAGNO

acquapanel pannello knauf

Le lastre Aquapanel® sono in cemento fibrorinforzato e sono progettate per resistere alle condizioni climatiche più estreme: possono sopportare pioggia, umidità, gelo e shock termici nonostante il peso ridotto. Per questo possono essere utilizzate in ambienti come bagni, saune, docce, per realizzare pareti, contropareti e soffitti.
Il trattamento dei giunti è contestuale all’applicazione di ogni lastra, pulendo i bordi con un pennello umido ed applicando una speciale colla poliuretanica.
Knauf

TRAMEZZA COIBENTATA ACUSTICAMENTE

PANNELLO CARTONGESSO BAGNO

Per contenere le trasmissioni acustiche è fondamentale applicare il nastro di guarnizione in polietilene espanso sull’anima della guida. Lo spazio interno dell’orditura dev’essere colmato con materiale isolante di spessore adeguato e senza lasciare spazi vuoti.
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Come installare un miscelatore monocomando doccia | Foto e video passo-passo

Nell’installazione di un miscelatore monocomando per la doccia, la parte più “difficile” è rompere la piastrellatura per mettere a nudo le tubazioni e, a lavoro ultimato, ripristinarla. La parte idraulica, invece, non presenta difficoltà particolari.

Scopri come installare un miscelatore monocomando per doccia

SCOPRI I MISCELATORI PER DOCCIA GROHE

Tolte le manopole e le mascherine dai rubinetti, dopo aver chiuso le adduzioni, allentiamo e togliamo i vitoni. Con mazzuolo e scalpello a punta piatta asportiamo le piastrelle necessarie per poter raggiungere le tubazioni. Facciamo attenzione a non scheggiare le piastrelle che vanno lasciate in opera. Rompiamo anche parte della parete in modo da raggiungere e mettere a nudo le tubazioni di adduzione e quella che alimenta il soffione.

ASPORTARE LE VECCHIE TUBAZIONI

  1. Asportiamo il soffione e svitiamo il suo tubo di alimentazione dopo aver ruotato in avanti l’insieme.
  2. Agiamo con la pinza a pappagallo sui manicotti che fissano il gruppo dei rubinetti in modo da liberarlo e poterlo asportare.
  3. Utilizziamo nuovi manicotti filettati che si adattino alle dimensioni del monocomando. Opportunamente filettati e dotati di guarnizioni sigillanti, li avvitiamo sui tubi di adduzione di acqua calda e fredda.
  4. Presentiamo e montiamo il monocomando con due raccordi e, su di esso, il tubo di deflusso di acqua miscelata per la doccetta.

NUOVA PARETE E MISCELATORE MONOCOMANDO

  1. Ripristiniamo la muratura. In questo caso, invece di una piastrellatura, si è preferito un riempimento di malta ben lisciata rifinita a smalto.
    Posizioniamo il saliscendi che montiamo con due tasselli alla parete.
  2. Sigilliamo le uscite del tubo di deflusso e l’apertura del monocomando. Inseriamo le relative mascherine e colleghiamo il tubo flessibile, con doccetta, al tubo di adduzione.
  3. L’ultima operazione consiste nell’installare la mascherina del monocomando e collocare la manopola di azionamento. Ora possiamo rimettere acqua nell’impianto ed effettuare la prova di funzionamento.