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Sifone salvaspazio ispezionabile

sifone salvaspazio liraLe caratteristiche innovative di questo sifone salvaspazio ispezionabile lo rendono un elemento fondamentale nelle cucine moderne.
Ispezionabile! Il sifone Spazio 2NT presenta un’apertura nella parte anteriore che consente, semplicemente svitando il tappo di chiusura, di rimuovere i residui accumulati nello scarico del sifone, causa principale di fastidiosi ingorghi che compromettono notevolmente il deflusso dell’acqua.
Semplice! Garantisce una sorprendente rapidità e facilità di montaggio(alla portata di ogni fai da te): il sifone è composto da pochi elementi, facilmente assemblabili.
Compatto! Grazie alla sua particolare conformazione aderisce perfettamente alla parete di fondo, regalando maggiore spazio nel sottolavello che diventa così utilizzabile come “ripostiglio” non solo per riporre in modo ordinato e funzionale detersivi e similari, ma anche per alloggiare i vari raccoglitori per la raccolta differenziata dei rifiuti, che non possono mancare nella cucina di donne sensibili al problema ambientale e che spesso diventano un problema non sapendo dove collocarli senza alterare esteticamente l’ambiente cucina.
Versatile!Il sifone Spazio 2NT permette molteplici possibilità d’installazione. I bracci del sifone possono avere una lunghezza ed un orientamento differente a seconda delle necessità, adattandosi perfettamente ad ogni struttura del sottolavello.
Realizzato con polipropilene, è a norma UNI EN 274 ed è disponibile anche nella versione grigio metallizzato. La sua forma compatta ed aderente alla parete di fondo permette, inoltre, di nascondere il foro aperto durante l’installazione.

COMODISSIMO SPAZIO 2NT

  1. Il sifone aderisce alla parete e copre il foro dello scarico a parete.
  2. Le tubazioni di raccolta ricevono anche gli attacchi di scarico di lavastoviglie e lavatrice.
  3. Le ghiere a cono si collegano alle pilette delle vasche del lavello, avvitandole.
  4. I bracci di Spazio 2NT possono essere variamente orientati e rimangono aderenti alle vasche del lavello.

UTENSILI
Seghetto a denti fini

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Lucernario per luce solare

La luce naturale fa sembrare più luminosi gli ambienti, non affatica la vista e riduce il consumo di energia elettrica; purtroppo ci sono situazioni dove disporre di una quantità sufficiente di luce naturale non è sempre possibile con normali superfici vetrate (ingressi, corridoi, mansarde).
Il lucernario tubolare Solatube® capta e trasferisce all’interno la luce solare attraverso un tubo, senza alterazioni, massimizzando l’illuminazione interna anche nella giornate invernali o quando il sole è basso all’orizzonte.
Una calotta in materiale acrilico studiata per catturare il massimo della luce solare va collocata sul tetto in posizione opportuna e la luce, viaggiando attraverso un tubo, arriva nella sua quasi totalità ad un diffusore interno installato a soffitto come una qualsiasi plafoniera.
Il sistema non necessita di manutenzione, viene garantito l’isolamento termico ed acustico e può essere personalizzato grazie a diversi tipi di calotte captatrici e di diffusori più o meno sfaccettati, installati senza dispositivi di fissaggio visibili.
Si possono utilizzare condotti di estensione e curve variabili, sono previsti regolatori di luminosità motorizzati per modulare l’afflusso di luce; disponibili anche un kit di ventilazione ed uno d’illuminazione artificiale che consente di utilizzare il diffusore come fonte luminosa anche nelle ore notturne.
Scossaline dedicate
Le scossaline per il montaggio di Solatube® sono fabbricate in un unico blocco senza giunture allo scopo di garantire una miglior resistenza agli agenti atmosferici ed una tenuta ottimale su coperture di ogni tipo, piane ed inclinate; sono compatibili con tetti a membrana, metallici o tegole.
Oltre a fornire una protezione completa, sono studiate per un basso impatto visivo sulla copertura.

TECNOLOGIA SOLATUBE

  1. Tecnologia Raybender® 3000: una speciale lente captatrice garantisce resa elevata anche con bassa angolazione solare ed elimina l’effetto d’abbagliamento.
  2. LightTrackertm: il riflettore incorporato nella calotta intercetta e reindirizza la luce ad angolo d’incidenza ridotto, aumentando l’apporto luminoso.
  3. Condotti in Spectrallight® Infinity: assicurano una riflessione speculare pari al 99,7% e massima qualità della luce senza alterazione dei colori; trasferimento fino a 15 metri di distanza.
  4. Soluzioni per la diffusione interna: lenti ed ottiche per una maggiore diffusione, protezione dai raggi UVA e UVB dannosi per la salute, massimo comfort visivo.

Nuovo rubinetto con derivatore

Un punto di prelievo aggiuntivo dalla rete idrica si può realizzare in modo fai da te senza dover affrontare complessi lavori di idraulica, interrompendo l’alimentazione solo per alcuni minuti, se impieghiamo un rubinetto con derivatore  per tubi idrici.
Per utilizzare questo apparecchio è necessario che un tratto di tubo, anche breve, sia accessibile lungo tutto il suo perimetro esterno, in modo da poter essere afferrato dalle due ganasce del derivatore.
Il tubo si fora attraverso l’apposita apertura dell’accessorio ed in corrispondenza del foro si avvita
il rubinetto aggiunto.
Dopo questa operazione si può riaprire l’alimentazione e il nuovo punto acqua è pronto ad entrare
in funzione.

OCCORRENTE

  • un derivatore d’acqua “volante” costituito da due collari ad U;
  • una guarnizione in gomma;
  • una bussola e 4 viti;
  • un rubinetto (eventualmente con riduttore).

PREPARAZIONE E MARCATURA

 

  1. Puliamo e carteggiamo bene la zona del tubo su cui lavoriamo.
  2. Utilizziamo una punta da trapano (sempre presente in un laboratorio fai da te) da 10 mm girata a rovescio che inseriamo nel derivatore per centrare la guarnizione.
  3. Mettiamo in posizione sul tubo la parte posteriore del collare del derivatore tenendolo fermo con la mano.
  4. Mantenendo la punta da trapano inserita, per non spostare la guarnizione, disponiamo il collare in posizione.
  5. Con le quattro viti in dotazione, fissiamo saldamente i due collari del derivatore al tubo dell’acqua.
  6.  Per favorire la foratura, scalfiamo il tubo con un bulino d’acciaio.

MONTARE IL RUBINETTO

  1. Chiudiamo l’acqua in arrivo dalla rete, scarichiamo quella rimasta nel tubo e, con la punta per metalli azionata dal trapano a bassa velocità, foriamo il tubo idrico.
  2. Aspiriamo con cura  il polverino metallico prodotto durante la foratura.
  3. Inseriamo nella sede interna la bussola metallica in dotazione.
  4. Copriamo la filettatura del rubinetto con  filo sigillaraccordi Tangit.
  5. Se il rubinetto aggiunto ha un attacco filettato di diametro inferiore all’apertura del derivatore si frappone un raccordo filettato (anch’esso dotato di sigillante).
  6. Avvitiamo il rubinetto e stringiamo con la chiave.

UTENSILI
Trapano, martello, aspiratore, chiave a pappagallo, cacciaviti

Punto luce con canalina esterna

canalina esterna luce

 

 

Se vogliamo montare un’applique dove non è stato predisposto un punto luce possiamo realizzare un punto luce con canalina esterna.
L’impianto consiste nel far partire tre cavi (fase, neutro, terra) dalla più vicina cassetta di derivazione per farli correre dentro una canalina fino al punto desiderato, senza dover creare scanalature nel muro.
Nel nostro caso, quello di un fai da te all´opera, abbiamo montato una lampada alogena fissata alla parete con l’apposita staffa bloccata da due tasselli.
Dopo aver scollegato la corrente, realizziamo i collegamenti elettrici ed inseriamo la lampada.

 

 

 

 

MONTARE L’INTERRUTTORE FAI DA TE

  1. Dopo aver deciso la posizione in cui installare l’interruttore, applichiamo al muro le canaline fissandole con tasselli. Pratichiamo a muro due fori, necessari per i tasselli della scatoletta che contiene l’interruttore.
  2. Inseriamo due tasselli, collochiamo  la scatoletta in posizione e la fissiamo stringendo a fondo le viti.
  3. Inseriamo il cavo nella canalina e avvitiamo, nei morsetti dell’interruttore, i conduttori dei due cavi.
  4. Montiamo il coperchio di chiusura serrando le due viti esterne e controllando che sia ben saldo.

MONTARE LA LAMPADA ALOGENA

  1. Il cavo elettrico che proviene dall’interruttore va collegato alla lampada inserendo la fase, il neutro e la terra nel morsetto presente sulla base. Poi questa va incastrata nella staffa precedentemente fissata alla parete con due tasselli.
  2. La lampadina alogena va inserita nel portalampade collocandola tra i contatti a molla.
    Non va toccata con le mani ma con uno straccio o con della carta. Troviamo tutti i materiali in un centro bricolage.

UTENSILI
Cacciavite

Sostituire il radiatore

Cominciamo col dire che oggi, per quanto ne sappiamo, esistono tre tipi di radiatori ad acqua: in ghisa, in alluminio e in acciaio.
La ghisa si scalda lentamente, ma ha una forte inerzia termica, per cui continua a scaldare anche dopo aver chiuso la valvola o fermato la pompa.
Opposto il comportamento dei radiatori in alluminio (assai più leggeri e quindi maneggevoli) che raggiungono molto rapidamente la temperatura prevista, ma altrettanto rapidamente si raffreddano non appena si arresta l’afflusso dell’acqua calda.
Entrambi i tipi sono generalmente costituiti da elementi singoli avvitati fra loro con una doppia vite con filetto destro da una parte e sinistro dall’altra, per cui possono essere allungati ed accorciati a piacere (occorre una speciale chiave a T che si incastra nei naselli interni della doppia vite).
I radiatori in acciaio, che termicamente si comportano come quelli d’alluminio, sono per lo più scelti per arredamento e sono monopezzo.
Quale che ne sia il tipo, ogni radiatore è dotato di quattro aperture filettate: carico (valvola), scarico (detentore), sfiato e tappo di chiusura, che permettono di montarlo nella posizione più comoda per collegarlo ai tubi dell’impianto.
Aggiungiamo, per completezza, che i radiatori in ghisa vengono venduti grezzi, e debbono quindi essere verniciati, mentre tutti gli altri si presentano già protetti, oggi generalmente con vernici epossidiche che non rallentano l’emissione del calore e non emettono odori sgradevoli quando si scaldano.

PRIMA DI SOSTITUIRE IL RADIATORE

  1. Per un buon lavoro occorre chiudere il rubinetto generale di alimentazione e chiudere anche valvole e detentori di tutti i radiatori.
  2. Meglio ancora sarebbe scaricare l’impianto collegando un tubo flessibile la valvola di deflusso.

LO SMONTAGGIO DEL VECCHIO RADIATORE

  1. Chiusa la valvola d’entrata, si comincia con lo svitare la valvolina di sfiato che può richiedere secondo i modelli chiavi, pinze o cacciaviti.
  2. Si passa quindi allo svitamento del dado di tenuta del detentore, da fare con gradualità e ponendo sotto il raccordo una vaschetta bassa e larga per raccogliere l’acqua contenuta dal radiatore.
  3. Solo quando il radiatore è vuoto (ma un po’ d’acqua resta sempre) lo si puo staccare dalla parete, allentando i dadi dei supporti o sollevandolo dalle mensole.

Montaggio e smontaggio dei radiatori richiedono solo lavoro di chiavi fisse e/o a rullino, ma se si tratta di radiatori di ghisa, pesantissimi, ci vogliono anche muscoli possenti e, possibilmente, le braccia di un aiutante che ne sia munito.
Una volta quindi rimosso il vecchio radiatore preoccupiamoci di rendere la parete su cui andrà posto il nuovo, ben isolata per evitare inutili dispersioni di calore.
Un altro passo a cui eventuamente porre rimedio è se il radiatore ha misure diverse dal vecchio.
Se queste sono differenti e se i tubi di carico e scarico non si possono spostare, bisogna raccordarli ai nuovi attacchi o saldandovi nuovi tratti di tubo o lavorando con manicotti, doppie viti e gomiti o, meglio, se si può, con i raccordi flessibili.

ISOLARE BENE LA PARETE

  1. Addossare il nuovo radiatore alla vecchia parete, priva di isolamento e quindi fonte di dispersione del calore, sarebbe buttar via i soldi spesi per comprarlo. Un telaio di travetti di legno avvitati alla parete ed al pavimento, già di per sé isolante, costituisce un comodo alloggio per i pannelli ed il supporto sia per le mensole del radiatore sia per un eventuale rivestimento.
  2. Di pannelli isolanti esiste una vastissima gamma, dalla lana di vetro o minerale, sciolta o chiusa fra cartoni, al polistirolo espanso(meglio quello ad alta densità), al poliuretano ecc.
    I pannelli debbono essere spessi quanto i travetti del telaio (o viceversa) fra i quali, dopo averli tagliati a misura, vanno semplicemente incastrati.
  3. Il telaio, riempito con i pannelli isolanti, può essere chiuso come meglio si accorda col resto dell’arredamento, perline, pannelli di compensato impiallacciato o fotografato o semplicemente, come qui, verniciato di bianco. In ogni caso prima bisogna marcarvi la posizione degli stanti del telaio, destinati a reggere i supporti del nuovo radiatore.

COMPLETARE IL MONTAGGIO DEL NUOVO RADIATORE

  1. Prima di appendere il radiatore occorre montare lo sfiatatoio, il tappo di chiusura e i due raccordi per l’entrata e l’uscita dell’acqua calda, costituiti da un manicotto filettato maschio calzato dentro una ghiera filettata femmina.
  2. Protetto il maschio con canapa e pasta verde (o simili) lo si avvita nella sede del radiatore con una chiave a maschio esagonale. La ghiera filettata, sempre munita di guarnizione, si avvita sui maschi della valvola di entrata e del detentore, già avvitati sui relativi raccordi.
  3. Le valvole comandate dalle testine termostatiche hanno il pistoncino mobile ed una corona di risalti su cui si incastra la base della testina.

Prese salvaspazio multiple

La nuovissima gamma di prese salvaspazio TRIS SALVASPAZIO è caratterizzata da una forma piatta con inserimento laterale delle spine, che consente di avere ingombri molto ridotti.
Grazie a queste caratteristiche costruttive brevettate, i nuovi adattatori possono essere installati anche dietro ai mobili recuperando spazio e lasciando liberi e fruibili i servizi installati nelle scatole da incasso.

MASSIMA SICUREZZA CERTIFICATA
Gli adattatori TRIS SALVASPAZIO sono stati costruiti con i più alti standard qualitativi per garantire sempre ed in ogni condizione la massima sicurezza.         
I nuovi adattatori TRIS SALVASPAZIO sono stati realizzati con materiali estremamente resistenti al calore ed agli urti, in conformità alle prescrizioni delle norme CEI 23-50 e CEI 23-57, ed hanno ottenuto la certificazione del marchio Italiano di Qualità IMQ.

SOLUZIONI MULTIFUNZIONI PER DIVERSE FUNZIONI

  1. Adattatore salvaspazio con lampada segnapasso. Questa versione di adattatori SALVASPAZIO, oltre alla possibilità di collegare due utenze distinte, incorpora  anche una lampada segnapasso di colore azzurro. Tale soluzione è particolarmente adatta in ambienti di passaggio, come corridoi, o dove è utile una luce di cortesia, come camere per bambini, cantine, etc.
  2. Adattatore Salvaspazio con torcia di emergenza. Stop alla mancanza di luce! In caso di black-out infatti, grazie al nuovo adattatore SALVASPAZIO con torcia di emergenza estraibile, non ci sono più problemi. La torcia di emergenza garantisce un´adeguata illuminazione grazie al led ad alta luminosità di cui è dotata. Utile in tutti gli ambienti della casa, la lampada di emergenza si accende istantaneamente in mancanza  di energia elettrica.­­­­

GRANDE RECUPERO DI SPAZIO

  1. Installazione con adattatori TRADIZIONALI, la distanza è di circa 11 cm.
  2. Installazione con adattatori TRIS SALVASPAZIO: la distanza si riduce a 4cm!

Mascherine colorate

Perché mai, se tinteggiamo la stanza in un colore vivace le placche dei comandi elettrici devono rimanere del colore originale?
Risposta: solo per pigrizia, in quanto non occorre eseguire alcun intervento sull’impianto elettrico: si può adeguare il colore delle placche di tutti i comandi sostituendole con altre dello stesso tipo, disponibili in svariate gamme di colori e finiture, dal metallizzato al legno, dal micalescente al bianco.
lnoltre, la varietà di materiali a disposizione ci permette non solo di adeguare il colore, ma anche lo stile in funzione dell´arredamento:   se rinnoviamo le pareti con una carta da parati disegnata, possiamo montare mascherine trasparenti e lasciar intravedere la trama.
La stanza acquista subito un aspetto diverso, con un coordinamento cromatico perfetto. In alternativa al tono su tono, possiamo scegliere il contrasto di colori a nostro piacere.
Interruttori e prese escono, finalmente, dall’ambito strettamente tecnico e diventano protagonisti dell’arredo di casa, soprattutto se decidiamo di tinteggiare con colori decisi, secondo le moderne tendenze abitative.

VASTA SCELTA DI MASCHERINE COLORATE

Abbiamo utilizzato prodotti BTicino che propone, nella gamma delle placche Light e LightTech, varie linee: Jelly, Legni, Terre, Metals, Kristall, Light Tech, Opalini, Bianchi, Micalescenti.
Si tratta di ben 25 versioni tra le quali è possibile individuare sempre quella che più si adatta al colore e allo stile dell’ambiente.

E QUANDO PITTURIAMO… MASCHERINE COLORATE!

In occasione della tinteggiatura fai da te bisogna avere l’accortezza di proteggere dalla pittura i comandi elettrici. In genere applichiamo nastro di carta sulle placche, ma il lavoro è noioso e ci scappa sempre qualche parte non coperta.
Ma ecco la soluzione: un praticissimo coperchio in materiale plastico che si applica sul supporto e sui frutti dopo aver asportato la placca (1,2). Pitturiamo tranquillamente passando anche sul comando (3) e, a lavoro finito, togliamo le protezioni e ricollochiamo le placche (4).

Impianto elettrico sottotraccia

Aggiornamenti o riparazioni dell’impianto elettrico sottotraccia comportano la dolorosa scelta di demolire tratti di parete per poter nascondere i tubi flessibili entro cui corrono i conduttori.

Nelle case già abitate è necessario prendere alcune precauzioni per evitare di sporcare o rovinare l’ambiente e, per un fai da te, queste sono: proteggere i pavimenti con cartone ondulato spesso, sigillare le porte con nastro adesivo quando si usa la smerigliatrice per tracciare le scanalature, per evitare che la polvere penetri in ogni angolo della casa o, in alternativa, utilizzare mazzetta e scalpello.

La posa della guaina corrugata sottotraccia tipica di un impianto elettrico ben progettato, di diametro superiore a 20 mm anche dove si prevede il passaggio di pochi fili, deve seguire tracciati prevedibili e lontano da zone in cui possano essere piantati chiodi quali cornici delle porte, battiscopa e attraversamenti ad “altezza quadro”; l’ideale sarebbe l’attraversamento a pavimento, nelle ristrutturazioni importanti e nelle nuove costruzioni, oppure un anello che corre in alto, vicino al soffitto.

Se possibile, ciascuna scatola portafrutti va collegata con la scatola di derivazione principale con una propria guaina, (disponibile in vari colori per differenziare gli  impianti luce, TV, telefono, allarmi, ecc.) in modo da evitare sovraccarichi dei cavi, da stendere in tratti rettilinei e con pochi cambi di direzione.

IMPIANTO ELETTRICO SOTTOTRACCIA

  1. Con il mazzuolo e lo scalpello ben affilato si ottengono le scanalature necessarie per alloggiare le scatole ad incasso e le guaine.
  2. Le guaine flessibili si inseriscono nelle scatole murate facendole penetrare per qualche centimetro nelle aperture preritagliate nelle pareti laterali.
  3. Le guaine vanno tagliate corte abbastanza per rimanere all’interno della scatola senza intralciare i lavori di muratura. Per maggior sicurezza è bene chiudere l’apertura della guaina con nastro adesivo per evitare che la calce penetri all’interno e intralci il passaggio dei cavi.
  4. Quando tutte le guaine e le scatole sono al loro posto si richiudono le scanalature con un impasto di due parti di sabbia, una di calce e mezza di cemento mescolate con acqua. La finitura si esegue con frattazzo di spugna rasando con stucco da muri quando la malta è asciutta.

UTENSILI
Mazzuolo, scalpello, metro, cazzuola, frattazzo, spugna

Posa dei pavimenti in resina fai da te

In commercio (nei centri bricolage) si trovano speciali smalti che, se applicati seguendo la giusta procedura, consentono di ottenere rivestimenti continui sempre puliti e di facilemanutenzione simili ai costosi pavimenti in resina.
L’operazione preliminare consiste nel pulire accuratamente il pavimento spazzolandolo bene e passando successivamente l’aspiratore.
Le crepe e le fessure presenti sul pavimento si stuccano preventivamente livellandole con una cazzuola.
Si lascia asciugare per circa 12-24 ore. Le zone stuccate, quelle ampie, si raccordano e si livellano fra di loro utilizzando un frattazzo.
Quando tutto è perfettamente asciutto si stende il fondo, che consente al rivestimento continuo di aderire perfettamente.
Tra la stesura del fondo e quella successiva del rivestimento non facciamo passare più di 1-4 ore Anche lo smalto di copertura richiede altrettanto tempo di asciugatura mentre possiamo calpestarlo solo dopo circa otto ore. Molti prodotti di finitura sono autolivellanti.

APPLICAZIONE A RULLO DI PAVIMENTI IN RESINA

  1. Puliamo a fondo la superficie di cemento asportando i sassolini e la polvere con una spazzola di ferro o una scopa; l’aspiratore elimina ogni traccia di polvere.
  2. Con stucco sintetico in pasta sigilliamo tutte le fessure e le crepe. Misceliamo il prodotto con acqua secondo le proporzioni indicate sulla confezione e lo applichiamo con la cazzuola.
  3. Quando lo stucco è essiccato è necessario raccordare le zone  lavorate con la rimanente superficie. Utilizziamo il medesimo stucco reso più fluido e stendiamolo con la manara americana o con un frattazzo.
  4. Una finitura lievemente scabra della superficie si effettua con un plafoncino bagnato passato sullo stucco di livellamento non ancora definitivamente indurito.
  5. Sul fondo preparato e asciutto si applica, con rullo o pennello, una mano di primer, che lo prepara a ricevere il rivestimento continuo.
  6. Il rivestimento continuo si versa sulla superficie (quando il primer è asciutto) e si allarga con la manara. Per superfici estese conviene passare il rullo lentamente per spandere il liquido in modo regolare. La forte coesione di questo materiale elimina eventuali irregolarità o discontinuità provocate dal rullo rendendo la superficie perfettamente piatta. L’indurimento avviene in poche ore.

UTENSILI
Spazzola a setole dure, cazzuola, frattazzo, pennellessa, rullo, manara

La moquette sintetica da esterno sul balcone

moquette sinteticaLa moquette sintetica offre il massimo in fatto di comfort: è bello calpestarla a piedi nudi d’inverno, e riceverne un senso di calore e morbidezza, è bello percorrerla avanti e indietro senza alcuni rumore di calpestio: il suo manto rende l’atmosfera soffice e ovattata. La posa in opera è alla portata di ogni fai da te e non richiede altri utensili che un cutter, una riga di metallo, una scopa a setole dure e, se si incolla, una spatola dentata. Tutti attrezzi presenti in un laboratorio fai da te. Per la manutenzione, invece, sono indispensabili un battitappeto e una lavamoquette.
La posa libera è il sistema più rapido, facile e pulito, ma è consigliabile solo in locali di piccole dimensioni, come il bagno, la sauna, il laboratorio o il balcone.
A tenere la moquette bene aderente al suolo, in questo caso, è il suo stesso peso, o al più quello dei mobili. Il telo, tagliato di misura, è adagiato sul pavimento come un tappeto e accostato, con piccoli movimenti di aggiustamento, alle pareti, ben teso. Le moquette sintetiche sono molto robuste e non temono né il sole cocente, né la pioggia; sono perciò adattissime anche all’uso in esterno. Per dotare il terrazzo di casa di un manto erboso morbido, ma capace di asciugare in tempi record, possiamo stendere a posa libera una moquette sintetica ad alta resistenza. La circolazione dell’aria tra la moquette e il pavimento è assicurata da un supporto in gomma sintetica bollata.

MOQUETTE SINTETICA

  1. Misuriamo eventuali sporgenze o rientranze lungo le pareti e riportiamo le misure sulla moquette sintetica, abbondando di un centimetro; utilizziamo allo scopo una riga metallica.
  2. I tagli di finitura, sia in caso di ostacoli, sia lungo le pareti, specie se non del tutto in squadra, si fanno appoggiandosi direttamente al pavimento; il tappeto erboso si taglia con un cutter affilato.
  3. La moquette sintetica per esterni si posa come un comune tappeto: con piccoli movimenti di aggiustamento si raggiunge in breve un’aderenza perfetta. Facile per un buon fai da te!

UTENSILI
Riga, cutter, spatola dentata