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Fito Guaber

Guaber Srl, nata nel 1961, è un’azienda che ha nella capacità di innovazione e attenzione alle esigenze del mercato le sue caratteristiche primarie, che alimentano lo sviluppo crescente, in grado di offrire non solo prodotti per le piante, ma anche nuove referenze in linea con l’evoluzione del mercato attuale dei garden center.

Con il nuovo claim FITO Green Revolution, Guaber vuole comunicare il suo impegno nel costruire valore intorno al mondo del giardinaggio, rendendosi parte attiva nello sviluppare prodotti efficaci e sicuri, ma anche idee ed attività che mirino a rafforzare ed ampliare sempre di più il settore del giardinaggio.

La linea FITO comprende concimi, sementi, insetticidi, anticrittogamici, terricci e specialità per la bellezza delle piante.

 

Blumen

BLUMEN nasce nel 1980 ma le sue origini risalgono all’inizio degli anni ’20.
Leader nel mercato delle sementi hobbistiche, con i marchi BLUMEN e LANDEN e delle sementi professionali, con i marchi FOUR E OLTER, BLUMEN fonda la sua crescita ed il suo successo su tre importanti elementi: qualità – innovazione – servizio.
Il 2009 ha visto l’ingresso dell’Azienda anche nel mercato hobbistico dei prodotti naturali per la cura delle piante, con i marchi NUTRISNATURA e AZOVITNATURE, diventati subito punto di riferimento nei rispettivi canali distributivi. Nel 2010, con l’acquisizione dellalicenza del noto marchio di concimi CRESCITA MIRACOLOSA, BLUMEN rafforza sempre più la sua presenza nel mercato dei fertilizzanti.

La qualità e la conseguente soddisfazione del clientee del consumatore finale sono un concetto cardine per BLUMEN, ogni prodotto deve infatti rispondere a precisi requisiti: totale qualità delle materie prime e dei processi produttivi, grande attenzionenello studio del packaging, massima cura dei sistemi espositivi.
Gli ingenti investimenti nella Ricerca e Sviluppo e nella selezione e registrazione di nuove varietà orticole, hanno portato negli anni a creare prodotti sempre più innovativi e qualitativamente avanzati. Grande attenzione è dedicata alservizio rivolto al trade, grazie ad una qualificata rete di vendita, presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale, in grado di offrire un servizio di merchandising e di promozione di elevato livello.

Cucine in muratura fai da te

Questa cucina in muratura, tutta su una parete, racchiude l’essenziale per cucinare; tra il bianco dominante di mobili e piastrelle emergono particolari in due colori contrastanti, riprodotti anche sulle maniglie dei mobili

cucine muratura faidate
PRIMA: La situazione di partenza era quella di una vecchia cucina con elementi separati e dislocati in modo irrazionale: lavello su una parete, cucina al centro e frigorifero sulla parete opposta.

Per sfruttare al massimo il poco spazio disponibile e ottenere una cucina in muratura completa, mantenendo la necessaria libertà di movimento, l’unica possibilità in casi come questo è la realizzazione su misura. Nella stessa parete dobbiamo collocare piano cottura, lavello, forno e frigorifero, oltre alla cappa e ad alcuni pensili.
Partendo dagli elettrodomestici a incasso e tenendo conto del loro ingombro, suddividiamo lo spazio a terra e predisponiamo i divisori di calcestruzzo cellulare, prevedendo il lavello e il sottolavello al centro, piano cottura e frigorifero ai lati. Sopra, siamo vincolati dalle dimensioni standard dei pensili, pertanto da un lato la parete va completata con un vano a giorno. Anziché rimuovere la vecchia piastrellatura, possiamo applicare un pannello di cartongesso su cui realizzare il nuovo rivestimento, facendo correre dietro di esso l’impianto elettrico. Si seguito i passaggi per costruire una cucina con il cemento cellulare; in alternativa se si vogliono utilizzare i mattoni, vi consigliamo l’articolo su RifareCasa.

Cucine in muratura con muretti di calcestruzzo cellulare

  1. Per una maggiore stabilità pratichiamo un foro a parete a livello della faccia superiore del blocchetto; un pezzo di barra inserito nel foro e annegato in una scanalatura ricavata sul blocchetto ne impedisce il movimento.
  2. Per la posa occorre una colla specifica, simile a quella utilizzata per le piastrelle, che serve anche per nascondere le linee di giunzione e stuccare eventuali scheggiature, da distribuire con una speciale cazzuola dentata.
  3. Stabilizziamo il secondo blocco controllando l’allineamento a quello precedente e verificando con la livella che sia verticale e in piano. Sul pavimento si nota il nastro per mascheratura posto per delimitare l’ingombro del blocchetto in fase di progettazione.
  4. Se l’altezza da raggiungere non corrisponde alla somma di più blocchetti, effettuiamo il taglio con un segaccio. Allo stesso modo otteniamo l’apertura per il passaggio degli impianti, visibile vicino alla parete.

attrezzatura-gasbetonIl calcestruzzo cellulare, un materiale leggero e facile da lavorare

Il calcestruzzo cellulare è più conosciuto come Gasbeton o Betoncell, marchi registrati delle due principali aziende produttrici. Si presenta in blocchi e tavelle di varie misure e fattura, anche provvisti di incastri, che vanno legati con una speciale malta adesiva per realizzare strutture portanti, complementi e divisori: in edilizia esistono sistemi completi che permettono la costruzione di edifici dalle fondamenta al tetto.
Resiste bene alla compressione, è un buon isolante ed è leggero e facile da lavorare: per sezionarlo basta un comune segaccio con denti in metallo duro, mentre per regolarizzare le superfici bastano una raspa da legno e una carteggiatrice. La superficie, già di per sé liscia, può necessitare di un’intonacatura leggera per finiture a pittura, mentre piastrellature o altri rivestimenti possono essere posati direttamente.
Per stendere il collante sui bordi si utilizzano speciali cazzuole dentate “a cucchiaio” di varia larghezza, così da lasciare uno strato uniforme e delimitato di malta adesiva sulla superficie di contatto.

Realizzare il top delle cucine in muratura

  1. Il piano cucina è il classico pannello di laminato già pronto, di spessore compreso tra 30 e 60 mm, con il bordo frontale stondato, più largo di 60-80 mm per poterlo incassare nelle pareti laterali. Utilizzando le dime a corredo di lavello e piano cottura delimitiamo la linea di taglio con nastro per mascheratura, su cui eseguiamo la tracciatura; con il trapano pratichiamo i 4 fori d’ingresso per la lama del seghetto in corrispondenza degli angoli.
  2. Il nastro, oltre a evidenziare la tracciatura, evita che la lama causi scheggiature allo strato di laminato.
  3. Per una maggiore stabilità, mancando i muretti di sostegno laterali, dobbiamo realizzare due crene in cui inserire il top, larghe quanto basta a permettere le piccole correzioni per sistemarlo in piano.
  4. Proteggiamo la superficie di laminato con una larga striscia di carta e procediamo alla chiusura delle crene con malta di cemento, applicata e livellata con una cazzuola.

Piastrellatura della parete delle cucine in muratura

  1. Per gli inserimenti decorativi servono piastrelle quadrate con diagonale di misura uguale o appena inferiore al lato di quelle bianche: in questo caso le abbiamo scelte di colore blu e giallo e le tagliamo a metà con una tagliapiastrelle.
  2. L’incollaggio inizia da uno degli angoli, quello maggiormente in vista, a filo del top; collochiamo una coppia di triangoli colorati e proseguiamo, prima sui lati e poi a salire, posizionando intercalate le piastrelle intere bianche e i triangoli blu, applicando poca colla per volta dato che indurisce velocemente.
  3. Mentre fra le piastrelle bianche la fuga è quasi inesistente, tant’è vero che non sono stati usati i crocini distanziali, dove si inseriscono i 4 spicchi colorati che costituiscono le decorazioni dobbiamo distanziarli con listellini di legno perché la loro diagonale è inferiore al lato delle bianche.

Installare cappa, fornelli e lavello nelle cucine in muratura

  1. La dima d’installazione che accompagna la cappa ci permette di praticare con esattezza i fori per il fissaggio alla base del pensile e per l’uscita del tubo di evacuazione dei fumi.
  2. Aperto il foro di aspirazione con una sega a tazza di diametro adeguato, possiamo avvitare la cappa alla base del pensile per poi collegare elettricamente la ventola e la luce di servizio.
  3. Con il fornello capovolto fissiamo la guarnizione perimetrale che evita infiltrazioni di liquidi e avvitiamo le squadrette che bloccano il piano ai bordi; colleghiamo il tubo del gas e, se c’è, l’alimentazione elettrica per l’accensione piezo, quindi posizioniamo il piano cottura in sede.
  4. Verificato che il lavello entri correttamente in sede, stendiamo un cordone di sigillante lungo il perimetro inferiore, rimuovendo l’eccesso subito dopo il montaggio.
  5. A questo punto possiamo montare il gruppo miscelatore completo di flessibili e la piletta di scarico (anche se, per maggiore praticità, lo si potrebbe fare prima di montare il lavello in sede), completando poi il collegamento al sifone e alle tubazioni di mandata.

Approfondimento sugli impianti elettrici

Approfondimento sull’impianto idraulico

Come progettare una cucina

cucina muratura fai da te

Isolamento interno ed esterno Maxi Sistema Knauf

Il Maxi Sistema Knauf rappresenta una proposta a 360° per soddisfare tutte le esigenze costruttive, a seconda della tipologia e della destinazione d’uso dei locali.

Trent’anni fa Knauf proponeva il Sistema Costruttivo a Secco, il primo pacchetto completo per realizzare pareti, contropareti, soffitti e sottofondi per pavimenti. A distanza di 15 anni, nel 1995, il sistema Knauf si ampliava per far fronte alle problematiche costruttive, quali la sicurezza antincendio, l’isolamento termoacustico e la resistenza meccanica; oggi, dopo altri 15 anni, un’ulteriore evoluzione.

Il nuovo Maxi Sistema è la risposta alle nuove esigenze costruttive, alla continua ricerca di un sempre maggior risparmio energetico, con un efficace isolamento termico ed acustico che offra anche protezione passiva dal fuoco. Una vasta serie di soluzioni complete per la realizzazione di  contropareti, controsoffitti, pareti di tamponamento esterne, soffitti modulari ispezionabili, abbinate con lana di roccia e lana di vetro, grazie alla collaborazione con Knauf Insulation, azienda del gruppo.

La nuova lana di vetro Knauf si basa sulla tecnologia innovativa Ecose® che vede l’impiego di una resina rivoluzionaria di origine vegetale senza formaldeide, garantendo prodotti in grado di fornire un isolamento efficace e sostenibile. Nasce così Ekovetro®, disponibile in pannelli da 600×1350 mm, spessore 45-60-75 mm, o in rotoli con spessori compresi tra 45 e 100 mm, larghezze 400 o 600 mm e lunghezze comprese
tra 7,5 e 16 metri. Caratteristica del prodotto è la colorazione marrone, assolutamente naturale e priva di qualsiasi sostanza colorante; tra le altre peculiarità, la lana di vetro Knauf è incombustibile in classe A1, è totalmente riciclabile ed utilizza materiali rinnovabili.

La tecnologia Ecose® assicura al prodotto stabilità dimensionale nonostante le variazioni di temperatura ed umidità; le fibre sono sottoposte ad un trattamento che impedisce l’assorbimento d’acqua per capillarità e dell’umidità dell’aria; la struttura a cellula aperta favorisce la rapida eliminazione di eventuali condense per essiccazione. Ricordiamo che le lane minerali sono state escluse dall’elenco delle sostanze cancerogene sospette dall’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro).

>> visita il sito KNAUF

Scopri i prodotti Knauf su Almanacco Far da sé

Carta da parati in bagno | Impermeabile, resistente all’abrasione e agli acidi

La carta da parati in bagno è utilizzata per realizzare decorazioni eleganti in ambienti umidi e non si danneggia perché resistente e impermeabile

In bagno si preferiscono rivestimenti idonei al contatto con acqua e umidità, facilmente igienizzabili, ma ora è disponibile per questi ambienti (e anche per esterni) un’innovativa gamma di parati: si chiama OUT System Wet ed è un’innovativa tipologia di parati, spessi 1,2 mm, completamente impermeabili, resistenti all’abrasione e agli acidi.

Il sistema OUT (Outdoor Unvenconventional Texture) è una soluzione rivoluzionaria per portare all’esterno i parati e si compone di tre elementi: l’adesivo OUT System01, il tessuto tecnico OUT System02, con stampe grafiche e di design, e la finitura OUT System03, quest’ultima ripartita in due tipi.

Per un utilizzo in esterno, resistente a pioggia, raggi UV e inquinanti c’è la 03Outdoor, mentre la 03Wet è idonea all’utilizzo in ambienti umidi quali bagni e centri benessere, resistente inoltre all’ingiallimento e all’abrasione.

Per portare a termine il lavoro con questa carta da parati per bagno sono necessarie 48 ore; si ottiene un rivestimento continuo, con superficie facile da pulire, con una valenza estetica migliore rispetto a una piastrellatura, oltre a poter essere sostituita con una minore invasività.
Wall & Decò

tappezzeria bagno

Calendario avvento fai da te

Aspettando il Natale con un originale calendario avvento per fare contenti grandi e piccini con tanti piccoli doni 

Recuperando una classica bacheca di legno, quella con tante “caselle”, realizziamo un calendario dell’avvento originale e un po’ diverso da solito. Cerchiamo stoffe natalizie, rosse bianche, e fantasia, del cartoncino, dei pennarelli da stoffa, e della colla.
Per la parte decorata, possiamo anche recuperare delle immagini prese da delle riviste.
 
GIOCO D’INCASTRO

  1. Da un foglio di cartoncino spesso tagliamo una serie di rettangoli di misura più grande della casella che devono coprire, in modo da fare battuta. Scelte su una rivista le immagini decorative, segniamo dove tagliare il foglio lasciando una certa abbondanza per rivestire il cartoncino. Segniamo il numero di casella.
  2. Posto il cartoncino al centro, tagliamo gli angoli del foglio e incolliamolo piegandolo all’interno.
  3. Tagliamo altrettanti cartoncini di dimensione identica alla casella, segniamo il numero e rivestiamoli con panno rosso.
  4. Incolliamo ogni pannello con il corrispondente più grande.

calendario-avvento-di-legnoNel mese di dicembre, ogni giorno una sorpresa da trovare! Utile anche dopo le feste, questo calendario dell’avvento fatto di legno, potrà essere utilizzato come scaffale nel quale riporre piccoli oggetti tipo pupazzi e soprammobili. I vostri bambini ne saranno felici!

Presepe di sughero

Utilizzando ciò che si trova in natura realizziamo un originale presepe di sughero

Impreziosiamo il nostro presepe realizzando una Natività totalmente “naturale”, utilizzando corteccia d’albero, sughero, muschio e trucioli di legna… sarà indiscutibilmente più vera di quelle che troviamo in commercio. Realizzazione di Adriana Gonella

CORTECCIA E TERMOCOLLA E IL NOSTRO PRESEPE DI SUGHERO PRENDE VITA

  1. Iniziamo a rivestire il coperchio della scatola da scarpe con la corteccia. Per il fissaggio applichiamo alcuni punti di termocolla.
  2. Continuiamo a rivestire la scatola da scarpe con la corteccia, cercando di realizzare una struttura che abbia la forma di un piccolo giaciglio.
  3. Utilizzando i trucioli ricaviamo un soffice strato d’appoggio in cui accogliere la sagome, simulando la paglia della Natività.
  4. Le sagome di Maria, Giuseppe e di Gesù vengono realizzate con i tappi di sughero, opportunamente tagliati per simulare la testa, il tronco e le braccia.
  5. Rifiniamo le sagome con porzioni di tessuto di stoffa e di lana, per simulare i vestiti di Maria, di Giuseppe e la coperta che protegge il Bambino.
  6. Ultimiamo la Natività inserendo altri elementi caratteristici come il bue e l’asinello, il bastone di Giuseppe e la caratteristica stella cometa. Alcuni pezzi di muschio, fissati intorno alla struttura per simulare l’erba, completano il tutto. Il nostro Presepe di sughero farà bella mostra di sé sotto l’albero di Natale.

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Montolit

La Brevetti Montolit S.p.A., da anni punto di riferimento indiscusso nel campo delle attrezzature professionali per piastrellisti, pavimentatori, muratori e fabbri, é nata nel 1946 con la realizzazione delle famose cesoie per lamiera; la prima di tante brillanti idee finalizzate allo studio e alla produzione di attrezzature per rendere più semplice e veloce il lavoro in cantiere.

Dalle prime rudimentali “macchine” per il taglio di materiali come il marmo od il granito, costruite per l’impiego manuale utilizzando leve e cinematismi innovativi ma elementari, si é passati, seguendo l’incessante evoluzione dei materiali da costruzione, a macchine più complesse (sempre esclusive) per la lavorazione di ogni tipo di materiale lapideo. In particolare l’utilizzo di nuovi prodotti più tenaci per la posa ha indotto il dipartimento tecnico della Brevetti Montolit S.p.A. allo studio di differenti sistemi per il taglio e la foratura, più costosi, complicati e perció mal accettati dagli stessi utilizzatori, ma indispensabili. Si é così arrivati alla più recente fase evolutiva aziendale: la progettazione prima e la produzione poi di differenti linee di macchine elettriche e manuali per le lavorazioni dei materiali lapidei, sempre geniali, esclusive e coperte, in tutto od in parte, da privative e brevetti internazionali, come del resto tutti i prodotti facenti parte della linea produttiva e commerciale della Brevetti Montolit S.p.A. Accanto alla qualità assoluta dei prodotti, prerogativa irrinunciabile per il Management della Brevetti Montolit S.p.A., sono: l’assistenza post-vendita, garantita in tutto il mondo dal punto di vista commerciale, da Agenti diretti, Importatori, Distributori, e, dal punto di vista tecnico da uno specifico ufficio interno e la sicurezza del prodotto. Grazie alla dinamica rete distributiva – commerciale, il marchio MONTOLIT, rappresenta ormai la leadership settoriale a livello nazionale ed ha raggiunto, con oltre ottanta paesi d’esportazione e più di 100.000 pezzi annui venduti, una invidiabile posizione di riferimento anche a livello mondiale.

Addobbi natalizi facili e veloci

Ecco alcuni spunti per realizzare velocemente degli addobbi natalizi belli e poco invadenti in casa. L’albero di Natale è suggestivo, ma lungo da preparare, meglio allora se si ha poco tempo da dedicare per la decorazione della casa, ricorrere a soluzioni più semplici, ma di sicuro impatto visivo.

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Luce in vaso

  1. Scegliamo fiori e foglie di seta di media grandezza (se occorre spruzziamoli con spray rosso e oro); avvolgiamo attorno ad alcuni steli una cordoniera dell’albero di Natale, meglio se a intermittenza, con le luci disposte a spirale.
  2. Inseriamo gli steli in un vaso di cristallo capiente, facendo fuoriuscire il conduttore con la spina; completiamo la composizione con gli altri fiori  .

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Addobbi natalizi con aglio e peperoncini

Non è una ricetta di cucina, ma un modo simpatico e originale di utilizzare questi aromatici ingredienti, dai classici colori rosso e bianco, per preparare esclusivi e profumati addobbi natalizi.

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Scegliamo teste d’aglio piccole e dalla forma regolare e peperoncini rossi, possibilmente con il picciolo lungo. Per realizzare questa decorazione, leghiamo attorno a un mazzetto di peperoncini rametti di pino ed agrifoglio e completiamo con pigne spruzzate di spray color oro.

 

 

 

catene-aglioPer dare un aspetto natalizio alla cucina possiamo appendere queste collane, realizzate infilzando una serie di peperoncini e teste d’aglio con uno spago infilato in un ago da materassaio.

 

Per un originale segnaposto o un simbolico omaggio, ecco il bouquet di peperoncini e rametti di pino, con un cuore di aglio, vivacizzato dalla presenza di un piccolo pupazzetto e avvolto in una reticella rossa e in un delicato centrino di pizzo.

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Fai da te il taglio elettrico

Ampia scelta di elettroutensili e macchine motorizzate nel bricolage per il taglio elettrico del legno in modo preciso, sicuro e senza fatica

Tra queste le più diffuse sono: il seghetto alternativo, la sega circolare (portatile o da banco) e la troncatrice.

SEGHETTO ALTERNATIVO

La caratteristica fondamentale del seghetto alternativo è quella di possedere una lama corta e stretta che sporge dalla parte inferiore della suola e che è animata da un continuo movimento di va e vieni detto, appunto, alternativo; i denti, però, asportano il materiale solo nella fase di ritorno, quando la parte attiva rientra verso il corpo della macchina: in questo modo, per quanto stretta ed esile, la lama non può flettersi o rompersi perché lavora sempre in trazione e mai a spinta. È il primo elettroutensile da taglio che entra a far parte della dotazione di un fai da te.

Le ridotte dimensioni della lama, quindi, sono esattamente quanto serve per eseguire facilmente tagli sagomati, ma, come rovescio della medaglia, non offrono una guida sufficientemente precisa per i tagli diritti né permettono di troncare tavole particolarmente spesse. Solo i modelli più potenti, infatti, possono tagliare fino a 80 mm di spessore.
Non bisogna dimenticare infine, che questo tipo di utensile viene di solito usato a mano libera e che la precisione, in pratica, dipende parecchio dall’abilità dell’operatore.

ALTERNATIVO PARALLELO PER IL TAGLIO ELETTRICO

La guida parallela
Per seguire con sufficiente precisione la “retta via”, comunque, basta utilizzare la guida parallela in dotazione all’utensile o, se siamo troppo lontani dal bordo, un listello ben diritto fissato al pezzo in lavorazione con una coppia di morsetti.
ll continuo andirivieni della lama è comandato da un meccanismo molto robusto, formato da un biellismo e da un riduttore mossi da un motore a spazzole, con potenza variabile da 300 a 600 watt circa; molte versioni, poi, offrono anche un movimento pendolare regolabile su tre posizioni diverse: in questo caso la lama viene spinta verso l’avanti da un rullo di guida nella fase attiva, mentre viene lasciata libera di riportarsi sulla verticale nella fase di ritorno, limitando in questo modo l’attrito; i vantaggi di questa soluzione sono immediatamente apprezzabili provando a tagliare una tavola di legno prima col movimento pendolare disinserito e poi in azione: nel primo caso serve un certo sforzo per procedere nel lavoro, mentre nel secondo la lama sembra avanzare in modo del tutto automatico, lasciando all’operatore il solo compito di seguire la linea stabilita. Un seghetto alternativo può pesare da 1,5 a 2,5 kg, per cui non esistono problemi sul piano della maneggevolezza, anche grazie all’accurata distribuzione dei pesi che contraddistingue i modelli migliori. Il numero di corse della lama, che di solito si aggira su 3000-3300 al minuto, può nei modelli dotati di variatore elettronico essere regolato a piacere, partendo da un minimo di circa 300-400 corse al minuto.
Tutte le versioni reperibili nei centri fai da te, comunque, presentano degli accorgimenti costruttivi atti ad agevolare l’uso del seghetto: in alcuni casi esiste la possibilità di collegare all’utensile una bocchetta per l’aspirazione dei trucioli; in altri esiste una canalizzazione che spinge parte dell’aria di raffreddamento del motore nella zona di taglio, per tenerla pulita e lasciare in vista la linea tracciata.
ALTERNATIVO VERSATILE
  1. Per praticare un taglio elettrico al centro di un pannello si può inserire la lama in un foro d’avvio o, inclinando la suola, scavare un solco via via più profondo.
  2. La suola del seghetto alternativo è inclinabile per poter realizzare tagli angolati molto precisi. Durante questo tipo di taglio bisogna avanzare lentamente e con attenzione perché è molto facile deviare dalla linea di taglio. Suola inclinabile

La suola dell’utensile, quella parte cioè che va appoggiata sul materiale da fendere, è quasi sempre inclinabile su entrambi i lati: in altre parole, allentando una o due viti di fermo, è possibile ruotare la base per l’esecuzione di tagli inclinati; a volte, inoltre, la suola stessa può essere smontata e posizionata all’indietro, in modo da non costituire ostacolo per i tagli in prossimità dei bordi.
Per ottenere le migliori prestazioni da un seghetto alternativo, comunque, è determinante la scelta della lama giusta, lunga circa 100 mm e con denti più evidenti per il legno. Purtroppo, però, l’attacco non è uguale per tutte le marche, ed esistono almeno 4 tipi diversi di aggancio: i modelli più recenti utilizzano un comodissimo sistema di inserimento rapido, che non richiede l’uso di nessun tipo di chiave (mentre nelle versioni più tradizionali basta un semplice cacciavite).

CIRCOLARE PORTATILE PER IL TAGLIO ELETTRICO

  1. Con la sega circolare portatile si effettuano tagli diritti e paralleli al bordo della tavola con rapidità e precisione.
  2. Quando il legno viene tagliato nel senso trasversale rispetto a quello delle sue fibre il lavoro viene detto “troncatura” che può anche essere diagonale, da 90° a 180°.
  3. Oggi questa sega è ancora più duttile grazie alla libertà che le dà una potente batteria ricaricabile inserita nel corpo macchina, svincolandola dal cavo elettrico e rendendo possibile il suo utilizzo anche nei lavori di bricolage lontano da prese elettriche.

Tra gli elettroutensili per lavorare il legno il più grosso successo appartiene alla sega circolare nella versione integrale. Per i lavori di sgrossatura è l’ideale, essendo un attrezzo robusto e versatile. Può essere portatile e da banco. Per scegliere una buona sega circolare, si devono considerare alcuni fattori. Ad esempio il diametro delle lame in rapporto alla potenza del motore: oggi abbiamo l’opportunità di scegliere dalla lama di 335 mm, che consente di tagliare spessori fino a 128 mm con una sega dotata di motore da 1750 watt, fino alla versione più leggera, che con lama Ø 125 mm taglia 35 mm di spessore, montando un motore da 450 watt per 3000 giri al minuto.

LE PORTATILI
Hanno in comune tutta una serie di caratteristiche di base: la suola di appoggio, ad esempio, può essere regolata per impostare la profondità di taglio ed è inclinabile su un solo lato (quello opposto al motore) per eseguire tagli angolati; sempre presenti la cuffia scorrevole (che scatta automaticamente a coprire la lama quando la suola non appoggia sulla superficie da fendere), l’interruttore di sicurezza (che impedisce ogni azionamento involontario) e la bocchetta per l’espulsione dei trucioli. Prima di iniziare il taglio, si deve fissare la guida (che ci assicura un taglio diritto) ed accertarsi che lo spessore della tavola da segare non sia superiore alla profondità di taglio della lama.
In linea di massima le lame a denti fini servono per lavori di precisione e danno superfici ben rifinite, mentre quelle a denti grossi servono principalmente per grandi lavori magari un po’ grossolani, in cui occorre procedere speditamente. La stradatura è la larghezza del solco tagliato dalla lama ed è in funzione del divaricamento dei denti. L’elevata potenza della sega circolare porta a tagli molto rapidi, ma rischia anche di abbreviare la durata dell’affilatura dei denti, specie con l’uso di pannelli di truciolare nobilitato, sulle cui superfici esterne è applicato un foglio di resina melamminica, la cui durezza può essere paragonata al vetro o alla ceramica. Per questo motivo le lame a denti riportati, in carburo di tungsteno (denominato commercialmente Widia) non sono più prerogativa del professionista ma, ad onta del loro costo superiore, vengono usate anche dai fai da te, dato che il maggior costo di queste lame è largamente compensato dalla loro lunghissima durata.
La sgrossatura è il primo taglio di una tavola seguendo il senso della fibra del legno; il taglio più semplice è quello detto “al volo”, senza l’ausilio di alcuna guida fissa, seguendo una linea tracciata preventivamente.
Il taglio con l’aiuto di una guida parallela è nettamente preferibile perché il legno viene lavorato con larghezza e direzione costanti, consentendo anche di effettuare lunghi tagli in serie.

LA TRONCATRICE

taglio elettrico

Quando una tavola di legno viene tagliata nel senso contrario a quello delle sue fibre, il lavoro alla sega circolare viene detto troncatura, perché non agisce mai nel senso della lunghezza del materiale, ma lo accorcia.
Quando si esegue un taglio, non importa di quale genere, è necessario tracciare preventivamente con un truschino o con una matita (un fai da te accorto non usa mai una penna a sfera perché lascia tracce indelebili) la linea del taglio.
La lama della sega non deve mai andare sopra la linea, ma lavorare di fianco ad essa, sulla parte che costituirà lo scarto. È utile conoscere, per ciascuna lama, la larghezza del solco da essa tracciato.
Si va di solito da un minimo di 1,5 mm fino ad un massimo di 4 ed anche 5 mm quando si usano lame al Widia.