La levigatrice orbitale è un elettroutensile facile da usare, anche per i meno esperti; è ormai presente in quasi tutti i laboratori dei far sa sé e svolge un ottimo servizio nel rifinire le superfici o nel prepararle alla verniciatura finale
Come creare effetti materici con le vernici per legno
Indice dei contenuti
- 1 Utilizzando vernici specifiche è possibile realizzare finiture che tendono a far prevalere la materia, alla vista e al tatto
- 1.1 Quali vernici si utilizzano per ottenere effetti materici su legno?
- 1.2 Effetto materico con vernice per legno Vintage Prestige Rio Verde di Renner Italia
- 1.3 Quali effetti materici si possono realizzare con Vintage Prestige Rio Verde di Renner Italia?
- 1.4 Ecologia e versatilità di Vintage Prestige
Utilizzando vernici specifiche è possibile realizzare finiture che tendono a far prevalere la materia, alla vista e al tatto
Quando si parla di effetti materici ci si riferisce a particolari tecniche decorative o rivestimenti che fanno risaltare in modo evidente i rilievi delle superfici, aumentando notevolmente la percezione al tatto e alla vista. Tipiche sono le finiture in grés porcellanato per il rivestimento di pareti e pavimenti, ma l’effetto materico si può ottenere anche su mobili in legno e altre superfici.
Quali vernici si utilizzano per ottenere effetti materici su legno?
Se per verniciare il legno con smalti classici o impregnati esistono numerosi prodotti con cui ottenere ottimi risultati, per creare effetti materici di qualità bisogna affidarsi a prodotti altamente specifici, e non tutti hanno una risultanza all’altezza delle aspettative.
Effetto materico con vernice per legno Vintage Prestige Rio Verde di Renner Italia
Un prodotto di alta qualità è sicuramente Vintage Prestige Rio Verde di Renner Italia che è una vernice per legno (ma applicabile anche su metallo, vetro, muro, plastica e stoffa) con cui si possono realizzare splendidi effetti materici. La sua elevata copertura e il forte potere aggrappante su tutte le superfici rendono superflue le carteggiature, le sverniciature e l’applicazione di primer, se non in presenza di accentuate sfogliature di vecchie pitture.
La formulazione inodore all’acqua e le scarse emissioni COV (*) rendono questa vernice ideale per gli ambienti interni, ma il prodotto è adatto anche per utilizzo in esterno.

Le tonalità di Vintage Prestige Rio Verde di Renner Italia
Le tonalità disponibili sono:
- frappè,
- nocciola,
- vaniglia,
- cocco,
- lattementa,
- anice,
- tartufo,
- marzapane

Le combinazioni di queste tonalità con diverse tecniche di applicazione consentono di ottenere spettacolari finiture con varia caratterizzazione: materiche, patinate, trasparenti, discontinue, tono su tono che permettono di ridefinire la personalità del mobile o dell’oggetto trattato.
Quali effetti materici si possono realizzare con Vintage Prestige Rio Verde di Renner Italia?
Nello specifico si possono realizzare infiniti effetti (4 sono quelli proposti dall’azienda):
Shabby Chic

Si tratta di un grande classico tra gli effetti materici che regala suggestioni estetiche tradizionali, ma si adatta anche a stili moderni e contemporanei.
Si stende il colore di base e lo si lascia essiccare. Si applica la cera su alcune zone (in preferenza modanature e sporgenze). Si stende quindi il secondo colore a contrasto e si lascia asciugare. Poi si asporta parzialmente con paglietta d’acciaio lo strato superiore nei punti in cui è stata applicata la cera. Per fornire maggiore protezione si può stendere una mano di olio decorativo naturale Rio Verde.
Decapato

L’effetto fa riemergere la venatura e la personalità del legno mediate dalla tonalità̀ di vernice desiderata.
Si rende rustica (“consumata”) la superficie con una spazzola d’acciaio, lavorando lungo la venatura del legno per asportare la parte più tenera del supporto. Si stende il colore e si attende l’essiccazione. Quindi si carteggia la superficie in modo discontinuo e diversificato con carta vetrata grana N° 150. Infine si stendono due mani di olio decorativo naturale.
Patinato

Questa elaborazione di effetti materici vela il legno con sfumature delicate. I colori si fondono e si compenetrano in una raffinata anticatura.
Si vernicia il supporto con la tonalità̀ di base e la si lascia l’essiccare. Con un panno morbido leggermente intinto con poco colore a contrasto si stende la vernice in modo da ottenere una velatura disomogenea che lascia trasparire il sottofondo. Anche qui si può stendere una mano di olio decorativo naturale.
Etnico

Un gioco di stratificazione di più tonalità̀ collegate e consumate dal tempo.
Si applicano due tonalità diverse due colori a “macchia di leopardo”, mentre gli spazi vuoti vanno trattati con un impregnante colorato, preferibilmente noce. Si tirano simultaneamente le vernici con un panno morbido e si lascia asciugare. Si stendono poi due mani di olio decorativo naturale.
Ecologia e versatilità di Vintage Prestige
Le vernici all’acqua per legno Vintage Prestige Rio Verde di Renner Italia sono formulate nel rispetto dell’uomo e della natura e soddisfano la necessità diffusa di recuperare gli oggetti e di regalare loro una seconda vita. Vernici dai colori pastello e delicati, perfetti per gli amanti del vintage e degli effetti materici. Una formulazione che parte da una resina resistente anche in esterno, che regge anche senza finitura e non ha bisogno di primer.
* L’acronimo COV/VOC (Volatile Organic Compounds) indica l’insieme di composti chimici con elevata volatilità, come i diluenti per vernici e altri prodotti. Si stanno sempre più sviluppando linee di pitture, smalti e vernici (come quelle della Rio Verde) che presentano un indice COV molto basso e quindi risultano particolarmente salubri ed ecologiche.
Copriwater Solid Della Fiore
Copriwater universale della linea M’AMO F.lli Della Fiore, realizzato in Europa. SOLID è in Duroplast, materiale plastico ultraresistente, che consente di avere una garanzia di ben 5 anni. Le cerniere regolabili offrono la massima adattabilità con un range in larghezza di 105/210 mm e 430/490 mm in lunghezza. Grazie al materiale impiegato, SOLID è completamente impermeabile e antibatterico.
Facciata vegetale vs verde rampicante
Tratto da “In Giardino n.70 – Luglio/Agosto 2020″
Autore: Nicla de Carolis
La validità delle facciate vegetali ai fini energetici risulta positiva, ma queste “nuove forme di verde in città” sono solo un tassello del quadro di riferimento che necessita di altri elementi per essere valutato: ”…vera, ma al tempo stesso artificiale nel suo dover rinunciare a qualsiasi autonomia e imprevedibilità…” come rileva Umberto Galimberti, maestro di pensiero, “… la città degli uomini, un tempo spazio recintato nel mondo naturale, ha preso il posto della natura ridotta a spazio recintato nel mondo artificiale della città, dove la natura può vivere solo grazie all’assistenza tecnica”.
I muri vegetali high-tech sopravvivono infatti grazie al continuo sostentamento artificiale, che sostituisce alla presenza del terreno una capillare distribuzione di acqua e sostanze nutritive. Ci sono poi casi dove addirittura di tutto questo impianto, costituito da gabbie modulari riempite di lana di roccia, nel giro di tre anni non è rimasto che lo scheletro nudo, perché tutta la vegetazione è morta.
Una facciata vegetale richiede un immane lavoro per creazione e manutenzione; e non parliamo proprio di quel che c’è dietro la realizzazione del bosco verticale, la costruzione riconosciuta nel 2015 grattacielo più bello e innovativo del mondo, progettata da Stefano Boeri, dove piante e alberi, “chiusi” in vasche sui terrazzi, richiedono cure da parte di tree climber (scalatori di alberi), impianti di irrigazione e monitoraggio centralizzati e, per la loro sostituzione, due gru collocate sulle sommità dei grattacieli. Gli appartamenti dei prestigiosi edifici che, grazie a questo verde e ai migliori criteri di edilizia ecologica con cui sono stati costruiti, raggiungono il grado massimo di classe energetica, costano 15.000 euro al metro quadro con spese di gestione altrettanto da nababbi. E tutto questo fa riflettere sulla natura impiegata in tali esperienze, domata e dipendente dalla tecnica, dall’energia e dall’uomo.
Le piante rampicanti che rivestono facciate sono qualcosa di molto meno impegnativo che addirittura, a volte, nascono spontaneamente nella terra intorno alla casa e non hanno bisogno di particolari cure o impianti. Questa vegetazione forte e bella costituisce, anch’essa, una vera facciata ventilata naturale con funzioni termiche, sia nel periodo estivo sia in quello invernale, perché la caduta delle foglie permette al sole di “asciugare” le murature e penetrare attraverso le finestre.
D’estate, invece, la vegetazione si volge secondo l’inclinazione dei raggi solari, dando origine a una schermatura di tipo naturale.
Ma l’ombreggiamento solare non è l’unico aspetto da considerare: un sistema filtrante vegetale crea una barriera di protezione anche alla vista e al vento, mitiga il clima, assorbe le polveri, attenua i rumori. Esistono specie di rampicanti che hanno bisogno di sostegni per potersi sviluppare e “arrampicarsi”, mentre altre sono in grado di sostenersi alle pareti senza bisogno di alcun aiuto artificiale.
…ma tutte queste informazioni e altre potrete trovarle nell’ampio servizio da pagina 10.
Tegole decorate a mano fai da te découpage | Guida alla realizzazione
Indice dei contenuti
Realizziamo delle bellissime tegole decorate utilizzando colori acrilici e la tecnica del découpage
Il filone del riciclo e del recupero creativo è sempre seguitissimo: in questo articolo vediamo come, con semplici passaggi, possiamo realizzare delle bellissime tegole decorate ( o coppi, come nel nostro caso). Le tegole découpage possono essere utilizzate come centrotavola decorativo per le feste o per un’originale idea regalo fai da te.
I materiali necessari per decorare tegole

Come decorare una tegola
Tempo richiesto: 2 ore
- Spalmare l’adesivo da montaggio
Il coppo viene sistemato in verticale, per cui ha bisogno di una base stabile. Spalmiamo l’estremità più larga con un abbondante cordone di adesivo da montaggio e applichiamola su un foglio di faesite o cartone compatto.

- Verniciare la superficie del coppo
La superficie del coppo non è adatta per ricevere vernici e colla, quindi bisogna prepararla con un fondo liscio e poco assorbente. A questo scopo stendiamo uno strato di gesso acrilico seguito da una o più mani di rosso vivace.

- Ritagliamo gli elementi che ci servono
Anziché dipingere tutti i dettagli con colori e pennelli adottiamo la tecnica del découpage: finestre, porte e decorazioni si ritagliano da fogli di carta o tovagliolini con un paio di piccole forbici, curando di seguire con precisione i bordi del disegno.

- Posizionare il ritaglio sul coppo
Poniamo la porta sul coppo a una distanza di circa 5 cm dalla base centrandola sulla curvatura del coppo. Segniamo con una matita la posizione degli angoli in modo da poterla riposizionare esattamente una volta steso il primo strato di colla.

- Stendere lo strato di colla
Esistono adesivi chiamati “colla velo” adatti per la carta più sottile, ma in questo caso funziona benissimo la colla vinilica diluita 1:3. Se ne stende uno strato sulla carta e poi si deposita delicatamente il disegno ritagliato. Picchiettando con il pennello si spianano le grinze e si fa aderire la carta alla superficie.

- Realizzare coppi e mattoni in miniatura
Coppi decorati e mattoni in miniatura si plasmano con il das terracotta, ma si trovano anche già fatti nei centri fai da te e nei negozi specializzati in modellismo. Con la colla a caldo si incollano lungo il margine superiore del coppo, la parte larga verso l’esterno.

- Incollare i mattoni in miniatura
Incolliamo con la colla a caldo i mattoncini sotto la porta fino ad ottenere un pianerottolo, poi proseguiamo lateralmente per realizzare la scaletta. Un ulteriore cordone di colla sotto i mattoni irrobustisce la struttura senza essere visibile.

- Finale all’insegna della fantasia
Possiamo lasciare correre la fantasia incollando sul coppo oggettini che richiamano il Natale e la stagione invernale: con sottili tavolette di balsa e il traforo otteniamo la slitta e lo steccato; le pigne, dorate con vernice spray, sono alberelli e cespugli; dalle decorazioni dell’albero possiamo sottrarre una campanella e un nastro da sistemare sopra la porta.

Tegole dipinte prezzi
I prezzi delle tegole decorate possono variare da pochi euro fino a migliaia per i modelli più esclusivi e artistici.
- UN SOTTOFONDO UNIVERSALE: prepara tutti i tuoi supporti grazie a questo gesso per...
- Colore: terracotta
Nessun prodotto trovato.
- Ceramica di Sicilia
Nessun prodotto trovato.
Una doccia “libera” e innovativa
Tratto da “Rifare Casa n.70 – Luglio/Agosto 2020″
Autore: Nicla de Carolis
In questo numero, tra i tanti approfondimenti e novità, c’è un bell’articolo sulla doccia: un sistema per lavarsi che ha una storia ancora breve; i bagni, diffusi largamente nelle abitazioni solo dopo la seconda guerra mondiale, prevedevano la vasca. La prima doccia di cui si ha un’immagine è il sistema ingegnoso del francese Gaston Bozerian, ideato nel 1880, nel quale “il bagnante” muovendosi su due pedali pompava acqua verso l’alto. La doccia oggi è in testa alla classifica, come gradimento da parte degli italiani, che la preferiscono alla vasca ed è intesa non come la scomoda “scatola” con paretine in policarbonato che delimita uno spazio angusto di 70 x 70 cm, terribile soprattutto per i più corpulenti, ma come uno spazio ampio. Spesso non ha neanche bisogno di essere delimitata da vetri o altri elementi di separazione e viene realizzata a filo pavimento o con un leggero rialzo dei piatti doccia di materiali che possono essere tagliati della misura desiderata; niente a che vedere con quelli massicci, di misure fisse del passato che, nel tempo, insieme agli orribili box di cui sopra, diventavano ricettacolo di muffe e rifiniture ammalorate. Oggi più che di doccia si parla di “sistema doccia” in cui è incluso tutto ciò che è necessario per creare questa zona: le aziende continuano a sfornare novità, dai sistemi ultrasottili per l’impermeabilizzazione, ai sifoni adatti anche ai massetti di basso spessore, tipici delle case d’epoca, agli scarichi a canalina o a muro, ai soffioni con relativi gruppi per regolare temperatura e getti dell’acqua, posizionabili ovunque. Il tutto per assecondare e perfezionare sempre più questa nuova concezione di doccia “libera”, spaziosa e molto godibile, arricchendola anche di optional come la musica che “esce” insieme all’acqua, la cromotetapia, l’idromassaggio e presto anche un vassoio con aperitivo, olive e noccioline…
E poi non potevamo non approfondire l’argomento ECOBONUS 110, previsto dal decreto “cura Italia” che, grazie a un credito d’imposta, consente di realizzare importanti lavori di riqualificazione a costo zero. Certo, fare tutti gli interventi che nel loro insieme contribuiscono a far “salire” di 2 livelli la classe energetica l’immobile, non è proprio una passeggiata, occorre un progetto ben fatto che tenga conto di tutte le componenti necessarie ma, alla fine, i vantaggi sono indiscutibili. Nel dossier di questo numero l’argomento è trattato in generale, con gli aggiornamenti al momento in cui andiamo in stampa e con un approfondimento sull’isolamento dell’involucro, primo passo fondamentale per guadagnare punti.

Forno a legna, come costruirlo fai da te
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Un’utile guida da cui prendere spunto per costruire un forno a legna fai da te
Anziché acquistare un forno a legna prefabbricato possiamo autocostruirlo risparmiando un sacco di soldi. Ma come costruire un forno a legna?
Il forno a legna che proponiamo ha dimensioni di tutto rispetto: al centro della cupola è alto 520 mm dalla base delle tavelle refrattarie che isolano il fondo, il diametro interno è di 840 mm, la profondità della soglia è di 210 mm, l’ampiezza interna di 420 mm e quella esterna di 480 mm; lo spessore della volta finita è di circa 150 mm.
La progettazione

Lo schema della pianta del forno a legna si traccia su di un foglio di cartone definendo gli ingombri interni ed esterni; con uno spessore della volta di 150 mm si ottengono ingombri esterni di 1150 mm in lunghezza per 1000 di diametro.
L’anima del forno (cioè la struttura fai da te di supporto alla muratura) è di legno, ma si possono utilizzare anche materiali come polistirolo espanso o sabbia umida ben modellata; la finitura è costituita da un intonaco di malta refrattaria e rete metallica.
Dopo 10 giorni di presa e ritiro della malta si disarma il sostegno provvisorio e si eseguono i ritocchi interni. Si lascia asciugare per una settimana e si inizia l’essiccazione per irraggiamento: il 1° giorno 10 minuti di fuoco, il 2° giorno 20 minuti e così via. Al settimo giorno i mattoni si presentano quasi sbiancati dalla cottura.
Consigliamo la lettura della guida su come intonacare una parete.
Come costruire un forno a legna
- Preparare l’anima del forno
Per preparare l’anima del forno a legna si fissano alcuni listelli di legno disponendoli come le centine di una barca e si ricopre con cartoni graffettati.

- Allestire la bocca del forno
Allo stesso modo si allestisce la bocca del forno, rivestendola con compensato inumidito, formando così una dima al di sopra della quale si posano i mattoni con malta refrattaria per costruire l’archetto.

- Sistemare la canna fumaria e rivestire la volta
Già in questa fase si sistema la canna fumaria, chiudendola tra una coppia di mattoni, quindi si riveste la volta che, tolta la dima, dev’essere puntellata in maniera opportuna.

- Coibentare la base della canna fumaria
La canna fumaria ha una lunghezza di 900 mm ed un diametro di 140 mm ed è dotata di valvola di regolazione; alla sommità, su tre piattine 3x15x200 mm saldate alla canna si posiziona il comignolo, di 240 mm di diametro, anch’esso unito per saldatura. Prima di posare il caldano, si coibenta la base della canna fumaria, alla quale sono saldate due zanche, con un lembo di feltro alto una trentina di centimetri; il tutto si riveste con un cassonetto di lamiera.

- Ultimare la volta
I mattoni che formano la volta si posano sopra il cordolo di mattoni preparato in precedenza, adattando la loro forma caso per caso e badando che siano sempre sfalsati l’uno rispetto all’altro. Le fessure si chiudono con frammenti di mattone e malta.

- Isolare il camino
L’isolante in lana di roccia si avvolge attorno alla canna fumaria bloccandolo con alcuni giri di filo di ferro. Nella canna fumaria devono essere preventivamente praticate le aperture per il passaggio del chiavistello, costituito da un fondello di ghisa al quale si saldano due cavallotti.

Scultura a tutto tondo | Tecnica spiegata e illustrata
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La scultura a tutto tondo è una tecnica scultorea che permette di realizzare una figura tridimensionale priva di piano o di sfondo
A differenza dei bassorilievi, la tecnica di scultura a tutto tondo consiste nello scolpire il soggetto in modo che possa essere visto nella sua tridimensionalità e completezza, a 360°, senza essere vincolati da un piano o uno sfondo.

Per questa lavorazione è bene utilizzare legno di prima scelta e avere un’idea di massima del soggetto che si vuole realizzare per orientare la fibra in direzione del disegno da riprodurre, eventualmente ricavando le parti da più pezzi che saranno incollati in un secondo tempo.

Per scolpire un cavallo, per esempio, bisogna utilizzare sei pezzi, uno per corpo e collo e cinque per le quattro zampe e la testa, tutti con la fibra orientata per il lungo, cosicché il legno offra la massima resistenza all’utilizzo di scalpelli, sgorbie e altri attrezzi specifici. Il pezzo dev’essere saldamente bloccato in modo da non spostarsi sotto i colpi di mazzuolo.
Un approccio simile è valido anche per la realizzazione di una statua a tutto tondo, sia che raffiguri l’intero corpo o un mezzo busto.
Vediamo nel dettaglio come si realizzano le sculture a tuttotondo.
Cosa c’è da sapere sulla scultura a tutto tondo
- Il più fine lavoro di scultura porta gradualmente dal blocco grezzo di legno fino a un risultato quasi fotografico. In pratica si può dire che lo scultore opera come se sfogliasse un carciofo, eliminando via via gli strati più esterni fino a raggiungere il cuore. Per la prima sbozzatura in generale si usano seghe a nastro e telaio.
- Uno degli attrezzi più antichi per le sculture tutto tondo, utilizzato per asportare ampie fette di materiale, è la mezzaluna. Si tratta di un coltello da impugnare a due mani tramite una coppia di manici, con lama fissa o mobile, che serve per spianare, si utilizza a tirare ed è l’antenato della pialla.
Con il modellino di creta



Direttamente sul legno
La zappetta
È un’accetta con la lama trasversale al manico che si usa più o meno come un martello e ci serve per la sgrossatura della scultura tutto tondo.

Le raspe
Bisogna usarne diverse, dalla dentatura più grossa a quella più fine, per eliminare gli spigoli prodotti con la sgrossatura e passare poi alla carta vetrata.

Il disco per scolpire
Si monta sulla smerigliatrice e lavora come una sega, ma in tutte le posizioni, eseguendo tagli, profondi circa 22 mm e larghi 8 mm.

Supporti reggipezzo
Per realizzare una scultura a tutto tondo il pezzo dev’essere sostenuto lungo il proprio asse, in modo che si possa lavorare tutto il blocco.

Lo si può fare con diversi sistemi, per esempio con questo supporto a inclinazione regolabile, in tubo metallico, che permette di lavorare comodamente e in sicurezza, oppure fissando sul banco o nella morsa un platorello con testina girevole, nel qual caso il pezzo si avvita dal basso al platorello che può girare sul suo asse e basculare avanti e indietro.
Saldatore a stagno: come sceglierlo
Il saldatore a stagno è un utensile elettrico utilizzato per ottenere unioni stabili tra vari componenti nel campo dell’elettronica e nella lattoneria per mezzo di stagno riscaldato fino al punto di fusione
Multifunzione fai da te realizzato con un minipimer
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In questo articolo vediamo come recuperare un vecchio minipimer trasformandolo in un attrezzo multifunzione fai da te
Non è il caso di spiegare cosa sia il minipimer, chiariamo solo è il nome commerciale di un piccolo frullatore a immersione che ha conquistato le casalinghe di tutto il mondo, e che poi è stato imitato da un’infinità di altri marchi.
Per semplicità, in queste pagine il termine minipimer sarà usato genericamente essendo protagonista di una storia di conversione. Avendo uno di questi piccoli elettrodomestici, il cui motore ancora funzionava, ma le lame erano consumate e la loro protezione era andata in parte a pezzi, abbiamo pensato di sistemarlo per ricavarne un elettroutensile multifunzione fai da te a metà fra una smerigliatrice diritta e un minitrapano. In effetti, ciò che abbiamo ottenuto è più potente di un minitrapano, ma meno di una smerigliatrice.

Come sempre la procedura è stata graduale: prima si smonta tutto e si verifica la fattibilità sulla base delle condizioni del motore elettrico e dell’apparente robustezza delle parti meccaniche in movimento. Ci si deve inoltre assicurare la possibilità di rendere il progetto fruibile, quindi che ci sia compatibilità con una serie di accessori di cui si ha possesso o che si è sicuri di poter trovare in commercio.
In questa fase è fondamentale avere una buona dotazione di pezzi avanzati o parti meccaniche smontate da altri elettroutensili; fra questi pezzi si trova sempre quello che serve per portare a conclusione un lavoro.
Vediamo nel dettaglio come costruire un utensile multifunzione fai da te riciclando un piccolo frullatore a immersione.
Da rottame a efficace strumento











