Questo carrello per saldatrice è realizzato recuperando parti di una porta blindata, sfruttando sapientemente il bordo in cui la spessa lamiera è ripiegata a 90°, per ricavare i quattro angolari montanti
Chi si applica nella lavorazione del ferro ha tutte le competenze per realizzare in proprio molti accessori, in particolare i supporti, utilissimi per mantenere ordine in laboratorio e semplificare il lavoro, avendo tutto ciò può servire raccolto attorno alla macchina. Come in questo progetto di carrello per saldatrice su ruote che può ospitare, non solo una saldatrice, ma anche un’altra macchina (in questo caso una tagliatrice al plasma).
Il carrello, robusto e strutturato, è realizzato utilizzando ferro di recupero da una vecchia porta blindata, più altri avanzi e ferramenta accantonata. Le parti in lamiera piana servono per fare i ripiani, mentre per i montanti si utilizzano le parti risvoltate della porta, quelle sul contorno, tagliate secondo necessità.
Per i vari accessori si adattano, caso per caso, un pezzo di tubo, pezzi di maniglie per realizzare ganci, altri pezzi della porta per fare il ripiano della bombola ecc. Dopo la pulitura e lo sgrassaggio del carrello grezzo, si dà la finitura: una vernice antiruggine nera industriale, molto resistente agli urti. Infine si applicano 4 rotelle sotto la base, per agevolare lo spostamento delle macchine nella posizione migliore per il lavoro.
Osservazioni
Ottima l’idea di sfruttare il bordo esterno della vecchia porta blindata dove, per realizzare il suo spessore, la lamiera di cui è costituita presenta una doppia piega a 90°.
Invece di acquistare barre angolari per farne i montanti del carrello per saldatrice, si tagliano per un’estensione utile i bordi della porta, ricavando segmenti sufficientemente lunghi e robusti.
Visto che dopo aver fatto i montanti sono avanzati ancora sufficienti zone del bordo, queste sono state usate per ricavare anche tre ripiani con risvolto sul lato anteriore.
Sfruttare bene le parti della porta blindata
I vari pezzi da realizzare si disegnano sulla porta di ferro da cui poi vengono ricavati tagliandoli con la smerigliatrice angolare e un disco da taglio. Dopo in primo taglio sommario, i montanti vanno dimensionati con maggior precisione, in modo che le due coppie, anteriore e posteriore, risultino alte uguali. Zone risvoltate della porta si sfruttano anche nella realizzazione dei ripiani del carrello; la doppia piega a 90° , infatti, risulta utile sul lato anteriore dei ripiani, dove costituisce un’utile barriera di contenimento. Sul ripiano inferiore, uno per volta, si saldano i montanti con l’accortezza di farli rimanere con il corretto orientamento in orizzontale e in verticale. Per questo si puntano prima con la guida di un paio di squadrette calamitate, poi si completano le saldature. Si prosegue con l’applicazione del ripiano intermedio e, infine, di quello nella parte alta del supporto. Notare la forma delle due gambe posteriori del carrello per saldatrice, che da larghe (in basso) si assotigliano salendo verso l’alto; mentre le due anteriori hanno forma regolare. Terminato il montaggio del supporto, con la smerigliatrice e un disco da sbavo si ripuliscono le saldature e si regolarizzano, prima di passare all’aggiunta degli elementi accessori.
Spazioso: pratico carrello per saldatrice con 2 ripiani e…
Sicuro: carrello da officina con spazio per la bombola del…
Mobile: carrello per bombole con ruote posteriori fisse e…
Applicazione accessori carrello per saldatrice
Con alcuni segmenti di tubolare a sezione quadrata si ricavano vari pezzi utili fra cui gli occhielli per appendere la martellina, i contenitori per gli elettrodi e i ganci per appendere e avvolgere i cavi. Partendo dal ripiano inferiore, uno per volta si saldano i montanti alla sua lamiera, con l’accortezza di farli rimanere con il corretto orientamento. Per questo si puntano prima con la guida di una squadretta, poi si completano le saldature. Prima di applicare la finitura, si marcano i fori per l’applicazione delle rotelle che sono tenute da 4 viti per ognuna. Dato lo spessore della lamiera, si effettuano i fori con punta da 5 mm di diametro per poi passare la filiera per filettarli e poter mettere le ruote con viti senza il dado. Data una mano a spruzzo di finitura nella parte sotto del carrello, a vernice essiccata si ripassa velocemente la filiera per non fare fatica nell’applicazione delle viti delle rotelle, che si mettono subito, ma si proteggono con nastro maschera per completare la verniciatura delle restanti parti del carrello per saldatrice. Ottima la resa della vernice data a spruzzo, che rende il manufatto molto uniforme e particolarmente liscio. Per il miglior risultato è necessario ripulire perfettamente il metallo e, soprattutto, sgrassarlo molto bene, magari con diluente alla nitro.
Definizione rapida: La laccatura cinese è una finitura tradizionale a più strati, levigati e lucidati fino a ottenere una superficie dura e specchiante (spesso rosso o nero). Oggi l’estetica si replica anche con sistemi moderni ad alte prestazioni.
Cos’è la laccatura cinese
Tecnica decorativa storica che prevede applicazioni successive di lacca su legno (o supporti compatibili), con cicli di essiccazione, micro-levigatura e lucidatura. Il risultato è una superficie compatta, impermeabile, profonda, adatta a incisioni, dorature e intarsi. Per il fai-da-te contemporaneo si usano sistemi bicomponenti lucidi (PU/AC) o cicli vernice + trasparente high-gloss.
Brico io, la catena italiana leader dei negozi di bricolage di prossimità, ha vinto il prestigiosopremio Innova Retail Award 2025/2026 nella categoria Negozi non-alimentari – Progetti speciali per il progetto Tech Touch eXperience.
Innova Retail Award, riconoscimento annuale organizzato da Kiki Lab e dedicato ai progetti di innovazione nel Retail a 360°, giunto alla sua ottava edizione, premia i progetti nazionali e internazionali in grado di generare valore aggiunto all’experience dei clienti. La giuria, presieduta da Fabrizio Valente e composta da manager, professionisti ed esperti di retail e di innovazione (elenco completo su www.innovaretailaward.it/la-giuria/) ha valutato oltre 71 candidature e ha selezionato i 38 finalisti delle 11 categorie del premio. L’evento si è tenuto il 15 ottobre, presso l’Enterprise Hotel di Milano.
Questa la motivazione della giuria: “Brico io si aggiudica il premio per aver realizzato un progetto che guida i clienti in modo semplice e intuitivo nella scelta del prodotto più adatto grazie a un totem. Basta spiegare le proprie esigenze con un vocale dal proprio smartphone e sugli scaffali si illuminano le referenze fra cui scegliere“.
Per la categoria Negozi non-alimentari – Progetti speciali, i finalisti erano:
Brico io: Tech Touch eXperience
Leroy Merlin Italia: MyCommunity
Mediaworld: In-Store Domination
Pinko: Pinko Brain
A ritirare il premio, in rappresentanza di Brico io, AgostinoRusso (responsabile servizi informativi dell’azienda) ha dichiarato: “Il progetto Tech Touch eXperience aveva l’obiettivo di fornire sia un supporto consulenziale diretto al cliente sui prodotti di colle e siliconi, sia un valido strumento di aggiornamento per il personale di vendita, superando i limiti della formazione tradizionale. La sua realizzazione ha richiesto una stretta collaborazione tra Brico io, i fornitori di tecnologia, quelli dei prodotti e i designer. I benefici principali riscontrati sono stati la velocità di sviluppo e una condivisa visione dei rischi e vantaggi, con le prime installazioni avviate a San Giorgio in Piano (BO) e Cremona”. Questo progetto, sviluppato in collaborazione con Cean e Dinn! per quanto riguarda design e struttura, partner tecnologici come Google Cloud, GO Reply, Jakala, T2O e industriali come Henkel, Rapid, Saratoga, UHU-Bostik, rappresenta una innovazione anche nella modalità di progettazione “go-to-market”. “Tooli, il nome che abbiamo dato all’avatar che appare sullo schermo, si presenta come un totem interattivo che intercetta il cliente e lo guida in un’esperienza completamente nuova – commenta PaoloMicolucci, Amministratore Delegato di Brico io “Attraverso la scansione di un QR code con il proprio smartphone, il cliente può avviare una chat testuale con l’assistente digitale e ricevere informazioni specifiche sul reparto colle e siliconi. Ma l’innovazione non si ferma all’interazione virtuale: il progetto ha portato a una revisione completa dello scaffale, trasformandolo in uno spazio ibrido che integra etichette digitali e schermi informativi”. Siamo onorati – continua Paolo Micolucci – di ricevere questo premio. Crediamo fermamente che l’AI sia uno strumento fondamentale da applicare oggi per migliorare il lavoro di tutti. Questo successo è il frutto di un impegno collettivo: il nostro intero team Brico io e i fornitori che hanno creduto e investito con noi nel progetto. Continueremo a lavorare per migliorarci, perché la spinta all’innovazione non si può fermare e questo premio non fa che rafforzare la nostra convinzione della direzione intrapresa“.
IL PROGETTO TECH TOUCH EXPERIENCE Il progetto TTX innova l’area Colle&Siliconi: l’obiettivo è creare un’esperienza immersiva e self-driven che accompagni il cliente dalla scelta all’acquisto, grazie a moduli tecnologici e touchpoint esperienziali. Il sistema guida, educa e ispira il cliente attraverso percorsi personalizzati, migliorando l’interazione anche in assenza di personale.
Sapere come pulire il piano cottura è essenziale per preservarne la bellezza, la funzionalità e la sicurezza
Mantenere il piano cottura pulito non è solo una questione estetica, ma anche di igiene e sicurezza in cucina. I residui di cibo, grasso e calcare possono accumularsi rapidamente, rendendo più difficile la pulizia quotidiana e aumentando il rischio di cattivi odori o macchie permanenti.
Con i metodi e gli accorgimenti giusti, è possibile riportare qualsiasi superficie a splendere, proteggendo i materiali e semplificando le operazioni future.
Scelta dei detergenti adatti
La scelta dei detergenti è fondamentale per evitare danni alle superfici del piano cottura. I prodotti commerciali specifici per vetroceramica, acciaio o induzione garantiscono risultati efficaci, ma è possibile ricorrere anche a soluzioni naturali, più delicate e sicure per l’ambiente. Tra i più comuni:
Aceto bianco, utile contro calcare e macchie di acqua
Bicarbonato, efficace per incrostazioni e residui bruciati
Limone, con proprietà sgrassanti e antibatteriche
È importante verificare sempre le istruzioni del produttore e testare il prodotto su una piccola area prima dell’uso su tutta la superficie.
Ora che abbiamo visto quali detergenti scegliere, vediamo nel dettaglio come pulire un piano cottura.
Pulizia quotidiana: semplici accorgimenti
Per mantenere il piano cottura in ordine, la pulizia quotidiana deve diventare un’abitudine. Eliminare immediatamente residui di cibo e schizzi di grasso previene l’accumulo di sporco ostinato e facilita le operazioni successive. Una spugna morbida, acqua calda e un detergente delicato sono spesso sufficienti per superfici in vetroceramica o acciaio.
Per superfici a gas, è consigliabile rimuovere le griglie e i bruciatori, lavandoli separatamente e lasciandoli asciugare prima di riposizionarli.
Come pulire piano cottura: rimozione delle incrostazioni più ostinate
Le incrostazioni bruciate rappresentano una sfida maggiore. In questi casi, si possono utilizzare rimedi mirati senza danneggiare il piano cottura:
Creare una pasta con bicarbonato e acqua, applicandola sulle macchie e lasciandola agire 15-20 minuti
Utilizzare una spatola in plastica per raschiare delicatamente residui bruciati, Preferibilmente dopo averli inumiditi con uno sgrassatore
Spruzzare aceto sulle zone interessate, lasciando agire per qualche minuto prima di passare la spugna
Questi metodi sono particolarmente efficaci su vetroceramica e acciaio inox, garantendo una pulizia profonda senza graffi.
Trucchi per la pulizia dei piani in vetroceramica
Il vetroceramica richiede cure specifiche. Evitare prodotti abrasivi e spugne ruvide è essenziale per mantenere la superficie liscia e brillante. L’utilizzo regolare di detergenti delicati e panni in microfibra permette di rimuovere aloni e macchie senza lasciare segni.
Inoltre, applicare periodicamente uno strato sottile di olio vegetale aiuta a proteggere il piano, riducendo l’adesione di sporco e facilitando le pulizie successive.
Accorgimenti per i piani a induzione
I piani a induzione sono sensibili a graffi e urti. La pulizia deve avvenire con panni morbidi e detergenti non abrasivi. In caso di schizzi di cibo bruciato, è consigliabile lasciarli ammorbidire con acqua calda prima di rimuoverli, evitando spatole metalliche che possono danneggiare la superficie.
Un’attenzione particolare va riservata ai bordi e alle fessure, dove possono accumularsi residui difficili da raggiungere. L’uso di spazzolini morbidi o cotton fioc può essere utile per intervenire in queste zone.
Prevenire lo sporco: buone pratiche quotidiane
Per capire come pulire il piano cottura al meglio è bene sapere che prevenire lo sporco è spesso più semplice che rimuoverlo. Alcune buone pratiche includono:
Pulire immediatamente schizzi e residui di cibo
Utilizzare coperchi per pentole e padelle durante la cottura
Asciugare sempre la superficie dopo il lavaggio per evitare macchie di calcare
Evitare prodotti aggressivi o abrasivi che possono danneggiare la superficie
Questi accorgimenti riducono significativamente il lavoro di pulizia e mantengono il piano cottura in ottime condizioni per lungo tempo.
Specificamente progettata per piani cottura in vetroceramica
Privo di sostanze chimiche: funziona solo con acqua
Per una pulizia senza graffi, grazie alla tecnologia micro-texture 3M
Pulizia dei componenti removibili
I componenti removibili, come bruciatori, griglie e manopole, richiedono una cura separata. Lavaggi regolari in acqua calda e sapone neutro aiutano a eliminare residui di grasso e incrostazioni. Per griglie e bruciatori metallici, una spazzola morbida può rimuovere sporco ostinato senza danneggiare il materiale.
Per le manopole, è consigliabile rimuoverle periodicamente per pulire anche le parti interne del piano, spesso trascurate ma soggette ad accumulo di sporco.
Come pulire piano cottura: prodotti naturali vs prodotti chimici
L’uso di prodotti naturali offre vantaggi in termini di sicurezza e rispetto ambientale. Aceto, bicarbonato e limone sono efficaci, delicati e facilmente reperibili. Tuttavia, in presenza di macchie particolarmente ostinate, i detergenti chimici specifici possono risultare più rapidi ed efficaci, purché utilizzati correttamente e con attenzione alle istruzioni del produttore.
Pulizia profonda periodica
Oltre alla manutenzione quotidiana, è consigliabile effettuare una pulizia profonda periodica. Questo tipo di intervento prevede:
Smontaggio di griglie, bruciatori e manopole
Lavaggio con detergenti specifici o soluzioni naturali concentrate
Rimozione di calcare, incrostazioni e macchie persistenti
Asciugatura completa di tutti i componenti prima del rimontaggio
Questa routine contribuisce a mantenere il piano cottura sempre igienizzato, funzionale e visivamente gradevole.
Specificamente progettata per piani cottura in vetroceramica
Privo di sostanze chimiche: funziona solo con acqua
Per una pulizia senza graffi, grazie alla tecnologia micro-texture 3M
Come già detto, sapere come pulire il piano cottura è essenziale per preservarne la bellezza, la funzionalità e la sicurezza. Abitudini quotidiane, accorgimenti specifici per i diversi materiali e interventi periodici più approfonditi permettono di ridurre lo sporco ostinato e facilitano le pulizie future. Mantenere il piano cottura pulito infatti, non solo migliora l’estetica della cucina, ma contribuisce anche a creare un ambiente più igienico e piacevole per cucinare.
Si tiene in questi giorni, a Milano, Host, l’importante fiera mondiale dell’Ho.Re.Ca. (acronimo di hotellerie-restaurant-café), il settore che offre servizi e prodotti legati all’ospitalità, alla ristorazione e al consumo di cibo e bevande fuori casa. Un’occasione imperdibile per essere aggiornati su una realtà in costante evoluzione, con numeri in crescita e con un bel potenziale ancora inespresso grazie alle tante bellezze del nostro Paese, ma grazie anche agli eventi come i prossimi giochi olimpici Milano-Cortina 2026. Il dato saliente che interessa i negozi a cui questa rivista è indirizzata, è il moltiplicarsi di Bed&Breakfast, affittacamere, case vacanze, agriturismi, fenomeno che tutti possiamo toccare con mano, ognuno nella propria città/paese, vedendo il proliferare di targhe su muri e portoni. Meritano di essere citati i numeri dell’ospitalità in Italia che, secondo l’ISTAT, conta 32.194 esercizi alberghieri e 197.337 esercizi extralberghieri composti appunto dalle categorie sopra citate. In realtà i dati extralberghieri sembra siano decisamente più importanti se si considerano gli “affitti brevi condotti in forma non imprenditoriale” che sarebbero oltre 315mila; realtà nate perlopiù dalla richiesta di un turismo che vuole spendere meno ma anche desideroso di vivere a contatto con gli abitanti, con le usanze e le tradizioni tipiche del luogo. Quindi i tanti che si avventurano nella gestione di questo tipo di impresa, magari destinando una parte della casa o acquistando piccoli appartamenti, sono un ottimo bacino di clienti per un negozio specializzato, non avrebbe senso per loro andare da un grossista. Le camere che devono allestire sono 3/6 mediamente e il negozio di articoli per la casa può offrire una gamma completa di tutto quanto serve, dalla biancheria per il letto e per il bagno al necessario per la colazione, agli oggetti di arredo e alla profumazione per gli ambienti. Per approfittare di questi nuovi potenziali clienti, tratti gli spunti dalle tante novità del numero, da pagina 53, oltre che da una visita a Host, potrebbe avere un senso dedicare una parte del negozio all’Ho.Re.Ca. per mettere in evidenza un servizio in più, molto curato, dedicato a questo settore tanto effervescente.
Come incollare compensato per ottenere giunzioni resistenti e durature con i metodi fai da te più efficaci
Il compensato è un materiale molto diffuso nel fai da te e nella falegnameria, apprezzato per la leggerezza e la versatilità. Sapere come incollare il compensato in modo corretto permette di realizzare mobili, rivestimenti e piccole riparazioni con risultati solidi e affidabili.
La scelta dell’adesivo, la preparazione delle superfici e la tecnica di incollaggio sono elementi fondamentali per un lavoro ben riuscito.
Tipi di colla da utilizzare
Le colle più adatte per incollare il compensato variano in base all’uso e alle condizioni ambientali:
Colla a contatto: permette un fissaggio immediato, utile per rivestimenti e pannelli sottili.
Colla vinilica: la soluzione più comune, economica e facile da applicare, perfetta per lavori interni.
Colla poliuretanica: offre maggiore resistenza meccanica e impermeabilità, indicata anche per ambienti umidi.
Colla epossidica: assicura incollaggi molto solidi, adatti a strutture che richiedono durata e stabilità.
Come incollare compensato: la preparazione delle superfici
Un incollaggio di qualità inizia con la corretta preparazione. Le superfici vanno pulite da polvere e grasso, carteggiate leggermente per aumentare l’adesione e controllate affinché non presentino umidità o deformazioni. Questo passaggio semplice garantisce una presa più forte e uniforme della colla.
Tecniche di incollaggio
A seconda del progetto si possono adottare diverse tecniche. L’incollaggio con morsetti è il metodo più usato: dopo aver steso la colla, i pannelli vengono uniti e compressi per ottenere una pressione uniforme.
Nei lavori di falegnameria professionale si ricorre spesso alla pressa, che distribuisce la pressione in maniera omogenea su grandi pannelli. In alternativa, quando serve rapidità, la colla a contatto consente un fissaggio immediato senza morsetti, ma richiede precisione assoluta nel posizionamento.
Come incollare compensato: errori da evitare
Alcuni errori frequenti possono compromettere il risultato finale:
applicare uno strato eccessivo di colla che riduce l’adesione
non esercitare pressione sufficiente durante l’asciugatura
incollare pannelli con superfici irregolari o non piane
scegliere un adesivo non adatto alle condizioni ambientali
Evitando queste situazioni si ottiene un incollaggio più solido e duraturo.
Adatto per l’incollaggio di carta, cartone e cartone, legno…
Pratico Vinilik si asciuga rapidamente, diventando…
Non lasciare asciugare le macchie sui tessuti
Consigli pratici
Per rendere il lavoro più efficace è utile distribuire la colla in modo uniforme con un pennello o una spatola dentata, rimuovere l’eccesso subito dopo l’applicazione e rispettare i tempi di asciugatura indicati dal produttore. Nei pannelli più spessi si può rinforzare l’unione con qualche vite o chiodino, ottenendo una maggiore stabilità della struttura.
Al contrario, nelle piccole costruzioni è possibile utilizzare piccolissime quantità di colla ed eventualmente l’utilizzo di piccoli morsetti, o semplice spago per tenere insieme le diverse parti.
Ora che abbiamo visto come incollare il compensato, analizziamo i costi delle diverse colle.
Costi e convenienza delle colle per compensato
Le colle viniliche sono le più economiche, con flaconi a partire da pochi euro e una resa sufficiente per lavori di media grandezza. Le poliuretaniche ed epossidiche hanno un prezzo più alto, ma garantiscono resistenza e durata anche in condizioni impegnative, si pensi per esempio a una costruzione per il giardino, soggetta agli eventi atmosferici. La colla a contatto ha un costo intermedio e risulta molto pratica per rivestimenti o incollaggi rapidi. In generale, l’investimento rimane contenuto rispetto alla qualità del risultato che si può ottenere.
Sulla base di quanto detto, è chiaro che sapere come incollare il compensato in modo corretto consente di realizzare lavori di falegnameria e bricolage resistenti e ben rifiniti.
La scelta della colla, la preparazione delle superfici e l’applicazione con la giusta pressione sono passaggi fondamentali per evitare scollamenti o deformazioni. Con questi accorgimenti si possono ottenere risultati professionali anche in un contesto domestico.
L’azienda svedese propone due prodotti per la manutenzione del proprio giardino in vista dell’arrivo di Autunno e Inverno
Il passaggio dall’Estate all’Autunno (e, quindi, all’Inverno), per la manutenzione del proprio giardino, è un fattore da non sottovalutare. Mentre le piante cominciano il loro periodo di riposo, si può intervenire con opportune azioni.
Tagliare i rami secchi – che si sono seccati durante i mesi caldi e che potrebbero cedere, più avanti, sotto il peso della neve – ma anche il riordino delle siepi sempreverdi che, visti gli ultimi autunni in cui ha fatto caldo fino a Novembre, possono ancora essere potate: sono davvero tante le azioni che si possono fare in totale autonomia.
Proprio per questo motivo Husqvarna, il più grande produttore al mondo di attrezzature per la cura di Boschi, Parchi e Giardini, ha pensato al Soffiatore Aspire™ B8X-P4A (sistema a batteria Aspire™ 18V) e al Tagliasiepi 215iHD45 (sistema a batteria BLi-X 36V).
Il Soffiatore Husqvarna Aspire™ B8X-P4A è stato progettato per offrire alte prestazioni con un design compatto ed un rimessaggio intelligente. Grazie alle impostazioni di velocità regolabili in 3 fasi, è in grado di gestire qualsiasi attività, dalle delicate aiuole alle foglie bagnate sul prato. La comoda impugnatura morbida e il design leggero e ben bilanciato rendono il soffiatore facile da usare. Come tutti i prodotti della gamma Husqvarna Aspire™, presenta un elegante design nero completato da dettagli arancioni che guidano in modo intuitivo verso tutti i punti di interazione. Il rimessaggio in spazi limitati è facilitato dalle dimensioni compatte, dal gancio su misura incluso e dal tubo rimovibile.
Husqvarna 215iHD45 è un tagliasiepi a batteria doppia lama, ideale per qualsiasi tipo di siepe e dotato di una potenza sufficiente per gestire anche i rami più spessi. L’impugnatura ergonomica e il perfetto bilanciamento facilitano il passaggio dal taglio della parte superiore della siepe al lato della siepe. La facilità d’uso è garantita anche dall’interfaccia utente digitale, dai pulsanti con parte superiore rigida e dalla possibilità di utilizzare il prodotto con qualsiasi batteria Husqvarna da 36 V. Quando non è richiesta la massima potenza per l’attività corrente, è possibile utilizzare la modalità savE™ per aumentare la durata della batteria.
Brico io, la catena italiana leader nel settore del bricolage di prossimità, ha aperto oggi un nuovo punto vendita in franchising a Varese, il quinto realizzato in partnership con La Quattro s.r.l., segnando un’ulteriore tappa nella proficua collaborazione iniziata a febbraio 2022. Con questa inaugurazione, la rete di Brico io raggiunge un totale di 122 punti vendita su tutto il territorio nazionale (42 in affiliazione e 80 a gestionediretta), confermando il suo impegno nella crescita e nell’espansione. “Siamo molto orgogliosi di intraprendere questa quinta avventura insieme alla famiglia Santelena,” ha dichiarato LorenzoBocchi, Responsabile Sviluppo Rete di Brico io S.p.A. “Anche in una metratura più contenuta rispetto ai nostri standard, siamo riusciti a creare un assortimento che soddisfa le esigenze sia del cliente occasionale che del ‘bricoleur’ esperto.”
FOCUS SUL PUNTO VENDITA Il nuovo negozio di Varese è strategicamente posizionato a due passi dal centro, su una strada di forte passaggio e facilmenteraggiungibile. Si estende su una superficie di circa 800 mq, di cui 60 mq sono dedicati al reparto giardinaggio, e si propone come negozio di prossimità pensato per rispondere alle esigenze pratiche di chi vive e lavora in città. A disposizione della clientela è presente un parcheggiodedicato. L’edificio, un tempo sede di una storica concessionaria Lancia-Fiat, acquistato da Dario Fantinato circa vent’anni fa, oggi completamente rinnovato, porta con sé il segno del recupero e della valorizzazione degli spaziurbani.
1 of 12
La proposta merceologica: l’offerta merceologica comprende oltre 15.000 articoli distribuiti tra i vari reparti del “fai da te“, mette in primo piano la ferramenta, l’automotive e i prodotti per l’edilizia privata, tre settori chiave che rendono il punto vendita un partner affidabile tanto per i professionisti quanto per gli appassionati del fai da te. Non mancano, ovviamente, i classici reparti come Utensileria (elettrica e manuale), Elettricità, Idraulica, Bagno, Sistemazione, Legno e Vernici. A completare l’assortimento, un’ampia sezione è dedicata ai prodotti promozionali e stagionali.. In negozio è inoltre presente un corner AreaKasa di circa 50 mq, realizzato in collaborazione con Kasanova, che arricchisce l’esperienza d’acquisto con soluzioni e accessori per la casa. Un mix tra tradizione e innovazione che fa di questo nuovo store un luogo pratico, funzionale e vicino alle persone: un punto di riferimento destinato a crescere insieme al territorio.
Lo staff: un team di esperti è a disposizione dei clienti per offrire consulenze, consigli personalizzati e preventivi gratuiti..
Le offerte: in occasione dell’apertura, è stato realizzato un volantino speciale con una selezione di articoli a prezzi vantaggiosi, scelti per rappresentare al meglio l’offerta del negozio e le tendenze stagionali.
Brico io Varese – Viale Belforte, 99 – Tel. 0332.484734 Orario di apertura: dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 – domenica dalle 8.30 alle 19.00
L’Intelligenza Manuale al centro di un nuovo progetto Presentati i dati della ricerca realizzata con GfK, che evidenziano come, nell’era della digitalizzazione, le abilità manuali continuino a rappresentare un patrimonio prezioso
OBI – azienda leader nel settore del Fai-da-te e del giardinaggio con 644 punti vendita in Europa, di cui 56 in Italia – apre oggi il suo primo Showroom a livello globale, situato nel cuore di Milano, in zona Dateo (viale Piceno 11), e pensato per offrire una consulenza personalizzata ai clienti, inclusi professionisti del design e dell’architettura. In occasione dell’inaugurazione del nuovo spazio, l’azienda ha presentato i risultati della ricerca realizzata con GfK – An NIQ Company[1] come parte del progetto «IntelligenzaManuale», che ne esplora il significato e il ruolodellecompetenzemanuali nella creazione di valore, dalle singole relazioniumanealsistemaPaese.
“Lo showroom di Milano segna un passo importante nella nostra strategia in Italia: non è solo un punto vendita, ma uno spazio consulenziale, un luogo dove le progettualità prendono forma attraverso l’esperienza e la relazione con professionisti”, ha commentato GabrieleGennai, AmministratoreDelegatodi OBI Italia. “Relazione è anche la parola chiave del progetto intrapreso sull’Intelligenza Manuale: secondo la ricerca realizzata con GfK, l’80% degli italiani ritiene che le attività manuali aiutino a sviluppare e rafforzare i rapporti sociali, ma è una ricchezza che stiamo perdendo nel tempo. Considerata la funzione che gli artigiani esercitano nel nostro Paese e il valore economico che ne deriva – basti pensare alle eccellenze italiane nel mondo della moda e del design – riteniamo fondamentale generare maggiore consapevolezza sull’Intelligenza Manuale e promuovere, anche in ambito formativo e professionale, un sostegno più deciso da parte di tutto l’ecosistema”.
Un nuovo spazio nel cuore di Milano La scelta di Milano per il primo Showroom OBI riflette la volontà di rafforzare la presenza in un contesto urbano dinamico, introducendo un concept scalabile e agilmente replicabile anche in altri centri. Sviluppato su una superficie di circa 450 metri quadrati, lo Showroom si configura come un luogo dedicato alla progettazione e un punto di connessione con l’ampia offerta dell’ecosistema OBI – che spazia dai prodotti per l’ambiente bagno a un’ampia selezione di serramenti, porte, superfici e rivestimenti di design, oltre a tutte le soluzioni di climatizzazione e domotica per la casa. Al cliente viene offerta un’esperienza immersiva e su misura, grazie anche a strumenti innovativi come la progettazione 3D con tecnologia VRAY, che permette di visualizzare in tempo reale il proprio progetto di casa. Lo Showroom costituisce il primo investimento in Europa di questo genere da parte di OBI, a conferma della centralità strategica del mercato italiano per l’azienda, che proprio nel nostro Paese ha avviato la sua espansione internazionale nel 1991, con l’apertura del suo primo punto vendita al di fuori dei confini tedeschi. Da allora, il Gruppo ha consolidato progressivamente la propria posizione nel Paese e oggi conta in Italia circa 2.500 collaboratori e 56 punti vendita, da quelli di dimensioni più contenute, con una superficie di circa 1.500 metri quadrati, fino a store più ampi e completi, con superfici che variano tra gli 8.000 e i 10.000 metri quadrati. Questa strategia modulare consente a OBI di adattarsi in maniera precisa alle specificità territoriali, rafforzando la riconoscibilità del brand e rendendo l’offerta sempre più rilevante. Per il lancio dello Showroom OBI, è stata sviluppata una campagna in collaborazione con DLVBBDO, per la creatività, e Wavemaker (parte del gruppo WPP), sul fronte media planning e buying, che comprende affissioni OOH e DOOH nell’area di Milano e investimenti digital, rivolgendosi a due target distinti: da un lato il cliente finale – in particolare le persone che intendono effettuare lavori di ristrutturazione – e dall’altro tutti quei professionisti, come architetti e interior designer, che possono beneficiare dei servizi offerti dallo Showroom OBI nel proprio lavoro.
1 of 6
Dalla ricerca “Intelligenza Manuale”, nasce un progetto per valorizzare il “saper fare” La ricerca dedicata all’Intelligenza Manuale ha messo in luce come, nell’era della digitalizzazione e dell’automazione, le abilità manuali continuino a rappresentare un patrimonio prezioso per l’Italia, capace di dialogare con l’innovazione tecnologica. Il 91% degli italiani ritiene infatti fondamentale per la vita quotidiana una qualche dimestichezzaneilavorimanuali, ma il ruolo della manualità va ben oltre gli aspetti funzionali: per l’80% degli intervistati, tali attività sono anche un potentestrumentorelazionale, capace di rafforzare i legami sociali, favorire la collaborazione e generare momenti di condivisione autentica. Al tempo stesso, il 62% percepisce una diminuzione delle capacità manuali rispetto a dieci anni fa, segno di una progressiva perdita di familiarità con un “saper fare” che ha storicamente caratterizzato la cultura italiana. Una tradizione che continua invece a riflettersi nella percezione delle professioniartigiane, ritenute di granderispettodal 77% degli italiani, oltre che meritevoli di maggiore considerazione e di un sostegnoconcretoda parte delle istituzioni, secondo la metà del campione. Burocrazia e pressione fiscale sono infatti indicati tra le principali barriere che ostacolano la crescita delle professioni manuali, insieme alla percezione di scarso prestigio e tutela e alla carenza di percorsi formativi adeguati. In questo scenario, la tecnologia non è vista come una minaccia, ma come un’opportunità: il 74% degli italiani si dichiara ottimista rispetto all’integrazione tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Manuale, immaginando un futuro in cui strumenti digitali e competenze pratiche si rafforzano reciprocamente. Tra i benefici attesi, spiccano la riduzione degli errori, il supporto alla progettazione e la capacità di affrontare problemi inattesi. Partendo da queste evidenze, OBI realizzerà una serie di workshopin partnership con The Offline Club per aiutare le persone a “disconnettersi” dal mondo digitale e “riconnettersi” con se stesse e con gli altri, creando una community che valorizza esperienze autentiche e genuine. Gli eventi si svolgeranno presso una selezione di punti vendita a partire da questo autunno, coinvolgendo clienti e appassionati di fai-da-te (ma anche semplici curiosi) in laboratori legati ad attività manuali e creative. A supporto del progetto strategico “Intelligenza Manuale” ideato da Havas PR, verrà sviluppata da DLVBBDO la campagna «Mi dai una mano?», che prenderà vita all’interno dei negozi OBI e verrà veicolata tramite i media locali e i canali social di OBI Italia.
Il nuovo packaging della pistola a spruzzo Claber Lancia Pro 8535, sviluppato da Lucaprint con cartoncino Stora Enso, ha ottenuto il Premio Speciale per la Sostenibilità agli European Carton Excellence Award 2025.
La soluzione sostituisce il tradizionale formato a materiali misti con un blister monomateriale in cartoncino riciclabile, eliminando completamente la plastica. Questo inoltre permette di ridurre del 50% il volume dell’imballo, con vantaggi concreti per logistica, stoccaggio e trasporto, oltre a semplificare le operazioni di smaltimento per l’utente finale.
Il materiale impiegato per la produzione del packaging è accompagnato dalla certificazione FSC® che, acronimo di Forest Stewardship Council®, identifica il legno e la carta provenienti da foreste gestite in modo sostenibile, garantendo la tutela delle specie vegetali e animali e assicurando il rispetto delle esigenze sociali, economiche ed ecologiche delle generazioni presenti e future.
Il sistema di chiusura, integrato direttamente nel cartoncino e sviluppato su misura per ogni prodotto, garantisce massima protezione e stabilità senza inserti plastici, mantenendo però una piena visibilità del prodotto. L’intera linea assume così un aspetto coerente e compatto, che unisce impatto estetico e valore ambientale.
La giuria ha premiato il progetto per la sua innovazione strutturale, che rappresenta una vera alternativa al packaging tradizionale: elimina la plastica senza compromettere l’esperienza dell’utente finale o la riconoscibilità del prodotto a scaffale. L’uso di fustellature precise e di una costruzione robusta riduce gli sprechi di materiale, dimostrando come sia possibile coniugare design, funzionalità e sostenibilità.
Un esempio concreto di come Claber, insieme ai suoi partner, continui a costruire un futuro in cui innovazione e responsabilità ambientale vanno di pari passo.